[TR] Fuga subtropicale.


OT: Storia

E geopolitica, dai.

Partiamo col presente. Okinawa "ospita" tre quarti delle basi militari americane in Giappone, e un quarto dell'isola è off-limits per i civili a causa di installazioni americane, cui vanno aggiunte anche quelle giapponesi. Nel mio piccolo, i contatti maggiori li ho avuti con la base dei Marines di Futenma, su cui volteggiano gli scoreggiantissimi CH53, e quella di Kadena.

Voglio dire, Futenma è letteralmente in città:

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E i suoi volatili sono praticamente una costante, questi li ho visti dal balcone di casa:

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I Marines sembrano solo avere ala rotante, incluso il convertiplano Osprey. Questo coso, che vi ripropongo di sotto in tutta la sua nefandezza, unisce le proprietà aerodinamiche dell'elicottero al profilo di un motocarro, il tutto condito con una complessità operativa e manutentiva che, al confronto, la fisica quantistica è una bazzecola. Ogni tanto, dicono, funziona; ma altrettanto spesso, questa macchina diabolica esige un tributo di sangue, pagabile sotto la forma di un numero variabile di Marines.

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Dicevo dei Marines; quando non sono impegnati a far volare gli Osprey, o a cadere in mare con i suddetti Osprey, è facile vederli in giro, specie nella zona di Futenma e Kadena. È quasi ridicolo vedere questi uomini e donne in uniformi americane e occhiali da sole al volante delle minuscole kei car che sono il furore del Giappone; vien quasi da dirgli "vedi che non ti serve il Ford F150 rialzato?". L'altra cosa che noto è come la moda, tra i prodi servicemen dell'America, imponga il capello corto e un baffo rigogliosissimo. È la stessa cosa nel quartiere gay di Soho a Londra, ma non so se i nostri sarebbero felici di saperlo.

Comunque, dei Marines abbiam detto. A Kadena c'è, invece, l'aeronautica e anche la marina, o almeno così sembra dato che vedo spesso i nuovi P-8 (dei 737NG con ali modificate). Un giorno mi prendo la macchina fotografica e vado allo spotting point, perchè sì: siamo in Giappone, e c'è lo spotting point.

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Peccato che mi fermi a chiaccherare con un baffuto milite americano che, a Okinawa, s'è comprato una Skyline GT-R R34 tenuta da Dio, e quando arrivo in loco non solo c'è il controsole, ma i tre aerei che dovevan partire oggi son partiti e ciao.

Rimane solo da guardare gli orti vista Kadena, che se je levi l'appezzamento per coltivare la scarola il pensionato okinawese diventa come i famosi agricoltori di Narita.

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Gli aerei americani, però, si sentono eccome. Soprattutto sulla zona di Kadena è un boato continuo, e mi piacerebbe invitare quelli che si lamentano di LHR a passare 'na mezzoretta qui:

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Gli F-16 sono ancora tollerabili, ciò che fa un rumore inaudito sono gli F-35. Vicino alle foto di cui sopra c'è un negozio di bici fighetto, e passo qualche oretta a chiaccherare con i ggioffani del posto, nipponici che parlano un buon inglese, e mi dicono che gli F-35 sono i più rumorosi tra gli aerei che hanno visto loro da queste parti, e infatti - quando passano loro, pure se abbastanza in alto - non ce n'è per nessuno, devi smettere di parlare. La pista di Kadena è a 3km di distanza, ma quando decollano è come se li avessi di fianco.

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Questi sono i giorni della pazzia collettiva dell'America, e anche se la Groenlandia, l'Ucraina e l'Europa sono lontane, il dubbio arriva fin qui. Taiwan è dietro l'angolo, i giapponesi han piazzato missili a Yonaguni - dove dovevo andare ma non riuscirò - e la domanda che si pongono tutti è quella che nota uno dei ragazzi, che tra l'altro mi dice di essere di origine taiwanese: "Who knows what America will do if China really attacks. We can't trust anyone now". Tra l'altro, l'aneddoto è che il turismo cinese è letteralmente sparito. Coreani e taiwanesi ce ne sono, pure da HK, ma cinesi mainland... zero.

Comunque, queste sono le considerazioni geopolitiche del giorno d'oggi. Guardiamo al passato, ora.

