A suo tempo si è già dibattuto del problema dei controlli sulla salute mentale dei piloti.
Rapida e sommaria ricerca mostra il seguente elenco di eventi (che per numero e gravità non mi sembra proprio trascorabile).
Nei voli di linea passeggeri, gli episodi noti e studiati in cui le indagini hanno accertato o fortemente indiziato un'azione deliberata del pilota sono:
- Japan Airlines Flight 350 (1982): 24 morti, il comandante causò lo schianto in fase d'atterraggio.
- Royal Air Maroc Flight 630 (1994): 44 morti, il pilota disinserì l'autopilota dirigendo l'aereo a terra.
- SilkAir Flight 185 (1997): 104 morti, probabile picchiata volontaria con disattivazione dei registratori di volo.
- EgyptAir Flight 990 (1999): 217 morti, manovra di picchiata deliberata del primo ufficiale (contestata dalle autorità egiziane).
- Air Botswana (1999): 1 morto (il pilota stesso si schiantò contro i velivoli a terra).
- LAM Mozambique Airlines Flight 470 (2013): 33 morti, il pilota bloccò la porta della cabina escludendo il co-pilota.
- Germanwings Flight 9525 (2015): 150 morti, il co-pilota Andreas Lubitz chiuse il comandante fuori dalla cabina e schiantò l'Airbus sulle Alpi francesi.
(A questi si aggiungono casi complessi o oggetto di dibattito prolungato come il volo Malaysia Airlines MH370)
Insomma, viene da dire che in tanti settori puramente tecnici o di CMR dell'aviazione si è imparato molto dagli incidenti e si sono implementate procedure di sicurezza funzionanti, mentre sulla salute mentale molto meno.