Utopia.Piuttosto speriamo che partoriscano il topolino di imporre standard su alimentazione, segnalamento, norme,
Non si riesce in aviazione ad avere standard uguali.
Utopia.Piuttosto speriamo che partoriscano il topolino di imporre standard su alimentazione, segnalamento, norme,
Curioso un treno AV con un servizio cuccette confort da 4 posti per scompartimento.Ieri, mentre tagliavo le scibolle per il soffritto, Youtube e' balzato dal Global Cycling Network Show a questo video, che non avevo mai visto ne' avevo mai cercato:
Trattasi di un vlog di un tizio che ha fatto Pechino-Hong Kong in treno AV notturno. L'esperienza in se' non e' che sia cosi' trascendentale, ma mi ha fatto pensare. Gia' adesso esistono i treni AV Milano-Parigi, e in futuro - tra terzi valichi, San Gottardi, tunnel di base e amenita' varie - e' pensabile che ce ne saranno altri. Arriveremo mai a fare qualcosa di simile sulle linee AV, oppure il mio rimane destinato ad essere un sogno causato dai fumi della scibolla?
Con rispetto, ma hai contestato i miei desiderata spiegandomi i modi in cui lo status quo è diverso dai miei auspici. E, come dire, ciò mi pare tautologico, giacché altrimenti non sarebbero auspici.Scusa se te lo dico brutalmente, ma conosci poco del trasporto ferroviario e di come è organizzato e regolato.
[OT]Per quanto riguarda le misure di mitigazione dal rapporto costi/benefici insensato, si tratta, per esempio, dell'obbligo di presidiare le porte quando un rotabile privo di lateralizzazione circola in Italia. Una IF estera, che volesse occasionalmente usare delle vecchie vetture in Italia, dovrebbe procurarsi un esercito di accudienti per presidiare le porte.
Non è che potevano, fino agli anni 80, i passeggeri dovevano aprire le porte se volevano salire o scendere dai treni. Salvo qualche eccezione, il telecomando ai tempi era solo quello del televisore a colori. E poichè non tutti i pax avevano l'abitudine di richiudere le porte una volta saliti o scesi, il povero capotreno o i suoi colleghi (di solito erano in tutto 2-3 persone, a seconda della lunghezza del treno), dovevano andare a chiudere le porte ancora aperte. Fatto questo i "vice" salivano sul treno, mentre il capo, ancora sul marciapiede, dava il verde al macchinista. E di norma saliva sul convoglio quando questo aveva già iniziato a muoversi per controllare la situazione fino all'ultimo. Con tutti i rischi del caso. Era un altro pianeta.[OT]Le porte non venivano sempre comandate centralmente dal macchinista?
Vuol dire che potevano essere aperte in qualunque momento dai passeggeri, anche in marcia?!
[/OT]
Le vecchissime carrozze delle FFSS (ti parlo di materiale che già negli anni ‘80 era relegato al servizio locale su linee secondarie) avevano uno sportello per ogni scompartimento (e le panche di legno in seconda classe)[OT]
Ho cercato su Google in cosa consista la "lateralizzazione", ma allora mi sfugge come funzionassero prima i treni...
Le porte non venivano sempre comandate centralmente dal macchinista?
Vuol dire che potevano essere aperte in qualunque momento dai passeggeri, anche in marcia?!
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La risposta breve alla tua domanda è sì. Una volta le porte dei vagoni non erano bloccate o sbloccate centralmente. Solo gli eletrotreni (e uso un termine veramente vetusto, forse @FLRprt potrà tradurlo in termini moderni) e piu' tardi i rapidi/TEE avevano le porte bloccate o sbloccate centralmente[OT]
Ho cercato su Google in cosa consista la "lateralizzazione", ma allora mi sfugge come funzionassero prima i treni...
Le porte non venivano sempre comandate centralmente dal macchinista?
Vuol dire che potevano essere aperte in qualunque momento dai passeggeri, anche in marcia?!
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