Thread ITA Airways 2026


Al momento della messa in amministrazione straordinaria il
Gruppo Alitalia deteneva il 100% delle azioni di Challey Ltd che a sua volta aveva il possesso del 100% delle azioni di APC Ltd e Subh Ltd.
A quest’ultima facevano capo 12 sussidiarie (APC 1 - 2 - 3 e così via fino a 12).
Alcune di queste società irlandesi avevano sottoscritto dei contratti di finanziamento assistiti da garanzie con pegno sulle proprie azioni.
APC Ltd e APC in 12 avevano in essere contratti di finanziamento con DVB Bank e PK AirFinance società del gruppo GECAS.
APC 12 aveva 21 aerei di proprietà
APC 1 4 e 5 ne avevano uno.
APC 11 ne aveva 4.
 
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Scusate, facciamo un filo di ordine sul passaggio da AZ a ITA, distinguendo tre situazioni tipiche
A) a/m di proprietà della compagnia. Generalmente tutti utilizzati come collateral per finanziamenti a lungo termine. A seconda delle condizioni contrattuali di erogazione del finanziamento, la cessione del bene avrebbe comportato l’immediata escussione della garanzia o, in caso di accettazione del creditore, il trasferimento del debito a carico della newCo. Nel caso (non improbabile) di un valore del finanziamento superiore al valore di realizzo del bene, la situazione finanziaria dell’acquirente sarebbe stata negativa.
B) a/m di proprietà della APC irlandesi. Anche in questo caso esistevano finanziamenti garantiti, in questo caso da azioni delle APC. Essendo gli a/m gli unici beni delle APC, in questo caso il richiamo della garanzia avrebbe comportato l’acquisizione indiretta degli aeromobili da parte dei finanziatori. Anche qui bisognerebbe conoscere le condizioni contrattuali, ma in ogni caso le clausole standard di finanziamento prevedono la decadenza dal beneficio del termine (bisogna saldare il conto) in caso di cambio di proprietà delle APC
C) a/m di proprietà di società di leasing terze. In questo caso la cessione del contratto non è mai automatica ed occorre valutare le condizioni del finanziamento (non ho voglia di andare a cercare, ma ricordo pagine e pagine di insulti ad Alitalia perché pagava camini troppo alti)
 
Scusate, facciamo un filo di ordine sul passaggio da AZ a ITA, distinguendo tre situazioni tipiche
A) a/m di proprietà della compagnia. Generalmente tutti utilizzati come collateral per finanziamenti a lungo termine. A seconda delle condizioni contrattuali di erogazione del finanziamento, la cessione del bene avrebbe comportato l’immediata escussione della garanzia o, in caso di accettazione del creditore, il trasferimento del debito a carico della newCo. Nel caso (non improbabile) di un valore del finanziamento superiore al valore di realizzo del bene, la situazione finanziaria dell’acquirente sarebbe stata negativa.
B) a/m di proprietà della APC irlandesi. Anche in questo caso esistevano finanziamenti garantiti, in questo caso da azioni delle APC. Essendo gli a/m gli unici beni delle APC, in questo caso il richiamo della garanzia avrebbe comportato l’acquisizione indiretta degli aeromobili da parte dei finanziatori. Anche qui bisognerebbe conoscere le condizioni contrattuali, ma in ogni caso le clausole standard di finanziamento prevedono la decadenza dal beneficio del termine (bisogna saldare il conto) in caso di cambio di proprietà delle APC
C) a/m di proprietà di società di leasing terze. In questo caso la cessione del contratto non è mai automatica ed occorre valutare le condizioni del finanziamento (non ho voglia di andare a cercare, ma ricordo pagine e pagine di insulti ad Alitalia perché pagava camini troppo alti)
I pegni sulle azioni della società irlandesi furono immediatamente esercitati all'entrata in A.S.
Mi meraviglio che si continua a perdere tempo su disquisizioni su B777 maggiorenni e su una manciata di Embraer che praticamente nessuna compagnia simile ad AZ in Europa utilizza.
Tantopiù che sappiamo benissimo che la questione è squisitamente a fruizione di polemiche di natura sindacale con annessi e connessi.
AZ in A.S. dopo l'escussione dei pegni aveva rimasto una manciata di aerei di proprietà (basta che andate a vedere cosa è andato all'asta) e di pressoché nullo interesse vuoi per anzianità, vuoi per macchine spaiate.
ITA nei limiti concessi ha preso in leasing direttamente dai lessor che sono stati disponibili a contrattare o attraverso AZ in A.S. per quelli che non hanno contrattato e sono rimasti in leasing ad AZ in A.S. macchine A320 family delle varie versioni. Piano piano le stanno portando a fine leasing (12 anni o 12+6 anni) e sostituendole con macchine nuove. Consideriamo che le macchine ex AP (quelle ex AZ LAI sono ben oltre i 20 anni di anzianità) stanno arrivando quasi tutte alla maggiore età. Non hanno dismesso A320 family di 5-6 anni, ma stanno dismettendo macchine di 18 anni.
Insomma è una polemica basata sul nulla, come sul nulla pensare di reperire macchine spaiate sul mercato e riconfigurarle pesantemente per uniformarle alle altre. Hanno preso le macchine ex AZ utilizzabili in un piano flotta di rinnovamento sensato. LH fino al passaggio al 90% non da l'ok alla JV, figuriamoci se forniva macchine dai suoi ordini quando non ne ha sufficienti nemmeno per se.
La questione con PW sarà questione di avvocati del Gruppo LH (anche Swiss ha i suoi problemi ad esempio) per il futuro.
 
