Thread aeroporti milanesi 2024-2025-2026


Si decidessero



«Il sistema dei due aeroporti è equilibrato: entrambi sono cresciuti, entrambi hanno trovato la loro vocazione. E ha funzionato», ha raccontato pochi giorni fa al Corriere Armando Brunini, amministratore delegato di Sea

'nzomma. Quante aree metropolitane piu' scarse hanno piu' destinazioni?
 
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Colpo di scena un par di zeri.
Forse qualcuno si è ricordato in tempo della decisione di esecuzione (UE) 2016/2019 16 novembre 2016 della Commissione Europea e successive modificazioni. Ergo non si può modificare lo status di Linate -aperto al solo al traffico per voli < 1.500 km di distanza con collegamenti point to point- se non passando da Bruxelles. Diciamo che sono state evitate una figuraccia con la Comunità e un contenzioso comunitario.
Complimenti ai geni che hanno partorito l'idea e a quelli che l'hanno mandata avanti.
 
Amazon sceglie Montichiari e dice addio a Malpensa. Ora lo scalo può decollare: previsti 38 voli a settimana

Nella scelta conta la posizione geografica baricentrica rispetto al nord Italia e al centro delle infrastrutture di mobilità dell'aeroporto Gabriele d'Annunzio. Previsti circa 2 mila nuovi voli all'anno


I colossi economici internazionali sfuggono alle dinamiche locali. L’alienazione dal contesto in cui operano, a volte causa dei problemi alle comunità locali (soprattutto quando le istituzioni sono costrette a fronteggiare l’impatto sociale di delocalizzazioni e licenziamenti); altre volte spariglia le carte e porta innovazione, sviluppo e prosperità. È quest’ultimo il caso della scelta imprenditoriale di Amazon Italia di trasferire la propria logistica dall’aeroporto di Malpensa a quello di Montichiari.

Un salto di qualità strategico per (ri)lanciare lo scalo cargo Gabriele D’Annunzio. I dati relativi al 2025 sono impietosi, la quantità delle merci trasportate è di 31.411 tonnellate e nel 2024 i viaggiatori erano 8 mila (tutti con voli privati). Ma con i flussi che il colosso statunitense dell’e-commerce è in grado di generare nel Bresciano, è possibile aspirare a un avvenire prospero. La multinazionale potrebbe consentire all’infrastruttura di proprietà Save di uscire finalmente dalla morsa degli aeroporti di Orio al Serio (Bergamo) e di Catullo (Verona).

«Rivediamo regolarmente la nostra rete logistica per garantire il miglior servizio possibile ai nostri clienti — dichiara Amazon Italia in una nota —. La decisione di trasferire le attività di movimentazione merci del cargo aereo da Malpensa a Brescia rientra in questo processo di ottimizzazione continua».

Oltre alla decisione di ridurre le spese, ci sono ragioni strategiche legate alla collocazione geografica. In modo indiretto, la multinazionale sembra confermare quanto più volte evidenziato dal vicepresidente del Consiglio regionale, Emilio Del Bono. L’esponente democratico ha attaccato le scelte pianificatorie del Pirellone (in modo particolare la collocazione dell’aeroporto più importante della Lombardia, Malpensa, in una zona al confine con la Svizzera e - al contrario dello scalo nella bassa bresciana - totalmente fuori dal baricentro delle vie di comunicazione lombarde).

Inoltre, una miglior interconnessione con le altre infrastrutture di mobilità riduce ulteriormente i costi. Soprattutto con flussi così imponenti. I sindacati spiegano che ogni settimana 38 voli aerei portano le merci di Amazon allo scalo di Varese, un flusso di 2 mila velivoli che dall’8 settembre atterrerà ogni anno a Montichiari. «Le attività di movimentazione merci sono gestite da fornitori terzi indipendenti, responsabili della gestione del proprio personale — conclude Amazon Italia —. Ci aspettiamo che tutte le tutele previste dal Contratto Collettivo Nazionale di riferimento applicabili vengano pienamente rispettate durante questa transizione».

La multinazionale ci tiene a fare chiarezza e a tranquillizzare i sindacati. Nell’apprendere di questo trasferimento, le sigle hanno chiesto delucidazioni alla proprietà: «La nostra preoccupazione riguarda l’impatto organizzativo di questa scelta — dice Giovanni De Lucia, funzionario della Federazione Italiana Lavoratori Trasporti Lombardia —. Vigileremo sulla tipologia dei contratti per i nuovi assunti dello scalo bresciano». Invece per Varese preoccupa la possibile riduzione dell’organico e «anche gli eventuali trasferimenti che devono essere accompagnati nel modo corretto», sottolinea De Lucia. Quindi la Filt chiede un incontro urgente con tutti i soggetti coinvolti poiché «al momento non siamo stati coinvolti in questa decisione». Ora deve essere gestita la transizione da Varese alla Bassa per evitare che lo sviluppo di una comunità porti a un regresso di un’altra.

