Conflitto in Medio Oriente


Credo sia necessario vedere la situazione in chiave globale, vera chiave di lettura di ciò che sta succedendo. Da circa 20 anni, la crescita economica della Cina ha iniziato a spaventare gli USA, che hanno iniziato a vedere a rischio il loro predominio mondiale successivo alla caduta dell'URSS. La conferma è arrivata con la nomina di Xi come leader cinese, il quale ha fatto capire molto rapidamente alle aziende tecnologiche locali che la ricreazione semi-capitalistica era finita e da quel momento la capacità di queste aziende andava dirottata prioritariamente verso le esigenze dello stato, leggi militari (chiedere a Jack Ma per info), con l'obiettivo di fare della Cina la potenza dominante a livello globale nel 21o secolo. Di fatto una dichiarazione di guerra ibrida agli USA e al loro dominio. Da allora c'è stata una corsa a conquistarsi "pezzi" di mondo in vari modi, dal soft power, alle operazioni militari, palesi od occulte. E' all'interno di questo contesto che bisogna vedere le evoluzioni locali. Nel Medio Oriente, gli USA stavano cercando, con buona probabilità di successo, di estendere il riconoscimento di Israele a tutti i paesi arabi, a partire dall'Arabia Saudita. Questa pax americana ai propri confini, era il più nefasto degli scenari per l'Iran, il quale è riuscito ad impedirla (o a ritardarla...) attraverso l'organizzazione del 7 Ottobre. Tutto questo ha fatto buon gioco anche per la Cina, che in questo modo ha evitato che tutta la penisola Arabica finisse sotto influenza USA. E per questa ragione, è pressochè certo che da Pechino siano arrivati crescenti aiuti al loro alleato mediorientale per ostacolare i disegni di Washington. In fondo da sempre il nemico del mio nemico, è mio amico. Secondo me il reale problema degli USA, è la presa d'atto che qualche sporadico bombardamento non avrebbe impedito all'Iran di sviluppare capacità nucleari. Peraltro non serviva un genio per capirlo: per quanto le bombe possano "scavare in profondità", sarà comunque possibile costruire laboratori ancora più a fondo. Tuttavia il bombardamento dello scorso Giugno da parte di USA e Israele (probabilmente infruttuoso), ha fatto capire a Teheran e a Pechino (ma anche alla Russia), che c'era stato un salto di qualità con il passaggio a palesi operazioni militari e si sono regolate di conseguenza predisponendo il più ampio arsenale possibile. Sicuramente a livello convenzionale. A livello ignoto, per quanto riguarda quello nucleare.
Siamo quindi di fronte ad una guerra per ridisegnare gli equilibri mondiali dei prossimi decenni. La scommessa degli USA è molto impegnativa, ma una vittoria per loro sarebbe estremamente premiante, in quanto consegnerebbe alla loro influenza l'intero tratto che va dal Mediterraneo al Pakistan (filocinese), negandolo a Pechino. Scenario inviso a quest'ultima capitale, che si rifornisce per la metà del proprio petrolio dal Golfo Persico e che sicuramente non avrebbe piacere a vedere il rubinetto della zona nelle mani del nemico sistemico.
E' chiaro che in un contesto del genere, i morti o il coinvolgimento dei paesi vicini nel conflitto, non sono altro che danni collaterali di un confronto per il dominio globale. E quindi accettabili.
Quello che mi spaventa di più, è lo scenario nel quale gli USA non riuscissero a prevalere attraverso l'utilizzo di sole armi convenzionali e decidessero di andare oltre. Come pure mi spaventa molto la possibilità che l'aiuto della Cina permetta all'Iran di bruciare le tappe ed ottenere in tempi rapidi l'arma nucleare. Che piega prenderebbe il conflitto qualora nei prossimo giorni o mesi si avesse notizia di un'esplosione atomica nel sottosuolo dell'Iran?
La verità è che la situazione è dannatamente seria.
 
Ultima modifica:
Schieramento della Cina? Con la loro principale rotta commerciale e la loro principale fonte di approvigionamento energetico in pericolo? Serve popcorn e non diamo nulla per scontato.

Io mi aspetto spinta per le rinnovabili e il nucleare e spinta per i sistemi di difesa dai droni, se gli americani si disciulano e smettono di proteggere la loro industria aerospaziale legacy, basata su costosissimi velivoli di xesima degenerazione con a bordo un inutile umano che e' solo un peso.

