Thread ITA Airways: LH sale al 90%


Si, il mio punto era - e chiedo scusa per non averlo espresso bene - che la vulgata che vuole Emirates come compagnia che gode di "aiutini" anticoncorrenziali non trova riscontro nella realta'. Dubai non ha petrolio, EK paga i prezzi che pagano tutti gli altri. E' una compagnia storicamente in pareggio/attivo, e sa stare sul mercato da sola. (Fun fact: il CASK di EK per l'anno scorso era 108/356=0.30 AED, o 7.3 eurocent. Piu' alto di quello di ITA!).

A nessuno e' negato volare su DXB posto che abbiano gli aerei. Non ci sono coprifuoco o altri magheggi: basta che ci sia uno slot e puoi andare. Le autorita' locali sono fin troppo lasche nel lasciarti operare, vedasi il fatto che su DXB volano "cose" come Ariana o US-Bangla.

Lo stesso non si puo' dire, a differenza, dei cinesi. In cui la CAAC gestisce lo spazio aereo, gli aeroporti, le compagnie e gli handler e che attivamente rende la vita difficile alle compagnie non-cinesi. Vedasi l'impossibilita', o quasi, di trovare uno slot utile a Pechino o a Shanghai, aeroporti che sono tutto tranne che saturi. Se proprio si deve andare a combattere una crociata per l'onore delle aerolinee italiche, che si punti a Pechino e non a Dubai.
C’è da dire che in un settore capital intensive il costo del capitale - e le eventuali agevolazioni- ha un peso determinante. Difficile (anzi impossibile) sapere quanto ha speso EK negli anni per costruire la flotta che ha, ma sono pronto a scommettere che è ben più del capitale proprio
 
Credo sia opportuno un chiarimento. Quando si parla di compagnie del Golfo sovvenzionate, non è necessario ipotizzare carburante regalato o finanziamenti palesemente a fondo perduto. Anche perchè sarebbero scelte fin troppo attaccabili dai concorrenti e dai rispettivi stati. E' sufficiente che ci siano finanziamenti bancari (e magari la banca è dello stato) ad interessi moderati, con la ragionevole certezza che ad ogni scadenza verranno rinnovati. Ne consegue che EK al momento ha un indebitamento complessivo di 25 Mld€. Ora mi chiedo: che dimensioni potrebbe avere oggi ITA se invece di avere ottenuto 1.35 Mld€ di capitalizzazione, avesse potuto disporre di un prestito a babbo morto da 25 Mld€?
 
C’è da dire che in un settore capital intensive il costo del capitale - e le eventuali agevolazioni- ha un peso determinante. Difficile (anzi impossibile) sapere quanto ha speso EK negli anni per costruire la flotta che ha, ma sono pronto a scommettere che è ben più del capitale proprio
Come fanno tutti, JOLCO. (piu' vari finanziamenti "halal", i cosiddetti 'sukuk'). EK ha ricevuto fondi durante Covid, come praticamente tutti del resto, ma non a fondo perduto.

Credo sia opportuno un chiarimento. Quando si parla di compagnie del Golfo sovvenzionate, non è necessario ipotizzare carburante regalato o finanziamenti palesemente a fondo perduto. Anche perchè sarebbero scelte fin troppo attaccabili dai concorrenti e dai rispettivi stati. E' sufficiente che ci siano finanziamenti bancari (e magari la banca è dello stato) ad interessi moderati, con la ragionevole certezza che ad ogni scadenza verranno rinnovati. Ne consegue che EK al momento ha un indebitamento complessivo di 25 Mld€. Ora mi chiedo: che dimensioni potrebbe avere oggi ITA se invece di avere ottenuto 1.35 Mld€ di capitalizzazione, avesse potuto disporre di un prestito a babbo morto da 25 Mld€?

Hai la certezza che abbia ricevuto un prestito "a babbo morto" da 25 miliardi? Airlines 4 America hanno provato per anni a dire che EK aveva vantaggi "illegali", e malgrado cio' non ci sono mai state prove a riguardo. E' abbastanza interessante leggere il 'rebuttal' di EK alle loro asserzioni. Nessun regolatore, dagli americani in poi, ha mai provato che EK riceva "aiutini". Ora, o sono piu' bravi di Lance Armstrong o... forse non c'e' fumo ne' arrosto.
 
