Conflitto in Medio Oriente


Mi potresti dare un esempio di infrastruttura civile (non qualcosa di usato per scopi militari) bloccata da Israele, per favore? Io ricordo che l'aeroporto di Gaza fu reso inutilizzabile dall'aviazione Israeliana perche' usato apertamente per importare armi contro Israele.
 
Dai, cerchiamo di tornare su temi più pertinenti l’aviazione.

Grafico molto interessante da FR24.

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E a che pro? Non sono due dittatori che hanno preso il potere in modo fraudolento, ma sono stati liberamente eletti. E tra qualche anno se ne andranno senza bisogno di nessun colpo di stato, almeno l'americano.
L'errore è continuare ad incaponirsi sull'effetto (Trump e Bibi), invece di concentrarsi sulle cause (perchè la maggioranza degli elettori li ha scelti).Che peraltro non sono un mistero. Negli USA una sinistra a tratti paranoica, ha cercato di fare rieleggere un vecchio per usarlo come burattino. E quando ha visto che l'impresa era impossibile, non è riuscita a trovare un accordo al suo interno per un sostituto, ripiegando su una nullità come la Harris. Che per non farsi mancare niente, ha fatto campagna elettorale rinnegando le sue scelte passate per inseguire Trump. Con quest'ultimo che specie a NY, è stato trascinato in cause talmente folli da farlo sembrare una vittima e ho detto tutto. E pensare che un Blinken qualsiasi, avrebbe vinto a mani basse. Ma non aveva l'endorsement delle grandi famiglie democratiche. E poi era ebreo, quindi israeliano, quindi bombarolo di bambini, in un clima dove se non urlavi "Palestina libera!" non ti facevano entrare ad Harvard.
E' sempre bello pensare che da una parte ci sia la merxa, dall'altra la cioccolata. Il problema è che c'è merxa da qualunque parte ti giri. Il colore magari è un po' diverso, ma l'olezzo è lo stesso.
Quanto ad Israele, che pure di caxxate ne ha fatte parecchie, è innegabile che c'è chi si dedica anima e corpo alla sua distruzione. Non appena gli israeliani hanno allentato la presa su Gaza, la ricompensa è stata il 7 Ottobre. A dimostrazione che ad Hamas non è mai fregato nulla del benessere dei palestinesi (a partire dalla simpatica abitudine di nascondere i comandi militari in scuole ed ospedali), ma hanno solo pensato ad attaccare Israele causando il maggior danno possibile tra i civili, facendo a gara tra chi compiva le bestialità peggiori. E' abbastanza ovvio che l'elettore medio israeliano scelga un guerriero per comandarli, perchè sente la sopravvivenza del suo stato a rischio.
Nonostante il disprezzo che provo per Donald e Bibi, spero di cuore che riescano ad abbattere il regime in Iran e che questo preluda nel tempo, ad una pace duratura senza più rischi per lo stato ebraico. E vedrai che allora a Tel Aviv non sentiranno più il bisogno di eleggere un guerriero, ma sceglieranno un "normale" politico.
Il problema vero è se Donny Taco fa la fuga senza completare il lavoro, lasciando l'Iran come un bestia ferita, che più che mai non avrà altro scopo se non riarmarsi al massimo, a partire dall'atomica, per riprendere in futuro la guerra. E a me la bomba nelle mani dei pasdaran, fa mille volte più paura di Taco e Bibi messi assieme. Speriamo che nonostante tutto finiscano il lavoro.

PS I democratici USA avevano costui in casa e gli hanno preferito la Herris. Guardate l'intervista. Spero se ne ricordino alle prossime elezioni.

La causa ha una sua origine (hai ragione) e però anche una sua evoluzione; e l’evoluzione ci dice oggi che una vasta maggioranza di israeliani vorrebbe Bibi in galera quanto quella americana (MAGA inclusi) vorrebbe Donny in qualche reparto psichiatrico o RSA.
In altre parole le cose mutano e attendere i termini naturali delle relative scadenze (soggette comunque ai folli capricci dei due) potrebbe portarci alla catastrofe.
Ergo?
Infine, giustificare/invocare/auspicare l’intervento umilaterale USA/IS avverso all’Iran è qualcosa di vergognoso e pericoloso, intanto perché dai allora ragione al punto di vista del più forte (anche a Putin!) e poi perché inneschi il disordine mondiale nel quale infatti siamo.
Con i più vivi complimenti.
 
