TR Il Grande Fiume.


Scarab

Utente Registrato
26 Aprile 2012
12,268
12,922
Color verde petrolio, limaccioso, indolente come il granduca Harkonen nella trilogia di Dune nell’interpretazione, invero magistrale, di Stellan Skarsgard. Lento, all’apparenza placido, ma segretamente potente. È questo il grande fiume.

Vi immaginerete magari il Volga, il Mississippi, lo Yangtze. Il Rio delle Amazzoni.

Ho visto il Syr Darya, e anche l’Amu Darya, dai. Ho visto blocchi di ghiaccio che andavano sul Danubio, davanti al Parlamento ungherese, gabbiani impettiti a bordo. Ho vomitato nel Sumida. Ho visto il Don, seppur dall’alto, ghiacciato come lo vide mio zio nell’ultimo inverno in cui potè dire di aver 10 dita dei piedi. Ma solo può essere il grande fiume, come lo descriveva Guareschi.

È ora, cari miei, di vedere il Po.

Ogni anno, il sodale Canyon ed io abbiamo un appuntamento col bikepacking. Fine agosto: bank holiday per me, quel momento in cui la vigna e gli affari sono tranquilli per lui. Una settimana al massimo, magari meno. Slovenia, Grappa e Dolomiti Bellunesi, Dolomiti vere e proprie, Via del Sale. Sono io ad organizzare, e il mio subconscio vuole salite. Quest’anno, però, Canyon dice: “basta 300km e 9000m di dislivello, ti prego”. Percui è all’epicentro del piattume che punteremo. I 300km sono assicurati; il dislivello, beh, sarà millimetrico. Il 320neo di BA volteggia a sud di Milano, e lì siamo diretti. Pioppi, rogge, un numero di Avogadro di moschini zanzare e tafani. La Padania incombe.
 
LHR-LIN

I TR di questo forum, ultimamente, ci stan trattando troppo bene. Australia, Nuova Zelanda, il Kazakhstan, le compagnie recondite che solo @ALESSIO78 riesce a scovare prima che portino i libri in tribunale... roba per palati fini. Riportiamo le cose un po' a livello.

E iniziamo con una finissima vista della Piccadilly Line, un giovedì pomeriggio di fine agosto. Tutti sembrano non aver voglia di fare un beneamato, io in primis. E infatti in metro non c'è nessuno.

TR_Padania-01.jpg

Vogliate pascervi della vista di questo meraviglioso vagone Metro Cammell annata 1973. Pare che i suoi giorni siano contati, i treni ordinati nel 2018 sono in arrivo e, da qua a fine 2027, dovrebbe entrarne in servizio un numero compreso tra uno e magari anche due. Nel frattempo, a dorso di cammello dondoliamo verso Heathrow.

TR_Padania-02.jpg

Ed ecco i miei averi. Vi risparmio l'arrivo, il check-in, lo sbolognamento della valigia e l'espletamento dei controlli di sicurezza. Oggi siamo persino in Club Europe, perchè la franchigia bagagli è di 2x32kg e, qualora il differenziale tra EuroTrash e Club sia prossimo alle sessanta sterline (costo dell'heavy bag surcharge) io vado per quest'ultima.

Vi risparmio anche il pellegrinaggio alla Galleries South, che si presenta come sempre da 15 anni a questa parte.

TR_Padania-07.jpg

Hanno aggiunto un bidone di gelati Jude's ai gusti di: fango, vaniglia e fanghiglia. Incredibile come gli inglesi riescano a rovinare anche le cose semplici.

TR_Padania-03.jpg

In offerta prosecco che all'A&O di Piazza Curiel a Biella costa sui 5 euri la boccia. Per lo sciambagn devi ordinare, e siccome non ti dicono cosa sia suppongo che provenga dalla boccia in cartone del Ronco.

TR_Padania-04.jpg

Ignoro i vini, il buffet sembra quello della mensa in azienda, andiamo a vedere i gin.

TR_Padania-06.jpg

Pink Gin Gordon's: ma anche no. Infatti il Tanqueray si gira sconvolto. Buono quello all'arancia, penoso quello col blackcurrant francese (sapeva proprio di detersivo), mentre... parliamo del gin alcohol free (quello classico). L'ho provato così, liscio, convinto che avrebbe fatto schifo. E invece no. Sorprendentemente. Me ne bevo un paio con la tonica Fever Tree giusto per confermare.

