Bombardamenti israeliani in Iran


E' lo scenario che propongono anche Charlie Gammell e Arthur Snell nell'ultimo podcast di quest'ultimo (Behind the lines - uscito oggi; entrambi sono ex-diplomatici del ministero degli esteri inglese, e Gammell ha lavorato a lungo in Iran).

La domanda che si pongono e'... se funzionerebbe. Facevano l'esempio di Rafsanjani, se non ricordo male e non scrivo peggio, ma la domanda che si poneva Gammell era la legittimita' di un'idea del genere nel contesto iraniano e dell'opposizione interna; non dalla "sinistra progressista" (quelli che protestano) ma dalla destra reazionaria.

Non ricordo piu' il nome del personaggio, ma a quanto pare nelle ultime elezioni, quelle che hanno visto la vittoria di Pasishkian o comesichiama, c'e' stato un oltranzista che ha preso 11 milioni di voti. A significare che c'e' uno zoccolo duro di persone, nel paese, che e' comunque pro- rivoluzione e, soprattutto, pro-ideali di Khomeini. Questi ideali sono stati traditi da una classe dirigente che e' vista come cleptocratica, corrotta, incapace e quant'altro. La soluzione che tu proponi, dice il buon Gammell, si apre a una critica da quel lato dell'agone politico e quel lato ha le armi.
Credo che la parola d'ordine sarebbe compromesso. Puoi essere oltranzista quanto vuoi, ma quando rischi le penne in prima persona e non hai la forza per reagire, secondo me ti passano i bollenti spiriti. Tanto più che si parlerebbe di un ammorbidimento, non certo una laicizzazione del paese. Se in aggiunta ci fosse anche un diffuso e percepibile miglioramento sul lato economico, secondo me un po' tutti troverebbero un certo grado di convenienza a fare di necessità virtù.
 
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Se non mi sbaglio in Oman hanno sempre continuato a volare, così come in Arabia Saudita.
Intanto da Muscat cominciano a decollare voli oman air per l'europa tra cui Roma.
Mi chiedo volano in totale sicurezza o e' un azzardo!
Guardavo i voli WY e anche la notte tra sabato e domenica i voli da EU per MCT sono partiti con qualche ora di ritardo.
 
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La parola all'esperto.

La morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, quali effetti politici, sociali, economici e geopolitici potrebbe causare all’interno dell’Iran? In che modo un eventuale vuoto di potere o un processo di successione complesso potrebbe influenzare la stabilità del Paese e i rapporti di forza tra le diverse fazioni del regime? Il Radiogiornale lo ha chiesto al direttore dell’Institute of Global Studies di Roma Nicola Pedde.

La morte di Khamenei che impatto ha? È davvero una svolta?

“Ma è sicuramente è una svolta. Ed ha un impatto molto forte su quello che è la dinamica interna della politica iraniana. Nel senso che con la morte di Khamenei e quella di alcune altre figure dell’apparato politico-militare è venuto meno l’ultimo baluardo della prima generazione del potere in Iran, cioè dei rivoluzionari. Si tratta di un processo di transizione che era in corso da molto tempo, ma adesso viene formalizzato. Il potere oggi passa nelle mani ufficialmente della seconda generazione e quindi sostanzialmente delle forze dei Pasdaran, forze che fanno capo a tutta una nuova dinamica della politica iraniana. Quindi è una transizione importantissima sotto il profilo interno. E dovremo vedere adesso quali saranno gli effetti all’atto pratico nella trasformazione proprio della fisionomia del regime”.

Lei cosa si aspetta da questo nuovo regime? C’è il rischio che il conflitto si radicalizza ancora di più?

“Il rischio sicuramente è ancora presente, nel senso che la componente di seconda generazione è per certi versi meno pragmatica e più assertiva. La seconda generazione era quella che puntava - per esempio - fortemente sullo sviluppo del nucleare in termini militari. Khamenei invece era quello che cercava di contenere queste spinte. Ora bisognerà capire quale tipo di organizzazione riusciranno a darsi in termini di vertice. Quello che è certo è che questa operazione militare ha rimosso i vertici politici, soprattutto dello Stato, ma ha lasciato inalterata la catena di comando e di controllo dei pasdaran. Quindi, sostanzialmente, i pasdaran sono oggi il vero dominus della politica e della sicurezza iraniana. E quindi, anche in questo caso, l’ipotesi di aspettarsi una nuova fase rivoluzionaria da parte della popolazione è da calibrare attentamente, perché le forze di sicurezza sono allo stato attuale rimaste intatte”.