Prima di venire qui mi ero letto l'ottimo libro di Eugene Sledge, With The Old Breed, ottima lettura sulla falsariga di Niente di nuovo di Remarque, libri che suggerirei caldamente a qualsiasi plutocrate che vuole iniziare una guerra. Questo è il futuro che stai garantendo ai tuoi giovani, gli direi.

Una cosa che mi ha oltremodo stupito della battaglia di Okinawa è quanto è durata, ma soprattutto quanto, di quella battaglia, s'è combattuto nella parte sud dell'isola, quella che ho girato io insomma. Gli sbarchi avvennero il primo aprile all'altezza di Kadena, e ora del 13 il punto più a nord dell'isola, Hedo Point, era già stato liberato; per arrivare ad Itoman e alla fine della parte sud dell'isola ci vollero due mesi e mezzo e centinaia di migliaia di morti: 12.500 americani, 91.000 soldati giapponesi, e oltre 150.000 civili.


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La seconda cosa che mi ha stupito è quanto poco rimanga di quelle battaglie. Il mio alloggio si trova di fianco a un rialzo nel terreno, Urasoe ridge. Bene, quello è il famoso Hacksaw Ridge su cui Mel Gibson ha fatto un film. Oggi si presenta così:

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Qui e lì, però, si intravedono alcune testimonianze. I cartelli sono molto, come dire, diplomatici su ciò che è successo da queste parti.

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Non nascondo che trovarmi di fronte a queste grotte mi fa una profondissima impressione. È alle pagine del libro di Sledge che la mia mente corre mentre guardo dentro a questi buchi, alla storia di un ragazzo di vent'anni che assiste alla lenta ma costante trasformazione di tutti coloro i quali gli stanno intorno, lui incluso, in bestie. Guardo queste tane - non ho altro modo di definirle, queste non sono grotte, sono tane - e mi faccio un po' di domande su di noi, noi inteso come specie. Sappiamo mandare sonde su altri pianeti, facciamo trapianti di organi, dipingiamo cappelle Sistine e allo stesso tempo mandiamo i nostri simili a combattere altri simili in cunicoli da roditori.

L'isola continua in una serie di alture e avvallamenti; per ogni altura s'è combattuto accanitamente, ma a vederlo oggi non diresti. C'è giusto un muro crivellato di proiettili sul Kakazu ridge:

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Nei pressi dell'aeroporto c'è il museo del quartier generale della marina. I tunnel sono parzialmente visitabili, e in cima c'è un'esposizione sulla guerra nel Pacifico e sulla battaglia di Okinawa. Non ho foto dell'esposizione, ma è stato interessante vedere come i giapponesi affrontano la questione della Seconda Guerra Mondiale. In Italia non abbiamo mai fatto i conti col passato fascista, penso che non sia chissà che controverso dirlo, mentre in Germania sono un po' più maturi. In Giappone il senso che ne ho è che non se ne voglia parlare. A Tokyo il museo sui bombardamenti è in una casa come tutte le altre. Qui a Okinawa, i fatti che hanno portato allo scoppio delle ostilità sono recitati con piglio quasi giornalistico, nero su bianco, senza giustificazioni. L'espansionismo nipponico, la rottura dei negoziati con gli americani, l'attacco a Pearl Harbor, la sequela di schiaffi rimediati da Midway in poi (ecco, non vien detto nulla dello stupro di Nanchino...). La battaglia di Okinawa viene raccontata per com'era: una lotta all'ultimo sangue, nel fango, coi civili infilati in mezzo. Viene proprio detto che il governo di Tokyo mise ai lavori forzati la gente del posto.

Poi si scende nei tunnel. Qui, content warning: si parla di suicidio. Se non vi aggrada, andate avanti di un 3-4 foto.

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Questo era l'HQ della marina, dove era basato l'ammiraglio Ota fino alla sua morte.

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Gli scavi stanno ancora andando avanti:

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In una delle stanze, sui muri, ci sono dei segni.