EK ha 4 rotazioni ancora nel bilaterale, può usarle. E se il Perù concede autorizzazioni, tanto meglio.



ITA a breve sarà una compagnia privata. Abituati!
EK quello che ha autorizzato può usare, quello che gli deve essere autorizzato lo deve "pagare" o "far pagare". Come ti ha già ben spiegato il Console (puoi fare battutine ma era stato ben chiaro per un sistema che conosce molto bene e che ti ha spiegato precisamente come funziona) il sistema è chiaro e regalare autorizzazioni come proponi tu non è far un dispetto ad AZ (te sei sempre liberista con gli altri... e fai supercazzole per giustificare il protezionismo sul più ricco mercato in Europa) ma agli italiani visto che viene regalato qualcosa che potrebbe portare soldini vuoi in ordini del comparto difesa o altro. Infatti perfino il fino stratega di felpino ha messo sul piatto di EK una contropartita se vuole autorizzazioni, è stata citata un rafforzamento cargo su MXP ad esempio.
Potrebbero lasciare il 350 solo sulla EZE, HND e LIM, i 339 su GRU, CSS, GIG, LAX, SFO, JFK, MIA, ORD, IAH, YYZ e lasciare i 5 332 sulla BOS, IAD, DEL. Insomma ogni rotta con una macchina specifica che aiuta le vendite per i posti.
Se ho fatto bene i conti rimane un A359 libero, gli A339 per me con conti veloci se ce la fanno sono proprio al limite, e 2 A332 di backup.
Facile quindi che l'A359 libero faccia le sue frequenze e sfruttino qualche altra rotta "assegnata" a A339 per incrociare i giri macchina e non lasciare fermi a FCO per ore preziose delle macchine e almeno una delle rotte assegnate ad A339 essere operata con A332 (ORD, YYZ?) oppure più probabile ruotati anch'essi anche altrove sempre per favorire il maggior utilizzo possibile delle macchine.
 
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Come fanno tutti, JOLCO. (piu' vari finanziamenti "halal", i cosiddetti 'sukuk'). EK ha ricevuto fondi durante Covid, come praticamente tutti del resto, ma non a fondo perduto.



Hai la certezza che abbia ricevuto un prestito "a babbo morto" da 25 miliardi? Airlines 4 America hanno provato per anni a dire che EK aveva vantaggi "illegali", e malgrado cio' non ci sono mai state prove a riguardo. E' abbastanza interessante leggere il 'rebuttal' di EK alle loro asserzioni. Nessun regolatore, dagli americani in poi, ha mai provato che EK riceva "aiutini". Ora, o sono piu' bravi di Lance Armstrong o... forse non c'e' fumo ne' arrosto.
qui stiamo parlando di ben prima del covid, quando è stata costruita una compagnia con un tasso di espansione difficile da mantenere con finanziamenti a tassi di mercato
 
Come fanno tutti, JOLCO. (piu' vari finanziamenti "halal", i cosiddetti 'sukuk'). EK ha ricevuto fondi durante Covid, come praticamente tutti del resto, ma non a fondo perduto.



Hai la certezza che abbia ricevuto un prestito "a babbo morto" da 25 miliardi? Airlines 4 America hanno provato per anni a dire che EK aveva vantaggi "illegali", e malgrado cio' non ci sono mai state prove a riguardo. E' abbastanza interessante leggere il 'rebuttal' di EK alle loro asserzioni. Nessun regolatore, dagli americani in poi, ha mai provato che EK riceva "aiutini". Ora, o sono piu' bravi di Lance Armstrong o... forse non c'e' fumo ne' arrosto.
E' la cifra inscritta a Bilancio: Total liabilities 102,924 M AED

Pag. 157

Non vedo cosa sia tecnicamente contestabile in un finanziamento bancario ad interessi più o meno di mercato che a scadenza venga rinnovato.
 
E' la cifra inscritta a Bilancio: Total liabilities 102,924 M AED

Pag. 157

Non vedo cosa sia tecnicamente contestabile in un finanziamento bancario ad interessi più o meno di mercato che a scadenza venga rinnovato.

