Thread ITA Airways 2026


La natura del controllo dell'aereo (leasing/owned) è data da Airfleets e io la do per buona.
Viceversa non mi risulta alcun 319 e 321 di proprietà, mentre lo sono 7 221.
Idem, secondo dati di ch-av
Gli A21N sono tutti di ALC, mentre gli A319, prima suddivisi tra vari lessor, sono stati tutti acquistati da FTAI (proprietario della pluralita degli A319/A320 ex AZA, anche nei tempi di AZA). Una cosa simile e' successa con gli A320ceo, dove apparentemente e' stato fatto un accordo (forse durante la transizione AZA/ITY?), in base al quale FTAI, ma piu in particolare AerCap, avrebbero acquistato alcuni A320ceo da altri lessor, in modo che il loro numero potesse essere consolidato,ovviamente a vantaggio di ITA
 
Certo.

In quel documento, ITA stessa diceva che avrebbero iniziato le operazioni con 52 aerei di origine AZ (che era tutta di proprietà di Challey Ltd, una sub-holding irlandese di cui Alitalia possedeva l'intero capitale azionario, e che possedeva l'intera flotta usata da AZ e AZ CityLiner) per poi iniziare a comprare/noleggiare nuovi aerei "from the broader market". Nota, il suddetto impegno preso dal governo italiano non andava nei dettagli di quali aerei prendere.

Cos'ha fatto, quindi, ITA? Ad oggi, stando ad airfleets, questa è la composizione della flotta. La natura del controllo dell'aereo (leasing/owned) è data da Airfleets e io la do per buona.
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La mia critica ad ITA sta in due punti. In primis, dicevano - nel documento cui fai riferimento - che la quota di aerei di origine ex-Alitalia sarebbe stata di 52 aerei, e che il 30-40% degli aerei di nuova concezione sarebbe dovuta essere di proprietà. Al momento vedo 9+17 (+1 un 330) aerei ex-ITA, ossia 26. E solo il 25% sono di proprietà, per lo più tra i modelli meno costosi (319, 220).

In secundis, se l'obiettivo era quello di arrivare al pareggio il prima possibile, e di vendere a un big player europeo in tempi brevi, allora tutte le scelte in campo flotta dovevano essere orientate al limitare la spesa - specie dato che si parlava di soldi pubblici, e quel miliardo e 350 milioni dovevano bastare fino alla vendita a Lufthansa. Invece, ITA s'è rifatta la flotta quasi del tutto ex novo (ripeto: 52 aerei consentiti su un totale massimo di 105 al 2025, ora siamo a 26), con i pezzi più costosi - i widebody - in leasing. Senza contare l'uso di wetleases al posto degli Embraer.

Per una compagnia che è costata ai suoi shareholders - i contribuenti - miliardi, mi sembra un approccio quantomeno dispendioso e poco accorto.
Il punto è che stai leggendo quel documento come se fosse un piano industriale libero, quando in realtà è prima di tutto un atto negoziale con la Commissione UE pieno di vincoli sulla discontinuità economica.

Sul tema flotta, ci sono tre cose che secondo me stai semplificando troppo:

1) I “52 aerei ex-Alitalia” non sono un target da raggiungere, ma un tetto massimo dentro un perimetro imposto dalla Commissione.
ITA non poteva semplicemente “prendersi” la flotta AZ: doveva acquisire asset a condizioni di mercato e soprattutto dimostrare discontinuità. Il fatto che oggi siano meno non è una deviazione, è coerente con quel vincolo.

2) Stai trattando come vincolo quello che nel documento è scenario di piano.
La quota di aerei owned vs leased non è un obbligo imposto dalla Commissione, ma un’ipotesi industriale. E per una newco il leasing (specie sui widebody) è la scelta più standard per contenere CAPEX e mantenere flessibilità, non il contrario.

3) Sul rinnovo flotta stai proprio invertendo causa ed effetto.
La Commissione ha imposto:

  • discontinuità economica netta
  • riduzione del perimetro
  • modernizzazione con aeromobili più efficienti
Non a caso nelle motivazioni della decisione si parla esplicitamente di una compagnia con struttura più sostenibile e flotta di nuova generazione fuel-efficient.

