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La semplice verità è che a FRL sono disperati e non sanno più cosa pensare. Sta passando più o meno sotto silenzio il fatto che la crescita di RMI sta togliendo allo scalo forlivese anche quelle briciole che almeno da sud-est riuscivano a portare a casa.
Il prossimo anno con il carburante alle stelle saranno caxxi amari per tutti. Vedremo fino a quando i soci forlivesi saranno disponibili a buttare soldi in un'impresa fuori da ogni logica di mercato.
 
Intanto FRL risponde a RMI candidandosi ad essere l'Aeroporto della Romagna.
Solo a Forlì succedono cose del genere. Una città di provincia che si sente quasi una capitale e pretende infrastrutture e servizi adeguati al rango. Peccato che appena si varca il confine comunale (ma probabilmente in parte anche al suo interno) a leggere cose del genere sono gli stessi romagnoli a farsi due risate.
Ora poi è partita la guerra contro Cesena per avere la stazione AV "Romagna", sulla linea AV Bologna-Rimini. Se la cosa giunge nuova non c'è da preoccuparsi, l'AV tra Castel Bolognese e Rimini al momento è solo nel mondo dei sogni.
Volendo fare i razionali a tutti costi, ci si potrebbe chiedere se sia così vantaggioso risparmiare 5' per arrivare a Bologna, dovendo partire da una stazione in campagna a 5 km dal centro.
Ma per lo status si fa questo ed altro.
 
Solo a Forlì succedono cose del genere. Una città di provincia che si sente quasi una capitale e pretende infrastrutture e servizi adeguati al rango. Peccato che appena si varca il confine comunale (ma probabilmente in parte anche al suo interno) a leggere cose del genere sono gli stessi romagnoli a farsi due risate.
Ora poi è partita la guerra contro Cesena per avere la stazione AV "Romagna", sulla linea AV Bologna-Rimini. Se la cosa giunge nuova non c'è da preoccuparsi, l'AV tra Castel Bolognese e Rimini al momento è solo nel mondo dei sogni.
Volendo fare i razionali a tutti costi, ci si potrebbe chiedere se sia così vantaggioso risparmiare 5' per arrivare a Bologna, dovendo partire da una stazione in campagna a 5 km dal centro.
Ma per lo status si fa questo ed altro.

A Rimini hanno mai dedicato una canzone per bambini? No ecco. Forlì 1-Rimini 0

 
La zona in fondo e' un'unica conurbazione, e ci metterei dentro anche Pesaro.

Il raddoppio della linea Bologna-Rimini e' un tema importante, parzialmente ot qui ma mica tanto considerato il rapporto sinergico-competitivo tra i due mezzi. Per ora ci sono progetti abbastanza dettagliati da BO fino a Castel Bolognese (e costa un botto) pero' in caso di futuribile raddoppio fuori sede fino a Rimini ha senso avere fermate a Cesena e Forli, ma sulla linea storica che comunque e' gia' velocizzata ai 200kmh, quindi non e' mica lenta. Una eventuale nuova linea in variante e' chiaro che non deve avere altre fermate tra BO e RN, per non far inutilmente perdere tempo a chi va piu' a sud. E' molto difficile raddoppiare a sud di RN perche' i binari sono nell'abitato e poi sarebbe necessario una costosa variante fuori sede e probabilmente creare una stazione fuori citta'. Ma si potrebbe disegnare un ottimo servizio LP con una variante AV da BO a RN, utile per chi va a Pesaro,Ancona, Pescara, Termoli, Foggia, Bari/Taranto. liberando la linea storica per servizi sontuosi.

 
@indaco1

In realtà l'AV adriatica semplicemente non serve. Innanzitutto parliamo di una linea che regge un singolo Frecciarossa all'ora per direzione.
Poi c'è il problema della mancanza di grossi nodi come sulla dorsale.
Qui siamo di fronte tutt'al più a città di medie dimensioni con un traffico limitato (sostanzialmente quelle che hai indicato alla fine del tuo post più Rimini). In passato è già stata tentata la strada di far fermare i servizi di punta solo in queste località, ma i treni viaggiavano mezzi vuoti e così sono state ripristinate una serie di fermate intermedie.
La pagina con il traffico indicativo pubblicata da RFI, rende bene l'idea di quanto sia frammentato il traffico sull'Adriatica.


