Carenza carburanti, tutto vero o speculazione per aeroporti italiani?


Non e' il mio campo, ma le batterie stanno dimostrando di essere in grado di 'tenere botta'.


Oltre alla questione dello stoccaggio di energia ci sono una serie di "servizi ancillari" da considerare.. Inerzia/riserva volanica e gestione della potenza reattiva sono intrinseci in un generatore rotante (la prima per semplice fisica, la seconda regolando l'eccitazione del rotore) ma devono essere previsti e pagati apposta in caso di fonti rinnovabili..
 
Il consumo italiano in inverno è di oltre 1 TWh al giorno, il che vuol dire che le batterie- per eliminare totalmente il fossile - dovrebbero garantire qualche decina di TWh di storage. Ogni TWh di storage oggi costa sui 200 miliardi

La California (4a economia al mondo per PIL) pensa che serviranno 52000 MW di batterie per essere al 100% senza fossile.



Oltre alla questione dello stoccaggio di energia ci sono una serie di "servizi ancillari" da considerare.. Inerzia/riserva volanica e gestione della potenza reattiva sono intrinseci in un generatore rotante (la prima per semplice fisica, la seconda regolando l'eccitazione del rotore) ma devono essere previsti e pagati apposta in caso di fonti rinnovabili..
Certo, ma non parliamo di problemi insormontabili. Altrimenti non si vedrebbero casi come UK o Uruguay, e penso che il gioco valga la candela per non finire in braghe di tela ogni volta che Putin o Trump fanno casino.

 
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La California (4a economia al mondo per PIL) pensa che serviranno 52000 MW di batterie per essere al 100% senza fossile.




Certo, ma non parliamo di problemi insormontabili. Altrimenti non si vedrebbero casi come UK o Uruguay, e penso che il gioco valga la candela per non finire in braghe di tela ogni volta che Putin o Trump fanno casino.


Argomento complesso e molto articolato..

L'Uruguay ha una importante percentuale di idroelettrico che elettricamente "vale" come il termoelettrico.. per non parlare di consumi tutto sommato ridotti (meno di 10TWh/anno, leggo online)
Lo UK ha un buon 35-40% da fossili e 15% da nucleare..
La California punta molto sul fotovoltaico, ovviamente, ma ha sofferto diversi blackout dovuti all'eccedenza di produzione..

Una soluzione unica non esiste, ogni nazione ha un certo mix di fonti ottimale.. di certo c'è solo che alimentare una nazione industrializzata con sole rinnovabili aleatorie è sostanzialmente impossibile ..


@OneShot figo ma mi sembra taaaaanto un UCAS..
 
L'Uruguay ha una importante percentuale di idroelettrico
E qui mi sento chiamato in causa....
Avevo pochi mesi quando mia madre con me ed i miei tre fratelli ci imbarcammo su un DC10 di Alitalia, quella bella, per fare FCO, Dakar, Rio, BsAs, cambiare aeroporto dal Ninistro Pistarini al Jorge N. per andare con un turboelica a Concordia dove ci aspettava mio padre che lavorava per la Impresit. Stavano costruendo la Represa idroelectrica de Salto Grande coi soldi dell'FMI
Una diga mastodontica sul Rio Uruguay!
Purtroppo non ho foto per il Trip Report :D
 
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Oltre alla questione dello stoccaggio di energia ci sono una serie di "servizi ancillari" da considerare.. Inerzia/riserva volanica e gestione della potenza reattiva sono intrinseci in un generatore rotante (la prima per semplice fisica, la seconda regolando l'eccitazione del rotore) ma devono essere previsti e pagati apposta in caso di fonti rinnovabili..
Non è il carico a determinare se la potenza che viaggia nelle linee di trasmissione è reattiva o no? Se ad un generatore rotante attacco una resistenza ho 0 potenza reattiva
 
Non è il carico a determinare se la potenza che viaggia nelle linee di trasmissione è reattiva o no? Se ad un generatore rotante attacco una resistenza ho 0 potenza reattiva
Certo, tieni conto però che la gran parte dei carichi sono induttivi (motori) che anche se rifasati localmente immettono comunque una componente reattiva in rete..

C'è poi la rete stessa che "genera" potenza reattiva, se non la gestisci ti ritrovi come la Spagna con picchi di tensione che finiscono con l'aprirti interruttori a raffica..
 
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Ok, ma sempre una percentuale importante, e più la riduci più diventa pressante la questione dei servizi di regolazione..
In Irlanda ad esempio han sostituito una centrale a carbone con un campo eolico ma contestualmente han dovuto installare un cosiddetto Condensatore sincrono (in totale dovrebbero arrivare a 4), ovvero un generatore sincrono senza motore primo che fa da volano..


Son apparati che costano non poco e serviranno sempre di più..
 