Quindi il “rifarsi la flotta” non è una scelta arbitraria e dispendiosa: è parte del modo in cui dimostri di NON essere Alitalia.

Sul tema sostenibilità: non è un vincolo numerico tipo “devi comprare X aerei nuovi”, ma è chiaramente un pilastro del piano approvato, e infatti tutta la strategia ITA si basa sul rinnovo della flotta proprio per ridurre consumi ed emissioni.

4) Wet lease e regional: qui hai un punto, ma anche qui manca il contesto.
ITA parte con perimetro ridotto, senza obblighi di continuità operativa su tutto il network AZ e con l’obiettivo di arrivare rapidamente alla vendita: usare wet lease in fase transitoria è discutibile, ma non è fuori logica.
 
Ricavi complessivi a quota 3,2 miliardi di Euro non si vedevano dai tempi della vecchia Alitalia, che però aveva una flotta quasi doppia rispetto a ITA e una massa di dipendenti tripla!

Una cosa che salta all'occhio è l'indicazione di +25 milioni di risultato operativo vs +209 milioni di utile netto, che fa ben capire come questo utile provenga principalmente da attività non operative (FX?).

Ad ogni modo, andata come andata, sono felicissimo per ITA e credo che in futuro tra P&W che tornano a girare come orologini svizzeri (sperem), compensazioni da parte di quei cialtroni di P&W (sperem) e ingresso nella JV atlantica (che prima o poi arriverà), vedremo delle performance top anche rispetto al gruppo LH.
Quindi adesso può restituire il miliardo e 350 milioni di € ricevuto da CDP ????
 
  • Haha
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Dei 15 339, 9 sono di proprietà, che diventeranno 11 con gli ultimi due in consegna. Con una flotta wb di 22 vuol dire il 50% di proprietà. Viceversa non mi risulta alcun 319 e 321 di proprietà, mentre lo sono 7 221.

Idem, secondo dati di ch-av
Gli A21N sono tutti di ALC, mentre gli A319, prima suddivisi tra vari lessor, sono stati tutti acquistati da FTAI (proprietario della pluralita degli A319/A320 ex AZA, anche nei tempi di AZA). Una cosa simile e' successa con gli A320ceo, dove apparentemente e' stato fatto un accordo (forse durante la transizione AZA/ITY?), in base al quale FTAI, ma piu in particolare AerCap, avrebbero acquistato alcuni A320ceo da altri lessor, in modo che il loro numero potesse essere consolidato,ovviamente a vantaggio di ITA

Io vado stando a ciò che dice Airfleets, chiedo scusa per qualsiasi errore.


Ti rispondo con un unico pippone invece che fare punto per punto, e inizio con un inciso. Ai tempi in cui Alex Cruz comandava in BA, c'era la vice-CFO, Sarah Mussenden. Prima di ottenere approvazione per un qualsiasi business case si doveva fare un "pre-meet" con lei. E buona parte delle volte finiva con lei che sorrideva e ti diceva Really sorry, but this proposal doesn't constitute the best use of our shareholder's money.

Questa, riducendo all'osso, è la base del problema. ITA ha deciso di prendere aerei nuovi caricandosi di debiti che, stando alla stampa, continuano a "pesare" sui conti, quando una politica più opinata, più ragionata, più attenta e riguardosa delle risorse messe a disposizione dal contribuente italiano avrebbe portato agli stessi risultati.

Io sfido chiunque a dire che le decisioni sulla flotta, a cominciare dai regionals, siano state prese nell'interesse del contribuente. No, ITA l'ha fatto perchè mancava quel senso di accountability verso lo shareholder e nessuna delle ragioni che adduci stanno in piedi. La questione della riduzione dei consumi è una proposta che ha fatto l'Italia, non una "richiesta dell'Europa" (e quel 17% di riduzione è un bel po' ottimista, considerando che i NEO e compagnia danzante andavano a sostituire dei 32S e 330 con una decina d'anni di età, non degli Il-86, senza considerare il maggior costo di leasing). Idem anche la "richiesta" di prendere aerei nuovi. In fondo metto la lista dei commitments: mancano appunto quei due punti. Non l'ha chiesto l'Europa, l'ha deciso ITA.

