@indaco1
In realtà l'AV adriatica semplicemente non serve. Innanzitutto parliamo di una linea che regge un singolo Frecciarossa all'ora per direzione.
Poi c'è il problema della mancanza di grossi nodi come sulla dorsale.
Qui siamo di fronte tutt'al più a città di medie dimensioni con un traffico limitato (sostanzialmente quelle che hai indicato alla fine del tuo post più Rimini). In passato è già stata tentata la strada di far fermare i servizi di punta solo in queste località, ma i treni viaggiavano mezzi vuoti e così sono state ripristinate una serie di fermate intermedie.
La pagina con il traffico indicativo pubblicata da RFI, rende bene l'idea di quanto sia frammentato il traffico sull'Adriatica.
I dati di frequentazione delle stazioni, che costituiscono il macroindicatore “Passeggeri” funzionale alla definizione della nuova classificazione, rappresentano un’informazione di grande rilevanza...
www.rfi.it
Gli Intercity fermano in tutte le stazioni di un certo peso, mentre i Frecciarossa fermano sempre nei nodi di cui sopra, mentre nelle altre località si alternano. Compromesso probabilmente indispensabile.
Per quanto riguarda l'AV, rispecchia fondamentalmente il desiderio dei politici di proporre qualcosa di grandioso, mentre parlare di un semplice raddoppio... meh.
In realtà tra Bologna e Castel Bolognese è proprio quest'ultimo che servirebbe, con Vmax di 200 kmh e con la gestione banalizzata dei 4 binari. Che alle 7 di mattina avere tre binari in direzione di Bologna e uno verso Imola, farebbe molto comodo.
Rispetto alla tratta che da Castel Bolognese va verso Faenza, quella che va verso Bologna deve sopportare in aggiunta i treni del servizio metropolitano bolognese (2 all'ora) e i treni pax e merci che vanno da Ravenna (incluso il porto) a Bologna (1 treno pax all'ora, non so i merci).
Ci sarebbe da adeguare l'attuale BO-CB ai 200 kmh, come era già previsto. Nulla di complesso visto che ora è a 180 kmh e che il percorso è rettilineo.
Per quanto riguarda il percorso oltre Rimini c'è molta confusione. Si parla di AV, ma in realtà la stragrande maggioranza dei sindaci vorrebbe solo lo spostamento dell'attuale linea a più monte (che quindi non potrebbe essere AV dovendo replicare gran parte delle stazioni costiere), per potersi liberare della ferrovia nella zona urbana. Dove spesso taglia a metà città e paesi. L'esperienza analoga del ponente ligure, dovrebbe suggerire prudenza.
In parole povere, parlare di AV adriatica serve soprattutto per servire obiettivi politici particolari che ben poco hanno a che fare con un reale miglioramento del servizio.
Infine il giocattolo si stima costerebbe tra i 60 e gli 85 MLD€.
Ce n'è più che abbastanza per farsi due risate e passare ad altro.