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Un cartello, in un inglese un po' storpiato, informa che questi sono shrapnel delle bombe a mano usate dai soldati giapponesi per togliersi la vita. Alla sera del 6 giugno '45, circondati dagli americani, i giapponesi asserragliati qui dentro mandarono un ultimo messaggio a Tokyo, e poi iniziarono a suicidarsi. Ota, l'ammiraglio, morì il 13, in una stanza di fianco a questa. Guardo un poco questi buchi nei muri, penso a cosa dovevano aver pensato quei soldati, e poi mi viene in mente un mio amico. Un bravissimo ragazzo che, purtroppo, ha visto dinnanzi a sé solo questa stessa via d'uscita. E all'improvviso sento il bisogno di andarmene via da questo museo.

Per fortuna, a un'oretta circa di bici, c'è il Peace Memorial Park.

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Le tante, troppe, lapidi (entrambe le parti sono rappresentate) mi mettono di nuovo tristezza, ma il sole e il mare danno una mano. E poi m'imbatto in uno dei giardinieri, seduto di fianco al suo tosaerba, che dà da mangiare alle anatre. Lo guardo mentre lui, con una calma zen spensierata, lancia bocconi ai pennuti e mi sento improvvisamente molto meglio.

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OT molto interessante, capisco le tue reazioni all'idea dei soldati che si suicidano pur di non cadere nelle mani degli americani. Io ricordo Hong Kong, Singapore e Malesia negli anni '80, dove si parlava ancora con tristezza e rancore dell'occupazione giapponese.
Posto interessanti che ho perso l'occasione di visitare.
 
Sappiamo mandare sonde su altri pianeti, facciamo trapianti di organi, dipingiamo cappelle Sistine e allo stesso tempo mandiamo i nostri simili a combattere altri simili in cunicoli da roditori.
La cosa peggiore è che continueremo a farlo, anche quando saremo su Marte.

Grazie sempre e comunque per questi report. Viene perfino voglia di mollare il divano e il telecomando di Sky.
Ma non di uscire in bici, sallo.
 
E i suoi volatili sono praticamente una costante, questi li ho visti dal balcone di casa:

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Ha sette pale, quindi confermo che è un Super Stallion: nulla di più imponente e rumoroso. Questo ha anche due serbatoi supplementari, che lo rendono ancora più grosso. L'unico elicottero che abbia mai visto in vita mia che, quando dà manetta ai 3 motori, lascia la scia di fumo dietro di sé (si vede anche in una delle tue foto).

Ogni tanto, dicono, funziona; ma altrettanto spesso, questa macchina diabolica esige un tributo di sangue, pagabile sotto la forma di un numero variabile di Marines.

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Eh, i convertiplani sono macchine affascinanti ma delicate, molto delicate.
Tieni presente che, ad oggi, l'Osprey continua ad essere l'unico convertiplano operativo, mentre l'AW-609 (che tra poco compie 23 anni dal primo volo!!!) ancora deve essere certificato e dubito che vedrà mai un mercato anche perché oramai è stato superato dal NGCTR, che ha volato per la prima volta un mese fa a Cascina Costa.


Nonostante questa nomea di macchine "complicate", proprio il Giappone è stato l'unico Paese straniero ad acquistare l'Osprey, non senza grane a dire il vero.

 
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Gli F-16 sono ancora tollerabili, ciò che fa un rumore inaudito sono gli F-35. Vicino alle foto di cui sopra c'è un negozio di bici fighetto, e passo qualche oretta a chiaccherare con i ggioffani del posto, nipponici che parlano un buon inglese, e mi dicono che gli F-35 sono i più rumorosi tra gli aerei che hanno visto loro da queste parti, e infatti - quando passano loro, pure se abbastanza in alto - non ce n'è per nessuno, devi smettere di parlare. La pista di Kadena è a 3km di distanza, ma quando decollano è come se li avessi di fianco.
Abitando vicino alla FACO di Cameri non posso che confermarti che l'F35 è il più rumoroso che abbia mai sentito, la versione STOVL in particolare.
I miei compaesani che hanno vissuto l'epoca dell'F-104 (io sono "imported") raccontano che è sicuramente più rumoroso dello spillone.

Ciao
Marco
 
Abitando vicino alla FACO di Cameri non posso che confermarti che l'F35 è il più rumoroso che abbia mai sentito, la versione STOVL in particolare.
I miei compaesani che hanno vissuto l'epoca dell'F-104 (io sono "imported") raccontano che è sicuramente più rumoroso dello spillone.