E' presto per pensare ai fallout tecnologici ma anche no
 
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Credo sia necessario vedere la situazione in chiave globale, vera chiave di lettura di ciò che sta succedendo. Da circa 20 anni, la crescita economica della Cina ha iniziato a spaventare gli USA, che hanno iniziato a vedere a rischio il loro predominio mondiale successivo alla caduta dell'URSS. La conferma è arrivata con la nomina di Xi come leader cinese, il quale ha fatto capire molto rapidamente alle aziende tecnologiche locali che la ricreazione semi-capitalistica era finita e da quel momento la capacità di queste aziende andava dirottata prioritariamente verso le esigenze dello stato, leggi militari (chiedere a Jack Ma per info), con l'obiettivo di fare della Cina la potenza dominante a livello globale nel 21o secolo. Di fatto una dichiarazione di guerra ibrida agli USA e al loro dominio. Da allora c'è stata una corsa a conquistarsi "pezzi" di mondo in vari modi, dal soft power, alle operazioni militari, palesi od occulte. E' all'interno di questo contesto che bisogna vedere le evoluzioni locali. Nel Medio Oriente, gli USA stavano cercando, con buona probabilità di successo, di estendere il riconoscimento di Israele a tutti i paesi arabi, a partire dall'Arabia Saudita. Questa pax americana ai propri confini, era il più nefasto degli scenari per l'Iran, il quale è riuscito ad impedirla (o a ritardarla...) attraverso l'organizzazione del 7 Ottobre. Tutto questo ha fatto buon gioco anche per la Cina, che in questo modo ha evitato che tutta la penisola Arabica finisse sotto influenza USA. E per questa ragione, è pressochè certo che da Pechino siano arrivati crescenti aiuti al loro alleato mediorientale per ostacolare i disegni di Washington. In fondo da sempre il nemico del mio nemico, è mio amico. Secondo me il reale problema degli USA, è la presa d'atto che qualche sporadico bombardamento non avrebbe impedito all'Iran di sviluppare capacità nucleari. Peraltro non serviva un genio per capirlo: per quanto le bombe possano "scavare in profondità", sarà comunque possibile costruire laboratori ancora più a fondo. Tuttavia il bombardamento dello scorso Giugno da parte di USA e Israele (probabilmente infruttuoso), ha fatto capire a Teheran e a Pechino (ma anche alla Russia), che c'era stato un salto di qualità con il passaggio a palesi operazioni militari e si sono regolate di conseguenza predisponendo il più ampio arsenale possibile. Sicuramente a livello convenzionale. A livello ignoto, per quanto riguarda quello nucleare.
Siamo quindi di fronte ad una guerra per ridisegnare gli equilibri mondiali dei prossimi decenni. La scommessa degli USA è molto impegnativa, ma una vittoria per loro sarebbe estremamente premiante, in quanto consegnerebbe alla loro influenza l'intero tratto che va dal Mediterraneo al Pakistan (filocinese), negandolo a Pechino. Scenario inviso a quest'ultima capitale, che si rifornisce per la metà del proprio petrolio dal Golfo Persico e che sicuramente non avrebbe piacere a vedere il rubinetto della zona nelle mani del nemico sistemico.
E' chiaro che in un contesto del genere, i morti o il coinvolgimento dei paesi vicini nel conflitto, non sono altro che danni collaterali di un confronto per il dominio globale. E quindi accettabili.
Quello che mi spaventa di più, è lo scenario nel quale gli USA non riuscissero a prevalere attraverso l'utilizzo di sole armi convenzionali e decidessero di andare oltre. Come pure mi spaventa molto la possibilità che l'aiuto della Cina permetta all'Iran di bruciare le tappe ed ottenere in tempi rapidi l'arma nucleare. Che piega prenderebbe il conflitto qualora nei prossimo giorni o mesi si avesse notizia di un'esplosione atomica nel sottosuolo dell'Iran?
La verità è che la situazione è dannatamente seria.


Esattamente, mi piace come l'hai spiegata!
 