Gli Intercity fermano in tutte le stazioni di un certo peso, mentre i Frecciarossa fermano sempre nei nodi di cui sopra, mentre nelle altre località si alternano. Compromesso probabilmente indispensabile.
Per quanto riguarda l'AV, rispecchia fondamentalmente il desiderio dei politici di proporre qualcosa di grandioso, mentre parlare di un semplice raddoppio... meh.
In realtà tra Bologna e Castel Bolognese è proprio quest'ultimo che servirebbe, con Vmax di 200 kmh e con la gestione banalizzata dei 4 binari. Che alle 7 di mattina avere tre binari in direzione di Bologna e uno verso Imola, farebbe molto comodo.
Rispetto alla tratta che da Castel Bolognese va verso Faenza, quella che va verso Bologna deve sopportare in aggiunta i treni del servizio metropolitano bolognese (2 all'ora) e i treni pax e merci che vanno da Ravenna (incluso il porto) a Bologna (1 treno pax all'ora, non so i merci).
Ci sarebbe da adeguare l'attuale BO-CB ai 200 kmh, come era già previsto. Nulla di complesso visto che ora è a 180 kmh e che il percorso è rettilineo.
Per quanto riguarda il percorso oltre Rimini c'è molta confusione. Si parla di AV, ma in realtà la stragrande maggioranza dei sindaci vorrebbe solo lo spostamento dell'attuale linea a più monte (che quindi non potrebbe essere AV dovendo replicare gran parte delle stazioni costiere), per potersi liberare della ferrovia nella zona urbana. Dove spesso taglia a metà città e paesi. L'esperienza analoga del ponente ligure, dovrebbe suggerire prudenza.
In parole povere, parlare di AV adriatica serve soprattutto per servire obiettivi politici particolari che ben poco hanno a che fare con un reale miglioramento del servizio.
Infine il giocattolo si stima costerebbe tra i 60 e gli 85 MLD€.
Ce n'è più che abbastanza per farsi due risate e passare ad altro.
 
Si penso anche io che una volta quadruplicato quel pezzo non serva nuova linea, anche perchè tra Bologna e Rimini ci sono più o meno 100km di distanza e 40 li coprirebbe già il quadruplicamento. Gli altri, con la linea a 200km/h e con un traffico tutto sommato ridotto vanno anche bene.
 

DA RIMINI A BERLINO CON EASYJET: AL VIA IL NUOVO COLLEGAMENTO DIRETTO CON LA CAPITALE TEDESCA​

RIMINI, 24 settembre 2026 –– L’Aeroporto Internazionale di Rimini e San Marino “Federico Fellini” annuncia l’apertura del nuovo collegamento diretto easyJet tra Rimini e Berlino, che entrerà a far parte della programmazione Summer 2027.

La nuova rotta sarà operativa dal 16 aprile fino a ottobre 2027, con due frequenze settimanali, il lunedì e il venerdì, operate con aeromobile Airbus A320 da 186 posti.

Il collegamento con Berlino rafforza la presenza della Germania all’interno del network internazionale del “Federico Fellini”, ampliando l’offerta diretta verso un mercato storicamente tra i più rilevanti per il turismo della Riviera Romagnola. La capitale tedesca rappresenta inoltre un bacino di particolare interesse non soltanto per i flussi leisure, ma anche per la mobilità business e per le relazioni economiche con il territorio.

Con Berlino salgono a tre le destinazioni easyJet collegate direttamente a Rimini. La compagnia, presente sullo scalo dall’aprile 2025, collega già il “Federico Fellini” con Londra Gatwick e Basilea, consolidando progressivamente la propria presenza sull’aeroporto riminese.

Leonardo Corbucci, Amministratore Delegato AIRiminum 2014 S.p.A.

«Questo nuovo collegamento easyJet tra Berlino e Rimini accresce la qualità della nostra offerta internazionale, consolida la presenza della compagnia sul “Federico Fellini” e, soprattutto, rafforza la partnership con uno dei principali vettori europei, aprendo un collegamento diretto tra la nostra destinazione e una delle grandi capitali del continente.

Sono certo che questa rotta sarà accolta con grande favore dagli operatori turistici della Riviera e di tutta la Romagna. Berlino ha inoltre un valore strategico ulteriore: collegare direttamente il “Federico Fellini” con una grande capitale europea innalza lo standing dell’aeroporto, ne rafforza la riconoscibilità internazionale e accresce la sua capacità di entrare nelle strategie di sviluppo dei principali vettori europei.