Liabilities =/= soldi dati a babbo morto dal governo.

qui stiamo parlando di ben prima del covid, quando è stata costruita una compagnia con un tasso di espansione difficile da mantenere con finanziamenti a tassi di mercato

E io ho fatto riferimento a come EK ha finanziato i suoi acquisti: con strumenti come i JOLCO, come fanno tutti, e altri strumenti (v. sopra).
Torno a dire: le tre grandi dell'aviazione commerciale USA hanno fatto le stesse rimostranze che fate voi alle autorita' americane. E' finita cosi:

In 2015 the U.S. 'Big Three' assembled a case that Emirates had pocketed over $6 billion in subsidies in violation of the U.S.–UAE Open Skies Agreement. Emirates answered with a 388-page rebuttal, denying the fuel-hedging benefits, the related-party advantages and the below-market airport charges point by point.5 No regulator has since found an Open Skies violation.

 
Liabilities =/= soldi dati a babbo morto dal governo.[/URL]
Infatti ho fatto l'esempio del finanziamento bancario.
Ma dovresti sapere che nella vita ci sono figli e figliastri.
E nelle operazioni di sistema ci finiscono solo i figli prediletti. ;)

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Infatti ho fatto l'esempio del finanziamento bancario.
Ma dovresti sapere che nella vita ci sono figli e figliastri.
E nelle operazioni di sistema ci finiscono solo i figli prediletti. ;)

Ripeto: le US3 sono andate a lamentarsi, con i vari ministeri, in America riguardo a sei miliardi (non venticinque) di 'sussidi' che EK avrebbe ricevuto. Non e' stato trovato niente.
 
Ripeto: le US3 sono andate a lamentarsi, con i vari ministeri, in America riguardo a sei miliardi (non venticinque) di 'sussidi' che EK avrebbe ricevuto. Non e' stato trovato niente.
E notoriamente gli Emiri non sono buoni clienti delle aziende strategiche dello Zio Sam...
 
Ripeto: le US3 sono andate a lamentarsi, con i vari ministeri, in America riguardo a sei miliardi (non venticinque) di 'sussidi' che EK avrebbe ricevuto. Non e' stato trovato niente.
Ancora! Non ho parlato di sussidi! Ma se una banca presta soldi ad una azienda e quest'ultima paga regolari interessi, nessuno può dire niente. Magari possono immaginare tutto, ma formalmente la cosa è ineccepibile.
 
Ancora! Non ho parlato di sussidi! Ma se una banca presta soldi ad una azienda e quest'ultima paga regolari interessi, nessuno può dire niente. Magari possono immaginare tutto, ma formalmente la cosa è ineccepibile.
Se poi il merito di credito di quella start up è AAA perché per caso c’è la garanzia sovrana degli EAU e quindi gli interessi sono particolarmente bassi diventa tutto ancora più facile
 
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Altre novità dal volo per Lima... ma non sarebbe meglio attivare una navetta MPX-FCO?​

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Ita Airways, ritorno a sorpresa a Milano Malpensa con il volo per Lima: ecco la manovra «blocca Emirates»​


Ecco allora il piano, a sorpresa, elaborato negli ultimi giorni: per contrastare l’avvio del volo di Emirates, la stessa Ita sbarca a Milano Malpensa per collegare le due città. L’intenzione, a quanto si apprende, è far muovere gli aerei a doppio corridoio a cosiddetta «W». L’Airbus A350 decolla da Roma Fiumicino e arriva a Lima. Quello stesso jet poi riparte dal Perù ma con destinazione Malpensa. Poi dallo scalo lombardo decolla verso Lima. Quindi procede verso Fiumicino.
La compagnia italiana effettuerebbe tre voli settimanali tra Roma Fiumicino e Lima, altri due-tre tra Lima e Milano Malpensa, così da coprire gran parte della settimana. Un piano — spiegano gli addetti ai lavori — che andrebbe a contrastare le intenzioni di Emirates che progettava di volare ogni giorno tra la Lombardia e il Perù, chiedendo all’Enac l’aggiunta di ulteriori tre frequenze alle quattro già autorizzate dagli accordi bilaterali.

