Conflitto in Medio Oriente


La punta dello stretto (Khasab) è rocciosa ed a picco sul mare. Sabbia davvero poca, sono tutte montagne che arrivano anche a 2.000 metri (come Jabel Harim).

L'ho fatta tutta in macchina, scenari stupendi ma non esattamente una zona dall'orografia semplice.
sorry, hai ragione....non ho specificato che parlavo dei fondali; come detto da @robygun sono bassi davvero...una distesa di sabbia a pochi metri sotto il pelo dell'acqua (ci feci immersioni); questo il fondale dello stretto di cui si parlava preso dal satellite...si vede la sabbia ad occhio nudo pure da lassu'...
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Si dice che vengono bannate a tempo indeterminato le operazioni delle compagnie straniere a DXB e DWC per questioni di sicurezza mentre quelle degli UAE possono continuare ad operare, per loro non c'è il rischio sicurezza?

Le compagnie indiane che hanno un grosso traffico e per Dubai, si stanno (giustamente) lamentando per questa differenza di trattamento. A me sembra una scusa protezionistica del tipo siccome il traffico è crollato allora escludiamo tutte le compagnie straniere e il poco traffico esistente se lo spartiscono le compagnie locali.
 
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sorry, hai ragione....non ho specificato che parlavo dei fondali; come detto da @robygun sono bassi davvero...una distesa di sabbia a pochi metri sotto il pelo dell'acqua (ci feci immersioni); questo il fondale dello stretto di cui si parlava preso dal satellite...si vede la sabbia ad occhio nudo pure da lassu'...
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Non si direbbe affatto poco profondo: https://maps.garmin.com/it-IT/marine?maps=another-brand&overlay=false&key=tk8n7wykgmv8
 
Vedendo l'ultima mappa postata il percorso che seguono normalmente le imbarcazioni si trova all' interno delle acque territoriali dell' Oman e quindi la gestione del transito nello stretto di Hormuz non dovrebbe essere di competenza dell' Iran, ma ormai il diritto internazionale non lo rispetta piu' nessuno.
 
Vedendo l'ultima mappa postata il percorso che seguono normalmente le imbarcazioni si trova all' interno delle acque territoriali dell' Oman e quindi la gestione del transito nello stretto di Hormuz non dovrebbe essere di competenza dell' Iran.
Ma secondo minacciare militarmente il transito nello stretto è una questione di competenza???
Santo Cielo, a volte proprio te le chiami...
 
Come ho detto il diritto internazionale ormai è carta straccia non lo rispetta piu' nesssuno. Sarebbe interessante sapere se normalmente l'Oman per il transito delle navi nelle sue acque territoriali ci ricava qualcosa come diritti di transito o simili, e se quindi da questa situazione è doppiamente danneggiato.
 
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Nelle acque ristrette esistono accordi internazionali sulle modalità di transito con la creazione di canali di traffico: né più né meno delle aerovie. Altri ben più preparati di me sull'argomento potranno dirvi, ma già nella pagina di Wikipedia che ho linkato al post #666 nella sezione "Navigation" si trovano informazioni.
Una petroliera di 200 metri con 15 metri di pescaggio è formato tascabile: le petroliere ULCC (Ultra Large Crude Carrier) possono arrivare a 24 metri, mentre le portacontainer da 24.000 teu arrivano a 21.
Per favore, dopo fantaviazione evitiamo fantaingegneria (e fantamarina): qualcuno ha una idea di cosa vuol dire scavare un canale o dragare un passaggio, soprattutto delle dimensioni adeguate alle maxinavi di oggi? Una petroliera a pieno carico che ha un pescaggio di più di 20 metri per navigare in velocità quanta profondità d'acqua deve avere? C'è anche questo da considerare. E la manovrabilità di una superpetroliera a pieno carico non è quella di un patino.
 
Come ho detto il diritto internazionale ormai è carta straccia non lo rispetta piu' nesssuno. Sarebbe interessante sapere se normalmente l'Oman per il transito delle navi nelle sue acque territoriali ci ricava qualcosa come diritti di transito o simili, e se quindi da questa situazione è doppiamente danneggiato.
Perché, secondo te, i droni, quando arrivano al limite delle acque territoriali iraniane, incontrano un muro virtuale e tornano indietro? Stiamo parlando di uno stato di guerra.
 
