[TR] Il Grande Fiume.


Mai avrei immaginato un bel giorno di aprire il forum e trovarci un TR sulla zona da dove vengo! Per di più appena dopo aver letto delle isole Chatham su un altro TR, agli antipodi.
Il nome Maleo non lo sentivo da quando ci sono passato anch'io durante un lungo giro in bici, quando ancora andavo a scuola, oltre vent'anni fa...
Racconto coinvolgente come sempre.

Da appassionato di Guareschi e dei relativi film ho anche apprezzato l'ultima foto.
+1
 
livello tra l'epico e l'eroico..... tra piste ciclabili che neanche qui in Olanda sono cosi, e la Casa del Popolo di Guareschiana memoria, direi che siamo messi molto bene.....
Avanti con l'Autan !! 😁
 
Mondo Piccolo

Ci eravamo lasciati a fine tappa, davanti alla Casa del Popolo. Quale casa? Quale popolo? Non puo' che esserci una risposta: Brescello, ovviamente.

Ottant'anni fa, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, si tenevano le elezioni comunali a Brescello. Vinse un tale Bottazzi Giuseppe detto Peppone, di professione meccanico. Riparava trattori russi e automobili propulse a promesse elettorali, o cosi' narra la leggenda. In canonica, la notizia non viene presa bene dal prelato del paese, un tale Don Camillo. O magari era tutta un'invenzione.

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I libri di Guareschi, in casa, giravano parecchio. Da bambino, quando andavo da mia nonna ("Le pattineeeee!", su quel parquet lei aveva eliminato gli attriti), i libri di Guareschi erano una delle cose che potevo prendere senza nemmeno chiedere. E, prima ancora di vederne i film, avevo gia' letto di Don Camillo, di Peppone, del Gesu' parlante e, ovviamente, del Grande Fiume. Il sole che picchia martellate in testa alla gente, le storie di quel parva mundi che, a me, sembrava cosi' lontano da sembrare quasi mitologico. Mia nonna era stata sfollata, durante la guerra, in posti del genere e ne aveva un ricordo abbastanza dolce, per quanto potesse essere dolce una donna come lei. E qualcosa, un vago senso di nostalgia, m'e' rimasto addosso.

Abbiamo visto tutti i film, insieme, e sebbene siano invecchiati raccontano di un passato dove, a prescindere dalle divisioni ideologiche, era ancora possibile lavorare per il bene comune in uno spirito bipartisan che ora sembra morto. I protagonisti di Don Camillo non erano persone perfette - uno manesco, l'altro non immune al fascino delle donne, entrambi con un tasso etilico da tassista kazako - ma era proprio questo che me li faceva piacere. Ne' perfetti ne' figghebbottana.

Avevamo deciso apposta di fermarci a Brescello e di non fare la benche' minima dose di ricerca. Il rischio di finire in un paese morto e stramorto, uno scheletro di case nella pianura, c'era. Dopotutto il borgo conta cinquemila anime a star larghi. Ma, non appena arrivati, ci si palesa questo, sulla scuola:

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E forse, ma dico forse, le cose sono leggermente diverse.

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C'imbattiamo in una specie di centro sociale autogestito, sembra di essere a Torino nel 2006.

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Poi, di fianco al museo di Don Camillo, ecco l'M26 Pershing a ricordo del carro armato usato nel film Don Camillo e l'onorevole Peppone.

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Canyon ed io ci infiliamo persino in chiesa. Roba mai fatta da un decennio. C'e' un cartello epico, all'ingresso, firmato dal parroco, che dice "Tenete chiusa la porta altrimenti entrano i piccioni". Queste sono le vere esperienze di viaggio.

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Dio ci vede, specialmente nel segreto del seggio... ma dov'e' LUI? Dov'e' il Cristo parlante?

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Ah, eccolo. Non ci dice nulla, pero'. Sara' il caldo.

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La piazza e' imballata. Un palco, un generatore diesel della Protezione Civile, sedie e tavoli ovunque. Prendiamo uno spritz al bar di Don Camillo, piazzato all'opposto della chiesa e di fianco a quello di Peppone, che ci promettiamo di provare, e il barista ci dice che si celebra la festa del santo patrono, San Genesio (ottimo nome per una marca di amari, o per una bici in acciaio), e che stasera c'e' la sagra e robe varie tipo le scuole di danza dei bambini, la presentazione della squadra di calcio locale - che non si chiama Dinamo, purtroppo - e via dicendo.