@Farfallina
Mi permetto di dubitare che nessuna compagnia paragonabile ad AZ utilizzi gli Embraer. Il gruppo LH li ha spostati (o li sta spostando) su EN, LX ha Helvetic, TAP li usa, LOT li usa. Non entro nel merito se ITA avesse fatto bene o male a non prendere gli Embraer, per poi fare il wet lease di aerei in grado di atterrare a LCY.
 
@Farfallina
Mi permetto di dubitare che nessuna compagnia paragonabile ad AZ utilizzi gli Embraer. Il gruppo LH li ha spostati (o li sta spostando) su EN, LX ha Helvetic, TAP li usa, LOT li usa, KL li usa ma non è paragonabile ad AZ. Non entro nel merito se ITA avesse fatto bene o male a non prendere gli Embraer, per poi fare il wet lease di aerei in grado di atterrare a LCY.
 
@Farfallina
Mi permetto di dubitare che nessuna compagnia paragonabile ad AZ utilizzi gli Embraer. Il gruppo LH li ha spostati (o li sta spostando) su EN, LX ha Helvetic, TAP li usa, LOT li usa. Non entro nel merito se ITA avesse fatto bene o male a non prendere gli Embraer, per poi fare il wet lease di aerei in grado di atterrare a LCY.

Aggiungiamoci anche Finnair, Air France, BA, e se poi ci si sposta sull'altro lato dell'Atlantico e' una festa. Poi non si parlava solo di quelli, ma Farfallina purtroppo fa finta di non capire.

B) a/m di proprietà della APC irlandesi. Anche in questo caso esistevano finanziamenti garantiti, in questo caso da azioni delle APC. Essendo gli a/m gli unici beni delle APC, in questo caso il richiamo della garanzia avrebbe comportato l’acquisizione indiretta degli aeromobili da parte dei finanziatori. Anche qui bisognerebbe conoscere le condizioni contrattuali, ma in ogni caso le clausole standard di finanziamento prevedono la decadenza dal beneficio del termine (bisogna saldare il conto) in caso di cambio di proprietà delle APC

Ricapitolando, quindi: come spiega il buon leerit di cui sotto, Challey era detenuta da CAI al 100% e quest'ultima, tramite altre societa' irlandesi, aveva finanziamenti con GECAS per gli aerei (in toto?in parte?). Di conseguenza, se ITA prende da CAI un aereo gestito da Challey, e se quest'ultimo e' finanziato da un prestito con GECAS, allora ITA si "accolla" il debito, corretto?