Anche questo risultato nasce dal percorso avviato con APT Servizi e con i Comuni di Rimini, Riccione, Bellaria-Igea Marina, Misano Adriatico e Cattolica, con i quali stiamo costruendo una politica di promozione sempre più strutturata ed efficace. È proprio questa capacità di lavorare come sistema che ci consente di essere più credibili sui mercati internazionali e più forti nel confronto con le compagnie aeree.

Su questa base vogliamo continuare a sviluppare l’aeroporto, costruendo, anno dopo anno, una rete internazionale sempre più ampia e qualificata, capace di rafforzare la competitività della Romagna e di proiettarla con sempre maggiore forza nei grandi flussi turistici ed economici europei»

Roberta Frisoni, Assessora regionale a Turismo, Sport e Commercio

«Si rafforzano i collegamenti tra la Germania e la Riviera e il suo ricco entroterra – sottolinea l’Assessora regionale a Turismo, Sport e Commercio Roberta Frisoni – e l’annuncio della nuova tratta, che conferma il ruolo sempre più strategico per il territorio dell’Aeroporto Fellini, ci stimola nell’intensificare la campagna DACH che da tempo avviamo ad inizio anno per captare i desiderata degli ospiti tedeschi in vista delle vacanze di Pentecoste e di quelle estive.

Campagna che, numeri alla mano, anche per i primi sei mesi di quest’anno ha prodotto risultati incoraggianti, come testimoniano i dati ISTAT: 154.463 arrivi e 816.311 presenze sul territorio della Destinazione Romagna, con incrementi rispettivamente del +3,24% e +2,03% sul primo semestre dello scorso anno.

La Germania è una colonna portante del nostro turismo. E dalla prossima primavera sarà ancora più vicina alla Romagna.»

I Sindaci di Rimini, Riccione, Bellaria-Igea Marina, Misano Adriatico e Cattolica

Dopo il collegamento con l’Aeroporto di Colonia-Bonn della stagione 2026 – dichiarano all’unisono i Sindaci di Bellaria Igea Marina (Filippo Giorgetti), Rimini (Jamil Sadegholvaad), Riccione (Daniela Angelini), Misano (Fabrizio Piccioni) e Cattolica (Franca Foronchi) – il prossimo anno la Riviera di Rimini e la Romagna saranno più raggiungibili via cielo dalla Germania, grazie allo sforzo congiunto tra i nostri territori, la Regione e l’Aeroporto “Fellini”.

E’ la migliore premessa per guardare al nuovo anno e consolidare un mercato molto caro alla Riviera di Rimini, che negli ultimi anni sta registrando un trend in continua crescita, come indicano il +7,2% degli arrivi e il +6% delle presenze registrati nel periodo tra gennaio e giugno 2026 rispetto all’anno precedente. Vogliamo poter accogliere, insieme ai nostri operatori turistici, sempre più ospiti tedeschi, perché godano delle diverse identità e specificità delle nostre località, accomunate dai nuovi lungomari pedonalizzati, da un entroterra ricco di borghi e castelli, da mille occasioni di divertimento per tutta la famiglia e da un ricco calendario di appuntamenti d’eccellenza, che spaziano dalla musica al food, passando per la cultura e lo sport».

 
Si penso anche io che una volta quadruplicato quel pezzo non serva nuova linea, anche perchè tra Bologna e Rimini ci sono più o meno 100km di distanza e 40 li coprirebbe già il quadruplicamento. Gli altri, con la linea a 200km/h e con un traffico tutto sommato ridotto vanno anche bene.
Non serve e non è in programma anche perché a sud di Rimini non sarebbe realizzabile.
L'idea di De Pascale sarebbe proseguire il raddoppio fuori sede nelle campagne fra Castel Bolognese e Rimini come ideale completamento del progetto e con 2 stazioni ma le tempistiche sono compatibili con vederlo premier piuttosto che attuali.
Sarebbe previsto il completo rinnovo e trasformazione in stazione solo pax di Faenza (una delle poche stazioni non capoluogo in 100 stazioni) che è il nodo più importante sulle linee Ravenna - Firenze e Bologna - Rimini e questo è già in progetto.
Nel caso di raddoppio fuori sede c'è l'idea di un stazione a pievesestina di Cesena (quella di cui si parla di stazione della Romagna con il megapoliclinico della Romagna che è nell'idea dell'attuale Govenatore). Questo mega ospedale, pagato vendendo i terreni dove sorge il Bufalini a scopi residenziali dovrebbe raccogliere tutte le specializzazioni sostituendo gli attuali 7 ospedali principali di Romagna che rimarrebbero diventerebbero PS e ospedali di prossimità. Passasse quel progetto lo snodo sarebbe pievestina con nuovo eliporto e autostrada Cesena Nord e E45 Ravenna-Roma. Forlì invece vorrebbe sia il progetto ospedaliero che ovviamente aeroporto e tutto il resto e l'idea piace al Governo perché Forlì è la mosca nera della Romagna.
 