Ciao
Marco
L'urlo del contribuente era fenomenale. Almeno l'F35 non fa fumo ;)
(comunque se davvero volete sentire un aereo che fa più rumore di un F35 o di un 104, provate a stare sotto un decollo di un Bac 1-11)
 
L'urlo del contribuente era fenomenale. Almeno l'F35 non fa fumo ;)
(comunque se davvero volete sentire un aereo che fa più rumore di un F35 o di un 104, provate a stare sotto un decollo di un Bac 1-11)
A proposito di aerei rumorosi, confermo che l'F-35 in decollo fa davvero spavento, un vero ruggito che ti fa tremare il petto

Di aerei terribilmente rumorosi personalmente ne ricordo due in particolare
1) il C-141 Starlifter in decollo da Pisa durante la prima guerra del Golfo (come sentire un gigante che urla GNEEEE dal cielo)
2) il B-707 dell'AMI in atterraggio a Ciampino con la gente che in città a Roma correva alle finestre per capire cosa stesse succedendo.
 
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A proposito di aerei rumorosi, confermo che l'F-35 in decollo fa davvero spavento, un vero ruggito che ti fa tremare il petto

Di aerei terribilmente rumorosi personalmente ne ricordo due in particolare
1) il C-141 Starlifter in decollo da Pisa durante la prima guerra del Golfo (come sentire un gigante che urla GNEEEE dal cielo)
2) il B-707 dell'AMI in atterraggio a Ciampino con la gente che in città a Roma correva alle finestre per capire cosa stesse succedendo.
Un paio di anni fa ho potuto comparare l'f35 con il gripen, l'eurofighter e l'f16 ai NATO Days di Ostrava (manifestazione incredibile che consiglio a tutti gli appassionati di aviazione, forse un unicum in europa), e l'f35 era l'unico capace di far suonare gli antifurto delle macchine...
 
Bellissimo TR!

Anche io ormai da anni, ogni gennaio-febbraio mi faccio una vacanza in un posto più solare.
Quest’anno non vedo l’ora, gennaio è di un’uggiosità infinita.

Per me l’A350 è nettamente più confortevole del 787, di solito troppo stretto per i miei gusti in vari allestimenti.

La monorotaia di Naha ti ha fatto sentire come a casa sulla DLR!

Ottima idea del viaggio in bici, mi ricorda Journey Across Japan del mitico Chris Broad.

La monorotaia di Naha si sente offesa per essere messa sullo stesso piano della DLR, sallo! Incidentalmente, sulla DLR non penso di salire da almeno un paio d'anni.

Ottimo racconto, come sempre!

Non male lo spotting point che hai trovato.
Devo ancora fare una vera spotting trip giapponese. Penso che quest'anno sarà l'ultima volta negli States, e dopo partirà la ricerca ai colorati F-15J :love:

Il rumore che fa l'F-35 è veramente esagerato :ROFLMAO: Forse il caccia più rumoroso in attività.

Non ho la tua esperienza di aerei militari, ma di quelli che ho visto e sentito, l'F35 fa piu' bordello financo del Tomcat.

Il prossimo libro sarà "I diari della bicicletta del biellese"? :D

Magara!

OT molto interessante, capisco le tue reazioni all'idea dei soldati che si suicidano pur di non cadere nelle mani degli americani. Io ricordo Hong Kong, Singapore e Malesia negli anni '80, dove si parlava ancora con tristezza e rancore dell'occupazione giapponese.
Posto interessanti che ho perso l'occasione di visitare.
Grazie!

La cosa peggiore è che continueremo a farlo, anche quando saremo su Marte.
Vero, purtroppo.
Grazie sempre e comunque per questi report. Viene perfino voglia di mollare il divano e il telecomando di Sky.
Ma non di uscire in bici, sallo.

Convertiti!

Ha sette pale, quindi confermo che è un Super Stallion: nulla di più imponente e rumoroso. Questo ha anche due serbatoi supplementari, che lo rendono ancora più grosso. L'unico elicottero che abbia mai visto in vita mia che, quando dà manetta ai 3 motori, lascia la scia di fumo dietro di sé (si vede anche in una delle tue foto).

