Allora abbiamo due definizioni di concorrenza diverse. Quella di microeconomia cita che in concorrenza perfetta non vi sono barriere all'ingresso di alcun genere. Non è il mercato a creare gli slot. Semmai il mercato fa sì che costino 50 milioni a coppia.
Ricominciamo da capo. Tu hai detto che il mercato dell'aviazione non è competitivo. Io ti ho detto che non è vero. Non ho detto che non è perfettamente concorrenziale. Perchè, nel mondo reale, nessun mercato lo è.
È palese che ci siano barriere all'ingresso - le centinaia di milioni per comprare un aereo, per fare l'esempio più ovvio, prima ancora degli slot. Oppure i diritti di sorvolo. O l'acquisto di una piattaforma GDS. O la manutenzione. La questione degli slot è uno dei tanti blocchi, e non è un problema "di base" di tutto il settore, ma solo di quegli aeroporti in cui non c'è più spazio, vuoi per scelta o per necessità. In America non hanno il problema degli slot ma si comprano i gates.
Ma è altresì completamente innegabile che (altro requisito di "economia base") il passeggero ha totale libertà di scelta. E qui entra il punto della concorrenza tra players, terzo requisito. Concorrenza su cui ITA e le altre italiane piagnucolano, concorrenza che invece esiste - vedi ampie prove di cui sopra - a LHR, e malgrado ciò IAG fa il 15% di ROIC ogni anno. A riprova del fatto che la concorrenza non ti impedisce di far soldi; bisogna
saperli fare.
Domanda: IAG come ha acquisito i suoi slot? Forse quando il mercato era regolatissimo e la concorrenza inesistente, e poi se li è tenuti (al netto di qualche cessione come contentino qua e là)?
Sul fatto che la concorrenza fosse inesistente, a LHR, non sono d'accordo. Difficile che non ci fosse concorrenza quando, se non altro a livello di bilaterali, i due paesi avevano compagnie in monodesignazione. Non avrai avuto, su New York, BA/AA da un lato e UA, DL, JetBlue dall'altro, ma avevi almeno la Pan Am di turno. E, in ogni caso, le liberalizzazioni dell'aria sono iniziate nei primi anni 2000, un quarto di secolo fa. E IAG non ha mai sofferto o detto 'beh' a riguardo.
Poi, non sta a me difendere IAG, ma la questione di LHR mi appassiona perchè in tanti la prendono veramente sbagliatissima. LHR ha barriere all'ingresso, vero. Ma, torno a ripetere, guarda il grafico di cui sopra. Prima che IAG prendesse BMI (lasciando 12 slot su 52, il 20%, non un "contentino"), BA+IB
avevano il 44% degli slots di LHR. Nelle ultime slot releases, dall'espulsione di Aeroflot in poi per capirci, IAG ha ricevuto zero slot, che sono andati o a VS o a nuovi players. Confrontalo con qualsiasi altro hub.
Vero, lo slot è una barriera all'ingresso, ma è pieno di esempi in cui questa barriere è stata superata (torno a dire: Oman Air, Rwandair, Xiamen, LATAM, Riyadh Air, Air Peace, JetBlue, PIA, ITA, IndiGo, Alaska, aumenti da parte di JAL, Virgin e Delta), ma la situazione di IAG è un tantinello differente da quella, per esempio, di ITA o di LIN. Quelle sì che sono anticoncorrenziali.
Mi intrometto nella discussione dicendo una fesseria, ok? Ma un Fco - MXP - Lim - MXP - fco coi pax in ita che possono solo salire all'andata e scendere al rientro, sotto marchio ita? Troppa blasfemia?
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Una macchina per perder soldi. AZ faceva posizionamenti così quando si ostinava ad avere il JFK e il NRT da Malpensa, coi risultati che sappiamo bene. L'unica altra compagnia che fa posizionamenti del genere, almeno che io sappia, in Europa é Virgin (ci sono voli da EDI e GLA, se non ricordo male) e anche per loro il leitmotiv è "anche oggi i soldi li facciamo domani".