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EasyJet, il board dice sì alla quinta offerta di Castlelake. Il fondo: puntiamo alla crescita della low cost
di Leonard Berberi
Gli americani hanno offerto 6,9 sterline ad azione. Castlelake ha tempo fino alle 17 del 3 agosto 2026 per formalizzare o ritirare l’offerta
EasyJet, la seconda più grande compagnia aerea d’Europa, si prepara ad aprire un nuovo capitolo nelle prossime settimane, stavolta sotto la guida di un fondo americano. Castlelake ha presentato una quinta offerta per acquisire easyJet a 6,90 sterline per azione in contanti, e il consiglio di amministrazione della low cost britannica ha dichiarato di essere «incline a raccomandare» l’offerta agli azionisti.
Le prossime tappe
L’accordo, ancora in linea di principio, prevede anche un’alternativa parziale in azioni non quotate e resta subordinato al completamento della due diligence e alla definizione della documentazione definitiva, si legge in una comunicazione depositata presso gli organismi finanziari.
Castlelake ha tempo fino alle 17 del 3 agosto 2026 per formalizzare o ritirare l’offerta.
Quanto vale la low cost
La valorizzazione implicita è di circa 5,2 miliardi di sterline, quasi il doppio di quanto Castlelake aveva messo sul tavolo sei settimane fa, quando il 29 maggio aveva divulgato pubblicamente il proprio interesse con una proposta minima di 403 pence per azione. Il board di easyJet l’aveva definita allora «altamente opportunistica». Al momento della prima offerta, il titolo era già sceso del 40% dai massimi dei dodici mesi precedenti, schiacciato dalla crisi del carburante seguita all’escalation nel Golfo Persico.
La mossa dagli Usa
Castlelake — con sede a Minneapolis, circa 37 miliardi di dollari di asset in gestione e oltre 24 miliardi investiti nell’aviazione dal 2005 — ha visto nell’occasione un asset di qualità temporaneamente depresso da fattori esterni. Ha cominciato a comprare. Al momento della prima offerta pubblica deteneva già il 2,14% del capitale.
Le cinque offerte
Da lì è partita una sequenza di rilanci che ha pochi precedenti nella storia recente dei takeover britannici. Primo tentativo a 560 pence, respinto il 16 giugno. Secondo a 600 pence, respinto il 20 giugno. Terzo a 625 pence, reso pubblico il 22 giugno in una mossa aggressiva con cui Castlelake ha scavalcato il board per parlare direttamente agli azionisti — una tattica insolita nel contesto del Takeover Code britannico. Quarto a 650 pence, respinto ancora. Quinto a 690 pence: il board ha ceduto.
La svolta
Il momento della svolta era arrivato già il 25 giugno, quando easyJet aveva concesso a Castlelake accesso limitato alle proprie informazioni commerciali riservate. Tanto da far dire a Dudley Shanley, analista di Goodbody: «La narrativa è definitivamente cambiata. EasyJet è di fatto in trattativa, il che significa che la compagnia è in vendita al prezzo giusto». Quel prezzo è 6,90 sterline. Un premio di circa il 71% rispetto alla quotazione del 29 maggio, prima che l’offerta diventasse pubblica.
I diversi nodi regolatori
Restano da risolvere diversi nodi. Il più complesso rimane quello della struttura proprietaria. Le regole europee sull’aviazione impongono che le compagnie aeree siano detenute e controllate in maggioranza da cittadini europei. Per navigare questo vincolo, Castlelake si è affiancata a Peter Bellew — ex ceo di Malaysia Airlines — e a Mark Breen, entrambi con curriculum di vertice nel settore. Una soluzione già adottata da altri fondi in operazioni simili, ma che dovrà superare lo scrutinio dei regolatori europei.
Il ruolo del fondatore
C’è poi Stelios Haji-Ioannou. Il fondatore di easyJet detiene il 15% del capitale e una royalty dello 0,25% sui ricavi della compagnia — una clausola che complica strutturalmente qualsiasi transazione e rende il suo consenso, o almeno la sua non opposizione, un fattore critico.
Il piano industriale
Se l’accordo andrà in porto, easyJet — fondata nel 1995, circa 90 milioni di passeggeri all’anno, seconda low cost europea per dimensioni — passerà per la prima volta nella sua storia sotto il controllo di un fondo di private credit americano. Castlelake ha promesso di sostenere il programma di rinnovamento della flotta e la crescita della compagnia. Insomma: niente spezzatino, niente vendita di asset per massimizzare il guadagno.
«Avanti con l’ammodernamento della flotta»
Castlelake nella nota parla di «profondo rispetto per easyJet e per le sue persone», conferma «l’intenzione di sostenerne la crescita futura e la trasformazione verso una compagnia aerea europea più solida e resiliente, a beneficio di tutti gli stakeholder, qualora la transazione giunga a completamento». E anche per questo «supporta il programma di ammodernamento della flotta di easyJet, che considera centrale per gli obiettivi di competitività, efficienza e sostenibilità a lungo termine della società».
Gli americani hanno offerto 6,9 sterline ad azione. Castlelake ha tempo fino alle 17 del 3 agosto 2026 per formalizzare o ritirare l’offerta
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