Da bambino avevo visto il Mi26 in Val d'Aosta, lo usavano per fare la funivia del Monte Bianco, era impressionante!
Eh, i convertiplani sono macchine affascinanti ma delicate, molto delicate.
Tieni presente che, ad oggi, l'Osprey continua ad essere l'unico convertiplano operativo, mentre l'AW-609 (che tra poco compie 23 anni dal primo volo!!!) ancora deve essere certificato e dubito che vedrà mai un mercato anche perché oramai è stato superato dal NGCTR, che ha volato per la prima volta un mese fa a Cascina Costa.


Nonostante questa nomea di macchine "complicate", proprio il Giappone è stato l'unico Paese straniero ad acquistare l'Osprey, non senza grane a dire il vero.


Appunto, uno scherzo dell'evoluzione/del design.

Abitando vicino alla FACO di Cameri non posso che confermarti che l'F35 è il più rumoroso che abbia mai sentito, la versione STOVL in particolare.
I miei compaesani che hanno vissuto l'epoca dell'F-104 (io sono "imported") raccontano che è sicuramente più rumoroso dello spillone.

Ciao
Marco

Quella STOVL e' quella tipo Harrier, giusto?

L'urlo del contribuente

MORTO!

2) il B-707 dell'AMI in atterraggio a Ciampino con la gente che in città a Roma correva alle finestre per capire cosa stesse succedendo.

Elamadonna... il 707 passava spesso a Caselle, io vivevo in Santa Rita esattamente sotto al sentiero di discesa e, dopo la prima volta, non c'abbiamo mai fatto caso. Passavano anche gli EF2000, i Tornado, gli AMX... L'unico aereo che, ricordo, c'ha fatto correre alla finestra era il 747-200 cargo di Kalitta che, apprendemmo poi dalla Busiarda, veniva a prendere un pezzo della ISS.

Un paio di anni fa ho potuto comparare l'f35 con il gripen, l'eurofighter e l'f16 ai NATO Days di Ostrava (manifestazione incredibile che consiglio a tutti gli appassionati di aviazione, forse un unicum in europa), e l'f35 era l'unico capace di far suonare gli antifurto delle macchine...

Non mi stupisce!

Ah, scusate per il ritardo per l'ultima fase di OT, spero di finirla nel weekend.
 
OT Urbanismo subtropicale.

Il penultimo giorno della mia permanenza a Okinawa dovevo andarmene. O meglio, volevo andare a Yonaguni, dirimpetto a Taiwan, ma c'è un problema. La deliziosa signorina Easter, probabilmente infilata in un call centre a Cebu, mi chiama per informarmi che danno vento, soprattutto nel pomeriggio, e che c'è un'ottima chance che il saltafossi che, da Yonaguni, deve portarmi a Okinawa via Ishigaki potrebbe non farcela. Dovrei pernottare lì, e siccome ho il volo per Haneda il mattino seguente, tutto su prenotazioni separate, sarebbero chezzi amèri per dirla alla Lino Banfi. A malincuore cancello, sapendo di deludere il buon Sciamano che voleva sapere se un procacciatore di mute subbbacquee a Yonaguni fosse - per citare il Liga - vivo, morto o X.

Pertanto mi ritrovo con una giornata libera, le gambe abbastanza frolle (300km in 3.5 giorni) e decido di fare qualcosa che non facevo da una vita, ossia un po' di sana fotografia in città.

La parte dove giapponesi e Marines se le sono date di santa ragione, ora, è completamente urbanizzata. Le case salgono e scendono in base all'orografia, un po' come a San Paolo in Brasile.

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Le zone sono molteplici, ma per semplicità io chiamo tutto 'Naha'. Gli edifici, a differenza della 'mainland' giapponese, sono praticamente tutti in cemento. Muri in blocchi di cemento, tetti piatti in cemento, insomma qui hanno scoperto il cemento armato e, da quel momento, è stato ammmoreh.

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Va anche detto che, quando ti trovi i tifoni che ti spostano i massi erratici, è un po' stupido fare le casette di legno o quelle finte piastrelline che piacciono tanto sulla mainland (stranamente, questo concetto non è ancora arrivato agli americani, visto che la Florida continua imperterrita a costruire case in legno di balsa, ma parliamo anche del paese che si dice "qual è il modo migliore per fermare gli ammazzamenti di massa perpetrati con le armi da fuoco? Più armi da fuoco!", quindi la logica non è cosa loro).