Quando BA a LGW ha dovuto cambiare i 737-400 giunti a fine vita, il primo business case - per aerei nuovi da Airbus - venne rigettato da Nick Swift e Keith Williams perchè troppo esoso per una flotta e una base, quella di short haul a LGW, che faceva a malapena soldi. Mancava il motivo per prendere un aereo nuovo e non un usato in leasing, e mancavano le prove che un aereo più nuovo, e più costoso, si sarebbe tradotto in un ROIC maggiore. Anche LH pensa in quel modo, il gruppo ha detto più e più volte che allocherà risorse basandosi su quale compagnia dimostra di avere il miglior ROIC.

Logiche anni luce dall'ITA pre-LH, secondo me. E sono contento che ora ci sia Eberhard al timone.

4.3. Italy’s commitments
(172) To avoid economic continuity, the Italian authorities undertake to sell at least the following assets of Alitalia through open, transparent, non-discriminatory and unconditional tenders:
(a) Alitalia’s maintenance business unit, [...]
(b) Alitalia’s ground handling business unit, [...]
(c) Alitalia’s MilleMiglia loyalty programme, where ITA will be excluded from bidding,
(d) Alitalia’s brand, where ITA will be allowed to bid.
(173) Regarding the PSOs currently imposed on Alitalia, Italy commits not to allow their automatic transfer to ITA, including PSOs for routes to/from Sardinia. The right to operate the PSOs can only be offered through open, transparent, non-discriminatory and unconditional tenders in accordance with Regulation 1008/2008.
(174) In addition, Italy will ensure that ITA shall not to acquire a majority (control) in Alitalia’s maintenance business or Alitalia’s loyalty programme at least until 1 January 2026.
(175) Furthermore, regarding Alitalia’s aviation business unit, Italy commits to ensure that:
a) ITA’s fleet at the start of its operations will not exceed 52 aircraft and after the initial transfer of aircraft from Alitalia, ITA will source all its
other aircraft from the market;

b) there will be no transfer of client information from Alitalia to ITA;
c) ITA will hire staff from the market under new labour contracts, based on market conditions. The number of staff hired will not exceed 2800 in 2021 and 5750 in 2022;
d) ITA will not take over prepaid tickets from Alitalia;
e) ITA will create its own website facing its customers, using a domain, which is separate from Alitalia.com. [...]
(176) Italy commits that ITA will not apply the employment conditions that were applicable to Alitalia’s employees.
(177) Italy commits not to make a capital injection into ITA higher than EUR 1.35 billion, with a first tranche of EUR 700 million in 2021, second tranche of EUR 400 million in 2022 and a third tranche of EUR 250 million in 2023, as set out in the Business Plan.
(178) Finally, regarding slots, Italy commits to ensure that[...]

 
Io vado stando a ciò che dice Airfleets, chiedo scusa per qualsiasi errore.



Ti rispondo con un unico pippone invece che fare punto per punto, e inizio con un inciso. Ai tempi in cui Alex Cruz comandava in BA, c'era la vice-CFO, Sarah Mussenden. Prima di ottenere approvazione per un qualsiasi business case si doveva fare un "pre-meet" con lei. E buona parte delle volte finiva con lei che sorrideva e ti diceva Really sorry, but this proposal doesn't constitute the best use of our shareholder's money.

Questa, riducendo all'osso, è la base del problema. ITA ha deciso di prendere aerei nuovi caricandosi di debiti che, stando alla stampa, continuano a "pesare" sui conti, quando una politica più opinata, più ragionata, più attenta e riguardosa delle risorse messe a disposizione dal contribuente italiano avrebbe portato agli stessi risultati.

Io sfido chiunque a dire che le decisioni sulla flotta, a cominciare dai regionals, siano state prese nell'interesse del contribuente. No, ITA l'ha fatto perchè mancava quel senso di accountability verso lo shareholder e nessuna delle ragioni che adduci stanno in piedi. La questione della riduzione dei consumi è una proposta che ha fatto l'Italia, non una "richiesta dell'Europa" (e quel 17% di riduzione è un bel po' ottimista, considerando che i NEO e compagnia danzante andavano a sostituire dei 32S e 330 con una decina d'anni di età, non degli Il-86, senza considerare il maggior costo di leasing). Idem anche la "richiesta" di prendere aerei nuovi. In fondo metto la lista dei commitments: mancano appunto quei due punti. Non l'ha chiesto l'Europa, l'ha deciso ITA.