Lato whisky e bourbon. Io non ci capisco nulla quindi lascio a voi.

TR_Padania-08.jpg

La lounge, come sempre, è strapiena e, come sempre, dopo venti minuti mi sono già fresato le gonadi. Fuori non si vede molto:

TR_Padania-09.jpg

Oggi, poi, stando al Met ci sono temporali e quindi è tutto un delirio. Abbiamo 30 minuti di ritardo, ma esco comunque all'ora di imbarco prevista per farmi un giro, salutando il cavallo cui, nel frattempo, qualcuno ha messo la giacca. L'estate sta finendo, dicevano i Righeira.

TR_Padania-10.jpg

L'avessi mai fatto. Il T5A è un bailamme. Tra il fatto che opera a capacità (35mio pax, unico tra i terminals di LHR), tra il fatto che HAL lo ha enshittified con un aumento progressivo delle boutique e negozi, è diventato una bolgia. La mente corre ai tempi delle Olimpiadi, quando ero giovane e aitante e T5 era proprio un bel vedere. Ampi spazi a sedere, angoli tranquilli, caffè ancora a prezzi decenti (per Londra). Ricordo con affetto il baretto al gate 18. Ora è una lounge. Ricordo anche l'angolo relax al gate 7. Ora è una lounge anche quello. Giro al lato del gate 18 e scopro che stanno costruendo un'altra lounge al posto di una delle ultime zone a sedere nei gates. Oramai T5 è Wetherspoons - Duty Free - Boutiques - Lounge.

TR_Padania-11.jpg

TR_Padania-12.jpg

È arrivato pure Zegna. Passo davanti al negozio - vuoto, ovviamente - e sento il buttafuori dire "Pussa via che spaventi i clienti".

TR_Padania-13.jpg

Nel frattempo apre il gate, e il nostro carico di bauscia, americani, inglesi vestiti da gelatai e milanesi di ritorno dalle ferie rotola giù per la jetty del gate A23, l'ultimo giù in fondo, verso il prode G-TTSH, un A320neo che arriverà a compiere un anno di lì a poco, ancora bello sbrilluccicante.

TR_Padania-15.jpg

A bordo, nuovi interni coi sedili Recaro di ultima generazione, SkyFlex o comesichiama (quello col galley col finto legno, le lucine stile ingresso di un casino a Dubai, cappelliere larghe), consolle tra i sedili in bisnis e presa di corrente davanti, invece che infilata in basso tra i sedili. Non ho più seguito la vicenda (me ne sono andato e, sinceramente, ho di meglio da fare) ma non ho ancora capito se gli altri A320neo verranno rinfrescati con questi interni o meno.

Comunque, siamo in ritardo di trenta minuti, non coadiuvati dal fatto che una buona metà dei passeggeri sembra impermeabile agli annunci degli assistenti di volo che si raccomandano di metter le valigie in cappelliera di taglio. Ci sono anche dei pittogrammi a prova di foca, ma poco importa. Ora, mi si conceda un excursus: io non dico che Mao fosse una persona perbene, non sono come quelli che dicono che il Duce ha anche fatto cose buone. Però, detto tra noi, io devo dire una cosa: secondo me, Mao, quando dice che si deve colpirne uno per educarne cento ecco, si, Mao... in quel caso, c'aveva ragione. Perchè io sono sicuro che, se al primo che infila la valigia ad minchiam, gli assistenti di volo rifilassero uno schiaffo con una mazza da cricket secondo me risolveremmo un sacco di problemi.

Purtroppo il maoismo 2.0 non prende quota, mentre noi sì. Decollo e inizia il servizio. Dalla regia 8200, mi dice che l'in-flight lead in servizio oggi è proprio bravo. Bene. Infatti chiedo un G&T, lui annuisce e mi fa "You look like somebody who needs a double".

Non avevo mangiato in lounge perchè, di solito, in Club si mangia meglio. Dimenticavo che a quest'ora c'è il tremebondo afternoon tea. Evito i tramezzini al gusto di melma, e mi ritrovo con codesto piatto:

TR_Padania-16.jpg

Da destra: macchia di brodo primordiale con annesso organismo dell'epoca. Una fettina di brie, una fettina di Leicester (buono come fermaporte), uno spicchio di cetriolo, un tocchettino di pomodoro evidentemente coltivato a Waterside, un quarto di Scotch egg, un quarto di quiche, una foglia di lattuga e del trasü de ciüc, come diceva mia nonna. Ora, intendiamoci, lo scotch egg e la quiche erano buone, e una intera sarebbe stata troppa... Ma dividerli in quartini è da cucine dickensiane.

