Media Israele, 'emergenza su volo da Dubai a Tel Aviv, decollati jet israeliani'


Ma per favore.

Lo scopo della cockpit door e' quello di fermare un ingresso non autorizzato, punto. I casi come quelli del Lubitz si evitano con approccio meno medievale alla salute mentale, dove avere problemi non e' piu' causa di stigma o di vergogna, e magari con delle leggi sulla privacy meno ferree di quelle tedesche.
Io sono assolutamente d'accordo sulla prevenzione grazie al supporto psicologico, ma non penso che la psicologia sia in grado al 100% di fermare tutti i potenziali suicidi; fra l'altro ogni quanto tempo dovrebbero essere obbligatorie le sedute di psicoterapia? Una volta ogni 6 mesi? Una volta ogni 3 mesi? O una volta al mese? La psicoterapia non è una scienza esatta, dipende anche dal soggetto, non c'è la macchina della verità (altrimenti potremmo abolire tutti i processi penali). Questo considerando soggetti con depressione; se pensiamo a soggetti che si sono radicalizzati e che il loro obiettivo è causare una strage, allora è lecito anche supporre che si preparino per superare i test psicologici.
Per il modello del formaggio svizzero, più strati diminuiscono il rischio che tutto vada a donne di facili costumi, quindi accanto al potenziare il supporto psicologico, io penserei anche a qualcosa di tecnico (visto che le possibilità ci sono).
Perché ad oggi, ripeto, casomai tutte le protezioni precedenti abbiano fallito, e in cabina di pilotaggio ci si ritrova ad avere un pazzo, l'unica barriera (da cui dipendono le vite di tutte le persone a bordo) è l'altro pilota.

Tranquillo tra poco arriva il tamagotchi di Meta!

View attachment 26894
Ma dai…per casi come questi non basta mettere altra tecnologia. Se vuoi evitarli servono controlli seri e continui sulla salute mentale e un sistema in cui chi sta male possa dirlo prima che sia troppo tardi…e dice bene @Scarab anche le leggi sulla privacy dovrebbero supportare tale scelta!
Fa sorridere tutta questa avversione alla tecnologia, in fondo avremmo potuto anche evitare i controlli fly-by-wire, l'autoland, l'autopilot ... tanto ci sono i piloti, eppure alla fine sono stati integrati. Chi lo sa come sarà l'aviazione civile fra 30/ 50 o 100 anni...
Forse in futuro, magari grazie all'aumento di banda delle connessioni satellitari, in caso di variazioni rispetto ai parametri impostati nel FMS, l'aereo in autonomia potrebbe iniziare a registrare audio e video dal cockpit e inviarlo in real time al Flight Operation Office della compagnia.
 
  • Like
Reactions: lezgotolondon
E proprio per questo, mi pare il minimo condivedere almeno il nome e il volto dell'eroe di ieri: Capitano Smit Machchhar
4b013da0-bd4d-11f1-a52c-0511052dc036.jpg.webp

 
Come al solito in occasioni simili porgo la testa sotto la scarpa degli esperti, che possono anche muoversi (cit.), e chiedo umilmente: ma non dovrebbe essere presente il famoso sistema che mi impedisce manovre simili rilivellando l’aeromobile? È bypassabile magari, ma esiste o no?
 