Almeno 189 mila persone ogni anno volano tra le due estremità facendo scalo altrove, altre 62 mila tra Roma e Lima, stando ai dati delle piattaforme specializzate. Volando 5 volte a settimana (10, calcolando entrambe le direzioni) tra Malpensa e il Perù ci sarebbe potenziale per 363 passeggeri a decollo, in grado di riempire un Airbus A350 o un Boeing 777, che diventerebbero circa 200 tra Fiumicino e Lima sulla programmazione di tre voli settimanali.

«L’offerta sarà maggiore sulla Roma-Lima, perché la tratta è più forte in termini di traffico, ma vogliamo attivare anche la rotta da Milano Malpensa, visto l’appello di molti industriali e della comunità milanese e lombarda, favorevoli a questo collegamento con il Perù», conferma al Corriere Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di Ita Airways. «In qualità di vettore italiano, teniamo a valorizzare le esigenze dei territori per contribuire, attraverso lo sviluppo della nostra rete, alla crescita e alla competitività del “Sistema Paese”», prosegue.
Il piano di Ita, spiegano le fonti, non è ancora stato definito nel dettaglio e fino a ora era top secret. I vertici della compagnia tricolore dovrebbero avviare dei confronti con le istituzioni (regionali e cittadine) e le imprese del territorio per definire meglio il programma di collegamenti su Malpensa. Non è esclusa, data la natura di questo tipo di attività, la richiesta di un pacchetto di incentivazioni per l’avvio di nuove rotte.

 
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Altre novità dal volo per Lima... ma non sarebbe meglio attivare una navetta MPX-FCO?​

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Ita Airways, ritorno a sorpresa a Milano Malpensa con il volo per Lima: ecco la manovra «blocca Emirates»​


Ecco allora il piano, a sorpresa, elaborato negli ultimi giorni: per contrastare l’avvio del volo di Emirates, la stessa Ita sbarca a Milano Malpensa per collegare le due città. L’intenzione, a quanto si apprende, è far muovere gli aerei a doppio corridoio a cosiddetta «W». L’Airbus A350 decolla da Roma Fiumicino e arriva a Lima. Quello stesso jet poi riparte dal Perù ma con destinazione Malpensa. Poi dallo scalo lombardo decolla verso Lima. Quindi procede verso Fiumicino.
La compagnia italiana effettuerebbe tre voli settimanali tra Roma Fiumicino e Lima, altri due-tre tra Lima e Milano Malpensa, così da coprire gran parte della settimana. Un piano — spiegano gli addetti ai lavori — che andrebbe a contrastare le intenzioni di Emirates che progettava di volare ogni giorno tra la Lombardia e il Perù, chiedendo all’Enac l’aggiunta di ulteriori tre frequenze alle quattro già autorizzate dagli accordi bilaterali.

Almeno 189 mila persone ogni anno volano tra le due estremità facendo scalo altrove, altre 62 mila tra Roma e Lima, stando ai dati delle piattaforme specializzate. Volando 5 volte a settimana (10, calcolando entrambe le direzioni) tra Malpensa e il Perù ci sarebbe potenziale per 363 passeggeri a decollo, in grado di riempire un Airbus A350 o un Boeing 777, che diventerebbero circa 200 tra Fiumicino e Lima sulla programmazione di tre voli settimanali.

«L’offerta sarà maggiore sulla Roma-Lima, perché la tratta è più forte in termini di traffico, ma vogliamo attivare anche la rotta da Milano Malpensa, visto l’appello di molti industriali e della comunità milanese e lombarda, favorevoli a questo collegamento con il Perù», conferma al Corriere Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di Ita Airways. «In qualità di vettore italiano, teniamo a valorizzare le esigenze dei territori per contribuire, attraverso lo sviluppo della nostra rete, alla crescita e alla competitività del “Sistema Paese”», prosegue.
Il piano di Ita, spiegano le fonti, non è ancora stato definito nel dettaglio e fino a ora era top secret. I vertici della compagnia tricolore dovrebbero avviare dei confronti con le istituzioni (regionali e cittadine) e le imprese del territorio per definire meglio il programma di collegamenti su Malpensa. Non è esclusa, data la natura di questo tipo di attività, la richiesta di un pacchetto di incentivazioni per l’avvio di nuove rotte.