Inoltre, la politica auspica che questo investimento di Amazon sproni Save ad accelerare nel piano di rilancio dell’aeroporto D’Annunzio e le istituzioni nazionali e regionali a finanziare le infrastrutture di mobilità pubblica per rendere più efficiente il trasferimento delle merci e delle persone.



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Amazon sceglie Montichiari e dice addio a Malpensa. Ora lo scalo può decollare: previsti 38 voli a settimana

Nella scelta conta la posizione geografica baricentrica rispetto al nord Italia e al centro delle infrastrutture di mobilità dell'aeroporto Gabriele d'Annunzio. Previsti circa 2 mila nuovi voli all'anno


I colossi economici internazionali sfuggono alle dinamiche locali. L’alienazione dal contesto in cui operano, a volte causa dei problemi alle comunità locali (soprattutto quando le istituzioni sono costrette a fronteggiare l’impatto sociale di delocalizzazioni e licenziamenti); altre volte spariglia le carte e porta innovazione, sviluppo e prosperità. È quest’ultimo il caso della scelta imprenditoriale di Amazon Italia di trasferire la propria logistica dall’aeroporto di Malpensa a quello di Montichiari.

Un salto di qualità strategico per (ri)lanciare lo scalo cargo Gabriele D’Annunzio. I dati relativi al 2025 sono impietosi, la quantità delle merci trasportate è di 31.411 tonnellate e nel 2024 i viaggiatori erano 8 mila (tutti con voli privati). Ma con i flussi che il colosso statunitense dell’e-commerce è in grado di generare nel Bresciano, è possibile aspirare a un avvenire prospero. La multinazionale potrebbe consentire all’infrastruttura di proprietà Save di uscire finalmente dalla morsa degli aeroporti di Orio al Serio (Bergamo) e di Catullo (Verona).

«Rivediamo regolarmente la nostra rete logistica per garantire il miglior servizio possibile ai nostri clienti — dichiara Amazon Italia in una nota —. La decisione di trasferire le attività di movimentazione merci del cargo aereo da Malpensa a Brescia rientra in questo processo di ottimizzazione continua».

Oltre alla decisione di ridurre le spese, ci sono ragioni strategiche legate alla collocazione geografica. In modo indiretto, la multinazionale sembra confermare quanto più volte evidenziato dal vicepresidente del Consiglio regionale, Emilio Del Bono. L’esponente democratico ha attaccato le scelte pianificatorie del Pirellone (in modo particolare la collocazione dell’aeroporto più importante della Lombardia, Malpensa, in una zona al confine con la Svizzera e - al contrario dello scalo nella bassa bresciana - totalmente fuori dal baricentro delle vie di comunicazione lombarde).

Inoltre, una miglior interconnessione con le altre infrastrutture di mobilità riduce ulteriormente i costi. Soprattutto con flussi così imponenti. I sindacati spiegano che ogni settimana 38 voli aerei portano le merci di Amazon allo scalo di Varese, un flusso di 2 mila velivoli che dall’8 settembre atterrerà ogni anno a Montichiari. «Le attività di movimentazione merci sono gestite da fornitori terzi indipendenti, responsabili della gestione del proprio personale — conclude Amazon Italia —. Ci aspettiamo che tutte le tutele previste dal Contratto Collettivo Nazionale di riferimento applicabili vengano pienamente rispettate durante questa transizione».

La multinazionale ci tiene a fare chiarezza e a tranquillizzare i sindacati. Nell’apprendere di questo trasferimento, le sigle hanno chiesto delucidazioni alla proprietà: «La nostra preoccupazione riguarda l’impatto organizzativo di questa scelta — dice Giovanni De Lucia, funzionario della Federazione Italiana Lavoratori Trasporti Lombardia —. Vigileremo sulla tipologia dei contratti per i nuovi assunti dello scalo bresciano». Invece per Varese preoccupa la possibile riduzione dell’organico e «anche gli eventuali trasferimenti che devono essere accompagnati nel modo corretto», sottolinea De Lucia. Quindi la Filt chiede un incontro urgente con tutti i soggetti coinvolti poiché «al momento non siamo stati coinvolti in questa decisione». Ora deve essere gestita la transizione da Varese alla Bassa per evitare che lo sviluppo di una comunità porti a un regresso di un’altra.

Inoltre, la politica auspica che questo investimento di Amazon sproni Save ad accelerare nel piano di rilancio dell’aeroporto D’Annunzio e le istituzioni nazionali e regionali a finanziare le infrastrutture di mobilità pubblica per rendere più efficiente il trasferimento delle merci e delle persone.



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#maiunagioia
 
metto qui...

Nei giorni scorsi il Mit ha infine pubblicato la proposta di Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035, che – come già emerso nelle scorse settimane – attribuisce al cargo un ruolo di primo dedicandogli peraltro un intero capitolo del documento.



Passando in rassegna il testo, prima di entrare nel vivo di quanto riferito specificamente al settore merci è necessario però evidenziare come il Pna punti a un cambio di impostazione generale di governo degli scali, ora non più solo classificati sulla base della loro importanza ma avviando una logica di sistema che introduce 13 sistemi aeroportuali, formati anche da scali che fanno capo a società di gestione diverse, i quali dovranno mirare a lavorare in un’ottica di integrazione e collaborazione.