In quell'articolo però qualcosa non torna: Easyjet dice che tra tre settimane possono avere problemi perché i fornitori non sono certi di avere abbastanza carburante tra tre settimane mentre Ryanair con O'Leary dice che non ci sono problemi. E il mercato di riferimento è lo stesso.
 
Dipende da quanto hedging ha fatto MO’L rispetto a Easyjet, e va anche detto che Ryanair è molto più solida di EZY.
 
Mah, più che l'hedging che mi copre sul prezzo, qui il problema sembra invece proprio la disponibilità di carburante. Puoi aver fatto tutto l'hedging possibile, ma se di benza non ce n'è ...
 
La causa ha una sua origine (hai ragione) e però anche una sua evoluzione; e l’evoluzione ci dice oggi che una vasta maggioranza di israeliani vorrebbe Bibi in galera quanto quella americana (MAGA inclusi) vorrebbe Donny in qualche reparto psichiatrico o RSA.
In altre parole le cose mutano e attendere i termini naturali delle relative scadenze (soggette comunque ai folli capricci dei due) potrebbe portarci alla catastrofe.
Ergo?
Infine, giustificare/invocare/auspicare l’intervento umilaterale USA/IS avverso all’Iran è qualcosa di vergognoso e pericoloso, intanto perché dai allora ragione al punto di vista del più forte (anche a Putin!) e poi perché inneschi il disordine mondiale nel quale infatti siamo.
Con i più vivi complimenti.
Gli israeliani possono mandare a casa Bibi alle elezioni del prossimo Ottobre e gli americani ridurre notevolmente il potere di Donny a Novembre. Vedremo come si comporteranno gli elettori.
Quanto alla mia posizione, non ho mai scritto che approvo l'azione unilaterale dei due verso l'Iran. Probabilmente si sarebbe potuto fare molto di più riprendendo e rafforzando l'accordo firmato anni addietro.
Tuttavia questa è accademia. Nella realtà dobbiamo fare una foto onesta della situazione odierna e partendo da quella valutare cosa sia meglio. E se proprio devo scegliere, dopo aver vomitato, scelgo i due sciagurati. L'alternativa è fare il tifo per i pasdaran. Altre possibilità stanno solo nel mondo dei sogni.
 
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Tornando in topic, tra le conseguenze della situazione mediorientale, potrebbe saltare fuori un rinvio dell'acquisto del 49% di ITA da parte di LH, attualmente previsto a Giugno. Qualora l'impennata del costo del carburante lasciasse presagire una perdita per il 2026, i tedeschi avrebbero tutto l'interesse a rimandare l'aumento della partecipazione a Gennaio 2027 (che dovrebbe essere l'ultima finestra disponibile), limitando al 41% la loro parte di perdite di quest'anno e lasciando le rimanenti a noi.
 
Il corridoio a sud del golfo mi sembra sia tenuto ben lontano dall'Iran. Capisco gli aereoporti, ma da li in giu' gli aerei possono passare.
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Poi ho capito che l'Arabia Saudita ha piu' terminal sul golfo, anche usando al massimo l'East-West Pipeline imbarcando tutto a Yanbu che e' sul mar rosso, non riuscirebbe a esportare tutta la sua produzione. Anzi, visto che gran parte dell'export e' verso l'asia sarebbe soggetto a blocco degli Houthi, nella direzione opposta a quella che penseremmo. Cioe', il petrolio resterebbe dalla parte collegata al Mediterraneo via Suez. Cioe' gli asiatici hanno piu' sorci verdi da rimirare di noi. A meno che un drone di passaggio non colpisca l'oleodotto.

