Carenza carburanti, tutto vero o speculazione per aeroporti italiani?


idrisi

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6 Aprile 2009
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Buonasera a tutti non comprendo il problema del carburante per i nostri aerei soprattutto per gli aeroporti italiani.
Se l'Italia importa oltre il 90% del suo fabbisogno di petrolio, principalmente da Africa e Asia. I principali fornitori mia pare sono la Libia (circa 24-25%), l'Azerbaijan (circa 17%), il Kazakistan, la Nigeria e altri Paesi nordafricani. La produzione nazionale copre solo il 7% circa del consumo, concentrata in Basilicata e Sicilia.
Non dovremmo dipendere totalmente dai pesi del Golfo Persico, quindi non capisco questo allarmismo.
Ovviamente la preoccupazione è per il prezzo del petrolio che aumenta visto la mancanza di fornitura di quello degli EAU, Oman, Qatar e Arabia Saudita.

Cosa cambierà per i nostri aerei ? Tratte più brevi e meno voli diretti ? Diminuzione del numero dei velivoli in aria ?
 
Buonasera a tutti non comprendo il problema del carburante per i nostri aerei soprattutto per gli aeroporti italiani.
Se l'Italia importa oltre il 90% del suo fabbisogno di petrolio, principalmente da Africa e Asia. I principali fornitori mia pare sono la Libia (circa 24-25%), l'Azerbaijan (circa 17%), il Kazakistan, la Nigeria e altri Paesi nordafricani. La produzione nazionale copre solo il 7% circa del consumo, concentrata in Basilicata e Sicilia.
Non dovremmo dipendere totalmente dai pesi del Golfo Persico, quindi non capisco questo allarmismo.
Ovviamente la preoccupazione è per il prezzo del petrolio che aumenta visto la mancanza di fornitura di quello degli EAU, Oman, Qatar e Arabia Saudita.

Cosa cambierà per i nostri aerei ? Tratte più brevi e meno voli diretti ? Diminuzione del numero dei velivoli in aria ?
Air BP ha comunicato di non avere scorte sufficienti in 4 aeroporti e se ho letto bene a Brindisi sono senza carburante tanto che viene chiesto di farlo per tratta di A/R.
 
Buonasera a tutti non comprendo il problema del carburante per i nostri aerei soprattutto per gli aeroporti italiani.
Se l'Italia importa oltre il 90% del suo fabbisogno di petrolio, principalmente da Africa e Asia. I principali fornitori mia pare sono la Libia (circa 24-25%), l'Azerbaijan (circa 17%), il Kazakistan, la Nigeria e altri Paesi nordafricani. La produzione nazionale copre solo il 7% circa del consumo, concentrata in Basilicata e Sicilia.
Non dovremmo dipendere totalmente dai pesi del Golfo Persico, quindi non capisco questo allarmismo.
Ovviamente la preoccupazione è per il prezzo del petrolio che aumenta visto la mancanza di fornitura di quello degli EAU, Oman, Qatar e Arabia Saudita.

Cosa cambierà per i nostri aerei ? Tratte più brevi e meno voli diretti ? Diminuzione del numero dei velivoli in aria ?
Al momento si tratta di problemi puntuali di alcuni fornitori e/o aeroporti, non sono problemi sistemici, ma fa notizia e con un po' di pepe fa muovere Views.
 
A Brindisi dovrebbero aver risolto, a Pisa ho letto ora che un gestore ha problemi per l'aviazione generale. Ci sarebbe da capire quanto spesso questi eventi accadano passando in sordina o se effettivamente ci sia una effettiva emergenza o meno.
Ben prima della guerra in Iran, qualche mese fa, avevano problemi a Malpensa ad esempio e chiedevano di fare tankering se non sbaglio. Qualche anno fa Lampedusa è stata tutta la summer senza carburante e qualche aereo è rimasto bloccato lì.
 
Io consiglio a tutti di sentire questo podcast di Arthur Snell:

https://podcasts.apple.com/gb/podca...-it-really-is-an/id1704344656?i=1000758136251

Se non ne avete voglia, i numeri di cui Snell e Thom Reilly (ex capo dell'ente del governo inglese che si occupa di energia) parlano sono questi:
  • in media, al mondo, si producono 106 milioni di barili di petrolio al giorno
  • se ne consumano 105 al giorno
  • Hormuz muove il 20% del totale della produzione, ossia 21m di barili al giorno
  • Ci vogliono tra le 3 settimane e un mese, per un carico, per passare dal pozzo alla raffineria. In quel periodo si chiama "oil on water"

E' facile capire come, una volta esauritosi il "oil on water" caricato pre-chiusura, inizia a crearsi un blocco di offerta - coi prezzi che s'impennano. Ecco perche' gli americani hanno levato le sanzioni ai russi e agli stessi iraniani, colmo dei colmi.
 
