TR FCO-OTP-FCO - Alle radici del 25/12/1989


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1 Febbraio 2012
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Roma
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Premessa, questo è il TR di un viaggio alla ricerca di alcuni dei luoghi storici che hanno contrassegnato la rivoluzione rumena del 1989, nota per essere stata tra le più cruente di quell'epoca incredibile che è stata la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, dove un intero sistema politico è crollato lasciando spazio ad un panorama geopolitico nuovo ma non privo di storture ed errori.

Ci sarà molto OT storico che, ci tengo a precisare, riflette le mie sensazioni e convinzioni e non ha assolutamente l'ambizione di essere esaustivo. Anzi, se nella lettura qualcuno di voi ha da aggiungere elementi storici che io ho saltato, gliene sarei davvero grato.

Tutto inizia qualche settimana fa, quando Baby Boss in modalità "gatto aggrappato ai maroni", mi propone un case study su una meta che, lì per lì, non mi fa assolutamente impazzire: Bucarest.

I suoi selling point: il costo dei biglietti (40 Euro a testa a/r con Wizz), gli orari comodi per il weekend (partenza il sabato mattina e rientro il lunedì mattina presto) e le famose terme di Bucarest (davvero notevoli).

Inizialmente non sono convintissimo, a dire il vero, ma due elementi mi convincono sopra ogni cosa:
- l'occasione di vedere con i propri occhi alcuni dei luoghi della prima rivoluzione che il mondo ha guardato in diretta (vedremo infatti poi il ruolo fondamentale giocato dalla sede della TV di stato); io quelle giornate concitate e caotiche vissute davanti alla TV le ricordo ancora come se fossero ieri, così come ben ricordo l'angoscia alla notizia (falsa) che vi erano decine di migliaia di morti in piazza (numero poi ridimensionato a "sole" 1.104 vittime).
- la figaggine delle terme, una struttura modernissima a poche passi di Otopeni che mi ha davvero lasciato a bocca aperta. Qui il walthrough che mi ha definitivamente convinto che quella era una meta obbligata.


La formazione di viaggio è ridotta a 4 poiché mia moglie sarà fuori per lavoro. Siamo quindi io, Il Laureando (che già scalpita all'idea di vedere un altro Paese ex blocco sovietico), Baby Boss e La Piccola.

Sarà una vera e propria toccata e fuga (partenza sabato mattina e rientro lunedì mattina) perché il Laureando è sotto esame (sta a -2, lode sia al Signore!) e La Piccola ha l'esame di terza media alle porte.

Baby Boss ha già pensato a dove dormire e mi propone la prima notte in centro (zona Università) e la seconda notte a due passi dal terminal (nel cosiddetto Airport Residence) così da sfruttare la vicinanza con le terme e minimizzare al contempo l'alzataccia del lunedì mattina per prendere l'aereo. In entrambe i casi si tratterà di appartamenti presi su Booking a prezzi molto popolari. Quello in zona Università bene ma non benissimo (poi vi spiegherò il perché) mentre quello vicino al termine ottimo (e consigliato).

Detto fatto, compriamo tutto online, compresi biglietti per le terme che visiteremo domenica pomeriggio, per restarci fino a dopo cena.
Per il parcheggio a FCO, memore del livello di occupazione dei parcheggi A e B dei miei ultimi viaggi, questa volta vado sul sicuro e provo con il parcheggio lunga sosta coperto, che sul sito viene dato con 1.500 posti liberi.

Il giorno della partenza ci muoviamo per tempo anche perché il lunga sosta richiede almeno 20-25 minuti in più nel calcolo dei tempi di arrivo al terminal.

Arrivati al Lunga Sosta senza troppi indugi parcheggio nella prima zona coperta disponibile, ovvero la zona arancione. La fermata della navetta è a pochi metri e, dopo un'attesa di poco superiore ai 5 minuti, arriva un bus nuovissimo e con aria condizionata. Per ora niente male.

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Prendo mentalmente l'orario di partenza e quando arriviamo davanti al T3 sono passati esattamente 18 minuti.

Considerando che 1) il parcheggio aveva molti posti liberi (quindi zero sbatti, come direbbe la Gen Z) e che 2) mi è costato una sessantina di euro contro gli oltre 100 dell'A-B-C-D, mi sembra un ottimo compromesso tra costo e tempi di percorrenza.

Arrivati al T3 c'è il consueto traffico bestiale di gente ma tramite Amex Platino passiamo dalla Fast Track e in pochi minuti siamo airside.
Io ed il Laureando riusciamo anche ad infilarci in una delle lounge del circuito Priority Pass del T1, sempre grazie alla Amex. Le lounge sono molto affollate ma qui riusciamo ad entrare senza fila.
Il tempo di un caffè e qualche pezzo di torta e si fa già l'ora di imbarcare. Navigare fino al gate non è agevole perché sembra di stare alla sagra delle salsicce di Vertemate con Minoprio.

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Ho la sensazione che il 2026 chiuderà per FCO più vicino ai 55 milioni di pax che ai 51 del 2025, ma di questi tempi chi può dirlo?

Oggi ci porta a OTP HA-LXG, un onesto 321ceo di 9 anni di età, ben portati. L'imperscrutabile app di Wizz questa volta ci ha assegnato a caso le file 3 e 4, nonostante il volo sia bello pieno, con maggioranza di pax rumeni, a occhio.
Accanto a me si siedono una signora rumena di almeno 90 anni e la figlia. Lei è vestita come in un quadro del periodo romantico di metà ottocento: abito rosso, cappello di paglia, fiore all'occhiello, gioielli e trucco. Grazia e compostezza, meravigliosa. Metterei la firma per avere sempre passeggere così piuttosto che i coatti romani o le chav anglosassoni conciate "come film di orore" (cit. Bastianich).

Il volo parte puntuale e arriviamo in anticipo di una ventina di minuti. A bordo equipaggio interamente maschile, ovviamente di base a OTP.
Qui il confortante panorama dalle prime file che ci sono toccate.
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Così come a SOF qualche settimana fa, anche qui ampio distaccamento di KC-135 americani. Al centro anche un AN-30 rumeno.
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L'uscita dal terminal è molto rapida, con la stranezza che a OTP c'è un terminal per gli arrivi e uno per le partenze.

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Qui siamo davanti alle partenze, in zona pick-up Bolt. Qui il primo intoppo: Bolt, forse per retaggio Covid, non consente più di tre passeggeri a bordo, ma noi siamo 4. Arrivata la macchina, non ci sono storie e tocca annullare la corsa pagando 5 euro di penale. Baby Boss non si scoraggia e, nella necessità, scopre una chicca, ovvero il servizio Blue: molto meglio di Bolt, ha una flotta di auto nuovissime e le corse hanno fondamentalmente lo stesso prezzo di Bolt. Durante la nostra permanenza prenderemo solo taxi forniti da Blue, che nel nostro caso ci ha visto salire o su Tesla Model Y o su Ford Capri full electric. In entrambe i casi, nuovissime e con tassisti simpatici e dall'inglese davvero ottimo.

Dal momento che non sono neanche le 13 e l'appartamento ci verrà dato alle 15, Baby Boss ha già individuato un posto dove andare a mangiare "i migliori mici della città". Per la cronaca non si tratta di gatti ma di salsicce.

In circa 20 minuti siamo sul posto, chiamato Terasa Obor, una sorta di zona commerciale alla periferia della città.

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Mentre faccio la lunga fila, mi preoccupano due cose: parleranno inglese? Accetteranno la carta di credito, visto che non ho ancora prelevato i Lei?
Quando è il mio turno scopro una cosa che si manterrà costante per tutto il nostro soggiorno, ovvero tutti parlano un ottimo inglese a Bucarest (ma proprio tutti!) e tutti prendono la carta di credito.