Credo sia necessario vedere la situazione in chiave globale, vera chiave di lettura di ciò che sta succedendo. Da circa 20 anni, la crescita economica della Cina ha iniziato a spaventare gli USA, che hanno iniziato a vedere a rischio il loro predominio mondiale successivo alla caduta dell'URSS. La conferma è arrivata con la nomina di Xi come leader cinese, il quale ha fatto capire molto rapidamente alle aziende tecnologiche locali che la ricreazione semi-capitalistica era finita e da quel momento la capacità di queste aziende andava dirottata prioritariamente verso le esigenze dello stato, leggi militari (chiedere a Jack Ma per info), con l'obiettivo di fare della Cina la potenza dominante a livello globale nel 21o secolo. Di fatto una dichiarazione di guerra ibrida agli USA e al loro dominio. Da allora c'è stata una corsa a conquistarsi "pezzi" di mondo in vari modi, dal soft power, alle operazioni militari, palesi od occulte. E' all'interno di questo contesto che bisogna vedere le evoluzioni locali. Nel Medio Oriente, gli USA stavano cercando, con buona probabilità di successo, di estendere il riconoscimento di Israele a tutti i paesi arabi, a partire dall'Arabia Saudita. Questa pax americana ai propri confini, era il più nefasto degli scenari per l'Iran, il quale è riuscito ad impedirla (o a ritardarla...) attraverso l'organizzazione del 7 Ottobre. Tutto questo ha fatto buon gioco anche per la Cina, che in questo modo ha evitato che tutta la penisola Arabica finisse sotto influenza USA. E per questa ragione, è pressochè certo che da Pechino siano arrivati crescenti aiuti al loro alleato mediorientale per ostacolare i disegni di Washington. In fondo da sempre il nemico del mio nemico, è mio amico. Secondo me il reale problema degli USA, è la presa d'atto che qualche sporadico bombardamento non avrebbe impedito all'Iran di sviluppare capacità nucleari. Peraltro non serviva un genio per capirlo: per quanto le bombe possano "scavare in profondità", sarà comunque possibile costruire laboratori ancora più a fondo. Tuttavia il bombardamento dello scorso Giugno da parte di USA e Israele (probabilmente infruttuoso), ha fatto capire a Teheran e a Pechino (ma anche alla Russia), che c'era stato un salto di qualità con il passaggio a palesi operazioni militari e si sono regolate di conseguenza predisponendo il più ampio arsenale possibile. Sicuramente a livello convenzionale. A livello ignoto, per quanto riguarda quello nucleare.
Siamo quindi di fronte ad una guerra per ridisegnare gli equilibri mondiali dei prossimi decenni. La scommessa degli USA è molto impegnativa, ma una vittoria per loro sarebbe estremamente premiante, in quanto consegnerebbe alla loro influenza l'intero tratto che va dal Mediterraneo al Pakistan (filocinese), negandolo a Pechino. Scenario inviso a quest'ultima capitale, che si rifornisce per la metà del proprio petrolio dal Golfo Persico e che sicuramente non avrebbe piacere a vedere il rubinetto della zona nelle mani del nemico sistemico.
E' chiaro che in un contesto del genere, i morti o il coinvolgimento dei paesi vicini nel conflitto, non sono altro che danni collaterali di un confronto per il dominio globale. E quindi accettabili.
Quello che mi spaventa di più, è lo scenario nel quale gli USA non riuscissero a prevalere attraverso l'utilizzo di sole armi convenzionali e decidessero di andare oltre. Come pure mi spaventa molto la possibilità che l'aiuto della Cina permetta all'Iran di bruciare le tappe ed ottenere in tempi rapidi l'arma nucleare. Che piega prenderebbe il conflitto qualora nei prossimo giorni o mesi si avesse notizia di un'esplosione atomica nel sottosuolo dell'Iran?
La verità è che la situazione è dannatamente seria.


La Cina sta investendo massicciamente nella transizione energetica perché la sua vulnerabilità più grande è geografica: si affaccia su un mare di fatto "americano", circondato da Corea del Sud, Giappone, Taiwan, Filippine, Indonesia, Singapore e Malaysia, tutti paesi nell'orbita USA. In caso di conflitto aperto, la marina americana potrebbe strangolarla tagliando le rotte del Golfo Persico. Questione di mesi.
Per questo il primato cinese nelle rinnovabili, nei veicoli elettrici e nelle batterie non è una scelta industriale, è una necessità strategica di sopravvivenza. Finché dipende dal petrolio che arriva via mare attraverso acque controllate dagli americani, Xi può fare la voce grossa ma non può permettersi mosse concrete.

Per usare un eufemismo: gli americani lo tengono per gli stretti, in senso geografico.

Taiwan quindi non è un problema imminente. È un problema condizionato al completamento della transizione energetica. Il vero orologio non è quello militare, è quello energetico.
 