Quando BA a LGW ha dovuto cambiare i 737-400 giunti a fine vita, il primo business case - per aerei nuovi da Airbus - venne rigettato da Nick Swift e Keith Williams perchè troppo esoso per una flotta e una base, quella di short haul a LGW, che faceva a malapena soldi. Mancava il motivo per prendere un aereo nuovo e non un usato in leasing, e mancavano le prove che un aereo più nuovo, e più costoso, si sarebbe tradotto in un ROIC maggiore. Anche LH pensa in quel modo, il gruppo ha detto più e più volte che allocherà risorse basandosi su quale compagnia dimostra di avere il miglior ROIC.

Logiche anni luce dall'ITA pre-LH, secondo me. E sono contento che ora ci sia Eberhard al timone.



C’è da chiedersi perché le linee aeree comperino aerei nuovi (tanti, visto il backlog degli ordini), quando gli aerei vecchi sono così redditizi (leasing o proprietà non cambia nulla, visto che in entrambi i casi paghi ammortamento più interessi)
 
C’è da chiedersi perché le linee aeree comperino aerei nuovi (tanti, visto il backlog degli ordini), quando gli aerei vecchi sono così redditizi

Vero, ma... Mi sai indicare quante compagnie pluri-fallite, che non fanno soldi da vent'anni, riemerse per l'ennesima volta con soldi pubblici vanno a comprarsi aerei nuovi?

Il problema dei costi di leasing non l'ho tirato fuori io, lo ritira fuori la stampa a ogni trimestrale, citando le fonti di ITA. "Pesano i costi di leasing", "pareggio operativo se si escludono i leasing", "buco di 250mln dovuto al leasing", tutte cose sentite e risentite negli ultimi anni. È stato un errore, da cui spero si traggano lezioni. Oramai siamo dove siamo, spero e mi auguro che in futuro queste decisioni siano prese in seno al gruppo.

(leasing o proprietà non cambia nulla, visto che in entrambi i casi paghi ammortamento più interessi)

(breve excursus: non è vero. Un lease conviene se si intende tenere l'asset per un 5-10 anni, come fa Ryanair; altrimenti un mutuo costa di meno, soprattutto perchè poi porta ad avere un aereo di proprietà, fully depreciated, che garantisce un income stream praticamente pulito. Il metodo Delta, insomma).
 
Ultima modifica:
Il mercato tiene sostanzialmente in equilibrio i prezzi delle diverse generazioni di aerei, in rapporto ai rispettivi costi di esercizio.
Altrimenti nessuno comprerebbe aerei nuovi o all'opposto tutti vorrebbero "solo" aerei nuovi.
Questo equilibrio peraltro non è fisso nel tempo, ma varia continuamente, soprattutto in ragione del costo del combustibile.
Non ho dati per giudicare le scelte di ITA, tuttavia oggi con l'esplosione dei prezzi del jet fuel, avere una flotta in gran parte recente, è sicuramente più vantaggioso di quanto non lo fosse 6 mesi fa. Se l'attuale aumento dei costi del kerosene dovesse preludere a valori più elevati nel tempo, i leasing delle macchine meno energivore potrebbero aumentare sensibilmente. E questo potrebbe rendere un buon affare i prezzi concordati da ITA con i lessor in tempi tranquilli. Peccato solo che se così dovesse essere, questi vantaggi verrebbero più che annullati dal costo complessivo del kerosene. La bolletta di ITA nel 2024 è stata di 757 M€ e rispetto ad allora il jet fuel è praticamente raddoppiato...
 
C’è da chiedersi perché le linee aeree comperino aerei nuovi (tanti, visto il backlog degli ordini), quando gli aerei vecchi sono così redditizi (leasing o proprietà non cambia nulla, visto che in entrambi i casi paghi ammortamento più interessi)

E' questione di equilibrio. Questione di costo del petrolio (e politica di hedging di ciascun vettore). Equilibrio fra indebitamento (e relativi costi) ed efficienza, consumi e affidabilità.

