Visto ieri sera Freefall: A reckoning for Boeing.
Un pugno allo stomaco che si aggiunge a quello già ricevuto con il documentario di quattro anni fa con il quale è stato aperto questo thread.
Diverse cose mi hanno davvero lasciato perplesso ieri sera:
- il fatto che una delle concause della bassa qualità dei prodotti finiti sia attribuibile alla delocalizzazione ed al fatto che, una volta arrivati tutti i pezzi a Charleston, ci fossero discrepanze molto significative. Tra l'altro nel montaggio delle immagini mi sembra evidente che venga puntato in modo abbastanza evidente il dito contro la linea di produzione di Taranto, deputata alla produzione della parte centrale della fusoliera. Qui mi chiedo davvero dove sia il problema. Fornitori capre, o specifiche fatte male, o una combinazione dei due? Se la parte centrale della fusoliera non corrispondeva alle specifiche, come era possibile accorgersene solo una volta che quel pezzo veniva portato in USA per l'assemblaggio finale? Boh, molte cose non mi tornano...
- la presenza di residui metallici di perforazione finiti in alcuni casi sopra la circuiteria elettrica, con possibilità di corto circuiti e successivi incendi. Ecco, il fuoco a bordo è forse lo scenario che mi spaventa di più e pensare che in posti non facilmente accessibili o non direttamente monitorati ci possa essere una potenziale fonte di incendio, mi angoscia. Parliamo secondo me di residui molto difficili da individuare una volta che l'aereo è stato consegnato, residui che possono starsene lì buoni buoni per centinaia di voli, per anni. E Dio solo sa quante macchine potrebbero avere questi problemi in stato dormiente.
- la totale inadeguatezza della maggior parte della manodopera assunta a Charleston, ragazzi giovani presi dalle scuole con ben poca preparazione e l'attitudine, ben inculcata dal giorno 1, di lavorare e stare zitti.
- la rivoluzione solo apparente avviata da Calhoun riguardo la qualità. Rivoluzione buona per solo i comunicati stampa, mentre ritorsioni di qualunque tipo continuano ad avvenire ai danni di chi parla.
- il senso di ingiustizia ed impotenza che avvolge l'intera vicenda. Too big to fail, qui portato alle estreme conseguenze. Magistratura, FAA, attuale dirigenza Boeing... non se ne salva uno.
Ovviamente fintanto che la cultura dominante sarà quella della massimizzazione del profitto e del valore delle azioni, non cambierà davvero nulla.
Per chi si è portato a casa decine e decine di milioni di stipendio, bonus e liquidazione sulle spalle di 346 morti, spero solo che la visione che ebbe Dante dell'inferno si riveli cosa reale una volta che saranno crepati.
P.S. per chi vuole gustarsi un altro esempio di interesse politico/economico che ha prevalso sulla qualità e sul buonsenso, raccomando anche "Challenger: the final flight". Brividi e disgusto.