Aeroporto di Firenze: aggiornamenti e novità


Era il momento in cui gli industriali pratesi facevano fuoco e fiamme per avere l'aeroporto, mentre Firenze nicchiava.
Oggi Prato è no-aeroporto ... (e no industriali, solo pronto moda nelle mani dei cinesi)
 
  • Like
Reactions: BrunoFLR
Ma mi chiedo: è proprio necessaria la 2nda pista? Non sarebbe meglio fare una pausa di riflessione? Secondo me la decisione è stata presa troppo velocemente


Sent from my iPhone using Tapatalk
La velocità con la quale è stata realizzata la terza pista di LHR ha scatenato polemiche a non finire tra PSA e FLR così hanno accelerato al massimo i tempi
 
Nubi all'orizzone sul progetto di rifacimento dell'aeroporto.


Articolo sotto paywall. In breve: il decreto VIA.VAS contiene una prescrizione pesantissima, la richiesta di un parere vincolante da parte della Commissione Europea. La legge europea prevede che per le aree tutelate da un punto di vista naturalistico, e la Piana lo è, se sono previste opere che impattino su di esse è necessario che ci siano motivi imperativi di interesse pubblico e sono richieste opere compensative. Il tutto è oggetto di notifica alla Commissione. Se poi nei siti si trovano habitat di specie animali ritenute prioritarie, allora il parere della Commissione diventa vincolante e non basta la sola notifica. Per Toscana aeroporti e per l'ENAC non ci sono habitat primari a Peretola, per il ministero -non si sa perché- si: quindi deve pronunciarsi Bruxelles, con tempi che possono arrivare a due anni. Quali siano gli hanitat primari non è detto nel decreto del miinistero.
Ovviamente, senza questo parere vincolante è inutile avviare la conferenza dei servizi. In più c'è da vedere l'esito delle impugnative davanti al TAR proposte dai comuni, dall'università di Firenze e -sembra- anche dall'Unipol (ritorniamo ai tempi di Occhetto e dello stop imposto dal PCI negli anni '80?).

La premessa è che la Piana dal 1700 è stata oggetto di interventi umani; oggi ha ben poco di naturale, anche nelle aree ancora libere da costruzioni. L'Università di Fienze se la prende perché asserisce che il rumore e le vibrazioni impatteranno sul polo scientifico, posto immediatamente a nord della futura pista, ma nulla eccepisce in tema naturalistico. I comuni si riempiono la bocca di ambiente ambiente ambiente, quando hanno già autorizzato costruzioni a man salva, senza aver preventivamente regimato quello che viene definito "reticolo idrografico minore" e smaniano per aver mano libera per costruire ancora: vero, compagni sindaci di Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino? Intanto gli abitanti di Peretola e Brozzi continuano a sorbirsi il passaggio di aerei a bassa quota.
 
Secondo me, questa è la volta del "o la va o la spacca".
Spero solo che, nel caso "la spacca", siano conseguenti e la politica abbia il coraggio di chiudere l'aeroporto. Così com'è serve a ben poco, quasi nulla.
Mi dispiace esprimermi in questi termini, ma non vedo altre vie d'uscita.
 
Film che si ripete. Per due stagni artificiali (è bene precisarlo), serve il parere della commissione europea (!!!). Parere che può impiegare 2 anni per essere espresso. Follia.

Nel frattempo, i vari comitati del no, a braccetto con costruttori/investitori/immobiliaristi fanno il loro gioco.
Guardate un po' online i vari articoli su una curiosa vicenda nei dintorni di Prato. Un terreno agricolo, valutato circa 280.000 euro, dopo un cambio di destinazione d'uso ad hoc (ovviamente, da agricolo a edificabile) è schizzato ad oltre 7 milioni di euro di valore.

Ripeto: terreno agricolo da 280.000 euro > terreno edificabile da oltre 7 milioni. E non è certo mancato il mega imprenditore cinese pronto a costruirci capannoni su capannoni.

Di esempi come questo, in tutta la piana, non si contano. Capite perchè son contrari all'aeroporto?
L'ambiente, i fenicotteri, i rospi smeraldini e le salamandre sono solo un pretesto.