Nel decennio scorso Delta ha dimostrato benissimo come rendere redditizie flotte anziane, con aerei già completamente ammortizzati. Oggi è United la major americana coi mezzi più anziani (controvoglia -- questo è, in parte, dovuto ai ritardi di Boeing e non a una decisione precisa del vettore), e sta molto meglio di American e altri vettori con flotte più giovani. Spirit, che ha una flotta mediamente giovane, è sull'orlo del fallimento.

Una cosa è probabile: fra il 2021 e tutto il 2025, ITA avrebbe beneficiato da un maggiore equilibrio anagrafico della fletta (qualche 320 CEO in più, un po' di 220 in meno, per esempio). Col costo dei carburanti relativamente bassi e visti i problemi di affidabilità dei P&W GTF, probabilmente il vettore avrebbe fatto meglio. Con ciò che sta accadendo al petrolio... magari nel giro di un anno già si rivelerà azzeccata la scelta di investire in roba nuova.
 
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Vero, ma... Mi sai indicare quante compagnie pluri-fallite, che non fanno soldi da vent'anni, riemerse per l'ennesima volta con soldi pubblici vanno a comprarsi aerei nuovi?

Il problema dei costi di leasing non l'ho tirato fuori io, lo ritira fuori la stampa a ogni trimestrale, citando le fonti di ITA. "Pesano i costi di leasing", "pareggio operativo se si escludono i leasing", "buco di 250mln dovuto al leasing", tutte cose sentite e risentite negli ultimi anni. È stato un errore, da cui spero si traggano lezioni. Oramai siamo dove siamo, spero e mi auguro che in futuro queste decisioni siano prese in seno al gruppo.



(breve excursus: non è vero. Un lease conviene se si intende tenere l'asset per un 5-10 anni, come fa Ryanair; altrimenti un mutuo costa di meno, soprattutto perchè poi porta ad avere un aereo di proprietà, fully depreciated, che garantisce un income stream praticamente pulito. Il metodo Delta, insomma).
Il passato di ITA è irrilevante nelle valutazioni di convenienza.

Il “cisto del leasing” è un problema nel momento in cui hai gli aerei a terra perché i motori “si rompono”, ma lo sarebbe allo stesso modo il costo degli interessi passivi.
 
Il mercato tiene sostanzialmente in equilibrio i prezzi delle diverse generazioni di aerei, in rapporto ai rispettivi costi di esercizio.
Altrimenti nessuno comprerebbe aerei nuovi o all'opposto tutti vorrebbero "solo" aerei nuovi.
Vero.
Questo equilibrio peraltro non è fisso nel tempo, ma varia continuamente, soprattutto in ragione del costo del combustibile.
Vero in teoria, ma in realta' non succede; il mercato non e' cosi' elastico, e soprattutto non tutti i players hanno lo stesso purchasing power. E' il motivo per cui LHG, o IAG, comprano per il gruppo e non fanno fare alle varie LH, OS, LX, IB, e via dicendo. Il prezzo di acquisto (o di leasing) di un'IAG e' MOLTO piu' basso di una EI da sola.

Non ho dati per giudicare le scelte di ITA, tuttavia oggi con l'esplosione dei prezzi del jet fuel, avere una flotta in gran parte recente, è sicuramente più vantaggioso di quanto non lo fosse 6 mesi fa. Se l'attuale aumento dei costi del kerosene dovesse preludere a valori più elevati nel tempo, i leasing delle macchine meno energivore potrebbero aumentare sensibilmente. E questo potrebbe rendere un buon affare i prezzi concordati da ITA con i lessor in tempi tranquilli. Peccato solo che se così dovesse essere, questi vantaggi verrebbero più che annullati dal costo complessivo del kerosene. La bolletta di ITA nel 2024 è stata di 757 M€ e rispetto ad allora il jet fuel è praticamente raddoppiato...

(edit perche' quello che ho scritto non ha senso matematicamente).
In teoria hai ragione, pero' in pratica i numeri - vado a memoria - suggerivano una spesa per leasing sui 250m€, e 90m€ in wetlease. Cosa che mi fa pensare a un premium abbastanza elevato.

Il passato di ITA è irrilevante nelle valutazioni di convenienza.

Il “cisto del leasing” è un problema nel momento in cui hai gli aerei a terra perché i motori “si rompono”, ma lo sarebbe allo stesso modo il costo degli interessi passivi.