Sono analisi un po' azzardate ma sto cercando di capire
 
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Gli israeliani possono mandare a casa Bibi alle elezioni del prossimo Ottobre e gli americani ridurre notevolmente il potere di Donny a Novembre. Vedremo come si comporteranno gli elettori.
Quanto alla mia posizione, non ho mai scritto che approvo l'azione unilaterale dei due verso l'Iran. Probabilmente si sarebbe potuto fare molto di più riprendendo e rafforzando l'accordo firmato anni addietro.
Tuttavia questa è accademia. Nella realtà dobbiamo fare una foto onesta della situazione odierna e partendo da quella valutare cosa sia meglio. E se proprio devo scegliere, dopo aver vomitato, scelgo i due sciagurati. L'alternativa è fare il tifo per i pasdaran. Altre possibilità stanno solo nel mondo dei sogni.
L’hai scritto eccome, legimittandolo implicitamente con “spero che Israele e gli USA finiscano il regime iraniano” e la cosa francamente mi ha lasciato di stucco.
Da te del tutto inaspettato.
 
L’hai scritto eccome, legimittandolo implicitamente con “spero che Israele e gli USA finiscano il regime iraniano” e la cosa francamente mi ha lasciato di stucco.
Da te del tutto inaspettato.
PARTENDO DALLA SITUAZIONE DI OGGI, causata da scelte che NON condivido, spero quanto hai scritto. Se non sei d'accordo, significa che speri che vincano i pasdaran e francamente non lo credo.
 
Dai, cerchiamo di tornare su temi più pertinenti l’aviazione.
Oggi ho parlato con una ragazza che stava rientrando dalle Maldive con scalo a Doha quando l'Iran ha iniziato a rispondere all'attacco americano... lo scalo si è tramutato in una 8 giorni abbastanza intensa e che si vedeva avesse lasciato il segno sulla malcapitata.

Provo a ricordare quello che ho sentito per sommi capi:
  • quando si sono iniziate a sentire esplosioni e quant'altro, è arrivato un messaggio di allerta sul cellulare ma solo in arabo e nessuno che sapesse cosa dicesse (e hanno anche fatto fatica a trovare dei locals a cui chiedere, vista l'alta percentuale di expats tra i lavoratori)
  • iniziano un 6 ore in cui (ovviamente) nessuno della compagnia avesse risposte per loro, con i tabelloni che continuavano a riportare le partenze come se comunque si sarebbe ripreso a breve
  • con l'avvicinarsi della sera, si trovano di fronte a due opzioni: trascorrere la notte in aeroporto (come invitati a fare) – con la paura che possa essere facile bersaglio degli attacchi – oppure lasciare l'aeroporto per trovare riparo altrove, ma per quest'ultima opzione le autorità avrebbero trattenuto i passaporti come garanzia, visto che non era possibile espletare le pratiche per i visti di ingresso per tutte quelle persone
  • il giorno dopo alla fine risolvono la questione dei visti e vengono trasferiti in un albergo lontano da Doha, portandosi dietro solo quello che avevano con sé: i colli imbarcati restano in aeroporto
  • le giornate successive sono un mix di notizie che si inseguono, tentativi futili di chiamare gli organi consolari e alcune persone che iniziano ad arrangiarsi spendendo cifre enormi per millantati viaggi via terra fino in Arabia Saudita o Oman... la scelta è tra l'aspettare nell'incertezza oppure affidarsi a uno di questi transfer (si scoprirà poi, senza garanzia di successo, visto che dopo qualche giorno alcune di queste persone ricompaiono in albergo portando con sé storie di rimbalzi alla frontiera per non avere tutti i documenti in regola)
  • verso il quinto/sesto giorno, vengono fatte recapitare le valige lasciate in aeroporto
  • all'ottavo giorno, nel cuore della notte, Qatar Airways informa di prepararsi immediatamente a partire in quanto sono stati organizzati cinque voli di rimpatrio con destinazioni europee
  • la protagonista si ritrova quindi su un volo per Fiumicino, da dove poi si arrangerà lei a prendere un volo per la destinazione finale

Tutto questo per dire che, a quanto pare, è rimasta molto impressa da QR e dall'assistenza fornita (soprattutto se paragonata all'assenza delle istituzioni... non solo italiane, ma – a giudicare dai suoi compagni di sventura – anche di altre nazioni europee): non ha dovuto sborsare nulla per gli otto giorni, l'hotel offriva anche il servizio lavanderia visto che avevano solo pochi vestiti con loro e, ogni giorno, due responsabili della compagnia tenevano un briefing in hotel per tenere tutti aggiornati.