Io sono assolutamente d'accordo sulla prevenzione grazie al supporto psicologico, ma non penso che la psicologia sia in grado al 100% di fermare tutti i potenziali suicidi; fra l'altro ogni quanto tempo dovrebbero essere obbligatorie le sedute di psicoterapia? Una volta ogni 6 mesi? Una volta ogni 3 mesi? O una volta al mese? La psicoterapia non è una scienza esatta, dipende anche dal soggetto, non c'è la macchina della verità (altrimenti potremmo abolire tutti i processi penali). Questo considerando soggetti con depressione; se pensiamo a soggetti che si sono radicalizzati e che il loro obiettivo è causare una strage, allora è lecito anche supporre che si preparino per superare i test psicologici.
Non sono un esperto in psicologia - e, a leggerlo, mi sa che non lo sei nemmeno tu. Lasciamo fare a chi se ne occupa per professione, magari.
Perché ad oggi, ripeto, casomai tutte le protezioni precedenti abbiano fallito, e in cabina di pilotaggio ci si ritrova ad avere un pazzo,
Chi ha detto che in cabina di pilotaggio ci fosse un pazzo?
l'unica barriera (da cui dipendono le vite di tutte le persone a bordo) è l'altro pilota.
Che, oggi, ha funzionato.
Fa sorridere tutta questa avversione alla tecnologia, in fondo avremmo potuto anche evitare i controlli fly-by-wire, l'autoland, l'autopilot ... tanto ci sono i piloti, eppure alla fine sono stati integrati. Chi lo sa come sarà l'aviazione civile fra 30/ 50 o 100 anni...
Forse in futuro, magari grazie all'aumento di banda delle connessioni satellitari, in caso di variazioni rispetto ai parametri impostati nel FMS, l'aereo in autonomia potrebbe iniziare a registrare audio e video dal cockpit e inviarlo in real time al Flight Operation Office della compagnia.
Esiste la tecnologia che serve a qualcosa, e la tecnologia che serve soltanto a dire "we've got an app for that" e, anzi, genera vulnerabilità aggiuntive. Boeing aveva brevettato l'opzione di pilotaggio da remoto di un aereo decenni fa, sul 777, cosa mai introdotta per ovvi motivi.
Per lavoro mi trovo ad ascoltare "pitches" come i tuoi, spesso fatti da gente 'in su' nella catena di comando. Una volta era blockchain, ora è AI. La mia domanda è sempre questa: "and then what happens?". Mandi in diretta audio e video del cockpit a global ops, IOCC, o chi per loro (cosa che si può già fare ora, si può fare da una decina d'anni almeno, l'industria marittima manda dati di bordo in real time da bagnarole in mezzo al Pacifico almeno dai tempi di Inmarsat-5).
La domanda rimane: "and then what happens?"
 
Non sono un esperto in psicologia - e, a leggerlo, mi sa che non lo sei nemmeno tu. Lasciamo fare a chi se ne occupa per professione, magari.

Chi ha detto che in cabina di pilotaggio ci fosse un pazzo?

Che, oggi, ha funzionato.

Esiste la tecnologia che serve a qualcosa, e la tecnologia che serve soltanto a dire "we've got an app for that" e, anzi, genera vulnerabilità aggiuntive. Boeing aveva brevettato l'opzione di pilotaggio da remoto di un aereo decenni fa, sul 777, cosa mai introdotta per ovvi motivi.
Per lavoro mi trovo ad ascoltare "pitches" come i tuoi, spesso fatti da gente 'in su' nella catena di comando. Una volta era blockchain, ora è AI. La mia domanda è sempre questa: "and then what happens?". Mandi in diretta audio e video del cockpit a global ops, IOCC, o chi per loro (cosa che si può già fare ora, si può fare da una decina d'anni almeno, l'industria marittima manda dati di bordo in real time da bagnarole in mezzo al Pacifico almeno dai tempi di Inmarsat-5).
La domanda rimane: "and then what happens?"
Alla fine l'unica risposta è: togliere la parte umana dall'acronimo HMI
 
  • Like
Reactions: Scarab
Non sono un esperto in psicologia - e, a leggerlo, mi sa che non lo sei nemmeno tu. Lasciamo fare a chi se ne occupa per professione, magari.
No, non sono un esperto di psicologia, ma mi pare abbastanza ovvio che non esista un test o metodo infallibile, poi può essere che mi sbagli e anzi, ne sarei felice. Tra l'altro, proprio per la situazione e la posta in gioco, può indurre alcune persone a minimizzare o non essere completamente aperto con lo psicologo: "se sono completamente sincero, potrei rischiare di perdere il lavoro che ho sempre desiderato ..."
[E comunque siamo su un forum, nessuno sta facendo una lectio magistralis a degli studenti, quindi esprimere la propria umile opinione non mi pare così sbagliato.]
Chi ha detto che in cabina di pilotaggio ci fosse un pazzo?
Stanno indagando per terrorismo. Come altro lo si può descrivere uno che deliberatamente vuole uccidere tutte le altre persone a bordo e schiantare un aereo su una città?
Che, oggi, ha funzionato.
Ecco oggi, chissà la prossima volta.
Esiste la tecnologia che serve a qualcosa, e la tecnologia che serve soltanto a dire "we've got an app for that" e, anzi, genera vulnerabilità aggiuntive. Boeing aveva brevettato l'opzione di pilotaggio da remoto di un aereo decenni fa, sul 777, cosa mai introdotta per ovvi motivi.
Per lavoro mi trovo ad ascoltare "pitches" come i tuoi, spesso fatti da gente 'in su' nella catena di comando. Una volta era blockchain, ora è AI. La mia domanda è sempre questa: "and then what happens?". Mandi in diretta audio e video del cockpit a global ops, IOCC, o chi per loro (cosa che si può già fare ora, si può fare da una decina d'anni almeno, l'industria marittima manda dati di bordo in real time da bagnarole in mezzo al Pacifico almeno dai tempi di Inmarsat-5).
La domanda rimane: "and then what happens?"
Puoi dare informazioni aggiuntive a chi è a terra, per capire cosa sta succedendo su un aereo a 34 000 piedi di altitudine e di che gravità è l'emergenza, senza che sia necessario attendere che i caccia giungano sul posto o anche dar l'ordine di scramble in anticipo...
 