Fossimo in Piemonte rifuggerei le sagre, ma decidiamo di partecipare. Facciamo aperitivo poco distante, poi l'aperitivo diventa cena, apriamo una boccia di Lambrusco che scende che e' un piacere, e poi ci trasferiamo in piazza. Sul palco ci sono donne che cantano come se fossimo ad Amici di Maria de Filippi, la piazza e' gremita, bambini ovunque. L'aria e' fresca, c'e' un bel venticello. Iniziano le scuole di ballo, Canyon ed io ci sentiamo leggermente in imbarazzo a essere li', in mezzo a gente che si conosce, a guardare bambini non nostri che ballano sul palco. Ma scoviamo poco dopo un chioschetto che serve birra e alcolici vari. Prezzi popolari. Ci dia ventordici Moscow Mule, buon uomo e' l'ordine del giorno. Ci mettiamo leggermente in disparte a goderci questa scena, telefoni rigorosamente in tasca. Il paese e' in festa, i bambini piu' grandicelli ballano, le famiglie se la contan su. Gli anziani demoliscono porzioni di tortello, i trentenni e quarantenni fanno capannelli con in braccio i bambini, ci sono Sikh e gente di colore che se la chiaccherano con famiglie autoctone, un idillio. Il programma e' andato a farsi benedire, si fa casino.

E forse, mi dico, quel piccolo mondo non e' mai morto. M'immagino Don Camillo e Peppone, seduti ai tavolacci dell'associazione di volontariato, a bersi il quindicesimo bicchiere di amaro e a fumarsi un mezzo toscano, mentre il paese festeggia e c'e' una brezzolina splendida. Non si sentono nemmeno le zanzare.

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Wow. La parte non veneziana della mia vita in Italia l'ho passata a Bologna, ai piedi della Padania. Rivedere i filari di pioppi mi ha riportato al periodo del liceo. Grazie. Sabbioneta è un posto magico secondo me, dal secondo teatro coperto più vecchio del mondo (dopo quello di Vicenza, credo), alle strade, ecc. Spero che Instagram non la scopra mai. Da appassionato di Guareschi e dei relativi film ho anche apprezzato l'ultima foto.

Non commento lo stile del racconto perché mi ripeterei… vabbè, ripetiamoci… fantastico come sempre.

Prego, anche per me e' stato un mezzo ritorno al passato, se non altro un ritorno ai panorami che vedevo in treno. Su Sabbioneta condivido le tue speranze; il rischio, penso, e' abbastanza remoto. Persino Cremona aveva pochi turisti.

Che Cthulhu preservi Scarab a lungo, anche e soprattutto per descrizioni come questa:

Sacrifico subito un capretto!

Medaglia al valore civile per aver postato un live da KEXP, da Seattle sempre e solo grandi cose.

DaV

I fonici di KEXP sono incredibili!

Tutto eccezionalmente bellissimo. Come sempre d'altronde!

Grazie!

Mai avrei immaginato un bel giorno di aprire il forum e trovarci un TR sulla zona da dove vengo! Per di più appena dopo aver letto delle isole Chatham su un altro TR, agli antipodi.
Il nome Maleo non lo sentivo da quando ci sono passato anch'io durante un lungo giro in bici, quando ancora andavo a scuola, oltre vent'anni fa...
Racconto coinvolgente come sempre.


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Alla fine, la Bassa e' un luogo dell'anima! Grazie pe rleggere.

livello tra l'epico e l'eroico..... tra piste ciclabili che neanche qui in Olanda sono cosi, e la Casa del Popolo di Guareschiana memoria, direi che siamo messi molto bene..Avanti con l'Autan !! 😁

Sinceramente sono rimasto estremamente stupito dall'infrastruttura.

Una volta ti immolavi per molto meno :cry:

Come dice Er Piotta, non son piu' er ghepardo de na vorta.
 
La sosta e Brescello è da TR "Platinum Tier"!

P.S. sapevi che la famiglia di Fernandel era di origine piemontese? Perosa Argentina, per l'esattezza (il cui nome è già tutto un programma).
 
