L'Arabia Saudita lancia Riyadh Air


Che l'autore di questi articoli fosse uno che circa ispirazioni in giro, inclusa AC, lo avevamo capito. Ma che si mettesse anche a copiare il Wall Street Journal lo trovo veramente incredibile:


Stessa struttura e stessa roba...a partire da email di Douglas, 787 danneggiato, aereo dirottato a JED, assicurazioni, trasferimenti in autobus e persino gli snack ai passeggeri. Curioso no? E pazzesco che il primo giornale d'Italia pubblichi rielaborazioni di lavori altrui...

Comunque...altro paio di maniche i "voli fantasma" per mantenere gli slot a Heathrow. Riyadh Air li aveva annunciati pubblicamente un anno fa, spiegandone finalità operative e commerciali. Ora diventano un passo falso...interessante interpretazione.

Anche i numeri della flotta non tornano ma per quello basta controllare il sito RX...ma poi dico, utilizzare gli effetti di attacchi missilistici contro l’aeroporto di RUH per costruire la narrativa di una startup in difficoltà mi sembra abbastanza pretestuoso. RX ha certamente problemi e ritardi, ma attribuirle implicitamente le conseguenze di una guerra senza nemmeno confrontarne le operazioni con quelle degli altri vettori (per esempio Saudia) è esattamente la stessa analisi che farebbe mia mamma o pinco pallino che sta passando sotto casa ora.

Una considerazione, infine da forumista ed appassionato. Gli articoli possono essere ottimi spunti, ma andrebbero letti, capiti e contestualizzati prima di essere incollati qui. E siccome la cosa sta diventando abbastanza frequente mi chiedo quale sia il valore aggiunto? Per leggere il Corriere basta andare sul sito del Corriere. Right?
 
Il vero problema di Riyadh Air è che aveva una OTP orrenda anche prima della guerra. Si vede tutta l'inesperienza di una compagnia nuova, non riuscivano a incastrare i giri macchina e finivo per far fare "subturn" a tutti i voli, mettici che non operano da destinazioni dove l'OTP è delle migliori e la frittata è fatta. Le regole per le compensazioni della GACA (l'ENAC Saudita) sono strettissimi e prevedono compensazioni del 150% in caso di ritardi o cancellazioni
 
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L’articolo del Lenny nazionale è da tabloid. Da un lato fa piacere vedere che c’è un giornalista, su una testata nazionale, assegnato al settore. Dall’altro fa rabbia perchè potrebbe fare grandi cose - in materia di visibilità, educazione, deep-dives - e invece niente. Potrebbe essere il Jon Ostrower nostrano, e invece scrive cose che nemmeno sul Mirror (vedi il “panico” sui carburanti).

L’esperienza di Ryadh Air è interessante. Ho fatto un paio di colloqui con loro, prima di ricevere un “thanks but no thanks”, ma conosco una persona che ha da poco iniziato a lavorare nel loro IOCC. Quello che mi diceva era che ci sono infrastrutture di prim’ordine, tutto state of the art, integrazioni della Madonna e prodotti che nessuno ha. E allo stesso tempo tutto questa meraviglia di tech stack va a scontrarsi con Gianni e Pinotto in rampa, che hanno un paio di ciabatte tra i due e una licenza elementare come titolo di studi.

Tutte cose solvibili a lungo termine. L’altro grosso problema è molto più difficile da risolvere, ed è la risposta alla domanda “Why should we care?”. Il problema di base è che, fino a prova contraria, non c’era bisogno di Ryadh Air e non c’è - al momento - una strategia che la renda necessaria al mercato.

Mi spiego meglio: se le ME3 sparissero domani, si creerebbe un buco enorme. Emirates, QR, hanno un ruolo di mercato gigantesco: muovere passeggeri attraverso i continenti a prezzi “moderati”. Se sparisse Lufthansa, il danno all’accessibilità intercontinentale di MUC e FRA ne soffrirebbe enormemente. Ryadh Air… non proprio. Serve qualcosa che faccia si che i sauditi volano? C’hai Saudia e almeno altre due LCC. Turismo in KSA? (Quale turismo?). Ci sono compagnie occidentali per l’inbound, e le suddette. Transiti? Hai già le ME3 e TK.
 
“thanks but no thanks”,

oh no...aspettavo tue news...beh forse meglio cosi. A RUH non ci sono radler...

Quello che mi diceva era che ci sono infrastrutture di prim’ordine, tutto state of the art, integrazioni della Madonna e prodotti che nessuno ha. E allo stesso tempo tutto questa meraviglia di tech stack va a scontrarsi con Gianni e Pinotto in rampa, che hanno un paio di ciabatte tra i due e una licenza elementare come titolo di studi.
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L’articolo del Lenny nazionale è da tabloid. Da un lato fa piacere vedere che c’è un giornalista, su una testata nazionale, assegnato al settore. Dall’altro fa rabbia perchè potrebbe fare grandi cose - in materia di visibilità, educazione, deep-dives - e invece niente. Potrebbe essere il Jon Ostrower nostrano, e invece scrive cose che nemmeno sul Mirror (vedi il “panico” sui carburanti).

L’esperienza di Ryadh Air è interessante. Ho fatto un paio di colloqui con loro, prima di ricevere un “thanks but no thanks”, ma conosco una persona che ha da poco iniziato a lavorare nel loro IOCC. Quello che mi diceva era che ci sono infrastrutture di prim’ordine, tutto state of the art, integrazioni della Madonna e prodotti che nessuno ha. E allo stesso tempo tutto questa meraviglia di tech stack va a scontrarsi con Gianni e Pinotto in rampa, che hanno un paio di ciabatte tra i due e una licenza elementare come titolo di studi.