Insomma, sebbene una rondine non faccia primavera, per il quisque de populo che non sa nulla di aviazione, Qatar Airways ne è uscita da vera compagnia a cinque stelle Skytrax.
 
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Oggi ho parlato con una ragazza che stava rientrando dalle Maldive con scalo a Doha quando l'Iran ha iniziato a rispondere all'attacco americano... lo scalo si è tramutato in una 8 giorni abbastanza intensa e che si vedeva avesse lasciato il segno sulla malcapitata.

Provo a ricordare quello che ho sentito per sommi capi:
  • quando si sono iniziate a sentire esplosioni e quant'altro, è arrivato un messaggio di allerta sul cellulare ma solo in arabo e nessuno che sapesse cosa dicesse (e hanno anche fatto fatica a trovare dei locals a cui chiedere, vista l'alta percentuale di expats tra i lavoratori)
  • iniziano un 6 ore in cui (ovviamente) nessuno della compagnia avesse risposte per loro, con i tabelloni che continuavano a riportare le partenze come se comunque si sarebbe ripreso a breve
  • con l'avvicinarsi della sera, si trovano di fronte a due opzioni: trascorrere la notte in aeroporto (come invitati a fare) – con la paura che possa essere facile bersaglio degli attacchi – oppure lasciare l'aeroporto per trovare riparo altrove, ma per quest'ultima opzione le autorità avrebbero trattenuto i passaporti come garanzia, visto che non era possibile espletare le pratiche per i visti di ingresso per tutte quelle persone
  • il giorno dopo alla fine risolvono la questione dei visti e vengono trasferiti in un albergo lontano da Doha, portandosi dietro solo quello che avevano con sé: i colli imbarcati restano in aeroporto
  • le giornate successive sono un mix di notizie che si inseguono, tentativi futili di chiamare gli organi consolari e alcune persone che iniziano ad arrangiarsi spendendo cifre enormi per millantati viaggi via terra fino in Arabia Saudita o Oman... la scelta è tra l'aspettare nell'incertezza oppure affidarsi a uno di questi transfer (si scoprirà poi, senza garanzia di successo, visto che dopo qualche giorno alcune di queste persone ricompaiono in albergo portando con sé storie di rimbalzi alla frontiera per non avere tutti i documenti in regola)
  • verso il quinto/sesto giorno, vengono fatte recapitare le valige lasciate in aeroporto
  • all'ottavo giorno, nel cuore della notte, Qatar Airways informa di prepararsi immediatamente a partire in quanto sono stati organizzati cinque voli di rimpatrio con destinazioni europee
  • la protagonista si ritrova quindi su un volo per Fiumicino, da dove poi si arrangerà lei a prendere un volo per la destinazione finale

Tutto questo per dire che, a quanto pare, è rimasta molto impressa da QR e dall'assistenza fornita (soprattutto se paragonata all'assenza delle istituzioni... non solo italiane, ma – a giudicare dai suoi compagni di sventura – anche di altre nazioni europee): non ha dovuto sborsare nulla per gli otto giorni, l'hotel offriva anche il servizio lavanderia visto che avevano solo pochi vestiti con loro e, ogni giorno, due responsabili della compagnia tenevano un briefing in hotel per tenere tutti aggiornati.

Insomma, sebbene una rondine non faccia primavera, per il quisque de populo che non sa nulla di aviazione, Qatar Airways ne è uscita da vera compagnia a cinque stelle Skytrax.

Parliamo della stessa compagnia che non ha ancora cancellato i voli dal 29 di marzo in poi nonostante abbia mezza flotta al pascolo come le capre di Heidi ? 5 stelle già …