Tanto per aggiungere acqua al mare dell'ottimo intervento di Michele
Quando ero bambino, la Piana era praticamente libera da costruzioni tra Firenze e Prato. Non era un parco e non era neanche coltivata.
Facendo l'autostrada Firenze-Mare sessant'anni fa, si trovavano un paio di case coloniche tra l'origine dell'autostrada (limitrofa alla testata 5 della pista) e lo svincolo di Firenze Nord, poi tutti campi a destra e a sinistra. I primi capannoni vennero costruiti negli anni '60 sul territorio di Sesto Fiorentino a sid dell'A11 nella zona dove oggi c'è l'IKEA. Tra le uscite di Firenze Nord e Prato lato sud si vedeva a distanza di un chilometro l'abitato di Campi Bisenzio; a nord, più distanti sotto la collina, le case lungo la strada Firenze-Sesto-Prato. Tutte le costruzioni attuali (l'ex Conte of Lorence, l'ex GKN, il multisala Uci Cinemas, la Leonardo ex Galileo, Patrizia Pepe, il centro commerciale I Gigli) che insistono sul terrritorio comunale di Campi Bisenzio sull'asse viario Mezzana-Perfetti RIcasoli sono più recenti.
A Sesto Fiorentino le costruzioni "sotto verga" (a sud della ferrovia Firenze Prato) si estendevano a Quinto Basso (zona di Zambra, tra Castello e Sesto) ed all'altezza della stazione di Sesto, . La zona dell'attuale polo scientifico dell'Università fiorentina e dell'adiacente zona residenziale sono ben più recenti, a cavallo del '2000. Idem dicasi le costruzioni a carattere industriale nella zona del Padule tra la ferrovia e l'asse Mezzana-Perfetti Ricasoli. Anche qui, in via Sandro Pertini, una volta c'erano costruzioni rurali. Sulla ferrovia, una volta passata la stazione di Sesto, c'erano campi senza costruzioni; si rivedevano le case dalla stazione di Calenzano in avanti verso Prato. oggi non c'è più quasi soluzione di continuità tra Firenze e Prato, se non sono zone abitate sono zone industriali o commerciali.
La regimazione idraulica della Piana inizia nel sedicesimo secolo (stiamo parlando dei Medici) con il Fosso Reale. Il grosso degli interventi data dall' '800 in poi. Tuttavia la Piana è rimasta disabitata e incolta, con zone di acqua stagnante ma non definibile come palude in senso stretto perché il terreno un minimo di pendenza la ha. Il lago di Peretola è stato scavato per attrarre selvaggina a scopi venatori negli anni '70. Anche le piante intorno al lago sono state messe a dimora in tale epoca, come le piante nella zona del parco Chico Mendes a Campi Bisenzio. Insomma, si tratta di ambienti in cui l'intervento umano è stato essenziale ed impattante. I fenicotteri si sono cominciati a vedere negli anno '90 così come il resto dell'avifauna di passo .che trova spazio anche nell'oasi di Focognano e nei laghetti dei Renai di Signa (in quest'ultima area sono preiste opere di compensazione per il lago di Peretola).
Sesto Fiorentino i porcai urbanistici li ha fatti: disponeva della zona dell'Osmannoro, ben distante dall'abitato, e la zona industriale la ha messa li. Se la zona era di pregio naturalistico, perché quelle costruzioni nel miglior stile quartiere dormitorio vicino al polo universitario? Ci sono poi due aree appetibili per costruire nel comune: la fabbrica Richard Ginori e il Cartonificio Fiorentino, entrambe contigue alla stazione ferroviaria: nella prima la speculazione è stata bloccata, nella seconda vediamo gli eventi. Calenzano non si capisce perché sia intervenuta: il territorio comunale non è toccato dall'aeroporto e le zone sorvolate di questo comune sono indistriali e commerciali. Campi Bisenzio -altro comune in cui la speculazione edilizia voleva stravolgere il territorio, fortunatamente bloccata- è l'inico che sarebbe impattato dai sorvoli in decollo ed in atterraggio, ma salvo la zona di Capalle è distante dall'asse pista. Quanto all'Unipol (già Fondiaria) non si ha idea di cosa voglia farci dei terreni e oerché si sia svegliata ora. Ma il colmo è l'universitò di Firenze che sta facendo fuoco e fiamme con la rettrice Petrucci (bene fare nomi e cognomi) perché vuole quattrini: dichiarazione di ieri all'inaugurazione dell'anno accademico "E chiedo un tavolo con le istituzioni per discutere di un indennizzo".
Non vogliamo fare l'aeroporto? Benissimo, ma non prendiamoci in giro con motivazioni pretestuose.