Quindi qual è la sua valutazione dell’operazione militare israelo-americana?

“Diciamo che gli scenari sono ancora aperti. Se la dimensione del conflitto dovesse rimanere tutto sommato contenuta, come è contenuta nelle fasi attuali, e lasciando inalterata la struttura di potere e soprattutto di comando dei Pasdaran, il regime-change potrebbe manifestarsi in un modo un po’ diverso rispetto a quello che hanno auspicato gli americani. Potrebbero dunque essere proprio gli stessi uomini dei Pasdaran ad assumere definitivamente il potere nel Paese. Questo apre a scenari diversi, perché una parte di loro ha una visione forse pragmatica, che potrebbe non aprire ad una ad una normalizzazione con gli Stati Uniti, ma quantomeno ad una forma di relazione meno conflittuale rispetto al passato. Altri hanno invece una visione più ostile. Vedremo. Dall’altra parte c’è anche la possibilità anche che la popolazione colga questa occasione e scenda per le strade. Però in questo momento a me sembra abbastanza improbabile. Soprattutto in queste ore, perché l’apparato di sicurezza è rimasto intatto. E in termini pratici è pronto anche a reprimere una nuova fase della rivolta”.

Dunque non possiamo dire di essere più vicini alla fine del regime rispetto a quello che sapevamo ieri…

“Direi di no, anche perché il regime iraniano è un regime multilivello ed è molto integrato al suo interno. Non è che morta la guida, crolla tutto il castello. In realtà l’Iran è un sistema molto articolato di potere. E questo sistema è stato colpito solo nella sua parte apicale, senza essere stato intaccato nelle sue componenti periferiche, che rimangono intatte. Quindi bisognerà capire se queste componenti periferiche saranno in grado di rigenerare una forma di Governo centrale. Non sarà quello di una guida, nell’immediato, perché sarà un processo abbastanza lungo. Bisognerà capire come trasformeranno istituzionalmente il Paese”.

 
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secondo i vari comunicati, a partire da Emirates:

Sospensioni temporanee dei voli dovute alla chiusura dello spazio aereo​

Ultime novità
Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2026, 17:15 Dubai (GMT+4)
A causa delle numerose chiusure dello spazio aereo regionale, Emirates ha temporaneamente sospeso tutte le operazioni da e verso Dubai fino alle ore 15:00 (ora degli Emirati Arabi Uniti) di lunedì 2 marzo.

Avviso ai clienti

Se hai una prenotazione per viaggiare prima del 5 marzo o il 5 marzo, le tue opzioni sono:

  • Cambio prenotazione su un volo alternativo. Puoi cambiare prenotazione scegliendo un altro volo per la destinazione desiderata, con viaggio entro e non oltre il 20 marzo. Se hai prenotato il volo con un agente di viaggio, contattalo. Se hai prenotato direttamente con noi, contattaci.
  • Richiesta di rimborso. Puoi richiedere il rimborso del tuo biglietto compilando il modulo di rimborso se hai prenotato direttamente con noi. Se hai prenotato i voli con un agente di viaggio, contattalo.
Si consiglia a tutti i clienti di controllare lo stato del volo prima di recarsi in aeroporto.

I clienti interessati dalla cancellazione del volo sono pregati di contattare la propria agenzia di viaggi per effettuare una nuova prenotazione. Se la prenotazione è stata effettuata direttamente con Emirates, contattaci.

Per ricevere gli ultimi aggiornamenti, invitiamo i clienti a verificare che i propri recapiti siano corretti visitando la sezione Gestire una prenotazione

Stiamo monitorando attivamente la situazione e interagendo con le autorità competenti.

Ci scusiamo con i clienti interessati da irregolarità per qualsiasi inconveniente causato.

La sicurezza e l’incolumità dei nostri passeggeri e del nostro equipaggio sono la nostra priorità assoluta.
Di quando questo comunicato? Non certo di oggi e neppure di ieri…le cose son cambiate.
…voi zecche vi attaccate su tutto….
Linguaggio degno di chi abita in Via Napoleone III, 8 - Roma…complimenti davvero. Eja Eja!
 
https://www.esteri.it/it/sala_stamp...artiti-dalloman-con-volo-charter-per-litalia/

Gruppo di italiani trasferiti da Dubai partiti dall’Oman con volo charter per l’Italia​


É partito da Mascate un primo volo charter con 127 cittadini italiani bloccati in Oman oppure trasferiti da Dubai in Oman con assistenza della Farnesina. Ad Abu Dhabi, Dubai e in Oman ambasciate e consolati stanno lavorando per favorire il trasferimento di cittadini italiani verso aeroporti operativi della regione. La compagnia aerea Etihad sta organizzando brevi aperture anche dell’aeroporto di Abu Dhabi.
Si tratta del volo WY2147, operato da A4O-MD (B38M)
 
La mia speranza è che, tra quanto l'Iran ha già sparato ai quattro venti e quanto è stato distrutto dai bombardamenti a tappeto (che magari include anche qualche sito produttivo), le munizioni gli durino ancora poco.