Liquido il tutto in tre secondi netti, e finisco il beveraggio. Oltrepassiamo le Alpi, finendo in una coltre di nubi temporalesche wagneriane - nel senso del compositore, non del pelato russo - e l'IFL arriva a ritirare i vuoti. Senza che io faccia richiesta, giunge quanto segue.

TR_Padania-17.jpg

Inizio a pensare che mi reputi un alcolizzato, ma non ho tempo di pensarci, balliamo parecchio e non voglio ribaltare il sacro nettare.

Due giravolte e un volteggio ed eccoci in arrivo a Linate. Il mio vicino è lì che scrive equazioni sul suo quaderno e quindi si perde la vista su Metanopoli, i vari uffici direzionali dell'ENI, la sede di BMW Italia - la Lourdes e la San Giovanni Rotondo degl'imbruttiti - i commieblocks di San Donato, il nuovo palazzetto dell'Unipol (l'Unipol dome ueeee pheeega) e, più in là, i vari Storti, Curvi, Sdraiati, Diamanti, Boschi Verticali, il Palazzo Cielleste, insomma tutta la Milano che conta. Atterraggio sul velluto e siamo al Forlanini dove ci attendono i capaci Cobus di AviaPartner, come sempre refrattari all'uso dell'aria condizionata.

TR_Padania-18.jpg

Verde lùmbard, giallo zafferano, grigio nebbia: colori che esaltano il genius loci, dialogano col territorio, rafforzano il legame a doppio filo che intreccia il Forlanini all'ambiente che lo circonda. Oppure delle scelte cromatiche terrificanti, tipo l'abbigliamento di Mughini, a seconda di come vi sentite.

TR_Padania-19.jpg

Aeroitalia nella sua nuova mise. A me piace, vero che mi ricorda Malév, ma in meglio.

TR_Padania-20.jpg

Salgo sul Cobus in posizione strategica, primo di fianco alla porta, come mi ha insegnato il Dogui una volta - uè sbarbato, mettiti qui e salti tutti i giargiana! - e per l'appunto sono attraverso i controlli in un secondo, malgrado i macchinari installati da SEA facciano, come sempre, pena. EES ovviamente spento. Mi aspetto un'attesa eterna per la bici, e invece è già lì, allo scarico bagagli fuori misura. Prima tra tutti. Servizio di prima classe al siti eirport, Aviapartner mi rimangio tutte le brutte cose che ti ho detto.

Prendo il mezzo, due vettovaglie al Carrefour, e in venti minuti sono al Moxy poco lontano. Mentre vado in stanza sento un americano, dietro di me, lamentarsi in inglese dell'aria condizionata poco forte in camera. Chissà come gli spiegheranno del colpo d'aria.

TR_Padania-21.jpg
 

Allegati

  • TR_Padania-19.jpg
    TR_Padania-19.jpg
    507.9 KB · Visualizzazioni: 6
Il primo giorno
93km, 112 metri di dislivello. Un cavalcavia, insomma.

L'appuntamento è per le nove, nove e qualcosa, davanti al Moxy. Le condimeteo sono ottimali. L'umidità è a livelli vietnamiti, la temperatura è già a livelli di fusione del piombo e le zanzare sono calde come boiler. Tardo a ungermi di Autan per un minuto e già ho tre bozzi sulle gambe.

TR_Padania-22.jpg

Il sodale Canyon è arrivato da Biella via Santhià, e subito partiamo. Il piano del giorno è: idroscalo, poi ciclabile lungo il canale Muzza, passaggio attraverso Lodi, si passa vicino al castello e poi giù, nel parco fluviale dell'Adda, fino alla confluenza col Grande Fiume a Cremona.

