Milano-Roma: sfida continua fra aereo e treno


In realtà i treni italiani vengono prodotti oramai dalla Hitachi che è anche la "mamma" dei Bullet Train giapponesi. Quindi lato "superiorità tecnologica" direi che non è un problema insormontabile.

Con realismo, bisogna dire che i treni giapponesi viaggiano su linee interamente dedicate. Per dire, come dovrebbe essere l'AV tra Rogoredo e Roma una volta concluso il bypass di Firenze.

C'è poi un aspetto non indifferente: per anni le FS sono state un discreto parcheggio sociale.
 
L'altro giorno ero a Tokyo e ho visitato un luogo caro a tutti i ferrosessuali, ossia la terrazza del terzo piano del Tokyo Kotsu Kaikan centre. C'e' un giardinetto, li, praticamente a raso rispetto ai binari del Tokaido Shinkansen. Una coppia di binari, eh.

Bene, di li' passano solo gli N700 della linea Tokyo-Osaka. Ma ne passa uno, in entrambe le direzioni, ogni 10 minuti. Com'e' possibile che li' ce la facciano senza troppi patemi, e passino appunto ogni 10', mentre da noi siamo a parlare di linee sature?
Se ti fermassi a osservare la linea ad alta velocità italiana in un giardinetto tra Bologna e Firenze vedresti passare un treno ogni 5' per direzione per buona parte della giornata.

 
Ricordi giusto. Le reti ordinarie (scartamento 1067 mm) e Shinkasen (scartamento 1435 mm) sono separate; stazioni solo passanti (anche quelle di estremità linea, che finiscono con aste di manovra dal lato di fine linea). Dal punto di vista tecnologico non sono assolutamente soluzioni estreme, anzi molto conservative. Quanto alla mentalità delle persone, il discorso vale per tutti gli ambiti lavorativi giapponesi; se ci si riferisce al cosiddetto "punta-e-chiama" (shisa kanko), quello sì, è tipico del trasporto pubblico giapponese: dappprima sembra che non abbia senso poiché il servizio è svolto ad agente unico, ma sembra che contribuisca a ridurre il tasso di errore nelle mansioni ripetitive e migliora i tempi di reazione. Ma -mutatis mutandis- lo si ritrova in cockpit.
 
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Non per volerlo difendere, ma ricordo che nell'estate del 2022 conoscevo una persona che faceva abitualmente Milano-Torino in AV e mi diceva, parlandone tipo nuvoletta di Fantozzi, che puntualmente il treno aveva fra 1 e 2 ore di ritardo e spesso anche di più. Non ho la minima idea di quale sia il problema e come sia risolvibile, solo per dire che l'intervistato potrebbe avere ragione nel dire che il treno è inaffidabile in termini di certezza oraria, e che il problema non è recente.

Ma esiste da qualche parte una statistica sui ritardi dei treni AV?

scusa il francesismo, mati ha detto una minchiata.
sono pendolare dal 2014 sulla Torino-Milano, preCOVID tutti i giorni, ora molto meno.

All’andata i treni originano da Torino e i ritardi li posso contare, su 10 anni, su una mano o poco più.
Due volte perché lungo la linea qualche poveretto si era gettato sui binari, una volta per un guasto a Milano Centrale che aveva paralizzato tutta la rete; per le altre non ricordo, ma ti garantisco siano state circostanze eccezionali.

Al ritorno la situazione è più complicata: a parte l’AV che parte da Venezia, tutto il resto origina da Napoli, Salerno o addirittura Reggio Calabria. I ritardi ci sono e purtroppo sono frequenti, ma non è la norma avere 1 o 2 ore. Mezz’ora capita purtroppo più di sovente.
Ma tra Milano e Torino tra le 16 e le 20 ci sono 7 treni e nel caso i pendolari si spostano da uno all’altro. Tipo prendi all 18 il treno delle 17 in ritardo di un’ora.

È indubbiamente un disagio, ma non è, per fortuna, la norma arrivare sempre a casa alle 22
 
Se ti fermassi a osservare la linea ad alta velocità italiana in un giardinetto tra Bologna e Firenze vedresti passare un treno ogni 5' per direzione per buona parte della giornata.

Il mio punto - e ho guardato sull'orario di JR Central - era che tra Tokyo e Osaka, tra le 6 di mattina e le 22 di sera passano 172 treni (tra Nozomi, Hikari e Kodama), per una media di 10 all'ora, uno ogni 6 minuti. In una sola direzione, quindi 344 treni al di'.

Siamo a quei livelli sulla MI-RO? A giudicare da cosa c'e' in vendita su Italo e TI, io conto - tra le 5 di mattina e le 8 di sera, quindi leggermente meno tempo, 87 convogli per direzione o 174 in tutto, quindi 5-6 all'ora.
 
MI-RM no, la tratta più carica è FI-RM perchè ci sono anche i VR-RM, i VE-RM ed una manciata di FI-RM.
 