Punto che non c'entra niente con quello che scrivevo poco sopra, cosi' come il tuo commento precedente, ma vabbe'.
 
Ultima modifica:
Punto che non c'entra niente con quello che scrivevo poco sopra, cosi' come il tuo commento precedente, ma vabbe'.
Quindi lamenti che nelle dichiarazioni pubbliche di ITA vi sia un riferimento al costo dei leasing ma non ti interessa il perché viene fatto tale riferimento.
Ok, gradi, tutto chiaro
 
Ti rispondo con un unico pippone invece che fare punto per punto, e inizio con un inciso. Ai tempi in cui Alex Cruz comandava in BA, c'era la vice-CFO, Sarah Mussenden. Prima di ottenere approvazione per un qualsiasi business case si doveva fare un "pre-meet" con lei. E buona parte delle volte finiva con lei che sorrideva e ti diceva Really sorry, but this proposal doesn't constitute the best use of our shareholder's money.

Questa, riducendo all'osso, è la base del problema. ITA ha deciso di prendere aerei nuovi caricandosi di debiti che, stando alla stampa, continuano a "pesare" sui conti, quando una politica più opinata, più ragionata, più attenta e riguardosa delle risorse messe a disposizione dal contribuente italiano avrebbe portato agli stessi risultati.

Io sfido chiunque a dire che le decisioni sulla flotta, a cominciare dai regionals, siano state prese nell'interesse del contribuente. No, ITA l'ha fatto perchè mancava quel senso di accountability verso lo shareholder e nessuna delle ragioni che adduci stanno in piedi. La questione della riduzione dei consumi è una proposta che ha fatto l'Italia, non una "richiesta dell'Europa" (e quel 17% di riduzione è un bel po' ottimista, considerando che i NEO e compagnia danzante andavano a sostituire dei 32S e 330 con una decina d'anni di età, non degli Il-86, senza considerare il maggior costo di leasing). Idem anche la "richiesta" di prendere aerei nuovi. In fondo metto la lista dei commitments: mancano appunto quei due punti. Non l'ha chiesto l'Europa, l'ha deciso ITA.

Quando BA a LGW ha dovuto cambiare i 737-400 giunti a fine vita, il primo business case - per aerei nuovi da Airbus - venne rigettato da Nick Swift e Keith Williams perchè troppo esoso per una flotta e una base, quella di short haul a LGW, che faceva a malapena soldi. Mancava il motivo per prendere un aereo nuovo e non un usato in leasing, e mancavano le prove che un aereo più nuovo, e più costoso, si sarebbe tradotto in un ROIC maggiore. Anche LH pensa in quel modo, il gruppo ha detto più e più volte che allocherà risorse basandosi su quale compagnia dimostra di avere il miglior ROIC.

Logiche anni luce dall'ITA pre-LH, secondo me. E sono contento che ora ci sia Eberhard al timone.



Il punto è che continui a sovrapporre due piani che in questo caso non sono sovrapponibili:
quello di un business case “puro” alla BA e quello di una newco creata dentro un procedimento di State Aid con vincoli di discontinuità.

L’esempio di BA/LGW è corretto, ma fuori contesto. BA decide in piena autonomia come allocare capitale. ITA no: nasce dentro una cornice in cui alcune scelte industriali sono funzionali prima di tutto alla discontinuità economica, non all’ottimizzazione marginale del ROIC nel breve.

C’è poi un passaggio che stai saltando: quel documento è il risultato finale di un processo negoziale. Nelle procedure di State Aid c’è sempre una fase (anche lunga) di confronti informali e pre-notifica tra Commissione e Stato membro, con scambi di osservazioni, modifiche e controproposte, fino ad arrivare a una versione condivisa del piano.

Quindi sì, formalmente è “l’Italia propone”, ma in realtà è una proposta già filtrata, adattata e resa compatibile con ciò che la Commissione è disposta ad approvare.

Presentare quel perimetro aziendale non è un vezzo: è la dimostrazione della discontinuità economica con Alitalia.
E in questo senso, non è una scelta pienamente libera, ma una scelta condizionata a monte dal processo autorizzativo.
 