Spero che anche le copiose forniture di droni alla Russia cessino per "sopravvenuti accadimenti bellici", così vediamo anche questa terribile guerra avviarsi verso la fine.
Purtroppo i russi ormai gli shahed se li fanno in casa, non so quale impatto avrà questo casino sulla guerra in ucraina, probabilmente minimale
 
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Ha fatto da solo. Determinando la discussione su un volo di Stato per andarlo a recuperare. Dicendo lui di averlo “pagato”, senza che nessuno (nè politico, nè qua dentro) gli avesse contestato l’uso. Ha fatto tutto da solo: dalla scelta della destinazione delle vacanze familiari, all’avere rifiutata la scorta, ad avere poi detto che si è incastrato un appuntamento istituzionale (la cena con l’ambasciatore italiano). Non ci fosse stata l’intera marina americana in zona, nulla da eccepire: ma a differenza mia (tua non so), lui è il Ministro della Difesa, non il primo pirla come me (non credo te).
Molto da dire per la scelta di andare per di più senza avvisare l'intelligence (che candidamente ha detto di non saperne nulla). Nulla da dire se avesse deciso di usare un volo di stato. Ma dal mio punto di vista ha fatto peggio. Ha fatto intendere di aver bonificato tre volte il costo del volo di Stato per evitare polemiche - e così lo hanno riportato i media amici. Ma se andate a leggere la dichiarazione esatta lui "ha pagato tre volte il costo per gli ospiti dei voli di Stato". Ma come credo sia palese a tutti in questo forum, qualche centinaio di euro non coprono certo il costo del volo. Il costo per gli ospiti è un di più se un familiare accompagna un'Istituzione che lo usa per ragioni di servizio non certo una copertura dei costi. Diciamo che è come chiedere ad una compagnia aerea di organizzare un charter in cui può vendere i biglietti su una solo tratta e che su quella tratta, per evitare polemiche sul costo, paghi ben 3 biglietti al costo del VOLO DI LINEA.
 
CNN 2’ fa; situazione ancora assai complessa; vedo tre o quattro voli al momento ESTIMATED da DXB per l’India e basta…

UAE intercepted 9 ballistic missiles, 6 cruise missiles and 148 drones today​



By Tala Alrajjal in Dubai

The UAE’s defense ministry said today it had intercepted nine ballistic missiles, six cruise missiles and 148 drones from Iran.

That brings the ministry’s tally of total attacks launched by Iran at the UAE since Saturday to 174 ballistic missiles, eight cruise missiles and 689 drones, making it by far the Arab Gulf country most targeted by Tehran.
 
Spero che anche le copiose forniture di droni alla Russia cessino per "sopravvenuti accadimenti bellici", così vediamo anche questa terribile guerra avviarsi verso la fine.
È da parecchio che Iran non rrifornisce più la Russia di droni. Le ha fornito i primi esemplari e poi i disegni. La Russia se li fa da sola. Costano meno. Iran glele vendeva a 200k cad
 
Su FlightRadar partiti diversi voli Emirates ma soprattutto alcuni dei voli Etihad stanno tornando quindi non era semplice riposizionameno delle macchine.
 
Alcune notizie da Dubai:
Il governo ha obbligato gli alberghi a ospitare gratuitamente gli ospiti stranieri che non hanno potuto partire a causa della chiusura degli aeroporti. La promessa è che il conto verrà saldato dallo Stato.
Oggi è stata una giornata tranquilla, gente in strada e nei mall, molti ne hanno approfittato per andare al mare.
Scuole chiuse oggi e domani, chi più invitato a lavorare in Smart working
Nei prossimi giorni è previsto maltempo (tendenzialmente da mercoledì/giovedì) per cui la ripresa dei voli potrebbe essere più complessa
 
Stiamo operando dei voli di rimpatrio per la gente bloccata qui e per gli emiratini o residenti bloccati all’estero. Una coppia che conosco da CTA ha volato su CDG e da lì torneranno giù ad Abu Dhabi.

Operazioni commerciali, al momento, rimandate al 4 marzo.