Al momento della messa in amministrazione straordinaria il
Gruppo Alitalia deteneva il 100% delle azioni di Challey Ltd che a sua volta aveva il possesso del 100% delle azioni di APC Ltd e Subh Ltd.
A quest’ultima facevano capo 12 sussidiarie (APC 1 - 2 - 3 e così via fino a 12).
Alcune di queste società irlandesi avevano sottoscritto dei contratti di finanziamento assistiti da garanzie con pegno sulle proprie azioni.
APC Ltd e APC in 12 avevano in essere contratti di finanziamento con DVB Bank e PK AirFinance società del gruppo GECAS.
APC 12 aveva 21 aerei di proprietà
APC 1 4 e 5 ne avevano uno.
APC 11 ne aveva 4.
 
Ultima modifica:
@Farfallina
Mi permetto di dubitare che nessuna compagnia paragonabile ad AZ utilizzi gli Embraer. Il gruppo LH li ha spostati (o li sta spostando) su EN, LX ha Helvetic, TAP li usa, LOT li usa. Non entro nel merito se ITA avesse fatto bene o male a non prendere gli Embraer, per poi fare il wet lease di aerei in grado di atterrare a LCY.
Lufthansa non ha E175 e in tutto il gruppo sotto ai 100 posti sono rimasti solo una ventina di CRJ900 a Cityline. In generale stanno dismettendo le macchine sotto i 100 posti.
Se ci si guarda un po' tutte stanno dismettendo le macchine sotto i 100 posti, non fossero macchine ammortizzate da anni ormai le avrebbero eliminate tutte. Fossero stati 15 E190 potevano decidere di non prendere gli A220-100 e prendere quelli (rinunciando alle sinergie con l'A220-300), ma gli E175 non erano appetibili in leasing e pure costoso.
JE ha detto chiaramente che AZ non opererà anche in futuro macchine Regional. Poi ovviamente da genio a scemo in AZ si fa presto, basta non accontentare taluni...
 
Ultima modifica:
Aggiungiamoci anche Finnair, Air France, BA, e se poi ci si sposta sull'altro lato dell'Atlantico e' una festa. Poi non si parlava solo di quelli, ma Farfallina purtroppo fa finta di non capire.



Ricapitolando, quindi: come spiega il buon leerit di cui sotto, Challey era detenuta da CAI al 100% e quest'ultima, tramite altre societa' irlandesi, aveva finanziamenti con GECAS per gli aerei (in toto?in parte?). Di conseguenza, se ITA prende da CAI un aereo gestito da Challey, e se quest'ultimo e' finanziato da un prestito con GECAS, allora ITA si "accolla" il debito, corretto?
No, non hai capito nulla. Le varie società irlandesi sono diventate di proprietà dei vari finanziatori appena AZ dichiarò di entrare in A.S. I vari finanziatori escussero subito il pegno sulle quote delle società.
Comunque mettiti in pace con te stesso, hanno preso gli Airbus che servivano e man mano che sono andati in scadenza i leasing (i più ai 18 anni di età e alcune hanno passato ampiamente i 20 e li passeranno per la questione di PW) li stanno sostituendo con macchine nuove. Gli A332 sono le uniche macchine che prevedendo una futura espansione della flotta di WB potevano essere rinnovate a nuovi prezzi ridotti. Purtroppo quando hanno pensato di rinnovare i leasing non si sono accordati. Delle macchine ex AZ sono le uniche più difficili da sostituire essendoci penuria di WB sul mercato e quindi con canoni di leasing sensati.
 