E poi eccoci a Sabbioneta, città costruita dal Vespasiano Gonzaga in base ai principi della città ideale, principi ovviamente messi in atto per la prima volta a Camandona poco sopra Biella. Ma non ditelo a Sabbioneta e a Palmanova.

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Sabbioneta ... c'è qualche cinefilo in giro che ha visto La strategia del ragno . Bernardo Bertolucci (1970)?

date retta a un bischero; si trova un rete e dovrebbe essere anche su RaiPlay. Borges in pianura padana.
 
Richiedo alla alta gerarchia del forum, pur sapendo che nulla sfugge all' occhio vigile di codesto comando, di disciplianare le pubblicazioni e le tempistiche dei Rapporti di Viaggio affinche' ' non si sovrappongano temporalmente tali racconti ai quali sono dovute le massime attenzioni!
Sanzionando i trasgressori con l' assunzione da 2 a 4 scatole in una unica soluzione di Confetti Falqui
 
La parte strana della Padania.

Brescello, giorno.

Ci svegliamo. Male. A qualche punto della notte il condizionatore s'è spento (la proprietaria della struttura, giuliva, mi dirà "Eh ma così non vi viene il colpo d'aria!" per poi stupirsi quando cerco di murarla viva per punizione). I ventordici muli moscoviti imbibiti la sera prima sono ancora lì, sullo stomaco, impastati assieme a tre giorni di gnocco fritto, prosciutto e grana.

Usciamo dalla stanza cinerei. Sarei pronto ad abbracciare un consulente di McKinsey se quest'ultimo si presentasse con una Moka carica di caffè. Salutererei il mio ex-capo se mi fornisse un Hario V60 caricato come si deve. E invece i bar son chiusi, e noi partiamo masticando Gaviscon e bestemmie a denti stretti.

Il Po ci saluta, dopo poco giriamo verso l'interno. Pieghiamo verso Gualtieri, dove rischio di essere investito da un'auto che girava alla membro di quadrupede domestico, e Canyon a momenti non fa un frontale con un vecchietto con poca voglia di spostarsi e ancor meno voglia di rispettare il codice della strada. Gualtieri, paese siddiato.

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Di lì cambia tutto, però. Troviamo un bell'argine, un'ancor più bella ciclabile, e via che si viaggia. Si alza pure un qual certo venticello, e in men che non si dica non siamo nelle vicinanze di Reggio Emilia. Per me la parte strana della Padania. Ligabue viene da queste parti. Orietta Berti e l'unica statua di Lenin da questa parte della Cortina si trovano a Cavriago, come ben sappiamo. E, poi, fuori Reggio, ci troviamo a un incrocio tra via Geiger (contatori, anyone?) e il paese di SESSO.

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Sempre dritto! urla Canyon, improvvisamente caldo come un boiler.

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A destra!

Ed eccoci qua. Sesso, o seeesssoh come dicono gli autoctoni, zona 30. Di azione, però, pochina. Ci fermiamo a un baretto gestito da un duo madre-figlia asiatico. La clientela si compone di un signore che spiega al telefono, in un marcato accento calabrese, che ieri hanno arrestato suo cugino per aver tamponato un'auto con la sua bici elettrica. Davanti ai Carabinieri. (Concorre anche lui che era un minchione). A seguire coppia di balcanici lievemente terrificanti e, cosa peggiore di tutti, un sessantenne in polo, pantaloni di velluto, gilerino di cotone e una di quei borselli di cuoio che tengono solo i capitreno o i testimoni di Geova. Buttiamo giù i nostri espressi che sanno di catrame e scappiamo a gambe levate.

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Reggio, o Reez, si presenta tranquilla, assolata e splendida. Canyon dichiara che vuole un gelato, e prende la repellentissima combinazione "parmigiano e olio extravergine di oliva". Io mi limito a mangiare una pesca. A seguito, decidiamo di fermarci in uno spaccio di formaggi, cosicché Canyon possa comprarsi del parmigiano. Si fa consigliare un posto da una delle sue tante amanti - non a caso lo chiamavamo Il Valerio Merola di Cossato - e partiamo in tromba.

