Thread ITA Airways 2026


Non funziona così e già nei documenti che ho postato si possono trovare molte risposte.
Ci sarebbe molto altro da scrivere e da condividere sul tema slot e discontinuità, ma dato che il moderatore ha dato lo stop evito di scrivere l'ennesimo pippone.
No no funziona proprio come dico io….per non parlare della vendita di AZ ad ITA dove ci sono ancora pendenze legali in corso come tu ben sai…adesso seguirò anche io l’invito del moderatore. Buon weekend
 
Ai mods: al posto di lanciare avvertimenti (da’ fastidio parlare della questione?) perché non creare un 3ad apposito dove continuare la discussione liberamente?
Perché non se ne esce. Da una parte quelli che sostengono la continuità aziendale si appellano al passaggio di alcuni asset materiali e immateriali, dall’altra quelli che sostengono la discontinuità si appellano alle decisioni della Commissione. Nessuna delle due parti riconosce le ragioni dell’altra per cui rapidamente si degenera
 
Perché non se ne esce. Da una parte quelli che sostengono la continuità aziendale si appellano al passaggio di alcuni asset materiali e immateriali, dall’altra quelli che sostengono la discontinuità si appellano alle decisioni della Commissione. Nessuna delle due parti riconosce le ragioni dell’altra per cui rapidamente si degenera
E aggiungo che ci sono interessi dietro ben noti e che non aggiungono nulla alla discussione. Per fortuna fr poco AZ sarà di proprietà del Gruppo LH quasi esclusivamente e toccherà a loro sostenere l'esorcista JE.
 
Sarà un retaggio della deformazione professionale acquisita quando mi occupavo di regolamenti bancari, ma...
Una ragione per cui non esiste una via d'uscita dalla discussione sulla discontinuità sì o no, è che la concessione UE all'Italia di creare una nuova compagnia aerea con fondi statali era legata ad una discontinuità aziendale. Discontinuità che doveva esistere sulla carta. ITA ha comprato il nome e il codice IATA di Aliitalia (da qui i voli ITA con numero AZxxxx), che poi alla fine abbiano rimescolato le stesse persone, ecc. conta solamente per una disquisizione semifilosofica.
Una discontinuità sulla carta doveva esserci, altrimenti i fondi messi dal MIFE potevano essere considerati aiuti di stato e quindi da restituire.
Il resto, come disse qualcuno, è vita.

E ora, si potrebbe parlare d'altro. Perché tanto sono discorsi che vengono ripetuti periodicamente da quando è nata ITA.
 
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Per precisare quanto esposto nel post precedente. La Commissione ha richiesto la discontinuità (statuendo principi anche astratti), le interlocuzioni tra le parti, principalmente la Commissione stessa ed il MEF, hanno definito quali erano i requisiti sul cosa e sul come affinché la richiesta fosse soddisfatta, le parti hanno adempiuto a quanto richiesto e la valutazione sull'adempimento spetta alla Commissione. Giuridicamente la questione è chiusa; salva la libertà di terze parti che possono adire la Corte di giustizia europea eccependo l'inadempimento e/o la malposizione dei requisiti richiesti.
Il diritto comunitario ha questa caratteristica di negoziazione tra le parti, criterio che nel diritto nazionale si sta affacciando solo ora: vedi i casi di amministrazione giudiziaria per imprese della logistica e della grande distrubuzione, in cui sta alla parte colpita dal provvedimento indicare cosa fare per sanare l'irregolarità riscontrata e l'autorità giudiziaria valuta la congruità delle soluzioni offerte.
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In punto di diritto la questione si inquadra in questi termini. In fatto e in sostanza, che ci siano aspetti che richiamano invece una continuità può essere oggetto di sindacato davanti alle autorità di giustizia comunitaria se qualcuno ritiene e porta ragioni che ipotizzino violazioni di norme del procedimanto. Altrimenti siamo a discutere al bar: non vale il detto pasoliniano "io so, ma non ho le prove", il giudizio non è politico.
 
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