Il mio punto - e ho guardato sull'orario di JR Central - era che tra Tokyo e Osaka, tra le 6 di mattina e le 22 di sera passano 172 treni (tra Nozomi, Hikari e Kodama), per una media di 10 all'ora, uno ogni 6 minuti. In una sola direzione, quindi 344 treni al di'.

Siamo a quei livelli sulla MI-RO? A giudicare da cosa c'e' in vendita su Italo e TI, io conto - tra le 5 di mattina e le 8 di sera, quindi leggermente meno tempo, 87 convogli per direzione o 174 in tutto, quindi 5-6 all'ora.
Certo, ma sulla dorsale Bologna-Firenze-Roma non passano solo i treni tra Milano e Roma, devi aggiungerci anche quelli che provengono dalla direttrice di Verona/Venezia. Oggi in realtà ne passa ancora qualcuno in meno di quelli relativi allo schema che ho postato sopra, di efficacia prossimo futura.

Sul tragitto della cosiddetta direttissima Firenze-Roma, di recente ristrutturato per buona parte, presto passeranno 13 treni/h per direzione, più uno slot di riserva per recuperare i ritardatari. In sostanza 1 treno ogni 4 minuti.

Qui sotto lo schema orario previsto con i minuti di passaggio ogni ora:
 
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Certo, ma sulla dorsale Bologna-Firenze-Roma non passano solo i treni tra Milano e Roma, devi aggiungerci anche quelli che provengono dalla direttrice di Verona/Venezia. Oggi in realtà ne passa ancora qualcuno in meno di quelli relativi allo schema che ho postato sopra, di efficacia prossimo futura.

Sul tragitto della cosiddetta direttissima Firenze-Roma, di recente ristrutturato per buona parte, presto passeranno 13 treni/h per direzione, più uno slot di riserva per recuperare i ritardatari. In sostanza 1 treno ogni 4 minuti.

Qui sotto lo schema orario previsto con i minuti di passaggio ogni ora:

Grazie, capito. Quindi se capisco bene questo diagramma, a Firenze CM - dove sembrano passare tutti i convogli - ci sarebbero servizi al minuto 02, 06, 10, 15, 19, 27, 32, 36, 40, 45, 49, 53 e 58. Ogni ora?
 
attenzione poi: quello è lo schema orario delle tracce teoriche pensate per il servizio post attivazione dell'ERTMS tra Orvieto sud e Settebagni, in arrivo per giugno; comunque i transiti attuali nell'ora di punta sono 10
 
Siccome non ho voglia di fare quello che dovrei fare, ho contato i transiti di un giorno feriale dall'interconnessione di Orte a Settebagni (quindi solo verso sud). Al netto di sviste, errori e imprecisioni che sicuramente abbondano, dovrebbero esserci:

  • 4 InterCity Notte (vmax 160 km/h grazie alle locomotive E464, ma orari poco impattanti) e 8 InterCity (diciamo vmax 200 km/h);
  • 24 regionali (vmax 160 km/h, eterotachicità a orari molto impattanti);
  • 82 frecce e 54 itali (vmax 250 km/h).
per un totale di 172 treni in un giorno/direzione; dalle 5 alle 24 sono in media 9 treni/ora, ma siccome non vanno tutti alla stessa velocità e gli orari non sono tutti appetibili uguale, parliamo in realtà di più treni ancora, circa 10-11/ora.
 
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scusa il francesismo, mati ha detto una minchiata.
sono pendolare dal 2014 sulla Torino-Milano, preCOVID tutti i giorni, ora molto meno.

All’andata i treni originano da Torino e i ritardi li posso contare, su 10 anni, su una mano o poco più.
Due volte perché lungo la linea qualche poveretto si era gettato sui binari, una volta per un guasto a Milano Centrale che aveva paralizzato tutta la rete; per le altre non ricordo, ma ti garantisco siano state circostanze eccezionali.

Al ritorno la situazione è più complicata: a parte l’AV che parte da Venezia, tutto il resto origina da Napoli, Salerno o addirittura Reggio Calabria. I ritardi ci sono e purtroppo sono frequenti, ma non è la norma avere 1 o 2 ore. Mezz’ora capita purtroppo più di sovente.
Ma tra Milano e Torino tra le 16 e le 20 ci sono 7 treni e nel caso i pendolari si spostano da uno all’altro. Tipo prendi all 18 il treno delle 17 in ritardo di un’ora.

È indubbiamente un disagio, ma non è, per fortuna, la norma arrivare sempre a casa alle 22
E allora sarà stata particolarmente sfornunata lei, stile nuvola di Fantozzi appunto. Ricordo che aveva preso l'abitudine di fotografare il tabellone in stazione a memoria futura, proprio perché era ridicola come situazione, al punto che dopo le prime volte decise di prenotare un B&B a Milano e ripartire il giorno dopo.
 