Problem solved (i mici sono quelli a sinistra)!

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Mangiati i mici in men che non si dica, siamo pronti per andare in città e prendere possesso dell'appartamento. Questa volta Blue si appalesa con una Ford Capri fiammante, a bordo un signorotto di una certa età che ci accoglie con la stazione radio Romantic che trasmette in rapida sequenza Nilla Pizzi con "Mamma Mammina" e Claudio Villa con "Fiume". Una combo micidiale, ma per fortuna il tragitto è breve ed è già tempo di scendere a Bulevardul Nicolae Balcescu e prendere possesso dell'appartamento nelle consuete modalità self check-in.
Qui spunta la prima sorpresa: gli appartamenti presentati su booking sono anche carini ma ciò che "fa anguscia" come si dice in Liguria è la condizione di alcuni immobili. Il nostro non fa eccezione.
Qui l'ingresso...
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Qui la vista sul fatiscente cortile interno, appena schermato da un canniccio improvvisato.
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Vi risparmio la vista dell'ascensore e del vano scale fermi, probabilmente anche come manutenzione, agli anni '50.
Entriamo in casa e ci riposiamo una mezz'oretta in attesa di un pomeggio ed una serata alla scoperta del centro e dei primi luoghi della rivoluzione.

--SEGUE--
 
Con tutti questi TR con Wizz, non è che ti hanno arruolato per essere loro brand ambassador? :D
 
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Con tutti questi TR con Wizz, non è che ti hanno arruolato per essere loro brand ambassador? :D
In passato li ho anche bastonati sulla FCO-AUH ma ad essere onesti è il mio quarto volo anda e rianda con loro in pochi mesi e sono sempre stati puntualissimi.
 
Dimmi ti prego che hai bevuto la birra Ciuc e ascoltato Asfalt Tango dei Fanfare Ciocarlia.
 
Dimmi ti prego che hai bevuto la birra Ciuc e ascoltato Asfalt Tango dei Fanfare Ciocarlia.
La birra l'ho sempre presa alla spina chiedendo che fosse local, ma non ho fatto caso alla marca. Chiedo venia.

Per quanto riguarda il brano dei Fanfare Ciocarlia, sto rimediando in tempo reale: un salto indietro nel tempo, epoca Kusturica per intenderci. Bello!
 
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La birra l'ho sempre presa alla spina chiedendo che fosse local, ma non ho fatto caso alla marca. Chiedo venia.

Per quanto riguarda il brano dei Fanfare Ciocarlia, sto rimediando in tempo reale: un salto indietro nel tempo, epoca Kusturica per intenderci. Bello!

Povera birra Ciuc, fanno financo la Radler!

Ciuc_3.png


Quanto ai Fanfare... Io mi riconosco in lui.

 
Partito anch'io settimana scorsa da FCO e visti i prezzi proibitivi dei parcheggi, aumentati per la settimana del 2 giugno, sono andato al lunga sosta coperto e devo dire che è stato meno stressante dei parcheggi fronte terminal, dove bisogna salire e scendere tutti i piani come matti in cerca di un buco.
Inoltre, per chi non ha Fast Track, c'è sempre il buon servizio Qpass a FCO che funziona alla grande ed è gratuito.
 
Si è fatto tempo di rimettersi in moto e di esplorare la città.

Scendiamo e subito porto i ragazzi poco oltre il nostro appartamento a vedere Ciclop, un edificio storico purtroppo semi abbandonato per ragioni di sicurezza che, quando fu costruito nel 1928 (!!!), fu uno dei primi esempi in Europa di garage per auto multipiano.
Oggi, poveretto, ha pure perso una I. Mi auguro davvero che si trovino i capitali per rimetterlo a posto e per farci - ad esempio - un centro espositivo. Nonostante le condizioni, l'architettura di questo edificio avveniristico è e resta un capolavoro.