L'altra cosa che mi ha sorpreso, e non poco, è che la sera ci sono veramente pochi lampioni. Tò, magari in centro ce ne sono di più, ma non appena esci spariscono. Ne mettono 4 intorno agl'incroci, e ciao. Sembra una cosa da incubo, e onestamente è un po' rompiballe dover brancolare nel buio, ma non dà un senso di insicurezza. Alle 7 è buio, ma mentre cammino verso un qualche posto di ramen vedo bambini che giocano per strada, i vecchietti che chiaccherano, un'intera vita vissuta per strada, in questa strana penombra.

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Le strade sono il classico mix di vie suburbane giapponesi, di primo acchito completamente prive di fascino, ma che comunque hanno del loro, almeno per me.

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Qui e li ci sono questi piccoli leoncini, che spopolano nelle Ryukyu più rurali; sono messi lì per allontanare gli spiriti maligni (e immagino i Testimoni di Geova che ti scampanellano alle 4 di sabato mattina).

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Mi piace proprio camminare per vie a caso e vedere un po' che aria tira. C'è un misto di Giappone rurale e grande città, senza quel senso di abbandono che avevo visto nelle montagne di Gifu o a Hokkaido. Pieno di ragazzini, e un sacco di famiglie con bambini neonati.

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In centro a Naha, proprio a fianco della zona più zarra - quella coi localacci, per capirci - c'è il mercato. Qui il 'vibe' è molto Hong Kong. Splendido per farci le foto, anche se è bassa stagione.

Una delle certezze della vita è che un cuoco pingue fa buon cibo:

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E infatti diobono che Tonkotsu che non mi fa.

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Vicoli in cui perdersi e giocare con le messe a fuoco.

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E completiamo l'opera con un Okinawa soba. Il localino che trovo è di fianco a un murale del Che:

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(personalmente io sono più da subcomandante Marcos). Comunque, il localino è semi-impossibile da fotografare, causa fumina di vapore. Però SOBA IS LIFE!

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E anfatti:

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Questo è il soba di Okinawa, che si contraddistingue da uno mainlander per avere un brodo fatto con maiale e bonito, noodles con una consistenza leggermente differente (e fatti con le uova), maiale - pancia - che è stato cotto a fuoco lento e queste crocchette di pesce chiamate satsuma age, di origine cinese. Imperdibile l'ovetto, ovviamente.

DE-LI-RIO.

Rientro al tramonto, con la complice monorotaia a volteggiare agile e cementifera sopra di noi. Devo ammettere che mi piace l'idea di una monorotaia sopraelevata. Farei così anche i tram, per svolazzare sopra gli automobilisti intasati nel traffico.

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Un'ultima foto del tramonto sopra l'Isola, con tanto di aereo in decollo da Naha.

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JL906

Arriva, infine, il giorno della partenza. Stesso layout dell'andata: A350 per Haneda, 787 per Tokyo. Saluto la mia casa, in cui mi sono trovato benerrimo, e scendo alla fermata di Urasoe della monorotaia.

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Quaranta minuti dopo siamo a OKA. Lungo la via, la monorotaia passa di fianco a molteplici installazioni militari giapponesi, e all'ingresso di una di queste, su una rotonda, hanno infilato una specie di minimuseo con un Phantom, un F104 e un P80 giapponesi. Non ho foto ma credeteammè, ci sono.

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L'aeroporto di Naha è diviso in due capannoni, nazionali e internescional. Vado ai nazionali, e vedo che c'è un banco "connessioni internazionali", dove ci sono per lo più militari americani in civile. Io ho due biglietti separati, ma se posso sbolognare la bici a JAL, perchè non farlo? Provare non costa nulla, al massimo mi dicono di andare in mona. Mi infilo in coda, e come spesso accade faccio due chiacchere con altra gente - la vista della bici suscita sempre curiosità. A quanto pare i soldati sono obbligati a volare americano, e sono tutti tickettati 001, quindi American Airlines, e spesso e volentieri li mettono solo su metallo AA e non, magari, sul codeshare di JL. In Economy. Sto parlando con questo omone di colore, una specie di armadio a tre ante cui, malgrado io sia 1.83, arrivo più o meno alle ascelle e lui mi fa che sta andando in Y a Dallas. Gli offro le mie commiserazioni.