 
Tanto per aggiungere acqua al mare dell'ottimo intervento di Michele

Quando ero bambino, la Piana era praticamente libera da costruzioni tra Firenze e Prato. Non era un parco e non era neanche coltivata.
Facendo l'autostrada Firenze-Mare sessant'anni fa, si trovavano un paio di case coloniche tra l'origine dell'autostrada (limitrofa alla testata 5 della pista) e lo svincolo di Firenze Nord, poi tutti campi a destra e a sinistra. I primi capannoni vennero costruiti negli anni '60 sul territorio di Sesto Fiorentino a sid dell'A11 nella zona dove oggi c'è l'IKEA. Tra le uscite di Firenze Nord e Prato lato sud si vedeva a distanza di un chilometro l'abitato di Campi Bisenzio; a nord, più distanti sotto la collina, le case lungo la strada Firenze-Sesto-Prato. Tutte le costruzioni attuali (l'ex Conte of Lorence, l'ex GKN, il multisala Uci Cinemas, la Leonardo ex Galileo, Patrizia Pepe, il centro commerciale I Gigli) che insistono sul terrritorio comunale di Campi Bisenzio sull'asse viario Mezzana-Perfetti RIcasoli sono più recenti.
A Sesto Fiorentino le costruzioni "sotto verga" (a sud della ferrovia Firenze Prato) si estendevano a Quinto Basso (zona di Zambra, tra Castello e Sesto) ed all'altezza della stazione di Sesto, . La zona dell'attuale polo scientifico dell'Università fiorentina e dell'adiacente zona residenziale sono ben più recenti, a cavallo del '2000. Idem dicasi le costruzioni a carattere industriale nella zona del Padule tra la ferrovia e l'asse Mezzana-Perfetti Ricasoli. Anche qui, in via Sandro Pertini, una volta c'erano costruzioni rurali. Sulla ferrovia, una volta passata la stazione di Sesto, c'erano campi senza costruzioni; si rivedevano le case dalla stazione di Calenzano in avanti verso Prato. oggi non c'è più quasi soluzione di continuità tra Firenze e Prato, se non sono zone abitate sono zone industriali o commerciali.
La regimazione idraulica della Piana inizia nel sedicesimo secolo (stiamo parlando dei Medici) con il Fosso Reale. Il grosso degli interventi data dall' '800 in poi. Tuttavia la Piana è rimasta disabitata e incolta, con zone di acqua stagnante ma non definibile come palude in senso stretto perché il terreno un minimo di pendenza la ha. Il lago di Peretola è stato scavato per attrarre selvaggina a scopi venatori negli anni '70. Anche le piante intorno al lago sono state messe a dimora in tale epoca, come le piante nella zona del parco Chico Mendes a Campi Bisenzio. Insomma, si tratta di ambienti in cui l'intervento umano è stato essenziale ed impattante. I fenicotteri si sono cominciati a vedere negli anno '90 così come il resto dell'avifauna di passo .che trova spazio anche nell'oasi di Focognano e nei laghetti dei Renai di Signa (in quest'ultima area sono preiste opere di compensazione per il lago di Peretola).

Sesto Fiorentino i porcai urbanistici li ha fatti: disponeva della zona dell'Osmannoro, ben distante dall'abitato, e la zona industriale la ha messa li. Se la zona era di pregio naturalistico, perché quelle costruzioni nel miglior stile quartiere dormitorio vicino al polo universitario? Ci sono poi due aree appetibili per costruire nel comune: la fabbrica Richard Ginori e il Cartonificio Fiorentino, entrambe contigue alla stazione ferroviaria: nella prima la speculazione è stata bloccata, nella seconda vediamo gli eventi. Calenzano non si capisce perché sia intervenuta: il territorio comunale non è toccato dall'aeroporto e le zone sorvolate di questo comune sono indistriali e commerciali. Campi Bisenzio -altro comune in cui la speculazione edilizia voleva stravolgere il territorio, fortunatamente bloccata- è l'inico che sarebbe impattato dai sorvoli in decollo ed in atterraggio, ma salvo la zona di Capalle è distante dall'asse pista. Quanto all'Unipol (già Fondiaria) non si ha idea di cosa voglia farci dei terreni e oerché si sia svegliata ora. Ma il colmo è l'universitò di Firenze che sta facendo fuoco e fiamme con la rettrice Petrucci (bene fare nomi e cognomi) perché vuole quattrini: dichiarazione di ieri all'inaugurazione dell'anno accademico "E chiedo un tavolo con le istituzioni per discutere di un indennizzo".

Non vogliamo fare l'aeroporto? Benissimo, ma non prendiamoci in giro con motivazioni pretestuose.
 
300 minuti di applausi e di ola.
Non potevi descrivere meglio questo quadro generale che anch'io ho vissuto. Da cinquant'anni e più l'interesse palazzinaro di pochi prevale sugli interessi di molti.
Iniziando dalla cancellazione del progetto San giorgio a Colonica.
Aggiungo che l'impatto del rumore sulla popolazione con la nuova pista sarebbe infinitamente minore dell'attuale sia per quantità dello stesso che per numero di persone colpite.
Su Brozzi-via pratese in atterraggio sorvoli da 100 a 50 metri, su Capalle, ben meno popolata, saresti sui 300.
 
  • Like
Reactions: FLRprt