Quindi FCO-LIM-MXP-LIM-FCO?
Se devo tornare a Roma rifaccio prima un salto a Lima?
 
Quindi FCO-LIM-MXP-LIM-FCO?
Se devo tornare a Roma rifaccio prima un salto a Lima?

Essendo un 3xw da FCO, aggiungono un 2xd LIM-MXP. In sostanza cambierebbe solamente i giorni di frequenza. Da capire come alimentare il MXP-FCO a parte il traffico locale. Sarebbe una manovra per bloccare il volo Emirates da MXP.
 
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Ripeto: le US3 sono andate a lamentarsi, con i vari ministeri, in America riguardo a sei miliardi (non venticinque) di 'sussidi' che EK avrebbe ricevuto. Non e' stato trovato niente.
Le US3 dovrebbero avere la decenza di stare zitte visto sono state tutte salvate dal fallimento da un finanziamento a fondo perduto di 53 miliardi di dollari dato dalla prima amministrazione di Trump durante il Covid. Al contrario le compagnie europee hanno ricevuto prestiti che sono stati interamente restituiti ai rispettivi governi.
 

Altre novità dal volo per Lima... ma non sarebbe meglio attivare una navetta MPX-FCO?​

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Ita Airways, ritorno a sorpresa a Milano Malpensa con il volo per Lima: ecco la manovra «blocca Emirates»​


Ecco allora il piano, a sorpresa, elaborato negli ultimi giorni: per contrastare l’avvio del volo di Emirates, la stessa Ita sbarca a Milano Malpensa per collegare le due città. L’intenzione, a quanto si apprende, è far muovere gli aerei a doppio corridoio a cosiddetta «W». L’Airbus A350 decolla da Roma Fiumicino e arriva a Lima. Quello stesso jet poi riparte dal Perù ma con destinazione Malpensa. Poi dallo scalo lombardo decolla verso Lima. Quindi procede verso Fiumicino.
La compagnia italiana effettuerebbe tre voli settimanali tra Roma Fiumicino e Lima, altri due-tre tra Lima e Milano Malpensa, così da coprire gran parte della settimana. Un piano — spiegano gli addetti ai lavori — che andrebbe a contrastare le intenzioni di Emirates che progettava di volare ogni giorno tra la Lombardia e il Perù, chiedendo all’Enac l’aggiunta di ulteriori tre frequenze alle quattro già autorizzate dagli accordi bilaterali.

Almeno 189 mila persone ogni anno volano tra le due estremità facendo scalo altrove, altre 62 mila tra Roma e Lima, stando ai dati delle piattaforme specializzate. Volando 5 volte a settimana (10, calcolando entrambe le direzioni) tra Malpensa e il Perù ci sarebbe potenziale per 363 passeggeri a decollo, in grado di riempire un Airbus A350 o un Boeing 777, che diventerebbero circa 200 tra Fiumicino e Lima sulla programmazione di tre voli settimanali.

«L’offerta sarà maggiore sulla Roma-Lima, perché la tratta è più forte in termini di traffico, ma vogliamo attivare anche la rotta da Milano Malpensa, visto l’appello di molti industriali e della comunità milanese e lombarda, favorevoli a questo collegamento con il Perù», conferma al Corriere Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di Ita Airways. «In qualità di vettore italiano, teniamo a valorizzare le esigenze dei territori per contribuire, attraverso lo sviluppo della nostra rete, alla crescita e alla competitività del “Sistema Paese”», prosegue.
Il piano di Ita, spiegano le fonti, non è ancora stato definito nel dettaglio e fino a ora era top secret. I vertici della compagnia tricolore dovrebbero avviare dei confronti con le istituzioni (regionali e cittadine) e le imprese del territorio per definire meglio il programma di collegamenti su Malpensa. Non è esclusa, data la natura di questo tipo di attività, la richiesta di un pacchetto di incentivazioni per l’avvio di nuove rotte.

I danni a lungo termine dell’esistenza di LIN non finiranno mai
 


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