@indaco1

In realtà l'AV adriatica semplicemente non serve. Innanzitutto parliamo di una linea che regge un singolo Frecciarossa all'ora per direzione.
Poi c'è il problema della mancanza di grossi nodi come sulla dorsale.
....

Anche con due soli binari l'Adriatica fino a Termoli e' un esempio di efficienza perche' e' stata velocizzata a 200 in piu' punti e permette di avere treni che fanno Milano-Termoli il 4:49 come il Frecciarossa 9805. Quasi 2h meglio che farlo in macchina stressando l'apparato urinario.

Chiamala come ti pare, 200km/h negli usa e' gia' considerato AV, ma forse meglio chiamarlo quadruplicamento, dove serve, e all'uscita sud est di Bologna serve.

Ricamando ancora sul tema, la convivenza su due soli binari del traffico AV e locale e' un problema ma puo' essere in parte mitigato con:

- pochi treni AV ma molto capienti, in una sola traccia in teoria si potrebbe far stare un TGV-M in composizione doppia ad alta densita' per un totale di quasi 1500 passeggeri. Non e' realistico, ma sono specifiche reali. Avere poche frequenze per la LP non e' tragico, se ne passano pochi all'ora non sono necessariamente pochissimi passeggeri, confrontare con capacita' e frequenze aviatorie.

- si stanno introducendo treni regionali da 200 kmh, che sulla Adriatica attuale e' la velocita' degli AV, se i raccordi sono fatti bene e le precedenze anche permette ai due livelli di traffico di convivere meglio senza fare un falo' di tracce.

- si tagliano le piccole stazioni anche per i Regionali, non c'e' spazio per suburbani, quel livello si puo' fare con il TPL (e infatti hanno fatto metromare) e comunque e' quello che rende di meno....cioe' si limitano i livelli di traffico sulle linee a 2 binari

Non serve solo sull'Adriatica infilare piu' servizi su due soli binari.
 
Rimini entra nella cabina di regia degli aeroporti. “Non serve competizione interna, ma una strategia comune”

Mettere in rete i quattro aeroporti regionali, valorizzandone caratteristiche e vocazioni e rafforzandone le connessioni con il sistema dei trasporti pubblici, il turismo, la logistica e il sistema produttivo. Si è insediata giovedì (1 ottobre) la Cabina di regia regionale per una strategia di sviluppo infrastrutturale nei territori sede degli aeroporti di Bologna, Parma, Forlì e Rimini, istituita dalla legge regionale su aeroporti, logistica e intermodalità approvata lo scorso aprile.

Alla riunione, presieduta dall’assessora regionale competente in materia di trasporti e mobilità, Irene Priolo, presenti il vicepresidente, Vincenzo Colla, e l’assessora al Turismo, Roberta Frisoni, oltre ai Comuni sede di aeroporto - Bologna, Calderara di Reno, Parma, Forlì, Rimini e Riccione -, i gestori dei quattro scali - Aeroporto di Bologna Spa, F.A. Srl, So.Ge.A.P. Spa e AiRiminum 2014 Spa, oltre ad Apt e Unioncamere Emilia-Romagna.

La prima riunione ha rappresentato il momento di avvio operativo di uno degli strumenti centrali della nuova legge regionale sugli scali, nata con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra i diversi soggetti che concorrono alla programmazione e allo sviluppo del sistema aeroportuale dell’Emilia-Romagna, superando una lettura separata dei singoli scali e mettendo in relazione infrastrutture, territori, turismo, sistema produttivo, mobilità e logistica su tutto il territorio regionale.

Con l’insediamento della Cabina di regia passiamo dalle previsioni della legge al lavoro concreto per costruire una strategia regionale degli aeroporti - sottolineano il vicepresidente Colla e le assessore Priolo e Frisoni -. Il valore di questo strumento è innanzitutto nella possibilità di mettere allo stesso tavolo tutti i soggetti che hanno responsabilità, competenze e interessi diversi, ma che devono necessariamente dialogare quando si parla di accessibilità, sviluppo infrastrutturale e rapporto con i territori. I quattro scali hanno caratteristiche differenti e proprio per questo è necessario lavorare in una logica di sistema, individuando complementarità e connessioni. La Cabina di regia sarà quindi il luogo nel quale condividere il quadro conoscitivo, confrontarsi sulle priorità e costruire una visione regionale capace di tenere insieme competitività, accessibilità, sostenibilità ambientale e qualità dei territori”.