@ vc-25b: la tecnologia è progettata -per ora- dagli uomini. La si utilizza per lavori ripetitivi, dove è richiesta una esecuzione standardizzata ed il più possibile esatta di compiti dove non occorre -per ora- pensare perché chi ha progettato ha pensato lui come fare. A fare i conti, un computer fa prima e meglio di me, se è programmato bene. Pensa anche ad una stazione robotica su una linea di montaggio, in grado di accorgersi se un utensile va sostituito. Ma un programma di contabilità non sa se un bene che compro sia strumentale o meno: può cambiare la deducibilità IVA se lo compro per rivendita o per l'esercizio della mia attività: devo dirglielo io. Però se sbagli la progettazione si ha la perfetta applicazione di quel principio noto con l'acronimo GIGO (Garbage In, Garbage Out).

Vedi, la settimana scorsa ero a Berlino all'Innotrans. Si parlava di treni senza conducente, guidati da remoto. Dirai: ma ci sono già le metropolitane automatiche! Verissimo, ma ... (a parte che quello ferroviario è un trasporto che si muove in uno spazio a una dimensione, su via guidata, quando quello aereo è uno spazio quadridimensionale se consideriamo anche la dimensione tempo):
+ hai una sede chiusa ed inaccessibile
+ porte di veicolo e di banchina
+ telesorveglianza (sì, ci sono già dei sistemi AI che si accorgono di anomalie o comportamenti anomali, ma non telesorvegli intere linee)
+ programma di esercizio tendenzialmente rigido quanto a frequenze ed instradamenti, comunque telecontrollato
Una linea ferroviaria ordinaria al momento manca dei primi due punti, soprattutto del primo: se ti cade un albero o una macchina entra in mezzo ai binari ecco che hai bisogno di sensoristica sul veicolo di testa -sperando che tu abbia lo spazio di frenatura necessario-, con ulteriore complicazioni del mezzo. Ricorda quello che diceva l'ingegner Bianchi, delle Regie Ferrovie dello Stato circa un secolo fa: quell'apparato che non è a bordo non si rompe. Poi, in caso di guasto, il macchinista può cercare di metterci una pezza: con le vecchie locomotive elettriche reostatiche, per chiedere riserva ci voleva un guasto serio; ora con quelle elettroniche anche se riesci ad individuare il guasto ma non hai la scheda o il componente kaputt, non fai nulla.
Altri ti potrebbero dire che si stanno studiando navi automatiche, su cui l'equipaggio sale solo per le manovre in porto, ed anche in quel campo ci sono già sistemi di ormeggio automatico. Ma non vorrei affrontare un tifone o un uragano su una di quelle navi, od ormeggiare la MSC Euribia con quindici nodi gusting up to trenta di vento al traverso e corrente.

Insomma, la tecnologia è bella, è utile, ma quando hai bisogno di vedere come stanno le cose ci vuole un homo preferibilmente sapiens.
 
Ultima modifica:
Come altro lo si può descrivere uno che deliberatamente vuole uccidere tutte le altre persone a bordo e schiantare un aereo su una città?
Io sono molto pignolo con la terminologia. Se vuoi un personaggio del genere, si può definire un terrorista, un fanatico, un fondamentalista. Pazzo è una definizione vulgata che corrisponde però a uno stato di squilibrio mentale. Possiamo discutere se i termini terrorista, fanatico, fondamentalista, ecc. siano anch'essi indice di uno squilibrio mentale, ma un pazzo non è detto che sia un omicida/suicida.
 


Chi Siamo

  • AviazioneCivile.it è il portale online dell’Associazione Italiana Aviazione Civile (AIAC), da oltre vent’anni un punto di riferimento nel panorama associativo di settore. La community nasce nel 2005 da un gruppo di appassionati, crescendo fino a diventare uno dei più seguiti forum in lingua italiana sul mondo dell’aviazione civile. Il forum annovera tra i propri iscritti professionisti del settore come piloti e assistenti di volo, manager del trasporto aereo e impiegati in compagnie aeree, aeroporti ed enti pubblici oltre che una forte base di viaggiatori e semplici appassionati.

Statistiche forum

Discussioni
80,908
Messaggi
1,763,239
Utenti registrati
11,351
Ultimo utente registrato
testabd

User Menu