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Ok, ma sempre una percentuale importante, e più la riduci più diventa pressante la questione dei servizi di regolazione..
In Irlanda ad esempio han sostituito una centrale a carbone con un campo eolico ma contestualmente han dovuto installare un cosiddetto Condensatore sincrono (in totale dovrebbero arrivare a 4), ovvero un generatore sincrono senza motore primo che fa da volano..


Son apparati che costano non poco e serviranno sempre di più..

Sono investimenti costosi, i campi eolici qui in UK non ce li tirano dietro, non lo metto in dubbio. Ma non essere piu' asserviti a Putin o al Medio Oriente (piu' le emissioni, ovviamente) e' un gioco che vale la candela.

  • Countries that rely less on gas power are less exposed to electricity price increases. In Spain, gas influenced the price of electricity in only 15% of hours in 2026 so far, compared to 89% in Italy. Average power prices in Spain remain below the cost of gas-fired power, and lower than other EU countries with large gas power fleets.

 
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Sono investimenti costosi, i campi eolici qui in UK non ce li tirano dietro, non lo metto in dubbio. Ma non essere piu' asserviti a Putin o al Medio Oriente (piu' le emissioni, ovviamente) e' un gioco che vale la candela.
..

Spenderesti soldi per affrancarti da Putin&Co. per ritrovarti però schiavo del clima.. a questo punto li simspende per una centrale nucleare e si è quasi completamente autonomi.. e non devi manco modificare la rete elettrica..
 
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Sono investimenti costosi, i campi eolici qui in UK non ce li tirano dietro, non lo metto in dubbio. Ma non essere piu' asserviti a Putin o al Medio Oriente (piu' le emissioni, ovviamente) e' un gioco che vale la candela.



L’eolico ha un grossissimo difetto, vive con la legge dei quadrati. Se la velocità del vento raddoppia, la potenza generata quadruplica - che sembrerebbe una bella cosa, se non fosse che tutto ciò avviene quando tira a Eolo e non quando serve. In poche parole è un fonte che passa in un attimo da zero a troppo
 
L’eolico ha un grossissimo difetto, vive con la legge dei quadrati. Se la velocità del vento raddoppia, la potenza generata quadruplica - che sembrerebbe una bella cosa, se non fosse che tutto ciò avviene quando tira a Eolo e non quando serve. In poche parole è un fonte che passa in un attimo da zero a troppo

Per chiarire:
59d00cce8ca536db335f10738b5c404f.jpg
 
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In Italia l’idroelettrico ha raggiunto il massimo economicamente possibile. Solare ed eolico sono parte del problema perché producono non quando serve ma quando la congiunzione astrale lo consente (in particolare l’eolico). Tutto ciò non serve per alimentare un paese moderno
Il solare è complementare con l'idroelettrico perché nelle ore di picco si pompa indietro l'acqua da usare nelle ore notturne, l'eolico ha il problema che è poco prevedibile. Servono dei mix in modo da porter gestire le peculiarità.
 

https://www.corriere.it/economia/tr...pa-d1660ef2-7e6e-4a77-afdc-4980f1fabxlk.shtml

Ve lo metto sotto perchè sotto paywall. Se fosse vero per la metà sarebbe già abbastanza allarmante. Poi va beh...mancano nomi e cognomi ecc, ma detto questo dubito che sguazziamo nel jet fuel.

Cherosene per gli aerei, sale l’allarme per i voli a rischio in Europa: solo due Paesi con riserve fino a 90 giorni​


di Leonard Berberi

Senza nuovi rifornimenti in pericolo l’estate dei viaggi. Ci sono Stati europei che hanno al massimo 8-10 giorni di riserve prima di interrompere i voli


La situazione sul carburante per gli aerei in Europa è più critica di quanto emerso finora. Con il jet fuel attuale che dovrebbe finire tra la seconda e la terza settimana di maggio — includendo gli ultimi carichi via mare arrivati dal Golfo Persico —, le riserve strategiche del Vecchio Continente rischiano di essere insufficienti a consentire i voli in piena estate in diverse aree. Soltanto due Paesi avrebbero cherosene d’emergenza per 90 giorni, mentre la maggior parte non supererebbe una crisi più lunga di 30 giorni. Alcuni Stati avrebbero addirittura 8-10 giorni di autonomia, prima di restare a secco. È quanto apprende il Corriere da tre fonti comunitarie a conoscenza della situazione.

Le incognite​

È una questione talmente delicata che le bocche, in via ufficiale, restano cucite. A Bruxelles sperano che la tregua tra Usa e Iran regga, così da consentire la ripresa dei movimenti delle navi cisterna attraverso lo Stretto di Hormuz. «Il rischio di una carenza di cherosene in Europa è passato da virtuale a reale in pochi giorni», spiega una delle fonti. «Al netto dei Notam, i bollettini aeronautici, depositati da alcuni aeroporti italiani, ci sono altri scali del continente che da giorni registrano sofferenze nei quantitativi di jet fuel senza darne notizia ufficiale», sostiene un’altra.