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Reactions: Flyfan
E' solida si per ora, ma basata su turismo, logistica, servizi/finanza, aviazione commerciale e settore immobiliare. Settori tutti sotto minaccia, quindi che cosa rimane?
Rimane il fatto che in MO c’è bisogno di un paese “neutrale” che gestisca i soldi - soprattutto quelli rubati dai vari satrapi e che in occidente sarebbero a rischio confisca. Una volta c’era il Libano, distrutto di fatto dopo il settembre nero dalla guerra civile. Il fatto che Teheran abbia bombardato tutti i vicini ha tolto dal tavolo le possibili alternative (se devo essere esposto a rischi uguali, resto dove ero prima).
 
E' solida si per ora, ma basata su turismo, logistica, servizi/finanza, aviazione commerciale e settore immobiliare. Settori tutti sotto minaccia, quindi che cosa rimane?
Quello che era prima che arrivassero le orde di turisti attratte dal finto lusso a basso costo (gestito da una manodopera sottopagata), dall'eccitazione di fare il bagno in una pozza di acqua calda in mezzo al nulla, dei finti perbenisti che al loro paese fanno i paladini della giustizia, ma poi si ergono a difensori di uno stato dove ricordo ancora esiste la pena di morte per gli omosessuali... ovvero rimarrà il nulla

Purtroppo lo sappiamo bene che non accadrà... perché di soldi ne hanno tanti, tanti e ancora tanti.
Il problema che alla fine della fiera, se questo porterà a una riduzione futura degli operativi, cosa che non credo accadrà, in quanto il consumatore medio va su skyscanner e sceglie la tariffa più economica, ne faranno le spese quei lavoratori "rimpiazzabili" e che, ad oggi, si fanno il mazzo sotto i 50 gradi del deserto vivendo in case con 15 connazionali e due camere.... e intanto si va a far shopping con gli influencer ...
 
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Reactions: Flyfan and Sciamano
Credo sia necessario vedere la situazione in chiave globale, vera chiave di lettura di ciò che sta succedendo. Da circa 20 anni, la crescita economica della Cina ha iniziato a spaventare gli USA, che hanno iniziato a vedere a rischio il loro predominio mondiale successivo alla caduta dell'URSS. La conferma è arrivata con la nomina di Xi come leader cinese, il quale ha fatto capire molto rapidamente alle aziende tecnologiche locali che la ricreazione semi-capitalistica era finita e da quel momento la capacità di queste aziende andava dirottata prioritariamente verso le esigenze dello stato, leggi militari (chiedere a Jack Ma per info), con l'obiettivo di fare della Cina la potenza dominante a livello globale nel 21o secolo. Di fatto una dichiarazione di guerra ibrida agli USA e al loro dominio. Da allora c'è stata una corsa a conquistarsi "pezzi" di mondo in vari modi, dal soft power, alle operazioni militari, palesi od occulte. E' all'interno di questo contesto che bisogna vedere le evoluzioni locali. Nel Medio Oriente, gli USA stavano cercando, con buona probabilità di successo, di estendere il riconoscimento di Israele a tutti i paesi arabi, a partire dall'Arabia Saudita. Questa pax americana ai propri confini, era il più nefasto degli scenari per l'Iran, il quale è riuscito ad impedirla (o a ritardarla...) attraverso l'organizzazione del 7 Ottobre. Tutto questo ha fatto buon gioco anche per la Cina, che in questo modo ha evitato che tutta la penisola Arabica finisse sotto influenza USA. E per questa ragione, è pressochè certo che da Pechino siano arrivati crescenti aiuti al loro alleato mediorientale per ostacolare i disegni di Washington. In fondo da sempre il nemico del mio nemico, è mio amico. Secondo me il reale problema degli USA, è la presa d'atto che qualche sporadico bombardamento non avrebbe impedito all'Iran di sviluppare capacità nucleari. Peraltro non serviva un genio per capirlo: per quanto le bombe possano "scavare in profondità", sarà comunque possibile costruire laboratori ancora più a fondo. Tuttavia il bombardamento dello scorso Giugno da parte di USA e Israele (probabilmente infruttuoso), ha fatto capire a Teheran e a Pechino (ma anche alla Russia), che c'era stato un salto di qualità con il passaggio a palesi operazioni militari e si sono regolate di conseguenza predisponendo il più ampio arsenale possibile. Sicuramente a livello convenzionale. A livello ignoto, per quanto riguarda quello nucleare.
Siamo quindi di fronte ad una guerra per ridisegnare gli equilibri mondiali dei prossimi decenni. La scommessa degli USA è molto impegnativa, ma una vittoria per loro sarebbe estremamente premiante, in quanto consegnerebbe alla loro influenza l'intero tratto che va dal Mediterraneo al Pakistan (filocinese), negandolo a Pechino. Scenario inviso a quest'ultima capitale, che si rifornisce per la metà del proprio petrolio dal Golfo Persico e che sicuramente non avrebbe piacere a vedere il rubinetto della zona nelle mani del nemico sistemico.
E' chiaro che in un contesto del genere, i morti o il coinvolgimento dei paesi vicini nel conflitto, non sono altro che danni collaterali di un confronto per il dominio globale. E quindi accettabili.
Quello che mi spaventa di più, è lo scenario nel quale gli USA non riuscissero a prevalere attraverso l'utilizzo di sole armi convenzionali e decidessero di andare oltre. Come pure mi spaventa molto la possibilità che l'aiuto della Cina permetta all'Iran di bruciare le tappe ed ottenere in tempi rapidi l'arma nucleare. Che piega prenderebbe il conflitto qualora nei prossimo giorni o mesi si avesse notizia di un'esplosione atomica nel sottosuolo dell'Iran?
La verità è che la situazione è dannatamente seria.