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Nelle acque ristrette esistono accordi internazionali sulle modalità di transito con la creazione di canali di traffico: né più né meno delle aerovie. Altri ben più preparati di me sull'argomento potranno dirvi, ma già nella pagina di Wikipedia che ho linkato al post #666 nella sezione "Navigation" si trovano informazioni.
Una petroliera di 200 metri con 15 metri di pescaggio è formato tascabile: le petroliere ULCC (Ultra Large Crude Carrier) possono arrivare a 24 metri, mentre le portacontainer da 24.000 teu arrivano a 21.
Per favore, dopo fantaviazione evitiamo fantaingegneria (e fantamarina): qualcuno ha una idea di cosa vuol dire scavare un canale o dragare un passaggio, soprattutto delle dimensioni adeguate alle maxinavi di oggi? Una petroliera a pieno carico che ha un pescaggio di più di 20 metri per navigare in velocità quanta profondità d'acqua deve avere? C'è anche questo da considerare. E la manovrabilità di una superpetroliera a pieno carico non è quella di un patino.
Mi hai anticipato. Stiamo parlando di navi che hanno l’agilità di un’isola
 
Vabbè a parte che tranne le varie indiane e qualche altra golfara non è che ci volasse molto altro per ora….

Che non mi si dica che questo viene fatto per qualsiasi altro motivo che non sia avvantaggiare EK, perché non ci credo manco se me lo dice l’Emiro in persona
 
43 minuti fa

United Airlines: "Ripresa voli verso Dubai dall'autunno"​

La compagnia aerea americana United Airlines punta a riprendere i collegamenti sospesi verso Tel Aviv gia' in estate e verso Dubai in autunno, dopo l'interruzione dovuta alla guerra in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il direttore commerciale Andrew Nocella. Nel corso di una conferenza con analisti, Nocella ha spiegato che gli aeromobili a lungo raggio impiegati su queste rotte sono stati riassegnati a collegamenti domestici ad alta domanda, in particolare tra New York, San Francisco e Los Angeles, mentre i Boeing 757 utilizzati per le tratte verso Israele ed Emirati sono stati temporaneamente messi a terra. Le rotte interessate rappresentavano circa il 2% della capacità complessiva della compagnia, ha precisato il dirigente. Il conflitto, iniziato il 28 febbraio con i raid di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ha avuto ripercussioni dirette sul settore aereo, soprattutto a causa dell'impennata dei prezzi del petrolio legata al blocco dello stretto di Hormuz. United, come anche Delta Air Lines e American Airlines, ha stimato in circa 400 milioni di dollari l'aumento dei costi per il carburante dall'inizio della crisi. L'amministratore delegato Scott Kirby ha spiegato che la compagnia adotterà misure di contenimento, tra cui la riduzione della capacità e il taglio dei voli meno redditizi. "A breve termine, per precauzione, questo significa ridurre le capacità ed eliminare le rotte tradizionalmente meno profittevoli", ha detto, aggiungendo che i tagli sono già stati applicati per maggio e giugno e potrebbero proseguire nei mesi successivi. L'obiettivo del gruppo è recuperare integralmente l'aumento dei costi, ha sottolineato Kirby. Nonostante il contesto geopolitico, la compagnia segnala un andamento molto positivo della domanda, con le dieci migliori settimane di sempre in termini di prenotazioni. A Wall Street, il titolo United Airlines ha reagito positivamente alle prospettive, guadagnando circa il 3,5% nelle contrattazioni.

Sky TG 24
 
Australia has issued a strict "Do Not Travel" warning covering the entire United Arab Emirates, including transit stops at Dubai International Airport (one of the world's most important hubs for Australian travellers heading to Europe).
The advisory issued by Australia's Department of Foreign Affairs, makes clear that even passengers who remain inside the airport during a layover are not exempt. Officials warned that the regional conflict which escalated significantly when the Iran War began on 28 Feb, is likely to intensify further.
Civilian infrastructure including airports, hotels, roads and bridges has already been struck by missiles in the region.
Authorities also flagged that airspace closures, sudden flight cancellations and border closures could happen with very little notice.
Despite the warning, Emirates has been aggressively rebuilding its network, restoring operations to around 62% of pre-conflict levels and targeting a full restoration by 29 Mar.
On the other hand, Kuwait International Airport has remained closed since the conflict began after an Iranian drone strike damaged its radar system. Qatar Airways is operating only a handful of daily flights and Air India has been told to reduce its UAE services due to slot constraints.
Australia's position is notably stricter than other Western nations.
The US advises citizens to reconsider travel to the UAE and the UK recommends avoiding all but essential travel, stopping short of Australia's outright prohibition.


Aviation Journal
 
Vabbè a parte che tranne le varie indiane e qualche altra golfara non è che ci volasse molto altro per ora….

Che non mi si dica che questo viene fatto per qualsiasi altro motivo che non sia avvantaggiare EK, perché non ci credo manco se me lo dice l’Emiro in persona
Sarà un vantaggio per EK , ma escludo categoricamente che stiano volando in totale sicurezza, visto che spesso volano con tanto di scorta. E lo stesso sarebbe per eventuali altri vettori, cui meno che meno potrebbero garantire l’incolumità.