Il fabbisogno importato​

Il Corriere ha potuto visionare delle comunicazioni tra fornitori di jet fuel e aviolinee: in alcuni scali si parla di quantitativo massimo imbarcabile (5 mila chilogrammi) per velivolo o di impossibilità a rifornire gli aerei privati per dare priorità ai voli di linea. L’Europa importa dal Golfo Persico il 43% del suo fabbisogno annuale di carburante per l’aviazione. Con lo stop al passaggio delle petroliere nell’area, il continente si ritrova con un calo drastico dei volumi disponibili alla vigilia del picco del traffico.

I limiti strutturali​

A rendere il quadro ancora più delicato è il fatto che l’attività di raffinazione negli impianti europei è già al massimo, quindi fisicamente non c’è la possibilità di aggiungere ulteriori quote di produzione in estate, confermano le tre fonti. Maggio diventa così un periodo cruciale. Se non dovessero arrivare altre navi dal Golfo Persico potrebbero scattare prima le attività di prelievo dalle riserve strategiche e poi lo stop alle forniture di cherosene negli aeroporti di alcuni Paesi. Ad avere pochi giorni di disponibilità sarebbero diversi Stati dell’Est Europa, ma anche alcuni di piccole dimensioni nella parte occidentale del continente, proseguono le fonti.


La situazione dell’Italia​

Da quanto si apprende l’Italia avrebbe riserve per 30-60 giorni. In un’intervista a questo giornale il presidente di Assaeroporti, Carlo Borgomeo, ha detto che il carburante per aerei nel nostro Paese c’è sicuramente «fino alla fine di maggio». «Sono molto preoccupato dalla situazione attuale, anche perché non sembra esserci senso di urgenza a Bruxelles, ma nemmeno l’ombra di una direzione chiara», confida una delle fonti. «Ci era stato detto che le riserve strategiche erano significative, ma solo una piccola parte è dedicata al jet fuel».

I tavoli riservati​

Negli ultimi confronti con i funzionari comunitari i proprietari delle petroliere hanno fatto sapere che non è sufficiente che Hormuz riapra in modo stabile, ma è necessario che anche il costo per assicurare le navi cisterna si riduca. Non solo. Dopo la ripresa dei transiti, serviranno diverse settimane — tra riposizionamento e tragitto — prima che le cisterne possano arrivare in Europa con i loro carichi di jet fuel. Le petroliere di grandi dimensioni potrebbero impiegare due mesi.

Nei prossimi giorni​

Con il Medio Oriente al momento non in grado di rifornire di cherosene l’Europa e l’Asia che si tiene in casa la produzione — pur avendo enormi capacità di raffinazione —, l’unica alternativa per il Vecchio Continente è rappresentata dagli Stati Uniti. «Ma bisogna vedere a quale prezzo e a quali condizioni», sottolineano le fonti. Nei prossimi giorni Bruxelles proverà a raccogliere numeri aggiornati sulla quantità di jet fuel realmente presente. «L’Europa deve pensare a un piano che tenga conto di eventuali misure di mitigazione — concludono le fonti — e che abbia chiaro come deve essere allocato il cherosene tra i Paesi».
 
Spenderesti soldi per affrancarti da Putin&Co. per ritrovarti però schiavo del clima.. a questo punto li simspende per una centrale nucleare e si è quasi completamente autonomi.. e non devi manco modificare la rete elettrica..
“Schiavo del clima” non si può sentire, anche perchè ci sono decine di esempi (v. sopra) a prova del contrario.

Non è un “o questo o quello”. L’importante IMHO è affrancarsi dai combustibili fossili. Non tutto si può elettrificare (un altoforno lo vedo difficile) ma si può e si deve levare quanto più gas e petrolio possibile con un mix energetico in cui ci deve anche essere il nucleare.

Immaginiamoci una pianura padana, in inverno, senza quella cappa di vera e propria merda perchè abbiamo caldaie a metano, motori a benzina, diesel…
 
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Oramai il Corriere della Sera è diventato una latrina.

Scusate il termine ma ogni giorno c'è un articolo allarmistico ed essendo che una buona fetta delle persone acquista viaggi a 60-90 gg di distanza, sta contribuendo a generare incertezza.

E' anche vero che fuori Italia nessuno sà chi o cosa sia il Corriere, e che all'interno del Paese le destinazioni siano comunque bene o male raggiungibili quasi tutte con mezzi alternativi (e questo dovrebbe evitare significativa contrazione della domanda)...ma gettare benzina sul fuoco non aiuta.
 
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