Secondo me esageri un po’ nel definire le ambizioni cinesi e il loro coinvolgimento in Iran (v. qui un commento di Carnegie su quanto poco stiano facendo). Sentendo e leggendo gente che s’intende di politica cinese, il senso che ne ho è di un paese che non ha, almeno ora, la tentazione di diventare il “poliziotto del mondo”. Piuttosto sono un paese estremamente pragmatico, che va a letto con tutti purchè, alla fine, il letto sia cinese, i goldoni cinesi, il Cialis sia cinese e dietro allo specchio ci sia un cinese con la videocamera pronto a fare il video per il ricatto (chiedo scusa per l’orrida analogia). In Iran non hanno dato alcun appoggio, e l’Iran non ha (molte) armi cinesi.

Anche sull’intelligenza strategica degli americani ho dei seri dubbi. Più passa il tempo più quest’azione sembra un “boondoggle”.
 
Se spegni quelli amatoriali restano sempre quelli odiariali. L'unico modo per non farsi trovare e' spegnere il transponder, penso.
 
Scusate ma volare col transponder spento non è ancora più rischioso? Se ti beccano possono sempre dire che non eri identificabile come volo commerciale così. O temono di essere inquadrati per sbaglio dal fuoco amico? Ma poi per puntarti un missile volutamente, fa tutta sta differenza acceso o spento?
 
Comunque presuppone che ti sparino apposta, e io non so se volerei dove ti prendono di mira, acceso, spento o X.
 
Non lo so, è così ?

Al 99.9% sì. Probabilmente sono stati scollegati quelli in prossimità all'aeroporto di DXB che rilevavano i movimenti a terra degli aerei. Va anche detto che DXB non ha mai avuto una copertura molto buona, a terra, su FR24 e quindi probabilmente ne basta qualcuno spento in più per perdere completamente la copertura. E non è difficile immaginarsi ragioni per cui si siano spenti di recente.
 
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Reactions: East End Ave
Concordo su tutto, salvo sull’economia di Dubai che è molto più seria (e solida) di quanto si pensi

È solida ma fidati, già col Covid ce la siamo vista brutta, io avevo perso il lavoro e comunque lavoravo nel lusso (e l'ho ritrovato in 3 mesi). I negozi facevano sconti che voi umani... Ed i prezzi di affitti e vendita di case sono colato a picco in pochi mesi. È solida ma dipende troppo dal traffico di persone e merci, purtroppo sono dipendenti dal trasporto aereo e navale, via terra puoi fare qualcosa ma per andare oltre al KSA sempre da Iraq e Siria devi passare...
 
È solida ma fidati, già col Covid ce la siamo vista brutta, io avevo perso il lavoro e comunque lavoravo nel lusso (e l'ho ritrovato in 3 mesi). I negozi facevano sconti che voi umani... Ed i prezzi di affitti e vendita di case sono colato a picco in pochi mesi. È solida ma dipende troppo dal traffico di persone e merci, purtroppo sono dipendenti dal trasporto aereo e navale, via terra puoi fare qualcosa ma per andare oltre al KSA sempre da Iraq e Siria devi passare...
Questo articolo, forse un filino calcato, sembra darti ragione: