Carenza carburanti, tutto vero o speculazione per aeroporti italiani?


Allora, permettetemi di scriverlo...... articolo CAGATA PAZZESCA di Repubblica.... (ma e' cosi difficile fare informazione oggettiva in Italia?)

Qui l'articolo originale in olandese:
https://www.luchtvaartnieuws.nl/nie...ische-taxibots-op-schiphol-in-gebruik-genomen

In sintesi:
- Si chiama Taxibot per "name convention", non perche' e'un robot fatto e finito
- Lo scopo e' diminuire l'inquinamento a Schiphol, e non risparmiare benza perche' non cé
- Il pilota guida il tug verso la pista, ma nella cabina del tug c''e' comunque l'operatore per riportarlo indietro
- Per adesso solo vero la Polderbaan
- Solo per narrowbody
- Easyjet gia lo usa su Schiphol, ma non su tutte le macchine perche' il nosewheel del A320neo va "modificato" per poter essere utilizzato con questo tipo di tug
- NON verra' utilizzato al contrario per il momento (ovvero da Polder verso il terminal) in quando a) viene usato molto meno carburante per il taxi verso il terminal e b) la procedura di attacco al tug creerebbe un "tappo" sulla taxi della Polder, che al momento non e' risolvibile....

@Lenny ricordati di citarmi se copi l'articolo, eh!

Santo subito. E aggiungerei che quelli attuali sono ibridi, questo è il primo ad essere elettrico.
 
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Il prezzo del petrolio è stato passato al cliente, la mancanza di kerosene era panico creato ad arte da pennivendoli tra cui anche il nostro Lenny, e il peggio (tagli significativi agli operativi, ulteriori incrementi dei prezzi, possibili chiusure di compagnie più deboli) arriverà quest’inverno, dato che la situazione nel Golfo è tutt’altro che risolta. Il prezzo spot del jet fuel in America è $3. Prima che il bomba e il bottiglia iniziassero a fare gli asini in Iran era sui $2.
 
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Mi sembra però in rapido calo

 
Il problema del prezzo del carburante è uno dei tanti. Quello che questa guerra ci ha insegnato, e che ha insegnato purtroppo/per fortuna anche alla signora Pinuccia, è che anche le ME3 non sono immuni alle crisi e purtroppo questa crisi per loro è molto più profonda di quanto pensassero. Perché adesso una persona che deve farsi, che ne so, Milano-Tokyo, ci pensa un po' di più prima di farselo con QR&Friends, perché vorrebbe evitare di finire bloccato li per settimane. Quindi preferisce pagare quel "premium price" e volare via FRA per esempio, non dico diretto da MXP.
Le ME3, piuttosto che le altre minori come Oman, Gulfair etc hanno comunque un mercato di "nicchia" che sono i voli etnici per certi paesi.
Al momento stanno svenendo praticamente in voli, soprattutto nelle cabine premium, e alcuni LF sono in crescita, ma questo sappiamo bene che non è tutto.
 
Mi sembra però in rapido calo


Vero, ma guarda l'ultimo grafico in quella pagina, quello del crack spread. Si e' passati da una media di $20/barile antebellici a valori sui $40/barile adesso, con punte di $80/barile.

E i futures di Platts non scendono sotto i $3/barile fino a fine anno 2026. L'anno scorso il jet fuel costava sui $2/barile. Il che fa pensare che il mercato non sia proprio convinto della pace in Medio Oriente, e come biasimarli.

+30% su una delle voci di costo piu' grandi per le compagnie (se non per la piu' grande), fara' male a tanta, tanta gente.
 

La decisione di uno dei principali fornitori, Air Bp: «Non è arrivata una nave cisterna». Attesi diversi «Notam» con obbligo di caricare massimo 2 mila litri per ogni volo intra-europeo
E che ci fai con 2000 litri?
 
E che ci fai con 2000 litri?
Nelle intenzioni iniziali la società di gestione dello scalo bolognese avrebbe dovuto emettere il «Notam» — con scadenza il 23 luglio — nel quale i clienti di Air Bp non avrebbero potuto caricare più di 2 mila litri di cherosene (circa 2 ore di autonomia) per i voli non più lunghi di tre ore. Lo stesso avrebbero fatto anche altri scali
 
Per capire meglio riporto l'articolo completo, che nel frattempo è stato aggiornato nel contenuto, rispetto alla prima pubblicazione:

Voli, aeroporti italiani in allerta sul carburante per gli aerei: «Non è arrivata una nave cisterna»​

di Leonard Berberi

La comunicazione interna di uno dei principali fornitori, Air Bp. Alle compagnie clienti verrà chiesto di limitare la quantità di jet fuel che si può caricare

Il mancato arrivo di una nave cisterna carica di jet fuel riporta le fibrillazioni in alcuni aeroporti del Nord Italia sulle forniture. Ma a differenza di quanto successo alcune settimane fa, stavolta gli scali non sembrano intenzionati ad emettere i «Notam». È quanto apprende il Corriere da fonti a conoscenza della questione.

Air Bp, uno dei principali erogatori nel Paese, non ha ricevuto le quantità previste a causa del ritardo del nave che avrebbe dovuto consegnare il jet fuel. E per questo ha comunicato allo scalo di Bologna — ma anche alle società di gestione di altri impianti — di segnalare la situazione e comunicare il quantitativo massimo che si può caricare.

A Bologna i voli sono regolari. Fonti di altri scali confermano le comunicazioni con il fornitore e le criticità nei quantitativi a disposizione.


Nelle intenzioni iniziali la società di gestione dello scalo bolognese avrebbe dovuto emettere il «Notam» — con scadenza il 23 luglio — nel quale i clienti di Air Bp non avrebbero potuto caricare più di 2 mila litri di cherosene (circa 2 ore di autonomia) per i voli non più lunghi di tre ore. Lo stesso avrebbero fatto anche altri scali.

Ma in seguito si è deciso di far gestire la «crisi» direttamente al fornitore, anche per evitare ricadute mediatiche negative com’è accaduto nell’occasione precedente, spiegano tre fonti aeroportuali. Bp (capogruppo di Air Bp), contattata, non ha risposto alle richieste del Corriere al momento della pubblicazione di questo articolo.

 
Ulteriore aggiornamento: sembra che il Notam non è stato emesso a BLQ perchè c'è un altro fornitore Carboil che potrà sopperire alla mancanze di Air Bp, quindi non ci sono problemi per i voli.

 
Ultima modifica:
Un dipendente di Enilive in aeroporto mi disse tempo fa che questa Carboil sono gli sciacalli del jet fuel!
Effettivamente negli ultimi due anni sono diventati un marchio presente ovunque, prima mi era sconosciuta.
 
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