[omissis]


Ricapitolando, quindi: come spiega il buon leerit di cui sotto, Challey era detenuta da CAI al 100% e quest'ultima, tramite altre societa' irlandesi, aveva finanziamenti con GECAS per gli aerei (in toto?in parte?). Di conseguenza, se ITA prende da CAI un aereo gestito da Challey, e se quest'ultimo e' finanziato da un prestito con GECAS, allora ITA si "accolla" il debito, corretto?
È un filo più complesso. Nel momento in cui Alitalia risulta insolvente o comunque avvia la procedura concirsuale, chi ha erogato il finanziamento (potrebbe essere una banca) escute la garanzia e si intesta le azioni della APC. A questo punto la banca proprietaria dell’aereo (rectius, della società che possiede l’aereo) cerca di massimizzare il valore attuale dei flussi di cassa quindi può vendere o noleggiare l’a/m a seconda di cosa sia conveniente. ITA è semplicemente uno dei possibili acquirenti/conduttori. Ovviamente se chi acquista l’a/m non “salda il conto” ma si fa finanziare, dovrà a sua volta fornire una garanzia
 
Lufthansa non ha E175 e in tutto il gruppo sotto ai 100 posti sono rimasti solo una ventina di CRJ900 a Cityline. In generale stanno dismettendo le macchine sotto i 100 posti.
Se ci si guarda un po' tutte stanno dismettendo le macchine sotto i 100 posti, non fossero macchine ammortizzate da anni ormai le avrebbero eliminate tutte. Fossero stati 15 E190 potevano decidere di non prendere gli A220-100 e prendere quelli (rinunciando alle sinergie con l'A220-300), ma gli E175 non erano appetibili in leasing e pure costoso.
JE ha detto chiaramente che AZ non opererà anche in futuro macchine Regional. Poi ovviamente da genio a scemo in AZ si fa presto, basta non accontentare taluni...
Farfallina, non cambiare le carte in tavola. Tu avevi genericamente citato gli Embraer. LH secondo me non fa molto testo perché le macchine Regional sono operate da altre linee aeree (LH CItyline, Helvetica, Air Dolomiti) che costituiscono di fatto un modello simile alle major americane con i Regional operati da un'altra compagnia sotto il marchio XXXX Express. Secondo me, in Italia ci sarebbe il mercato per una ITA regional che faccia voli dove la flotta ITA attuale è troppo grande, ma che comunque non hanno un'alternativa di superficie (treno o bus) comoda (per esempio, TRS-LIN dove il Trieste-Mestre è ancora una tratta piuttosto lenta)
 
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No, non hai capito nulla.

Comunque mettiti in pace con te stesso

Ci siamo svegliati con la luna storta Farfalli'? Tutto questo acidume ti fa male.

È un filo più complesso. Nel momento in cui Alitalia risulta insolvente o comunque avvia la procedura concirsuale, chi ha erogato il finanziamento (potrebbe essere una banca) escute la garanzia e si intesta le azioni della APC. A questo punto la banca proprietaria dell’aereo (rectius, della società che possiede l’aereo) cerca di massimizzare il valore attuale dei flussi di cassa quindi può vendere o noleggiare l’a/m a seconda di cosa sia conveniente. ITA è semplicemente uno dei possibili acquirenti/conduttori. Ovviamente se chi acquista l’a/m non “salda il conto” ma si fa finanziare, dovrà a sua volta fornire una garanzia

Grazie, gentilissimo. Questo il caso qualora l'APC abbia, al momento dell'insolvenza, un finanziamento per l'aereo. Nel caso in cui, invece, l'aereo fosse completamente di proprieta' di Challey o chi per loro come funzionerebbe?
 
Non c’erano obblighi su quali aerei prendere, quali tenere, quali prendere nuovi e quali prendere vecchi. ITA, e il governo italiano, dicevano che avrebbero investito in aerei nuovi per avere una riduzione dei consumi del 17% (numero altino IMHO ma vabbè). Ciononostante, nessuno dei commitments fatti propri dalla Commissione obbligava l’Italia e ITA a fare quanto fatto.

... se il numero massimo di aerei consentiti da prelevare dallo “stock” di AZ era 52, perchè ne rimangono solo 26 (o giú di lì) in flotta? Alla fin fine i 32S erano tra i CEO più moderni, io dubito altamente che il vantaggio tra un CFM56 ultima serie e un PW del neo sia veramente del quasi 20%.
Mi devo autocitare perché è un concetto davvero rilevante: quel documento è il risultato finale di un processo negoziale.

