Cerco di evitare la
bolemmiga per portare un esempio di un paese dove hanno istituito un'intera cultura dedicata alla riduzione di
human factors.
In Giappone esiste la pratica del
shisa kanto, che in inglese si traduce in
pointing & calling. Se uno va in treno lo si vede spessissimo, col conduttore che indica i vari segnali che va ad incontrare. Lo stesso si vede in ambito aeroportuale, ed e' uno dei motivi per cui Haneda e' un aeroporto che e' un piacere visitare: per esempio, ci sono un filotto di incroci tra taxiway e strade normali a HND T1, e si vedono SEMPRE gli autisti fermarsi, indicare i segnali, confermare, e andare.
Allego un video che fa vedere piu' o meno cio' che intendo, mostra il turnaround di un 350-900 JAL impiegato su una rotazione domestica (turnaround fatto in 50 minuti, tra l'altro).
- 07:34 l'autista del primo elevator indica l'ostacolo a fondo stand mentre fa rretromarcia
- 07:51 l'autista del primo elevator indica che e' pronto a muovere in avanti
- 08:15 l'autista del secondo elevator indica che e' pronto a muovere in avanti
- 08:30 l'operatore indica i punti di contatto dell'elevator con il portello cargo
- 08:50-59 l'operatore conferma visivamente che il portello e' ancora chiuso, e che c'e' sufficiente spazio per aprirlo cosi da non rovinarne la flangia quando arriva con l'elevator (cosa che in BA succedeva ogni mercoledi)
2-3 secondi in piu' per azione, ma col risultato di evitare enormi danni.