Tutte cose solvibili a lungo termine. L’altro grosso problema è molto più difficile da risolvere, ed è la risposta alla domanda “Why should we care?”. Il problema di base è che, fino a prova contraria, non c’era bisogno di Ryadh Air e non c’è - al momento - una strategia che la renda necessaria al mercato.

Mi spiego meglio: se le ME3 sparissero domani, si creerebbe un buco enorme. Emirates, QR, hanno un ruolo di mercato gigantesco: muovere passeggeri attraverso i continenti a prezzi “moderati”. Se sparisse Lufthansa, il danno all’accessibilità intercontinentale di MUC e FRA ne soffrirebbe enormemente. Ryadh Air… non proprio. Serve qualcosa che faccia si che i sauditi volano? C’hai Saudia e almeno altre due LCC. Turismo in KSA? (Quale turismo?). Ci sono compagnie occidentali per l’inbound, e le suddette. Transiti? Hai già le ME3 e TK.

Bravo e ti dirò di più. Non è nemmeno tanto il problema di chi hanno in rampa, perché alla fine sono gli stessi di Saudia&CO, e Saudia ha un'OTP anche decente per il mercato. Il problema è che puoi anche avere una Ferrari (tech e tutte le cose state of the art), ma se hai esperienza a guidare una 500 c'è poco da fare. Se ti riduci a dover fare subturn a 6 dei tuoi 9 aerei, vuol dire che: o hai Ops che non capisce una mazza (ovvero se linki il BOM/CAI a un LH, il secondo LH non ti andrà mai in orario, specialmente con un transito di 1 ora vs 2 e mezzo previste) oppure che hai avuto mire troppo espansionistiche con una flotta troppo piccola senza lasciare downtime per manutenzione o buffer per ritardi. E l'opzione 1 non esclude la 2
 
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Sulla deriva che hanno preso certe firme sulla stampa nazionale, mi sono già espresso, ahimè.

Conta solo fare i click, perché su quelli si viene pagati. Il nostro per fortuna è maschio perché se fosse femmina, magari bionda e ben dotata, avremmo anche un nutrito corredo di foto a culo e tette tra un "panico a bordo" ed una "tragedia sfiorata".

E con l'uso sempre più massiccio dell'AI, mi aspetto una qualità in ulteriore peggioramento.

Tornando a noi, RX è stata, tecnologicamente parlando, un vero e proprio laboratorio: ad esempio è la prima compagnia aerea (di dimensioni significative) al mondo ad essere basata interamente su IATA One Order per order and offer management.

Poi, come tutte le cose fatte nella penisola arabica, spesso si parte senza un vero mercato sottostante ed al grido "Inshallah"!

Citofonare a The Line per ulteriori info.

In ultimo, se vuoi ambire a diventare la ME4 devi mettere l'alcol a bordo. Inutile girarci intorno.
 
C'è da dire che Riyadh air è stata particolarmente sfortunata a trovarsi a fare lo start up della compagnia in un periodo cosi negativo, finora l'Arabia Saudita era sempre stato un paese sicuro e che si stava aprendo al turismo, nessuno si poteva immaginare una escalation di questo tipo che mettesse a rischio la sicurezza stessa del paese e dei sui aeroporti.

Secondo me a questo punto sarebbe meglio sospendere tutte le operazioni e riprenderle solo quando la situazione, speriamo presto, si sia tranquillizzata.

Non ha senso spostare aerei in altri aeroporti e poi dover mettere in piedi servizi bus con percorsi di 3-4 ore per far partire/arrivare i pax da Riyadh e poi farli arrivare a un altro aeroporto distante centinaia di chilometri, in questo modo perdi sia i pax p2p e perdi anche la possibiltà di fare transiti, secondo me meglio fermare tutto in attesa di tempi migliori.
 
Bravo e ti dirò di più. Non è nemmeno tanto il problema di chi hanno in rampa, perché alla fine sono gli stessi di Saudia&CO, e Saudia ha un'OTP anche decente per il mercato. Il problema è che puoi anche avere una Ferrari (tech e tutte le cose state of the art), ma se hai esperienza a guidare una 500 c'è poco da fare. Se ti riduci a dover fare subturn a 6 dei tuoi 9 aerei, vuol dire che: o hai Ops che non capisce una mazza (ovvero se linki il BOM/CAI a un LH, il secondo LH non ti andrà mai in orario, specialmente con un transito di 1 ora vs 2 e mezzo previste) oppure che hai avuto mire troppo espansionistiche con una flotta troppo piccola senza lasciare downtime per manutenzione o buffer per ritardi. E l'opzione 1 non esclude la 2

Secondo me il problema in rampa esiste, perchè Gianni e Pinotto saranno pure gli stessi che usa Saudia, ma se non li gestisci allora G&P andranno alla modalità di default, ossia fare il meno possibile.

Sul subturn, sono stupito; a quanto mi han detto hanno sistemi avanti due generazioni rispetto a quelli che si ha in BA, e già quelli hanno inibizioni “hardcoded” per cose come turn time, bunked/non-bunked aircraft e persino limitazioni temporanee come diversion airports, taxiways e stand constrains (con feed dai vari NOTAMs e log degli aerei). La roba che ha Ryadh Air dovrebbe funzionare da sola!
 


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