Nelle procedure di State Aid c’è sempre una fase (anche lunga) di confronti informali e di pre-notifica tra Commissione e Stato membro, con scambi di osservazioni, modifiche e controproposte, fino ad arrivare a una versione condivisa del piano.

L’atto di notifica finale della Commissione — il cui contenuto è già completamente condiviso dalle parti — è quindi solo un documento formale, dal quale NON si può dedurre il contenuto del lungo carteggio intercorso in precedenza, che ha portato alla definizione del piano industriale in funzione di ciò che la DGComp era disposta ad autorizzare.

Possiamo però provare a ricostruire quanto avvenuto alla luce degli strumenti a disposizione dell’UE in materia di recupero degli aiuti di Stato illegali e delle numerose dichiarazioni pubbliche delle parti coinvolte durante la fase di pre-notifica (basti pensare a quante volte la Vestager ha insistito sul tema della flotta nuova e “green”): ciò che è stato autorizzato appare del tutto coerente con questo quadro.

Se è stato costruito un determinato perimetro aziendale con certe caratteristiche, è perché queste rispettavano, a giudizio della Commissione, gli elementi rilevanti per valutare l’eventuale continuità economica tra le imprese:

i) oggetto del trasferimento (attivi e passivi, forza lavoro, management);
ii) prezzo del trasferimento;
iii) identità degli azionisti;
iv) momento del trasferimento;
v) logica economica dell’operazione.

Per quanto riguarda la flotta, mi soffermerei in particolare sul primo e sul quinto punto, anche alla luce degli elementi portati da Paolo_61: la Commissione ha valutato le alternative industriali e ha autorizzato ITA ad operare in un certo modo, ritenendo — a torto o a ragione — che fosse la soluzione più coerente.
Capisco la tua risposta e la trovo logica, anche se ancora non mi tornano tutti i conti: come potevano sapere che nel giro di breve avrebbe avuto aerei di ultima generazione, in cospicuo numero laddove la domanda era molto tesa? Ovvero la commissione europea aveva approvato tutto ciò con abbondante anticipo, come poteva essere certa che AZ newCo avrebbe avuto questi aerei nuovi? Non poteva prenderli in leasing usati dal miglior offerente (la parte eccedente il 50%)?
Sto cercando di capire, non voglio semplicemente questionare le tue affermazioni, quindi ti ringrazio per le risposte!
Durante la lunga fase di interlocuzione tra ITA e Commissione Europea, l’impresa italiana ha lavorato in parallelo anche sul piano industriale, interloquendo con i lessor e con Airbus e Boeing per costruire scenari concreti di rinnovo flotta.

Questi elementi erano parte del confronto con la Commissione: quando si arriva alla decisione finale, quindi, non si ragiona su ipotesi astratte, ma su una strategia già esplorata e ritenuta credibile anche alla luce della disponibilità di aeromobili e delle tempistiche di mercato.

Come scrivevo sopra, si è quindi arrivati a ritenere che la traiettoria poi effettivamente intrapresa fosse, nelle condizioni date, la più coerente.
 
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Ci siamo svegliati con la luna storta Farfalli'? Tutto questo acidume ti fa male.



Grazie, gentilissimo. Questo il caso qualora l'APC abbia, al momento dell'insolvenza, un finanziamento per l'aereo. Nel caso in cui, invece, l'aereo fosse completamente di proprieta' di Challey o chi per loro come funzionerebbe?
Nella assai improbabile ipotesi di una APC senza indebitamento, le azioni sarebbero parte dell’attivo della società capogruppo (Alitalia) e i Commissari avrebbero l’obbligo legale di massimizzare i flussi di cassa da utilizzare per soddisfare i creditori chirografari. In altre parole dovrebbero individuare la migliore opportunità sia in termini di valore sia in termini di tempo (questo ovviamente non valorizzando un ramo d’azienda, cioè un insieme organizzato di beni e servizi - compreso il relativo personale - che sarebbe la soluzione privilegiata dall’attuale legge fallimentare. Nel caso Alitalia questo non era possibile perché andava rispettato il concetto di discontinuità, l’esatto opposto della continuità di un ramo d’azienda)
 