Biglietti dei treni come quelli degli aerei, la novità 2026 per le Frecce: prima si comprano e meno si paga​

di Michelangelo Borrillo

Dal 1° gennaio è entrato a regime il nuovo sistema dinamico dei prezzi per i biglietti dell’Alta velocità: l’obiettivo di Trenitalia è riempire i treni anche nei giorni e nelle fasce orarie meno appetibili

Prima si acquistano e più probabilità ci sono che i biglietti costino meno. E non si tratta dei voli ma dei treni. Delle Frecce Trenitalia, per la precisione. Dopo un primo mese di sperimentazione, dallo scorso 1° gennaio è entrato a pieno regime il cosiddetto sistema dinamico dei prezzi, quello a cui ci si è ormai da tempo abituati quando si acquistano i voli. Ma che, per chi viaggia in treno, rappresenta una rivoluzione rispetto al tradizionale sistema rigido dei prezzi. Non che prima non ci fossero differenze di costo, acquistando i biglietti in giorni differenti, ma erano legate esclusivamente alla disponibilità delle offerte. Dal 2026, invece, il prezzo differente dei biglietti delle Frecce, a seconda di quando li si acquisti, dipenderà in gran parte dalla richiesta della clientela: più domanda ci sarà, più alto sarà il prezzo del biglietto (e viceversa).

Cosa cambia per Trenitalia e per i viaggiatori

L’obiettivo di Trenitalia è quello di riempire quanto più possibile i vagoni delle Frecce anche nei giorni e nelle fasce orarie che presentano più spazi vuoti: aumentare, in pratica, il cosiddetto tasso di riempimento. E massimizzare, così, i ricavi, che dall’altra parte dello sportello (o dello smartphone, se i biglietti non si acquistano in stazione) si traduce con un aumento dei costi. Da questo punto di vista, però, il gruppo Ferrovie dello Stato tranquillizza: chi teme che in periodi molto richiesti come Ferragosto o Natale i prezzi possano subire aumenti record come avviene ogni anno per gli aerei (fino a 500 euro per raggiungere Palermo da Torino) non ha da temere: i prezzi hanno un tetto massimo che in ogni caso non sarà superato. E, a garanzia, si può aggiungere che c’è sempre la concorrenza, oggi limitata solo a Italo ma presto, probabilmente già entro il 2026, allargata anche ai francesi di Sncf.

Come funziona il sistema dinamico dei prezzi

Una premessa sulla rivoluzione dei prezzi è necessaria: il nuovo sistema dinamico non riguarderà treni Intercity e regionali, che beneficiano di contributi pubblici, ma solo le Frecce «a mercato». Fino allo scorso anno l’unica variabile sul prezzo era rappresentata dalle offerte: era prevista una percentuale fissa di biglietti con tariffa Economy, un’altra con tariffa base e così per le altre; e questo valeva tanto il martedì quanto il venerdì, giorni evidentemente differenti in quanto a richiesta di biglietti. Adesso l’offerta delle nuove tariffe varia a seconda della domanda: più richiesta di biglietti ci sarà, meno offerte scontate si potranno trovare. Per questo sarà più facile acquistare biglietti scontati il martedì piuttosto che il venerdì: e questo, nei propositi di Trenitalia, contribuirà a riempire maggiormente i vagoni in giorni meno richiesti. E, sempre per questo motivo, sarà sempre meglio - per i clienti - comprare in anticipo i biglietti perché più lontana è la partenza e più offerte saranno disponibili con una domanda ancora bassa. Un chiarimento arriva da una ricerca esemplificativa: attualmente il biglietto del Frecciarossa in partenza da Bari per Milano giovedì 8 gennaio alle 7,30 ha un prezzo di 104,90 euro, quello di giovedì 5 febbraio, allo stesso orario, costa meno della metà (44,90 euro).

Il ruolo del software

A influenzare la variazione del prezzo dinamico è l’indicazione di un software, un algoritmo come avviene per i biglietti degli aerei. Ma dietro il software, assicurano da Trenitalia, ci sarà sempre la direzione marketing, un gruppo di lavoro che deciderà come utilizzare al meglio l’indicazione che arriva dal software. Al potere dell’algoritmo, però, ci si dovrà abituare anche viaggiando in treno: dal 2026 non è più una prerogativa dei voli.

 
Quando anni fa mi feci spiegare dai miei colleghi di RevMan cosa fosse il pricing dinamico, mi dissero: "dal punto di vista del passeggero, basta che guardi il video qui sotto e sostituisci "buono" con "pricing dinamico".


Trovai l'esempio molto calzante, anche se nel caso del settore aereo quel "dinamico" significa "guardo cosa fa la concorrenza e mi adeguo in tempo quasi reale", di fatto allineando i prezzi.
 
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Ora il sistema è rigido, ogni treno ha un numero predefinito di biglietti in SuperEconomy, Economy e Base. Con il nuovo sistema le corse con più richiesta avranno più biglietti base, al contrario i treni con meno richiesta più biglietti in Super Economy.
Grazie, la differenza non era chiara. In teoria quindi sui treni con meno richiesta si potrebbe trovare una Super Economy anche il giorno prima, ho capito bene?