Siamo un pochino titubanti. La Lombardia è zona di business, qui vige l'imperativo di fatturare, mica di andare in giro in bici come dei baluba al venerdì mattina. Ci pensiamo già a decorare il radiatore del BMW X-7 del Mercandalli, spruzzati via dal getto a 200 atmosfere del tergifanali, e l'inizio non è dei migliori. L'idroscalo è chiuso, sigillato dietro una recinzione di pali metallici che sembra il confine a Juarez. Un po' di ingegneria di Komoot, un breve taglio attraverso un parco dove un bell'uomo di una certa età che corre ci dice "ve saludi, giovani" e siamo fuori Milano.

TR_Padania-23.jpg

Breve excursus per descrivere il nostro abbigliamento. Non ho foto, vi bastino le descrizioni. Canyon: jersey tecnico marca Gobik, colorazione definibile a metà tra un Jackson Pollock comprato alla LIDL e l'impatto di un gavettone tirato da un clown. A seguire bib (altrimenti conosciuto come "pannolone" del suo club ciclistico sponsorizzato da una nota ditta di lattoneria e falegnameria di Cossato, calzini di un colore presentabili e scarpe. Scarab: camicia da gravel marca Pamera (vi mando il link, precisando che non l'ho presa a prezzo pieno, il modello è la Mahiole), bib color grigioverde, calzino aerodinamico con i colori di Bermuda compratomi da 8200, cui avevo chiesto un souvenir inguardabile. Immaginatevi un Mondrian ma con diversi toni di rosa. Scarpe da gravel. A Cremona, le signorine dell'hotel pensavano fossi tedesco. Non saranno le ultime.

Comunque, angolo fescion concluso, torniamo a noi. Temevamo la Lombardia, ma non ne avevamo bisogno. Sistemata la zona di Paullo si aprono ciclabili a perdita d'occhio, fatte a regola d'arte. C'è persino un uomo che ne sta ultimando una con cazzuola e bolla. Noi piemontesi falsi e cortesi siamo pieni d'ammirazione per i cugini. Và che strade. Che grandi opere, eh.

TR_Padania-24.jpg


TR_Padania-25.jpg

Prendiamo la ciclabile sul Muzza, dove siamo noi e due papere, più un cigno tronfio. Ovvio, tutti quanti sono a fatturare.

TR_Padania-26.jpg

TR_Padania-28.jpg

TR_Padania-27.jpg

Pensavamo di fermarci a Lodi per pranzo, ma siamo talmente in anticipo che ci mettiamo semplicemente a fare uno snack fuori dal camposanto, grosso tra l'altro come l'aeroporto di Singapore. Sistemata quest'incombenza siamo di nuovo per strada, sotto un cielo plumbeo ma che, al massimo, butta due o tre gocce.

TR_Padania-29.jpg

Asfalto che nemmeno in Giappone. Quando passiamo in città, tutti ci sorpassano con civiltà e abbastanza spazio. L'unico peccato, ci diciamo, è che non si vede il treno. Eh, il treno è sempre il treno [cit.].

Ci fermiamo nel paesello di Maleo per un breve pranzo, e non appena ripartiti il sole inizia a pestare duro. Fortuna che le fontane sono dovunque.

TR_Padania-30.jpg

E poi, tutto ad un tratto, l'Adda s'infila nel Po, ed ecco il Grande Fiume. Ci fermiamo qui, sull'argine, a dirci cose pregne di significato.

Và.
Và.
L'è propi bel.
Oh già.
L'avevo mai visto, io, il Po. Fuori Torino, intendo.
Gnanca mi.
Nduma fej il bagn aj pè.
No che ci sono i siluri.


TR_Padania-31.jpg

Ritrovata la caratteristica ritrosia sabauda per l'acqua, rimontiamo in sella. Cremona è là, in fondo a un viale alberato. Un abitato stretto, medievale, una città di selciati e mattoni rossi, marmo e torri medievali. Violini e cucina che sa già di Emilia, qui ottocento anni fa si mandava a quel paese un Barbarossa, mica balle.

TR_Padania-32.jpg

Ci sediamo in una piazza che grida Ventennio in un bar di romeni. Brava gente, eh, ma non hanno la Radler. "Non la beve nessuno, solo noi e i tedeschi". Male, male.

Aveva dato pioggia tutto il giorno, ma l'abbiamo sfangata. O così pensavamo.

Screenshot 2026-09-14 at 14.52.27.png
 

Allegati

  • TR_Padania-28.jpg
    TR_Padania-28.jpg
    562.9 KB · Visualizzazioni: 6
Fine agosto in pianura Padana in bici è Estremo

Il sodale Canyon non voleva andare in montagna... colpa sua!

