ma gettare benzina sul fuoco non aiuta.
Tanto non ce n'e' !
Scherzi a parte, 100% d'accordo sulla qualita' degli articoli.
ma gettare benzina sul fuoco non aiuta.
Comunque mi fa piacere non essere l'unico: stamattina anche il CEO di WeRoad ( T.O. in forte crescita, 110.000 partecipanti solo nel 2025 ) segnalava la stessa cosa. Se iniziano a muoversi gli addetti del settore nei confronti dell'editore magari si danno una regolata.Tanto non ce n'e' !
Scherzi a parte, 100% d'accordo sulla qualita' degli articoli.
Non è questione di cambiare giornale o lingua. È questione di cambiare stile nel dare l'informazione. Per esempio, ci sono altre fonti di jet fuel? Se ce ne sono, quanto tempo ci vuole perché gli approvvigionamenti da queste fonti arrivino a destinazione. Quali problemi ci sarebbero nell'ordinare da queste fonti? Quali sarebbero i problemi per distribuire il jet fuel agli aeroporti? E' possibile una soluzione a livello UE?Possiamo cambiare giornale, lingua, toni o altro, ma il tema rimane. Il traffico nello stretto non riprenderà nell'immediato, lo sappiamo tutti ed è inutile nascondere la testa sotto la sabbia, che si fa dopo che saremo agli sgoccioli?
Quelle che tu poni sono domande lecite, alle quali però non puoi aspettarti che rispondano o trovino soluzioni i giornali, questo spetta alle parti coinvolte. Al momento mi pare abbastanza manifesto che anche queste brancolino nel buio, probabilmente perché soluzioni immediate in realtà non ce ne sono molte, vista la scala della crisi.Non è questione di cambiare giornale o lingua. È questione di cambiare stile nel dare l'informazione. Per esempio, ci sono altre fonti di jet fuel? Se ce ne sono, quanto tempo ci vuole perché gli approvvigionamenti da queste fonti arrivino a destinazione. Quali problemi ci sarebbero nell'ordinare da queste fonti? Quali sarebbero i problemi per distribuire il jet fuel agli aeroporti? E' possibile una soluzione a livello UE?
Queste sono domande pragmatiche, ma è più facile scrivere un articolo che parla solo del problema, anche se semina solo incertezza.
Scusami ma non sono d'accordo. Un buon giornalista dovrebbe porre le domande, se non altro per fare pressione su quelli che potrebbero provvedere le risposte. Parlare solo del problema senza esaminare possibili soluzioni o possibili modi di mitigare i rischi dell'emergenza non è giornalismo di qualità ma puro clickbait.Quelle che tu poni sono domande lecite, alle quali però non puoi aspettarti che rispondano o trovino soluzioni i giornali, questo spetta alle parti coinvolte. Al momento mi pare abbastanza manifesto che anche queste brancolino nel buio, probabilmente perché soluzioni immediate in realtà non ce ne sono molte, vista la scala della crisi.
Quindi si torna sempre lì, se la situazione rimane questa ad es per i prossimi 6/12 mesi, il che vuol dire mancanza di carburante per volare, cosa potrebbe succedere?
Ma io posso pure essere d’accordo con te sui giornali e sulla qualità dell’informazione, ma il mio interrogativo è sul piano della realtà, non su quello del giornalismo che vorremmo. Cioè, finché aspettiamo che i giornali rinuncino al sensazionalismo da due soldi, che facciamo col problema principale in tempi brevi? Rifiutarsi di inquadrarlo perché non piace e ci rende tristi, fermandosi a guardare il dito che lo indica anziché il problema stesso, temo non aiuti a tenere gli aerei in aria. Neanche io mi figuro come sostituire il 40% del jet fuel di botto, ma non sono del settore, per quello chiedo qui.Scusami ma non sono d'accordo. Un buon giornalista dovrebbe porre le domande, se non altro per fare pressione su quelli che potrebbero provvedere le risposte. Parlare solo del problema senza esaminare possibili soluzioni o possibili modi di mitigare i rischi dell'emergenza non è giornalismo di qualità ma puro clickbait.
Articolo scopiazzato anche da RepubblicaSi parla di 3 settimane di autonomia
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'Gli Aeroporti Ue a rischio carburante entro tre settimane' - Notizie - Ansa.it
L'associazione di categoria avverte Bruxelles che le riserve stanno finendo mentre "l'impatto delle attività militari" sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture (ANSA)www.ansa.it
La potenza è proporzionale al cubo della velocità di rotazione. La pressione è proporzionale al quadrato della velocità di rotazione. Il flusso è lineare con la velocità di rotazioneL’eolico ha un grossissimo difetto, vive con la legge dei quadrati. Se la velocità del vento raddoppia, la potenza generata quadruplica - che sembrerebbe una bella cosa, se non fosse che tutto ciò avviene quando tira a Eolo e non quando serve. In poche parole è un fonte che passa in un attimo da zero a troppo
Giusto. E quindi anche peggioLa potenza è proporzionale al cubo della velocità di rotazione. La pressione è proporzionale al quadrato della velocità di rotazione. Il flusso è lineare con la velocità di rotazione
Dove hai letto che mi rifiuto di inquadrare il problema? Non so quanti siano qui quelli che lavorano nella distribuzione di prodotti petroliferi perche' parte della risposta ti puo' solo venire da loro.Ma io posso pure essere d’accordo con te sui giornali e sulla qualità dell’informazione, ma il mio interrogativo è sul piano della realtà, non su quello del giornalismo che vorremmo. Cioè, finché aspettiamo che i giornali rinuncino al sensazionalismo da due soldi, che facciamo col problema principale in tempi brevi? Rifiutarsi di inquadrarlo perché non piace e ci rende tristi, fermandosi a guardare il dito che lo indica anziché il problema stesso, temo non aiuti a tenere gli aerei in aria. Neanche io mi figuro come sostituire il 40% del jet fuel di botto, ma non sono del settore, per quello chiedo qui.
Dove hai letto che mi rifiuto di inquadrare il problema? Non so quanti siano qui quelli che lavorano nella distribuzione di prodotti petroliferi perche' parte della risposta ti puo' solo venire da loro.
Per il resto, se non c'è carburante non si vola, o meglio se razionano il carburante, razioneranno i voli..Obiettare sui toni apocalittici non vuol dire rifiutarsi di vedere un problema. Anche se non si arriva al razionamento, il rincaro del costo del petrolio non può altro che avere un effetto in rialzo sulle tariffe aeree. Tutto questo però non giustifica toni apocalittici.
Ed eccola la IATA, che si sveglia dal sonno profondo, e adesso verrà fuori con uno dei suoi studi fenomenali (come quelli durante il Covid che prevedevano l’aumento del traffico solo nel 2028 e che sono costati il lavoro a migliaia di persone) e risolveranno il problema. Non commento Willie altrimenti Zeus mi fulminaIata: "Mesi prima che forniture per aerei si normalizzeranno"
Ci vorranno mesi prima che le forniture e i prezzi del carburante per aerei si normalizzino, anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere aperto, ha dichiarato oggi il direttore generale dell'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (Iata). "Ci vorranno comunque mesi per tornare ai livelli di fornitura necessari, viste le interruzioni alla capacità di raffinazione in Medio Oriente", ha detto Willie Walsh ai giornalisti. "Non credo che accadrà in poche settimane".
Fonte: Sky News 24