Vero, ha molto più senso svenarsi con leasing chiaramente troppo costosi (ché, d'altronde, chi ve lo da un leasing a prezzo di mercato visti i precedenti?), senza nemmeno aver fatto un piano industriale (ipse dixit 'o Spiumatore), dimenticandosi le regionals per cui poi devi fare wetleases, il tutto prima di vendere al principale gruppo europeo che (magari) ha altri piani ma ha di certo ben altro credit rating e buying power.

Mi domando quando Harvard Business School farà un paper sulle vostre capacità manageriali. Meno male che è arrivato Eberhard. Santo subito.
Tantopiù quello che è successo con il petrolio alle stelle conferma che è una scelta corretta aver rinnovato la flotta.
Poi con la CIGS a vita fino alla pensione direi che abbiamo fatto l'ultimo regalo ai tuoi mentore, direi quindi che I B772 e altre macchine vetuste possiamo lasciarle per la demolizione.
JE giustamente sta lavorando su operazioni di acquisto e finanziamento ma la cosa più complicata è procurarsi le macchine di lungo raggio che servono e sul mercato si trova poco e nel backlog di LH non ci sono slot per ITA in tempi accettabili.
 
Il punto è che stai leggendo quel documento come se fosse un piano industriale libero, quando in realtà è prima di tutto un atto negoziale con la Commissione UE pieno di vincoli sulla discontinuità economica.

Sul tema flotta, ci sono tre cose che secondo me stai semplificando troppo:

1) I “52 aerei ex-Alitalia” non sono un target da raggiungere, ma un tetto massimo dentro un perimetro imposto dalla Commissione.
ITA non poteva semplicemente “prendersi” la flotta AZ: doveva acquisire asset a condizioni di mercato e soprattutto dimostrare discontinuità. Il fatto che oggi siano meno non è una deviazione, è coerente con quel vincolo.

2) Stai trattando come vincolo quello che nel documento è scenario di piano.
La quota di aerei owned vs leased non è un obbligo imposto dalla Commissione, ma un’ipotesi industriale. E per una newco il leasing (specie sui widebody) è la scelta più standard per contenere CAPEX e mantenere flessibilità, non il contrario.

3) Sul rinnovo flotta stai proprio invertendo causa ed effetto.
La Commissione ha imposto:

  • discontinuità economica netta
  • riduzione del perimetro
  • modernizzazione con aeromobili più efficienti
Non a caso nelle motivazioni della decisione si parla esplicitamente di una compagnia con struttura più sostenibile e flotta di nuova generazione fuel-efficient.

Quindi il “rifarsi la flotta” non è una scelta arbitraria e dispendiosa: è parte del modo in cui dimostri di NON essere Alitalia.

Sul tema sostenibilità: non è un vincolo numerico tipo “devi comprare X aerei nuovi”, ma è chiaramente un pilastro del piano approvato, e infatti tutta la strategia ITA si basa sul rinnovo della flotta proprio per ridurre consumi ed emissioni.

4) Wet lease e regional: qui hai un punto, ma anche qui manca il contesto.
ITA parte con perimetro ridotto, senza obblighi di continuità operativa su tutto il network AZ e con l’obiettivo di arrivare rapidamente alla vendita: usare wet lease in fase transitoria è discutibile, ma non è fuori logica.
La polemica è tutta sindacale, volevano i B772 e relativi equipaggi, si sono tirati dietro la questione Embraer per facciata. Poi il Presidente prese a male parole CDA e alti dirigenti perché troppo morbidi e grazie alla levata di scudi i sindacati ebbero quello che volevano. Ora JE santo subito purché sia accomodante, vedrai come cambiano i toni se non sarà accomodante.
Per fortuna che hanno rinnovato la flotta specialmente di lungo raggio altrimenti avremmo ancora una bellissima flotta di B772 e A332.
 