Dimmi pure che c’è una deviazione. Dimmi Novara, il Ticino. Galliate.

Gli eroi fanno il Po.
Le leggende, ad agosto, vanno dritte negli zanzarifici del Novarese.

Siamo entrambi bannati da buona parte della provincia, ci lasciano giusto andare a Sizzano, ma previa autorizzazione del Prefetto.

alla vista della metro vuota sono collassato.....
Di la verita'.... quanto ci hai messo a fotoscioppare via tutti? 😁

Serio, non c'era nessuno.

Possiamo avere la statistica sulle punture di zanzare, per segmento?

Ti dirò, tra crema abbronzante FP 70 e VAPE ho creato una specie di sarcofago protettivo alla Chernobyl.
 
La cella.

Temporalesca, intendo.

Siamo a Cremona, in alloggio presso il signorile Albergo del Duomo. Prendiamo possesso della stanza, mettiamo via le bici coperte di fango, e Canyon scopre che al ristorante servon un vino che vuol provare. Allora ci mettiamo fuori, un calice per lui e uno spritz per me, ancora cunscià da bici. Al tavolo a fianco una coppia di quelli che si passano l'inserto di Repubblica. Noi due siamo in beata contemplazione del nulla - Canyon è lì che gira il vino, lo osserva, fa quelle robe da sommelier e da produttore di vino quale è, io semplicemente mi bevo il mio spriss - mentre la coppia è in una discussione animatissima sulla bossa nova brasiliana. Era meglio Joao Gilberto o Jorge Ben? La discussione continua finchè l'uomo intercetta il mio sguardo e chiede cosa ne penso.

"L'unico gruppo brasiliano che mi viene in mente ora come ora sono i Sepultura", rispondo.

I due si spostano un pochino.

Comunque, bevuto il vino, bevuto lo spriss, si fa l'ora di andare a lavarsi e prepararsi per l'indomani. Siamo così affacendati quando sentiamo un rumore. Tipo ghiaia che rotola. Butto fuori un'occhio e il cielo, beh, è diventato latteo come un bicchiere di ouzo, e grandine. "Minchia, piovono arance" commenta Canyon.

Dura dieci minuti di numero, ma all'uscita i danni sono enormi.

TR_Padania-33.jpg

TR_Padania-34.jpg

TR_Padania-39.jpg


Vetri demoliti, travi centenarie volate per terra, cocci e cadaveri di piccione, non un dehor rimasto in piedi. Pochi danni alle macchine, stranamente.

Capannelli di sconosciuti si riuniscono a guardare, impauriti. Sembra che non si sia fatto male nessuno. C'etait un miracle, mi dice una signora francese (o qualcosa di simile).

TR_Padania-36.jpg

"Mai vista 'na roba del genere" è il secondo leitmotiv. L'atmosfera è fresca, ora, profuma di acqua e di polvere bagnata, ma una cappa di preoccupazione cala su questa splendida città medievale. Questo non è normale, nessuno lo dice ma tutti lo sentiamo.

TR_Padania-37.jpg

Andiamo a comprare due cose al supermercato, che per metà è allagato.

TR_Padania-38.jpg

Tutti sono inquieti. Ce lo sentiamo nelle ossa, quel cambiamento climatico con cui tutti si sono sciacquati le palle è qui, e si sente. E nessuno di noi formiche può farci nulla.

Constatato ciò, non rimane che fare una cosa: andare a mangiare, finchè si può.

TR_Padania-40.jpg
 
Torniamo coi piedi per terra, ma una terra genuina. Fatica e sudore di un forumista semplice ed aspro come la terra che l'ha cullato, ma che crescendo l'ha reso colto e comunque lontano dal luccichio della F e della C (se non obbligato): in questi giorni tanti si sono cimentati in viaggi lontani coccolati in comode lie flat, hotel scintillanti e disponibilita' platino.
Qui no. Qui si pedala. Tutto il resto e' frivolezza.
 
Quello che Scarab non vi ha detto è che avevano una macchina d'appoggio e, soprattutto, un filmato delle loro imprese ciclistiche!

Rimedio subito io!
 
Leggendo mi è venuta qualche curiosità "logistica"... Come ti regoli per spedire la bici in aereo? La borsa che si vede nella foto è rigida? E quando arrivi a destinazione cosa te ne fai?