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Per cui, la produzione copre in modo appena sufficiente la richiesta, basta un casino per provocare shortage.
Ma a Ormuz comunque passa il 20% del petrolio mondiale.
Possibile ci sia una forbice cosi risicata tra produzione e consumo ?
 
L’OPEC non è un cartello mica per niente! Se la produzione fosse troppo alta ci sarebbe il problema di dove metterla e, soprattutto, il prezzo sarebbe troppo basso per i produttori.
 
Per cui, la produzione copre in modo appena sufficiente la richiesta, basta un casino per provocare shortage.
Ma a Ormuz comunque passa il 20% del petrolio mondiale.
Possibile ci sia una forbice cosi risicata tra produzione e consumo ?
Nessuno estrae per stoccare. La disponibilità teorica è ovviamente maggiore e l’aumento dei prezzi ovviamente rende possibile coltivare i giacimenti marginali. Inoltre sta tornando sul mercato il petrolio venezuelano (di bassa qualità ma abbondante).
Il collo di bottiglia è più probabilmente la capacità di raffinazione e li è più facile che ci sia meno capacità inutilizzata (in Europa negli ultimi anni sono state chiuse molte raffinerie di cui ora sentiamo la mancanza).
In generale la lezione del COVID (meglio avere tanti fornitori per ridurre i rischi logistici) non è stata imparata
 
Tipo ai tempi del Covid in pratica, quando non lo voleva più nessuno il petrolio e si usavano i tanker come depositi, o mi pare lo ripompassero nei pozzi.
 
In generale la lezione del COVID (meglio avere tanti fornitori per ridurre i rischi logistici) non è stata imparata

Il problema e' che i fornitori sono quasi tutti "inguaiati" dal punto di vista geopolitico, tolto il Canada che ha i suoi problemi in materia di export non via terra (mancano i terminals).

Io spero che questa crisi sia di stimolo a continuare l'elettrificazione per le attivita' che possono consentirlo - come sta facendo la Cina - e per investimenti seri nel settore SAF per creare economie di scala e ridurne i costi al litro.
 
Il problema e' che i fornitori sono quasi tutti "inguaiati" dal punto di vista geopolitico, tolto il Canada che ha i suoi problemi in materia di export non via terra (mancano i terminals).

Io spero che questa crisi sia di stimolo a continuare l'elettrificazione per le attivita' che possono consentirlo - come sta facendo la Cina - e per investimenti seri nel settore SAF per creare economie di scala e ridurne i costi al litro.
Elettrificare serve poco senza nucleare (salvo ovviamente ricorrere al carbone)
 
Ripristinare le vecchie centrali idroelettriche, ci sono molte zone ventose le pale eoliche, pannelli solari in molti edifici...

Tutto questo non si può fare per via degli ambientalisti e poi si distrugge tutto per colpa del petrolio e del gas
 
Ripristinare le vecchie centrali idroelettriche, ci sono molte zone ventose le pale eoliche, pannelli solari in molti edifici...

Tutto questo non si può fare per via degli ambientalisti e poi si distrugge tutto per colpa del petrolio e del gas
In Italia l’idroelettrico ha raggiunto il massimo economicamente possibile. Solare ed eolico sono parte del problema perché producono non quando serve ma quando la congiunzione astrale lo consente (in particolare l’eolico). Tutto ciò non serve per alimentare un paese moderno
 
Una base di centrali termoelettriche serve per forza di cose. La rete elettrica va al collasso con solo fonti da fotovoltaico ed eolico.
 
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Iata: "Mesi prima che forniture per aerei si normalizzeranno"​

Ci vorranno mesi prima che le forniture e i prezzi del carburante per aerei si normalizzino, anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere aperto, ha dichiarato oggi il direttore generale dell'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (Iata). "Ci vorranno comunque mesi per tornare ai livelli di fornitura necessari, viste le interruzioni alla capacità di raffinazione in Medio Oriente", ha detto Willie Walsh ai giornalisti. "Non credo che accadrà in poche settimane".

Fonte: Sky News 24
 
Una base di centrali termoelettriche serve per forza di cose. La rete elettrica va al collasso con solo fonti da fotovoltaico ed eolico.
Una certa percentuale di generazione rotante sincrona è imprescindibile, la Spagna ci ha recentemente dimostrato cosa succede se una rete è troppo "reattiva" (non elettricamente ma fisicamente)..
 
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