Ita Airways, per il 2026 vede il pareggio (nonostante il caro cherosene) e si prepara a volare a Caracas
Ita Airways prevede di chiudere il 2026 con un pareggio operativo, nonostante la guerra nel Golfo Persico e l’impennata del prezzo del cherosene per gli aerei, mentre si prepara ad avviare i collegamenti Roma-Caracas già in autunno, operando così quella che era una delle rotte più redditizie di Alitalia prima dello stop forzato. È quanto spiega Joerg Eberhart, ceo del vettore tricolore, a margine dei lavori del congresso generale della Iata a Rio de Janeiro.
Gli interventi compensativi
A proteggere i conti di Ita, oltre all’acquisto anticipato dell’80% della quantità di jet fuel richiesto quest’anno, c’è anche l’incremento delle tariffe, in media del 5-10%, spiega il manager. Un ritocco al rialzo che “dovrebbe bastare quest’anno a compensare l’effetto del costo del jet fuel. Per questo sono ancora molto positivo che anche quest’anno possiamo raggiungere il budget nonostante questa situazione”, così da puntare ad “andare vicini al pareggio operativo”. Nel 2025, grazie al cambio favorevole euro-dollaro la società ha registrato un utile netto di 209 milioni.
Le incognite per l’anno prossimo
Il 2027 resta al momento un’incognita, anche perché Ita, come altri vettori, dovrà decidere se e quando acquistare quote dei cherosene per l’anno successivo. Ad oggi il vettore ha soltanto il 20% del jet fuel richiesto già prenotato a prezzi calmierati. “Al momento c’è esitazione sull’acquisto di ulteriori quote, l’hedging costa di più”, dice il ceo. “Ma se aspettiamo troppo non possiamo più raggiungere quote elevate per l’anno prossimo”.
Resta la voglia di viaggiare
La domanda di viaggio “resta comunque ancora forte”, sottolinea Eberhart. Una domanda che dipende dalle settimane. “Aprile è stato abbastanza forte, la prima metà di maggio anche. La seconda metà un po’ di meno. Adesso giugno vediamo di nuovo stabile”.
Le mosse di Lufthansa
In tutto questo il primo giugno Lufthansa, che oggi detiene il 41% dell’aviolinea italiana, ha esercitato l’opzione per salire al 90%, rilevando l’ulteriore 49% dal ministero dell’Economia e delle finanze per 325 milioni di euro, conferma Eberhart. Il restante 10% potrà essere acquistato tra il 2028 e il 2033 per 79 milioni, mentre l’accordo prevede pure un “earn out” dei 100 milioni al raggiungimento di alcuni risultati nel 2027.
Le alleanze internazionali
Questo porterà all’accelerazione sul fronte delle sinergie internazionali. Eberhart prevede che l’ingresso nella joint venture transatlantica A++ (con Lufthansa, United Airlines, Air Canada) dovrebbe essere autorizzato “entro l’estate” dell’anno prossimo. Mentre le autorità regolatorie hanno approvato l’adesione di Ita alla joint venture euro-giapponese J+ di Lufthansa e All Nippon Airways.
I piani sul Sud America
Mentre aspetta l’ingresso nella joint venture transatlantica, Ita lavora per espandersi in Sud America, uno dei suoi mercati più redditizi. Tra ottobre e novembre conta di avviare i voli diretti Fiumicino-Caracas, collegamento che mancava da diversi anni. “Ci mancano le ultime informazioni”, rivela Eberhart. “Abbiamo anche chiesto un po’ di supporto”. Per il 2028, con l’arrivo di due Airbus A350, si guarda a Lima e Santiago del Cile. “Stiamo parallelamente guardando il Giappone, dove vediamo anche più potenziale e un po’ di rafforzamento su Rio e San Paolo”.
Il rinnovo del contratto
Sul fronte sindacale continuano le negoziazioni per il rinnovo del contratto (dei piloti, degli assistenti di volo e del personale di terra). “Le negoziazioni sono a buon punto”, dice il ceo. “Spero di chiudere entro qualche settimana”, si augura, “ma quello che chiediamo è che siano ragionevoli”. “Quando il costo aumenta troppo non siamo più una realtà attraente e Lufthansa potrebbe allocare le risorse del gruppo in modo diverso all’interno del gruppo”, avverte il manager. “Siamo tutti nella stessa barca. Ed è quello che cerco di comunicare ai sindacati”.
lberberi@corriere.it
Parla il ceo Eberhart: "Tariffe in aumento del 5-10%, il 1° giugno Lufthansa ha esercitato l’opzione per salire al 90%. I sindacati siano ragionevoli". La compagnia guarda a Lima e Santiago del Cile
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