Comunque, le signorine di JAL sono gentilissime e mi taggano la bici fino a Londra senza che nemmeno glielo chieda. Ci vogliono un po' di scartoffie, devo firmare la limited release, mi chiedono se la bici deve per forza stare su un lato o sull'altro, ma sono veramente cordialissime.

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Sistemato il tutto, vado in cerca dell'observation deck.

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Poi, controllo di sicurezza super-easy e, dentro al terminal, mi ricordo di non aver preso lo snack fondamentale di Okinawa. L'onigiri frittatina e spam:

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Il tempo di cazzeggiare un po', e siamo pronti ad imbarcare.

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Déjà-vu, stesso posto dell'andata.

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Ciao Okinawa, è stato bello.

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Ciao isola del maritozzo.

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Il volo procede proprio tranquillo, e se devo essere sincero mi addormento. Il 350 è veramente tranquillo.

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Ecchice a Haneda. Qui la temperatura è in cifre singole, ma comunque molto soleggiato. Sul lato di Kanazawa la neve cade a metrate - in quei giorni, leggevo su reddit, c'erano accumuli di 180cm a bassa quota - mentre il Kanto, d'inverno, è spesso soleggiato e con livelli di umidità che vedi solo a Phoenix. Siccome a Londra, mi dice @londonfog, piove, decido di godermela più che posso.

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Ho un sacco di ore di connessione, e opto per andare a Yokohama per... si, altro ramen. A Yokohama c'è Ramen Tsuchinotomi, che io adoro.Non si può non andarci, per cui salto sulla Keikyu e faccio un pezzetto a piedi.

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Eccomi in paradiso.

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Shio ramen con anatra, extra riso e ovetto.

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Rinvigorito, torno a Haneda.

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JL41

Vogliate soffermarvi, cari compagni, su questa carta d'imbarco. Proletaria già dall'incipit, con quell'ECONOMY a tutto campo e un 'class' scritto in piccolo, perchè le divisioni di classe sono vergognose e giustamente JAL, rossa nell'animo qual è il suo logotipo, se ne vergogna.
Ammirate, compagni, quel 47C che sa proprio di terza classe, di passaggio ponte, di livelli sotterranei. Anche quell'imbarco delle 00:40, orario di uscita del terzo turno dalla fabbrica. Persino lo status è RUBY. Rosso, anzi cremisi. Una calda lagrima scorre sulle gote di Rosa Luxemburg, la vedo.
Ma, cari compagni, vi invito a guardare più in giù. SKYVIEW 2230. Cosa vuol dire, compagno, vi sento chiedere. Ebbene, cari amici, questo biglietto popolare, questo biglietto economico, consente l'ingresso in lounge dalle ventidue e trenta.

Compagni, LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO.

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Pieno di orgoglio proletario arrivo a HND. Passo i controlli di sicurezza e faccio un paio di giri, giacchè sono solo le nove di sera. Ci scappa anche un pisolino sulle panchine di un gate non in uso.

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E, poi, si va.

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Eccoci, piede di porco alla mano, grimaldello in tasca, pronti a scardinare le porte dei piani alti dove si nascondono plutocrati e kulaki. Quarto piano, Sakura Lounge e Centurion Lounge. Covo di finti figli dei fiori col portafogli a destra e imperialisti romano-americani che soggiogano i lavoratori con l'illusone del credito. Puah.

Noi si sale più in su, dove la Skyview inventa nuovi orari socialisti. Al bando l'una di notte, ben venga la venticinquesima ora. Se non erro è lo stesso metodo usato dal Grande Timoniere per spingere la Cina Popolare a nuovi traguardi col grande balzo in avanti, e poco importa se lui era una capra ignorante (con un tocco di pedofilia, ecco) ed è riuscito a causare un olocausto di uomini e volatili. Il pensiero è quello che conta.
Avanti, compagni, avanti! La reazione non ci avrà.

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Ed eccoci in lounge, compagni, sventoliamo il rosso bandier...

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Oh, c'è il Campari. Magari un prosecchino che ci facciamo uno spriss? O magari un bianchino, che il Campari col bianco sta sempre bene?

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Aspetta, aspetta, aspetta... cosa vedo?