Bel racconto, grazie!

Inviato dal mio Pixel 10 Pro XL utilizzando Tapatalk
 
DC&P

Mattina, Cremona.
Conosco il mio amico Canyon da un quarto di secolo, oramai, e quindi so bene che siamo leggermente diversi al mattino. Lui è un bradipo, io sono un labrador che ha sentito la parola "palla". Malgrado Canyon dorma 5 ore per notte, da bravo diversamente giovane, ci mette quei sei-sette anni a preparsi per la partenza. Fatta colazione, messi su i panni del viaggiatore, prese le bici, unta la catena, siamo ancora lì con lui a ravanare nelle sue borse (peraltro le uniche borse da bikepacking al mondo che sono state costruite già prolassate).

Per cui, per imbarazzarlo ammerda, mi connetto alle sue casse Bluetooth mentre è li che triga, e faccio partire l'epica I ain't no thief dei Viagra Boys. A stecca. Per strada, alle 9 di mattina, col mercato di fianco. A Cremona. Io che faccio lo gnorri e lui che smadonna. :D


Va detto che ai mercatali è piaciuta.

Passiamo la prima mezzora abbondante a levare rami caduti dalla ciclabile che - tra l'altro - appartiene a questo bellissimo progetto, Ven.To. Che grandi opere! E poi si torna su un asfalto liscerrimo.

TR_Padania-41.jpg

Però, saranno Sebastian e tutti gli altri Boys, sarà che ho i copertoni tassellati, mi sale la newranza. Dico a Canyon "Zio, ma se ci buttassimo a fare un po' di sterrato?" e lui subito risponde di si, che altrimenti è troppo facile. In meno di settanta km saremmo a destinazione, altrimenti.

TR_Padania-43.jpg

Ed è subito Kansas. Và che strade, và che meraviglia.

TR_Padania-45.jpg

La Padania è proprio bella. Fa persino fresco.

TR_Padania-46.jpg

TR_Padania-47.jpg

Eppoi, ovviamente, finisce tutto a schifìo. Prendiamo una strada che dovrebbe collegarsi a un'altra strada che, poi, porta alla statale e di lì a Sabbioneta ma... sappiamo tutti come vanno queste cose.

Iniziamo con un incontro quasi a bruciapelo con Pacciani, redivivo, e i suoi compagni di merende. Sono in quattro, Pacciani e altri tre, vestiti in mimetica e stivali di gomma, doppiette a spalla e vecchi fuoristrada - sai, quei Pajero da 3 porte targate ZA- che sono l'auto aziendale del puttaniere padano. Ci guardano con tutto l'amore che possono provare per due vestiti da cretini, di cui uno di colore, per di più in bici. Spunta uno dei cani da caccia e, ovviamente, c'insegue. Canyon parte in tromba, il cane opta per me, e io decido di provare uno dei rimedi anti cane che dicevano su Reddit. Prendo una delle borracce e gli spruzzo un po' d'acqua in faccia. Centro. Il cane si ferma di botto, confuso. Come dicevano i bikepacker su Reddit! Sembra quasi che gli spunti Clippy nel cervello a chiedergli se vuole una mano (i cani, si sa, girano su Windows 95).

Passati indenne, continuiamo fino al grande fiume e li... la strada finisce. In un acquitrino.

TR_Padania-44.jpg

TR_Padania-42.jpg

Proviamo a tagliare per un campo, ma a quanto pare troviamo l'unico campo piantato a fil di ferro esistente al mondo. Ci ritiriamo con le gambe depilate a napalm.

Non rimane che una sola soluzione. Ritorniamo sui nostri passi. Da Pacciani.

Stavolta Canyon, il pusillanime, mi fa di andare avanti. Parto, camicia sbottonata al vento, e saluto Piero & co sventolando le mani e, di nuovo, con i VB a stecca (stavolta la canzone è Troglodyte, di cui vi propongo una versione live di cui sotto. Canzone quantomai appropriata).


Pigliamo una provinciale vuotissima, e siamo di nuovo a regime. La deviazione c'è costata 20km, ma mi sento da Dio e smartello per bene. Anche qui le strade sono epiche.

TR_Padania-48.jpg

E poi eccoci a Sabbioneta, città costruita dal Vespasiano Gonzaga in base ai principi della città ideale, principi ovviamente messi in atto per la prima volta a Camandona poco sopra Biella. Ma non ditelo a Sabbioneta e a Palmanova.