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Farfallina, non cambiare le carte in tavola. Tu avevi genericamente citato gli Embraer. LH secondo me non fa molto testo perché le macchine Regional sono operate da altre linee aeree (LH CItyline, Helvetica, Air Dolomiti) che costituiscono di fatto un modello simile alle major americane con i Regional operati da un'altra compagnia sotto il marchio XXXX Express. Secondo me, in Italia ci sarebbe il mercato per una ITA regional che faccia voli dove la flotta ITA attuale è troppo grande, ma che comunque non hanno un'alternativa di superficie (treno o bus) comoda (per esempio, TRS-LIN dove il Trieste-Mestre è ancora una tratta piuttosto lenta)
Perdona, con Scarab parlavamo della flotta di E175 da post indietro.
 
Grazie, gentilissima. Questo il caso qualora l'APC abbia, al momento dell'insolvenza, un finanziamento per l'aereo. Nel caso in cui, invece, l'aereo fosse completamente di proprieta' di Challey o chi per loro come funzionerebbe?
I due lessor che avevano pegni li hanno escussi appena AZ SAI entrò in A.S., le macchine non erano più di AZ almeno 2-3 anni prima che nascesse ITA.
 
Perdona, con Scarab parlavamo della flotta di E175 da post indietro.

No, io parlavo di tutta la flotta Embraer, soprattutto i 190/195 per i quali si fecero i wetleases con Germania per dirne una.

Mi devo autocitare perché è un concetto davvero rilevante: quel documento è il risultato finale di un processo negoziale.

Nelle procedure di State Aid c’è sempre una fase (anche lunga) di confronti informali e di pre-notifica tra Commissione e Stato membro, con scambi di osservazioni, modifiche e controproposte, fino ad arrivare a una versione condivisa del piano.

L’atto di notifica finale della Commissione — il cui contenuto è già completamente condiviso dalle parti — è quindi solo un documento formale, dal quale NON si può dedurre il contenuto del lungo carteggio intercorso in precedenza, che ha portato alla definizione del piano industriale in funzione di ciò che la DGComp era disposta ad autorizzare.

Possiamo però provare a ricostruire quanto avvenuto alla luce degli strumenti a disposizione dell’UE in materia di recupero degli aiuti di Stato illegali e delle numerose dichiarazioni pubbliche delle parti coinvolte durante la fase di pre-notifica (basti pensare a quante volte la Vestager ha insistito sul tema della flotta nuova e “green”): ciò che è stato autorizzato appare del tutto coerente con questo quadro.

Se è stato costruito un determinato perimetro aziendale con certe caratteristiche, è perché queste rispettavano, a giudizio della Commissione, gli elementi rilevanti per valutare l’eventuale continuità economica tra le imprese:

i) oggetto del trasferimento (attivi e passivi, forza lavoro, management);
ii) prezzo del trasferimento;
iii) identità degli azionisti;
iv) momento del trasferimento;
v) logica economica dell’operazione.

Per quanto riguarda la flotta, mi soffermerei in particolare sul primo e sul quinto punto, anche alla luce degli elementi portati da Paolo_61: la Commissione ha valutato le alternative industriali e ha autorizzato ITA ad operare in un certo modo, ritenendo — a torto o a ragione — che fosse la soluzione più coerente.

Che ci siano stati lunghi contatti e' pacifico, OK, ma alla fine cio' non toglie che - nel documento finale, quello che se viene violato si finisce in tribunale - non ci siano stati obblighi sull'acquisto di una flotta nuova di trinca. Ne' spiega perche', col limite massimo a 52 aerei ex-CAI, ITA ne abbia all'incirca la meta'; su questi due punti la decisione e' stata di ITA.