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La campagna emiliana è florida e ridente. Aziene agricole che sembrano quotate in borsa, granai come missili Saturno V, pannelli solari de sopra e sotto le forme a riposare al fresco, frutteti e belle case coloniche. Passiamo vicino a un matrimonio in corso, e con una breve deviazione ci fermiamo all'azienda casearia suggerita dall'amante numero 3. Caseificio 4 Madonne. Un nome, una garanzia.

E poi, beh, poi siamo già praticamente a Modena, e il giro finisce. Arriviamo automaticamente in piazza del Duomo, io perchè ci sono stato assieme al sodale Basso e all'altro sodale Yt, Canyon per motivi, diciamo, materassistici. Ed è subito un impatto duro: il cameriere di un baretto ci dice che non possiamo lasciare le bici davanti, c'è un capannello di cretini che prova e riprova un balletto per TikTok, sento un accento americano dire proschiuttow.

Giriamo l'angolo, e troviamo un baretto più tranquillo. Dal soffitto penzolano magliette della Molteni e salami. Si chiama La Bicicletta e fa al caso nostro.

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La sosta e Brescello è da TR "Platinum Tier"!
C'è chi viaggia in First e chi va a Brescello!

P.S. sapevi che la famiglia di Fernandel era di origine piemontese? Perosa Argentina, per l'esattezza (il cui nome è già tutto un programma).
Certo, per quello che l'era un brau mat!

Sabbioneta ... c'è qualche cinefilo in giro che ha visto La strategia del ragno . Bernardo Bertolucci (1970)?

date retta a un bischero; si trova un rete e dovrebbe essere anche su RaiPlay. Borges in pianura padana.

Non l'ho visto ma mi adopererò.

Richiedo alla alta gerarchia del forum, pur sapendo che nulla sfugge all' occhio vigile di codesto comando, di disciplianare le pubblicazioni e le tempistiche dei Rapporti di Viaggio affinche' ' non si sovrappongano temporalmente tali racconti ai quali sono dovute le massime attenzioni!
Sanzionando i trasgressori con l' assunzione da 2 a 4 scatole in una unica soluzione di Confetti Falqui

Chiedo umilmente perdono!

Stiamo disciplinando la somministrazione di Afasol ai trasgressori!

Com'è umano lei!

Sei una penna d’oro, meraviglioso.

Grazie di cuore.
 
Rientro

Stazione di Modena, ore 14 e qualcosa. Gran ressa tra noi che dobbiamo prendere il regionale per Milano. Canyon la butta lì "ma, senti, e se prendessimo il Frecciarossa?". Mi turba spezzargli il cuore: l'Italia non è il Giappone, sull'Alta Velocità le bici non salgono. Per cui eccoci qui, in attesa.

Mi aspettavo un treno tipo quello che prendevo tra Milano e Torino, con le battone e la puzza di cimici a ogni frenata. Invece ne arriva uno a due piani, pure con l'aria condizionata (poca, eh, che poi arriva il colpo d'aria). C'ha pure una rastrelliera per le bici. Peccato che sia grosso la metà di ciò che serva.

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Due orette, quei cinque minuti di ritardo accademico, e sono a Lambrate. Saluto Canyon, che invece scenderà a Centrale, e pedalo al Moxy. Smonto la bici in un bagno di sudore, ma non c'è problema, tra poco ci sarà cena al vertice con persone di un certo livello.

Nel frattempo passa @OneShot a far scendere un suo collega.

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Di li a poco, pulito e profumato, vengo raccolto dal panfilo di @Dancrane per una cena con l'esimio @Viking. Si parlò di industria casearia, del comparto dell'autoveicolo, di transizione energetica, del rimpatrio di connazionali in situazioni di precarietà e di un futuro più radioso per tutti. Prese le decisioni, bevute le birrette, è il momento dei commiati, di una notte al Moxy e del ritorno a Londra, ché il lavoro fancazzismo incombe.

Il giorno seguente, a un orario molto consono (le 10) mi appropinquo al Forlanini, che ritengo dovrebbe esser intitolato a Bobby Solo, a Orietta Berti o al Dogui nazionale.

L'area ITA Airways si presenta bene, se non fosse per quei soffitti bassi. Pazienza.