Nel dettaglio, i 13 sistemi, si legge nel documento, saranno quelli del Nord Ovest (Genova – Torino – Cuneo); Lombardo (Malpensa – Linate – Bergamo– Brescia); del Nord Est (Venezia – Treviso – Trieste – Verona – Bolzano); dell’Emilia-Romagna (Bologna – Parma – Rimini – Forlì); Toscano (Firenze – Pisa); Centrale (Ancona – Pescara – Perugia); Laziale (Fiumicino – Ciampino); Campano (Napoli – Salerno); Pugliese (Bari – Brindisi – Taranto – Foggia); della Calabria (Lamezia – Reggio C – Crotone); della Sicilia Orientale (Catania – Comiso – Pantelleria); della Sicilia Occidentale (Palermo – Trapani – Lampedusa); della Sardegna (Cagliari – Alghero – Olbia).

L’integrazione tra scali di uno stesso sistema potrà avvenire “con operazioni volontarie di tipo societario”, ma anche come “conseguenza della indicazione da parte del Governo del tetto massimo di capacità per singolo aeroporto”, che in quel caso potrà suggerire – non è precisato con quali strumenti e livello di coercizione – l’utilizzo di altri aeroporti appartenenti allo stesso sistema.

Un altro obiettivo chiave indicato nel testo, con eventuali importanti ripercussioni anche nel settore delle spedizioni, è quello dello sviluppo del traffico aeroportuale intercontinentale, segmento che vede l’Italia in posizione più debole rispetto ad altri paesi europei. Un traguardo che secondo il Pna dovrà essere raggiunto tramite il potenziamento degli scali hub, “e, quindi, per l’Italia, di Fiumicino, ma anche di Malpensa e Venezia”.

Entrando infine nel vivo di quanto fissato dal testo in relazione al traffico merci, il Pna – sulla base di criteri quali i volumi di traffico attuali, l’appartenenza alle reti Ten-T, le infrastrutture (esistenti e di progetto) e il livello di intermodalità di trasporto, – perviene a individuare quali scali air cargo principali Malpensa e Fiumicino, affiancati da Venezia, Brescia, Ancona, Catania, Cagliari, Taranto e Lamezia Terme quali scali di riferimento.

In particolare il Pna sottolinea le potenzialità di Brescia Montichiari, data la sua posizione baricentrica rispetto alle aree produttive del Nord. Vengono inoltre citati altri scali “che attualmente movimentano una quantità significativa di merci e che vedono presenti nei loro piani di sviluppo interventi cargo”, quali quelli di Bergamo, Bologna, Pisa e Napoli, che “una volta realizzate tutte le opere di sviluppo cargo previste nei piani approvati, potranno prevedere un ulteriore incremento del volume di traffico merci a condizione che vengano superate le limitazioni operative/ambientali oggi presenti”.

Per favorire lo sviluppo, sono numerose le azioni indicate dal Piano. Innanzitutto il consolidamento del Tavolo di coordinamento nazionale sul cargo aereo presso il Mit, che punterà a una crescita basata su “logiche di tipo industriale ed imprenditoriale, integrando le valutazioni puntuali di sostenibilità tecnica ed economica con una visione d’insieme della politica nazionale per il trasporto aereo”. Viene inoltre evidenziata la necessità di una strategia unica nazionale per lo sviluppo di un Airport Community System e di realizzare una banca dati per l’analisi e lo studio statistico permanente dei flussi cargo.
Altrettanto necessarie saranno azioni di semplificazione procedurale, che il Pna elenca nel dettaglio: si va dalla implementazione dello Sportello Unico Doganale e dei Controlli al rendere strutturale l’esonero dai divieti di circolazione per i trasporti stradali di merci, accompagnate da lettera di vettura aerea, da/per gli aeroporti nazionali, al favorire la diffusione degli Aeo -e del ricorso alla Documentazione digitale.

Il documento sottolinea inoltre la necessità di sviluppare in modo coordinato i sistemi Cargo Community System e di interoperabilità con il sistema dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, di implementare, la diffusione della lettera di vettura aerea elettronica, di implementare i Fast Corridor ed estendere il pre-clearing. Ancora, evidenzia poi la necessità di utilizzare strutturalmente e migliorare la Carta dei Servizi merci, di sviluppare Cargo City e poli logistici attrezzati per tipologia di prodotto e loro eventuale qualificazione come “Zone Economiche Speciali”, di migliorare le infrastrutture di accessibilità aeroportuale e infine di incentivare le certificazioni negli scali con vocazione verso specifiche tipologie di prodotti (quali quelli farmaceutico, alimentare, etc.).

Da evidenziare infine che il documento propone anche stime sulle potenzialità di crescita del traffico merci negli aeroporti italiani. In coerenza con le prospettive di sviluppo dell’export, la stima è di un incremento (rispetto al 2024) del 17,7% dei volumi al 2030 e del 31,8% al 2025, toccando nei due anni rispettivamente traffici per 1.470.053 tonnellate e 1.647.067 tonnellate.