Nella assai improbabile ipotesi di una APC senza indebitamento, le azioni sarebbero parte dell’attivo della società capogruppo (Alitalia) e i Commissari avrebbero l’obbligo legale di massimizzare i flussi di cassa da utilizzare per soddisfare i creditori chirografari. In altre parole dovrebbero individuare la migliore opportunità sia in termini di valore sia in termini di tempo (questo ovviamente non valorizzando un ramo d’azienda, cioè un insieme organizzato di beni e servizi - compreso il relativo personale - che sarebbe la soluzione privilegiata dall’attuale legge fallimentare. Nel caso Alitalia questo non era possibile perché andava rispettato il concetto di discontinuità, l’esatto opposto della continuità di un ramo d’azienda)

Grazie, gentilissimo.

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Ma che davvero mi modifichi i post (in cui manco rispondevo a te)? :ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO: Suma propi bin ciapa' eh Farfallina.
 
Sì certo, facevano così schifo i 175 che sono le uniche macchine ex Alitalia non prese da ITA che hanno TUTTE trovato nuovo lavoro in poco tempo, salvo le due di proprietà che, come tutte le altre, sono rimaste al macero a FCO e praticamente demolite.
Diciamo la verità, tutta la flotta embraer andava bene, soprattutto all’inizio con scarso traffico post Covid, come interim fino all’arrivo dei 220. Sarebbero comunque stati sostituiti ma hanno fatto diversamente. Ormai è acqua passata, ma negare che sarebbe stato più logico non vedo perché ostinarsi.
 
No, io parlavo di tutta la flotta Embraer, soprattutto i 190/195 per i quali si fecero i wetleases con Germania per dirne una.



Che ci siano stati lunghi contatti e' pacifico, OK, ma alla fine cio' non toglie che - nel documento finale, quello che se viene violato si finisce in tribunale - non ci siano stati obblighi sull'acquisto di una flotta nuova di trinca. Ne' spiega perche', col limite massimo a 52 aerei ex-CAI, ITA ne abbia all'incirca la meta'; su questi due punti la decisione e' stata di ITA.



Grazie, gentilissimo.

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Ma che davvero mi modifichi i post (in cui manco rispondevo a te)? :ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO::ROFLMAO: Suma propi bin ciapa' eh Farfallina.
Io però ho sempre fatto riferimento agli E175, anche nelle varie Regional più o meno affiliate alle major ormai tutto quanto con meno di 100 posti se ne sta andando. JE ha detto chiaramente che ITA non avrà una branca Regional e macchine sotto ai 100 posti. La scelta di ITA è stata chiara, no una piccola branca Regional e no i vecchi B772.
Considera che i 52 aerei erano alla ripartenza e ITA li aveva presi praticamente tutti o visto che partirono sotto COVID li presero dopo qualche mese.
Che ora ne abbiano rimasti 28 non fa testo, piano piano li hanno mandati in phase out alla scadenza dei leasing. Solitamente questi leasing sono durati 12 anni (6+6) + 6 di un rinnovo. Poi alla partenza di ITA contrattarono con i vari lessor per tenere fra le famiglie di macchine scelte quelle dei lessor che si accordavano per rivedere i canoni di leasing al ribasso.
Ah, mi ha quotato solo la tua risposta.
 
Sì certo, facevano così schifo i 175 che sono le uniche macchine ex Alitalia non prese da ITA che hanno TUTTE trovato nuovo lavoro in poco tempo, salvo le due di proprietà che, come tutte le altre, sono rimaste al macero a FCO e praticamente demolite.
Diciamo la verità, tutta la flotta embraer andava bene, soprattutto all’inizio con scarso traffico post Covid, come interim fino all’arrivo dei 220. Sarebbero comunque stati sostituiti ma hanno fatto diversamente. Ormai è acqua passata, ma negare che sarebbe stato più logico non vedo perché ostinarsi.
Come ha spiegato anche JE non è nei programmi di ITA una flotta Regional. Per prendere quei 2-3 Embraer avrebbero dovuto rinunciare ad Airbus e prendere una linea in più ed equipaggi poi da poi passare su altre macchine dopo un anno.
Poi capisco che per chi volava quelle macchine era più facile essere assunto se le avessero tenute, ma non aveva senso come ha specificato JE.