“L’avvio della Cabina di regia - aggiungono vicepresidente e assessore - è un passaggio importante poiché gli aeroporti sono infrastrutture strategiche per l’accessibilità internazionale dell’Emilia-Romagna e rappresentano una porta di ingresso verso città, costa, Appennino e sistema produttivo. La programmazione deve quindi essere sempre più integrata con le strategie e la capacità dei territori di intercettare nuovi flussi e costruire anche nuove destinazioni turistiche. Mettere insieme scali, istituzioni, gestori e sistema economico significa poter ragionare con maggiore coordinamento sulle connessioni, sulle destinazioni e sulla qualità complessiva dell’offerta”.

Traffici, collegamenti e sviluppo equilibrato
Nel corso della prima riunione è stato condiviso il quadro aggiornato del sistema aeroportuale regionale e l’andamento dei traffici, con l’obiettivo di leggere le dinamiche dei singoli scali all’interno di una dimensione regionale.

Nel 2025 i quattro aeroporti dell’Emilia-Romagna hanno complessivamente movimentato 11,8 milioni di passeggeri, Bologna ha rappresentato il 94% del traffico regionale, mentre Rimini, Parma e Forlì hanno registrato quote rispettivamente del 3,4%, 1,3% e 1,3%.

Il confronto della Cabina di regia ha quindi consentito di mettere a fuoco le diverse caratteristiche e potenzialità degli scali e di ragionare sulle condizioni necessarie per una loro crescita coordinata.

In questo quadro si inserisce anche la misura regionale collegata all’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, la cosiddetta council tax, per gli aeroporti con traffico annuale fino a 700mila passeggeri. La Cabina di regia seguirà quindi anche l’evoluzione dei traffici per verificare nel tempo gli effetti delle politiche messe in campo e per accompagnare lo sviluppo degli scali in una prospettiva equilibrata.

Il rapporto con il Piano nazionale aeroporti e con i territori
Un altro tema centrale del confronto ha riguardato il rapporto tra la programmazione regionale e il Piano nazionale aeroporti, assunto dalla legge regionale come riferimento per la strategia di sviluppo degli scali e per il quale la Regione Emilia-Romagna ha già presentato osservazioni. L’obiettivo della Cabina di regia sarà anche quello di mettere in relazione le strategie aeroportuali con la rete regionale dei trasporti, con i nodi logistici e con le principali filiere produttive, favorendo una programmazione integrata delle infrastrutture e delle connessioni.

L’obiettivo è costruire un quadro nel quale le diverse vocazioni aeroportuali possano essere valorizzate all’interno di una visione complessiva, tenendo conto nello stesso tempo delle ricadute infrastrutturali, economiche, ambientali e territoriali.

Più integrazione con il trasporto pubblico
Tra gli argomenti affrontati anche il tema dell’accessibilità agli aeroporti attraverso il trasporto pubblico, nella prospettiva di rafforzare le connessioni tra gli scali e i principali centri urbani e territoriali.

La legge regionale individua come obiettivo il coordinamento tra i programmi di sviluppo aeroportuali e la pianificazione della rete dei trasporti regionale, con particolare attenzione all’efficientamento del trasporto multimodale di persone e merci.

Sul tema sono in corso specifici approfondimenti tecnici per individuare le modalità più efficaci per incentivare e migliorare i collegamenti con il trasporto pubblico locale, rafforzando così l’accessibilità degli scali e la loro integrazione nella rete regionale.

“Questa prima riunione - concludono Colla, Priolo e Frisoni - è servita soprattutto a mettere a fattor comune conoscenze, esigenze e prospettive. Non abbiamo bisogno di una competizione interna tra aeroporti, ma di una capacità di leggere insieme le diverse funzioni e opportunità. Bologna, Parma, Forlì e Rimini devono poter sviluppare le proprie specificità, dentro una strategia regionale che sappia far dialogare aeroporti, ferro, strada, logistica e turismo. È questo il lavoro che abbiamo davanti e la Cabina di regia è lo strumento attraverso il quale intendiamo portarlo avanti”.



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