Possiamo cambiare giornale, lingua, toni o altro, ma il tema rimane. Il traffico nello stretto non riprenderà nell'immediato, lo sappiamo tutti ed è inutile nascondere la testa sotto la sabbia, che si fa dopo che saremo agli sgoccioli?
Comunque mi fa piacere non essere l'unico: stamattina anche il CEO di WeRoad ( T.O. in forte crescita, 110.000 partecipanti solo nel 2025 ) segnalava la stessa cosa. Se iniziano a muoversi gli addetti del settore nei confronti dell'editore magari si danno una regolata.
Possiamo cambiare giornale, lingua, toni o altro, ma il tema rimane. Il traffico nello stretto non riprenderà nell'immediato, lo sappiamo tutti ed è inutile nascondere la testa sotto la sabbia, che si fa dopo che saremo agli sgoccioli?
Non è questione di cambiare giornale o lingua. È questione di cambiare stile nel dare l'informazione. Per esempio, ci sono altre fonti di jet fuel? Se ce ne sono, quanto tempo ci vuole perché gli approvvigionamenti da queste fonti arrivino a destinazione. Quali problemi ci sarebbero nell'ordinare da queste fonti? Quali sarebbero i problemi per distribuire il jet fuel agli aeroporti? E' possibile una soluzione a livello UE?
Queste sono domande pragmatiche, ma è più facile scrivere un articolo che parla solo del problema, anche se semina solo incertezza.