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Uuuuh, rum di Okinawa? Diamogli un'annusata, và. Promette bene. Magari c'è della ginger beer... mmh, no c'è la ginger ale però. Canada Dry alla spina. E allora vuoi non farti uno pseudo Dark 'n stormy giapponese? O due? O magari tre, dai.

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Brusio in platea. "Compagno, ma la lotta di classe? Ci scusi, eh, ma l'abbiamo appena vista chiedere a un'inserviente se hanno anche le fettine di lime in alternativa al limone, e mi sembra che stia ascoltando i Mind Enterprise che fanno un po' troppo Milano da bere..."
"Compagno a chi, barbone? Vai via prima che chiamo la sicurezza".

Ever thus to deadbeats, come diceva Woo nel Big Lebowski. Dagli mezzo minuto in lounge che il barbone si crede borghese.

Passa il tempo, cresce il numero dei pseudo-dark 'n stormy, e arriva l'imbarco.

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Il motivo dell'invito in lounge è presto spiegato, a bordo non verrà fatto il servizio di cena, si parte e si dorme per almeno un 8 ore.

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Passo la business e mi accomodo al mio 47C. Al finestrino si piazza un ragazzo asiatico, cui tutte le assistenti di volo parleranno in giapponese. Se non fosse che lui non è giapponese, è inglese, e per di più ha un accento di Liverpool che sembra Paddy 'The baddy' Pimblett. Praticamente incomprensibile. La cosa più difficile dell'intero volo è stato non ridere a ogni interazione tra lui e l'equipaggio.

Sia come sia, partiamo e subito mi addormento. C'è un'intermezzo-snacckistico verso l'ottava ora di volo, ma sono ancora satollo dal ramen e declino l'offerta. Poi, un 3 ore prima dell'atterraggio, ecco il vero e proprio main meal. Pranzo vero e proprio, che tanto chi capisce più che ore sono. Prendo la pasta, se non altro perchè voglio dei frutti di mare.

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Oh, buona.

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Atterraggio nel buio umido di Londra, e caracolliamo con un 40minuti di anticipo a T3.

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Alla riconsegna bagagli, i colli escono puntualissimi, maniglie girate verso i passeggeri, roba mai vista. Di fianco, un VS da Orlando carico di facce neolitiche, la peggio umanità delle Home Counties. Roba che capisco se l'ICE li mandasse direttamente nel Salvador. La mia bici viene riconsegnata praticamente seduta stante, una cosa mai vista a LHR.

La Piccadilly è chiusa per le opere di adeguamento per l'arrivo dei nuovi treni, ordinati nel 2018, in costruzione dal 2021, dovevano entrare nel 2024 e pare che verranno messi in servizio quest'anno. Chi vivrà vedrà, nel frattempo prendo la Elizabeth line, oggi limitata solo fino a Paddington, ma tanto io scendo a Ealing per la District.

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E poi, via, lungo gli scassatissimi marciapiedi londinesi, fino a casa.

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Questo è quanto, grazie a tutti per aver letto. Volate JAL, volate nelle Ryukyu, bevete il rum di Okinawa, e viva il proletariato!
 
Ottimo TR come sempre.

Sono felicissimo di vedere qualcuno che offre l'accesso in lounge invece di un agghiacciante pasto alle 2 del mattino. Spero che questa soluzione si diffonda nel modo più esteso possibile, così da poter fare riposare chi lo desidera invece di costringere alla fiera di rumori ed olezzi derivanti dal servizio di una tardissima cena.
 
Sempre un gran piacere leggere i tuoi TR.
E visto che il viaggio verso la terra del sol levante sta iniziando a camminare (molto piano, ma si muove) ho preso rigorosi e proletari appunti.

Grazie
Ciao
Marco
 
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Scarab ora anche apertamente proletario viaggiante! Ma per dare l esempio dovresti usare una bella bici cinese di ghisa come usai a Cuba quando ancora il Lider Maximo era al comando (quello barbuto non quello del forum) copertoni di bachelite, passo allungato per far stare moglie e figli sul cannone, sella che dopo un po' hai la prostata come una palla da rugby
 
Non so se riuscirò mai più a scrivere senza fingermi compagno rivoluzionario bolscevico, quindi ti dico solo che anche questo TR è una gran figata.
 
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