Il mercato tiene sostanzialmente in equilibrio i prezzi delle diverse generazioni di aerei, in rapporto ai rispettivi costi di esercizio.
Altrimenti nessuno comprerebbe aerei nuovi o all'opposto tutti vorrebbero "solo" aerei nuovi.
Questo equilibrio peraltro non è fisso nel tempo, ma varia continuamente, soprattutto in ragione del costo del combustibile.
Non ho dati per giudicare le scelte di ITA, tuttavia oggi con l'esplosione dei prezzi del jet fuel, avere una flotta in gran parte recente, è sicuramente più vantaggioso di quanto non lo fosse 6 mesi fa. Se l'attuale aumento dei costi del kerosene dovesse preludere a valori più elevati nel tempo, i leasing delle macchine meno energivore potrebbero aumentare sensibilmente. E questo potrebbe rendere un buon affare i prezzi concordati da ITA con i lessor in tempi tranquilli. Peccato solo che se così dovesse essere, questi vantaggi verrebbero più che annullati dal costo complessivo del kerosene. La bolletta di ITA nel 2024 è stata di 757 M€ e rispetto ad allora il jet fuel è praticamente raddoppiato...
Gli ordini sono stati fatti in periodo Covid19, ad avercene altri, specialmente per WB sarebbe stata manna dal cielo.
Le macchine vecchie poi avrebbero dovuto essere riconfigurate (già quelle andate ad esaurimento sono state fonte di critica) e avrebbero portato personale a fine carriera poi da passare su altre macchine all'uscita dei B772 (poi si da per scontato che avrebbero trovato il personale ex AZ che ha preferito rimanere in CIGS visto che in ITA non veniva riconosciuta l'anzianità).
Un anno di wet lease di un paio di regional (dovuto fra l'altro a ritardi Airbus che in qualche modo avrà dato compensazioni) e a LCY val bene aver eliminato gli E175 dalla flotta a favore degli A220. Lo stesso gruppo LH si sta concentrando su macchine over 100 posti. E il bello dell'A220 è che alla fine sostituisce tutti gli A319 e vedrete che in futuro andrà a sostituire anche buona parte della flotta di A320 quando arriverà la versione allungata.
E i problemi di PW ne stanno limitando l'efficacia, ma è più efficiente e allungherà il range di posti. Idem con l'A339 che grazie a consumi minori ha sostituito l'A332.
 
Il punto è che continui a sovrapporre due piani che in questo caso non sono sovrapponibili:
quello di un business case “puro” alla BA e quello di una newco creata dentro un procedimento di State Aid con vincoli di discontinuità.

L’esempio di BA/LGW è corretto, ma fuori contesto. BA decide in piena autonomia come allocare capitale. ITA no: nasce dentro una cornice in cui alcune scelte industriali sono funzionali prima di tutto alla discontinuità economica, non all’ottimizzazione marginale del ROIC nel breve.

C’è poi un passaggio che stai saltando: quel documento è il risultato finale di un processo negoziale. Nelle procedure di State Aid c’è sempre una fase (anche lunga) di confronti informali e pre-notifica tra Commissione e Stato membro, con scambi di osservazioni, modifiche e controproposte, fino ad arrivare a una versione condivisa del piano.

Quindi sì, formalmente è “l’Italia propone”, ma in realtà è una proposta già filtrata, adattata e resa compatibile con ciò che la Commissione è disposta ad approvare.

Presentare quel perimetro aziendale non è un vezzo: è la dimostrazione della discontinuità economica con Alitalia.
E in questo senso, non è una scelta pienamente libera, ma una scelta condizionata a monte dal processo autorizzativo.

Mi spiace, la vediamo diversamente. Nessuna richiesta dell'UE imponeva ad ITA di fare cio' che ha fatto, vedi post sopra. Comunque, we are where we are, e grazie per la pacata discussione. Speriamo che il pubblico esca da ITA il prima possibile e che non ci siano piu' soldi statali investiti nell'azienda.

Poi con la CIGS a vita fino alla pensione direi che abbiamo fatto l'ultimo regalo ai tuoi mentore,

Ci va una mancanza di introspezione grossa come il palazzo di Ceausescu a Bucarest per parlare di 'regali' nella tua posizione. Farfallina, noi contribuenti t'abbiamo salvato il posto di lavoro per un quarto di secolo, attraverso non so piu' quanti fallimenti, cancellazioni di debiti, badco & newco, prestiti ponte e quant'altro.
 
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A me sembra di ricordare che l'ingresso di LHG al 40% è avvenuto grazie a un aumento del capitale sociale, cioè soldi freschi, non grazie alla vendita di azioni. Forse mi sbaglio.
Non ti sbagli, è infatti con la vendita delle due ulteriori tranche per salire prima al 90% e poi al 100% che i soldi scuciti da LH andranno al MEF secondo quanto concordato.