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BA ha una coda stratosferica (tipo 20 persone) per Club, e nessuno per Barbon. Ci sono anche altre tre bici, e mi metto di fianco al primo della lista. Il mio tentativo di fare il simpatico (abbiamo la stessa bike box, dai) non desta alcun risultato. Guardo bene il proprietario dell'altra bike box, vedo il tatuaggio col logo dell'Iron Man, l'altro tatuaggio con su scritto "Shut up legs" e, in ultimo, quello che dice "Maximum effort" e mi torna in mente il compianto Rupert Sciamenna in Mai Dire Cinema. In più torna a Cincinnati.

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Faccio check-in primo tra i barboni, deposito il collo, e vado airside. C'ho messo giusto tre anni a capire che il soffitto di questa zona di LIN è così di default, non è che ci sono delle impalcature per lavori sopra.

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E vado nella lounge di BA. Un tempo era una specie di stanzino buio, cupo, senza finestre e con una scelta di cibo nefanda. Ora rimane sempre uno stanzino senza finestre, ma almeno non è più cupo e la scelta di cibo è a dire il vero decente. Meglio di Galleries a Londra (e graziarc*zzo, diceva mio cugino).

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Poi, la lounge cala l'asso. C'È IL BRAULIO.

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il che vuol dire una cosa sola, Valtellina Libre para todos!

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Arriva il momento dell'imbarco, nel ripostiglio che è il B28.

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Aviapartner, stavolta vecchio modello. Onestamente fa molto Crédit Agricole.

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Ed eccoci al nostro ferro:

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G-TTNL, 320neo d'epoca Cruziana con panche dietro, le prese di corrente seminascoste, le cappelliere mignon e i vecchi colori. Andrebbero rifatti, ma con calma eh.

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Saliamo tutti a bordo, e stavolta l'equipaggio non è buono come quello dell'andata. Sempre bravini, eh, ma il solito ordine viene consegnato così.

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Male, perdio, male [cit.]

Faccio che prendere il pranzo, che m'intrigavano i tortelloni, e si presentano senza infamia nè lode. Una volta c'era anche l'insalata, o un antipasto, ovviamente quei 5 centesimi andavano risparmiati.

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In bagno scopro che White Company non c'è più, sostituita da questi qui. Mboh.

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E poi niente, un atterraggio un po' brioso e siamo a T5, Gate A7, un lunedi pomeriggio molto tranquillo. Scopro che il Nairobi di oggi è cancellato, e che LHR ha sempre i FIDS che girano su Windows XP. Cyber security, questa sconosciuta.

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La riconsegna del bagaglio, qui, è sempre una lotteria. Due delle bici sono già in attesa, ma le valigie si fanno aspettare. Dieci, venti, trenta minuti. Due bambini cretini giocano con i sensori del nastro finchè non esce un tizio a cazziarli. Poi iniziano ad uscire le valigie.

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Ed ecco la mia:

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Eccoci qui, finita. Vi lascio con un ultimo monito:

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Godibilissima lettura come sempre. Complimenti !

A proposito di SESSO, in quel di Ravenna abbiamo GODO però pronunciato con la O chiusa.

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il che vuol dire una cosa sola, Valtellina Libre para todos!

BRAVO!

ovviamente quei 5 centesimi andavano risparmiati.

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E ma poi gli azionisti come fanno che il ROI cala di un infinitesimo di punto! Una prece però per la falena morta sui tortelli :D

DaV
 
Faccio che prendere il pranzo, che m'intrigavano i tortelloni, e si presentano senza infamia nè lode. Una volta c'era anche l'insalata, o un antipasto, ovviamente quei 5 centesimi andavano risparmiati.

C'era addirittura il formaggio a un certo punto!

Seriamente, questo è il più hardcore dei TR, roba che Somalia o Yemen scansateve!.
Non riesco a pensare a un luogo terreste più ostile alla vita umana della Pianura padana ad agosto.
 
Grazie delle info e della condivisione !
Posso chiederti come ti trovi con la borsa semirigida e che borsa è ?
Io sono in partenza per la Sicilia versione bike-packing, sarà la mia prima trasferta in aereo con la bici, e visto che arriviamo a Trapani e ripartiamo da Catania (Etna permettendo...) abbiamo optato per impacchettare la bici, smontata e ben protetta, nei cartoni tipo quelli con cui le consegnano.
Vediamo come andrà , speriamo bene, ma per il futuro non mi vi dispiacerebbe avere una soluzione, un po' meno artigianale.

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