Bombardamenti israeliani in Iran


Se la mia famiglia fosse lì, avrei aperto Google Flights e cercato: Dubai - Anywhere.
E poi avrei scelto in base a destinazione e costi, e gli avrei raggiunto altrove per tornare in Italia.

Che il Ministro della Difesa usi un volo di Stato mi sembra il minimo.
 
Ah io? Ahahahah…non sono stato io a tirare in ballo Crosetto , a chiedere se sapeva, che ci faceva lì, in un forum di aviazione civile, dove si dovrebbe solo parlare di ben altro


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L’ha messa in sicurezza e lui è rientrato da solo. Dovere di padre di famiglia. Ma credo che voi zecche vi attaccate su tutto….detto ciò ti sblocco un ricordo….c’è stato un presidente del consiglio che se ne andava con la famiglia con aereo di stato a sciare!


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Nemmeno meriti una risposta.
 
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non sono stato io a tirare in ballo Crosetto

Ha fatto da solo. Determinando la discussione su un volo di Stato per andarlo a recuperare. Dicendo lui di averlo “pagato”, senza che nessuno (nè politico, nè qua dentro) gli avesse contestato l’uso. Ha fatto tutto da solo: dalla scelta della destinazione delle vacanze familiari, all’avere rifiutata la scorta, ad avere poi detto che si è incastrato un appuntamento istituzionale (la cena con l’ambasciatore italiano). Non ci fosse stata l’intera marina americana in zona, nulla da eccepire: ma a differenza mia (tua non so), lui è il Ministro della Difesa, non il primo pirla come me (non credo te).
 
Pero' dato che c'e' una situazione abbastanza incasinata, non parlerei solo delle avventure di Crosetto (che per me potevano andare a prendere gratis anche se era in amazzonia, dato che c'ha da fare in ufficio).

Che succede se la situazione si protrae per settimane o anche piu'? Il golfo e' diventato l'hub principale tra Europa e Asia, soprattutto da quando non si puo' tanto sorvolare la Russia. Poi non voglio citare gli esempi di jet di linea tirati giu' per sbaglio, ma sono tanti. Non e' igienico volare direi per mezzo mondo, ma in realta' e' piu' di meta'.

Praticamente e' tutta guerra, ci restano solo le rotte polari e quelle molto meridionali? Ma molto. Sono arrivati droni pure a Cipro che e' nella UE.

E ogni volta che c'e' una crisi o qualche raffreddore l'aviazione civile e' la prima a starnutire, e questo non e' un raffreddore.

Cioe', non abbiamo argomenti di cui parlare?
 
L’ha messa in sicurezza e lui è rientrato da solo. Dovere di padre di famiglia. Ma credo che voi zecche vi attaccate su tutto….detto ciò ti sblocco un ricordo….c’è stato un presidente del consiglio che se ne andava con la famiglia con aereo di stato a sciare!


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“Zecche”. Il modo con cui i neofascisti definivano, quando andavo io all’università, tutti quelli a sinistra di loro. Ma immagino sia stata una scelta infelice.
 
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Questo invece si é fermato a recupare qualcun’altro?


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Probabilmente interferenze al GPS
 
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Commento/chiacchera da bar del sottoscritto, basandomi solo sull'aver studiato sociologia dell'Islam, aver letto il libro di Axworthy sull'Iran e aver ascoltato i podcast di Arthur Snell: purtroppo penso che tu abbia ragione.

Non riesco a capire quale sia la strategia degli americani. Ad Israele suppongo che basti un Iran nel caos, perche' un Iran che sembra la Siria nel 2013 non ha soldi per pagare Hezbollah, o Hamas, o altri gruppi che iniziano con la H. Al regime iraniano serve sopravvivere, morto un ayatollah se ne fa un altro, l'importante e' che la cleptocrazia continui. Agli americani serve un regime change, OK, ma con chi e soprattutto come?

Concordo con te che una rivolta popolare mi sembra quantomeno remota; gli iraniani sono anche molto nazionalisti, fare il lavoro degli americani e degli israeliani non me li vedo a fare. La guardia rivoluzionaria ha tutti gli interessi a rimanere al vertice, perche' sono quelli che piu' guadagnano dall'essere al potere, e non esiste un futuro in cui guadagnino di meno di ora - o che li lasci in vita, diciamocelo. Il popolo li odiera' pure, specie dopo questo gennaio, ma non ha armi. L'esercito potrebbe combatterli, ma eddo che parliamo di guerra civile, Siria 2.0.

L'unica speranza, paradossalmente, e' che gli stati del Golfo ci mettano una pezza.
Secondo me l'idea è ripetere quanto fatto in Venezuela su larga scala. Dopo aver seccato la testa del serpente (cit.) e qualche decina di pesi massimi del regime, la proposta per quelli rimasti potrebbe tradursi in: "se tu vuoi vivere d'ora in poi lavori per noi. Altrimenti sai che ti troveremo e ti uccideremo. Se sottobanco ci mettiamo d'accordo, puoi continuare a fare la bella vita. Scegli tu".
Ormai è chiaro che grazie all'ottimo lavoro di CIA e Mossad, nessuno può dirsi al sicuro.
Non dimentichiamo che Trump resta fondamentalmente un commerciale, dal suo punto di vista può avere senso cercare di avvicinare i vertici del regime con proposte vantaggiose a livello personale.
Se chi di dovere a Teheran accettasse (ripeto, sottobanco) un'opzione del genere, forse la guerra potrebbe essere di breve durata e finire magari con una tregua di fatto permanente. Con l'Iran che accetta i colloqui su nucleare in cambio di una limata alle sanzioni. E naturalmente con gli USA che avrebbero in mano tutte le chiavi delle stanze dei bottoni. Tutto questo senza infierire più di tanto sul sistema paese, proprio come avvenuto in Venezuela.
Sarebbe sufficiente qualche zuccherino alle masse (tipo la liberazione dei prigionieri politici, ed un certo allentamento delle leggi coraniche), per cantare vittoria anche nei loro confronti.
In questo modo l'Iran, pur sconfitto militarmente (cosa peraltro inevitabile), non ne uscirebbe troppo umiliato e soprattutto rimarrebbero intatte le principali strutture di potere necessarie a garantire comunque un governo e a controllare le spinte centrifughe delle varie minoranze.
Naturalmente dovrebbe ridurre drasticamente i rapporti con Russia e soprattutto Cina, visto che da quel momento farebbe parte di quella serie di paesi ex nemici degli USA, diventati obtorto collo se non proprio amici, quanto meno meno detentori di alcuni interessi comuni.
L'alternativa per l'Iran è sparare missili fino all'esaurimento e poi aspettare giorno dopo giorno la visita dei velivoli di USA/Israele per decapitare via via tutti quelli che contano.
E' appena il caso di dire che a Trump non interessa per nulla esportare la democrazia, scusa usata in passato dai suoi predecessori. Anzi, lui per primo la ritiene un intralcio.
Il suo unico scopo è costringere in ogni modo il maggior numero possibile di paesi a negarsi alla Cina per ridurne al massimo l'espansionismo, che altrimenti nell'arco di qualche lustro arriverebbe ad insidiare l'egemonia degli USA sul resto del globo.
 
Pero' dato che c'e' una situazione abbastanza incasinata, non parlerei solo delle avventure di Crosetto (che per me potevano andare a prendere gratis anche se era in amazzonia, dato che c'ha da fare in ufficio).

Che succede se la situazione si protrae per settimane o anche piu'? Il golfo e' diventato l'hub principale tra Europa e Asia, soprattutto da quando non si puo' tanto sorvolare la Russia. Poi non voglio citare gli esempi di jet di linea tirati giu' per sbaglio, ma sono tanti. Non e' igienico volare direi per mezzo mondo, ma in realta' e' piu' di meta'.

Praticamente e' tutta guerra, ci restano solo le rotte polari e quelle molto meridionali? Ma molto. Sono arrivati droni pure a Cipro che e' nella UE.

E ogni volta che c'e' una crisi o qualche raffreddore l'aviazione civile e' la prima a starnutire, e questo non e' un raffreddore.

Cioe', non abbiamo argomenti di cui parlare?

Al momento la rotta è quella Mar Nero - Caspio - gli Stan - Cina. In alternativa Egitto - Arabia Saudita - Oman.

Nelle scorse settimane guardavo i voli e onestamente gran poca roba occidentale passava sopra l'Iran. Qualche russo, qualche compagnia low cost araba, Emirates e forse Etihad.

Più che altro, il vero problema è che 3 hub intercontinentali che muovono circa 180M di passeggeri l'anno sono attualmente fuori gioco a tempo indeterminato. E non ho contato Sharjah, Kuwait e Bahrain che valgono come Fiumicino messi insieme. Più le merci.

Giustamente qualcuno faceva notare che questo è un colpo enorme alla "brand reputation" di queste destinazioni da sempre percepite come ultra sicure. Questo l'Iran lo sà, e dato che oramai è alla frutta prova il tutto per tutto colpendo le uniche cose che interessano veramente a quei paesi: i soldi.
 
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La mia speranza è che, tra quanto l'Iran ha già sparato ai quattro venti e quanto è stato distrutto dai bombardamenti a tappeto (che magari include anche qualche sito produttivo), le munizioni gli durino ancora poco.

Spero che anche le copiose forniture di droni alla Russia cessino per "sopravvenuti accadimenti bellici", così vediamo anche questa terribile guerra avviarsi verso la fine.
 
stanno lanciando missili e droni a destra e a manca, con la scusa di colpire basi americane. E' una specie di Iran contro tutti
Proprio perché stanno lanciando a destra e a manca immagino non potranno andare avanti per molto, anche perché i loro arsenali vengono via via colpiti dalle forze nemiche. E a quel punto si potranno riaprire gli spazi aerei.
Forse un pò più ostico potrebbe rimanere il fronte Houthi, visto che quelli al momento mi sembrano un pò più parsimoniosi nello sparare missili e droni
 
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Secondo me l'idea è ripetere quanto fatto in Venezuela su larga scala. Dopo aver seccato la testa del serpente (cit.) e qualche decina di pesi massimi del regime, la proposta per quelli rimasti potrebbe tradursi in: "se tu vuoi vivere d'ora in poi lavori per noi. Altrimenti sai che ti troveremo e ti uccideremo. Se sottobanco ci mettiamo d'accordo, puoi continuare a fare la bella vita. Scegli tu".
Ormai è chiaro che grazie all'ottimo lavoro di CIA e Mossad, nessuno può dirsi al sicuro.
Non dimentichiamo che Trump resta fondamentalmente un commerciale, dal suo punto di vista può avere senso cercare di avvicinare i vertici del regime con proposte vantaggiose a livello personale.
Se chi di dovere a Teheran accettasse (ripeto, sottobanco) un'opzione del genere, forse la guerra potrebbe essere di breve durata e finire magari con una tregua di fatto permanente. Con l'Iran che accetta i colloqui su nucleare in cambio di una limata alle sanzioni. E naturalmente con gli USA che avrebbero in mano tutte le chiavi delle stanze dei bottoni. Tutto questo senza infierire più di tanto sul sistema paese, proprio come avvenuto in Venezuela.
Sarebbe sufficiente qualche zuccherino alle masse (tipo la liberazione dei prigionieri politici, ed un certo allentamento delle leggi coraniche), per cantare vittoria anche nei loro confronti.
In questo modo l'Iran, pur sconfitto militarmente (cosa peraltro inevitabile), non ne uscirebbe troppo umiliato e soprattutto rimarrebbero intatte le principali strutture di potere necessarie a garantire comunque un governo e a controllare le spinte centrifughe delle varie minoranze.
Naturalmente dovrebbe ridurre drasticamente i rapporti con Russia e soprattutto Cina, visto che da quel momento farebbe parte di quella serie di paesi ex nemici degli USA, diventati obtorto collo se non proprio amici, quanto meno meno detentori di alcuni interessi comuni.
L'alternativa per l'Iran è sparare missili fino all'esaurimento e poi aspettare giorno dopo giorno la visita dei velivoli di USA/Israele per decapitare via via tutti quelli che contano.
E' appena il caso di dire che a Trump non interessa per nulla esportare la democrazia, scusa usata in passato dai suoi predecessori. Anzi, lui per primo la ritiene un intralcio.
Il suo unico scopo è costringere in ogni modo il maggior numero possibile di paesi a negarsi alla Cina per ridurne al massimo l'espansionismo, che altrimenti nell'arco di qualche lustro arriverebbe ad insidiare l'egemonia degli USA sul resto del globo.

E' lo scenario che propongono anche Charlie Gammell e Arthur Snell nell'ultimo podcast di quest'ultimo (Behind the lines - uscito oggi; entrambi sono ex-diplomatici del ministero degli esteri inglese, e Gammell ha lavorato a lungo in Iran).

La domanda che si pongono e'... se funzionerebbe. Facevano l'esempio di Rafsanjani, se non ricordo male e non scrivo peggio, ma la domanda che si poneva Gammell era la legittimita' di un'idea del genere nel contesto iraniano e dell'opposizione interna; non dalla "sinistra progressista" (quelli che protestano) ma dalla destra reazionaria.

Non ricordo piu' il nome del personaggio, ma a quanto pare nelle ultime elezioni, quelle che hanno visto la vittoria di Pasishkian o comesichiama, c'e' stato un oltranzista che ha preso 11 milioni di voti. A significare che c'e' uno zoccolo duro di persone, nel paese, che e' comunque pro- rivoluzione e, soprattutto, pro-ideali di Khomeini. Questi ideali sono stati traditi da una classe dirigente che e' vista come cleptocratica, corrotta, incapace e quant'altro. La soluzione che tu proponi, dice il buon Gammell, si apre a una critica da quel lato dell'agone politico e quel lato ha le armi.
 
Ma la domanda seria è: ma il ministro della Difesa villeggiava a Dubai senza avvertire i Servizi Segreti?
Ma soprattutto: Di Maio, “inviato speciale della Ue nel Golfo" ne sapeva qualcosa???

Di Maio, di parte politica avversa a Crosetto, ha sapientemente taciuto tutte le informazioni in suo possesso: fa tutto parte di un ampio e articolato piano dai risvolti inaspettati, che ci lascerà tutti di stucco. Uno dei possibili esiti è l'ascesa di Giggino a nuova Guida Suprema dell'Iran, sfruttando abilmente il vuoto di potere appena formatosi.
 
Ultima modifica:
Intanto da Muscat cominciano a decollare voli oman air per l'europa tra cui Roma.
Mi chiedo volano in totale sicurezza o e' un azzardo!