TR_Padania-49.jpg

TR_Padania-50.jpg

TR_Padania-51.jpg

TR_Padania-52.jpg

Da lì, poi, è un attimo arrivare a destinazione. Ponte sul Po, e siamo arrivati qui. Si ma qui dove?

TR_Padania-58.jpg

Continua!
 
E io che pensavo che fossi andato all'esplorazione del grande fiume Ngube

View attachment 26593

Esotico uguale!

Torniamo coi piedi per terra, ma una terra genuina. Fatica e sudore di un forumista semplice ed aspro come la terra che l'ha cullato, ma che crescendo l'ha reso colto e comunque lontano dal luccichio della F e della C (se non obbligato): in questi giorni tanti si sono cimentati in viaggi lontani coccolati in comode lie flat, hotel scintillanti e disponibilita' platino.
Qui no. Qui si pedala. Tutto il resto e' frivolezza.

Giù il cappello. Non a caso bevi radler.

E le foto dove sono? Non quelle dello snack o di Singapore!

C'era una vecchia che mi guardava malissimo e non mi sono osato, metti che mi gettava il malocchio. Ma è grosso eh!

Quello che Scarab non vi ha detto è che avevano una macchina d'appoggio e, soprattutto, un filmato delle loro imprese ciclistiche!

Rimedio subito io!

I BOCCETTINIIIIIIIII Eroe.

Leggendo mi è venuta qualche curiosità "logistica"... Come ti regoli per spedire la bici in aereo? La borsa che si vede nella foto è rigida? E quando arrivi a destinazione cosa te ne fai?

Bel racconto, grazie!

Inviato dal mio Pixel 10 Pro XL utilizzando Tapatalk

La bici s'imbarca in stiva, ovviamente smontata. Alcune compagnie fanno pagare cifre maggiorate, alcune a livello da strozzinaggio (Iberia, per esempio). Su altre, tipo BA, sono incluse ma se sfori i 23kg ti fan pagare £60 (a meno che uno non viaggi con franchigia a 32kg). Una cosa che faccio SEMPRE su BA è notificarli. Mettono l'SSR BIKE sul mio booking e almeno così sanno. Se arrivano più di 5 bici c'è un report che "suona" l'allarme (lo so perchè l'ho istituito io temporibus illis).

Per lo stoccaggio della borsa, che è semirigida, di solito mi organizzo col primo hotel. Molto spesso sono gentili da tenermela in ripostiglio aggratis. Per esempio il Moxy di Linate me l'ha tenuta per 3 giorni, senza problemi (grandissimi!). I migliori di tutti sono stati i ragazzi del Villa Fontaine di Tokyo, due settimane senza batter ciglio.

Soprattutto quest'anno, viste le temperature. Dopo tutto i locali parlano di 'sei mesi d'inverno e sei mesi d'inferno'

Alla fine il sudore lubrifica.
 
Wow. La parte non veneziana della mia vita in Italia l'ho passata a Bologna, ai piedi della Padania. Rivedere i filari di pioppi mi ha riportato al periodo del liceo. Grazie. Sabbioneta è un posto magico secondo me, dal secondo teatro coperto più vecchio del mondo (dopo quello di Vicenza, credo), alle strade, ecc. Spero che Instagram non la scopra mai. Da appassionato di Guareschi e dei relativi film ho anche apprezzato l'ultima foto.

Non commento lo stile del racconto perché mi ripeterei… vabbè, ripetiamoci… fantastico come sempre.
 


Chi Siamo

  • AviazioneCivile.it è il portale online dell’Associazione Italiana Aviazione Civile (AIAC), da oltre vent’anni un punto di riferimento nel panorama associativo di settore. La community nasce nel 2005 da un gruppo di appassionati, crescendo fino a diventare uno dei più seguiti forum in lingua italiana sul mondo dell’aviazione civile. Il forum annovera tra i propri iscritti professionisti del settore come piloti e assistenti di volo, manager del trasporto aereo e impiegati in compagnie aeree, aeroporti ed enti pubblici oltre che una forte base di viaggiatori e semplici appassionati.

Statistiche forum

Discussioni
80,897
Messaggi
1,762,392
Utenti registrati
11,351
Ultimo utente registrato
testabd

User Menu