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Attraversiamo il viale e ci spostiamo nella zona dell'Ateneul Romeno, un teatro lirico a forma circolare inaugurato nel 1888.
In questo quartiere si vede la forte influenza architettonica francese del XIX secolo, non a caso questa zona è chiamata "la piccola Parigi".

Nome meritatissimo, basti guardare l'esterno di questo Bistro Ateneu della famosa catena Relais & Château.
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Oppure uno dei tanti locali davvero carini che sono nella via.
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Proviamo ad entrare al teatro, cosa che ci riesce fare pagando 50 Lei.
Il custode ci dice che ci sono dei provini in corso che vale la pena di ascoltare.

Architettura pazzesca!
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La sala principale lascia a bocca aperta. Quello seduto in prima fila è la Mara Maionchi della situazione.
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Iniziano a suonare e rimango stupito: ma questa è "Nothing else matters" dei Metallica suonata con strumenti ad arco!
Riesco ad immortalarne qualche secondo. Guardatevi questi 40 secondi di filmato perché sono davvero incredibili, anche se la musica moderna suonata con strumenti classici oramai fa molto effetto Bridgerton


Il teatro vale assolutamente una visita, è davvero bellissimo!
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Si avvicina la golden hour, che su queste architetture parigine fa egregiamente il suo lavoro.
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Poco più in là il memoriale della rivoluzione rumena (chiamato memoriale della rinascita), con tutti i nomi dei caduti.
Molto criticato quando venne inaugurato nel 2005 e chiamato scherzosamente "lo stuzzicadenti con l'oliva", è situato nella piazza dalla quale, il 21 dicembre 1989, Ceausescu tenne l'ultimo contestatissimo discorso.

Parentesi storica

Ma facciamo un passo indietro.
Nel 1989 la Romania è in una situazione economicamente molto precaria a causa di una fissazione del "Conducador" Ceausescu, ovvero la pretesa di diventare un Paese a zero debito pubblico.
Facile a dirsi, molto meno a farsi, soprattutto se a farne le spese è il popolo: la produzione agricola viene infatti il larghissima parte destinata all'export mentre al popolo restano le briciole che prendono forma nel terribili razionamenti alimentari.

Il malcontento cresce, la polizia segreta ( la famigerata Securitate) è dovunque e controlla chiunque. Vivere in quel periodo è davvero difficile per la classe operaia ma anche per quella media.
Tra l'altro Ceausescu sembra vivere in una bolla: la perestrojka riformatrice di Gorbaciov non lo scalfisce, così come non sembra smuoverlo nemmeno ciò che è appena successo in Germania (caduta del muro) e in Bulgaria (cambio di leadership con il più moderato Mladenov).

La miccia viene accesa il 16 dicembre 1989 a Timisoara, con le rivolte in piazza in segno di protesta per il tentativo del governo di espellere un dissidente ungherese, il pastore Tokés (che era uno che non le mandava a dire al regime).
La protesta monta ed il 20 dicembre, oltre alle manifestazioni in piazza si registrano anche scioperi. Alla fine si contano oltre 100.000 persone scese in piazza. Una roba mai vista prima.

Le notizie di Timisoara arrivano anche a Bucarest, nonostante la rigida censura della TV di stato aggirata da radio che trasmettono clandestinamente. il 20 dicembre Ceausescu torna dalla visita di stato in Iran e trova un Paese sull'orlo del caos.

E qui arriviamo al bello, ovvero al video che ho postato sopra con l'ultimo discorso di Ceausescu del 21 dicembre, di fatto l'inizio della fine del regime.

Nel video ad un certo punto Ceausescu prova chiaramente ad ammansire le masse annunciando un imminente aumento dei salari minimi, dei sussidi per i figli a carico ed un aumento delle pensioni minime, ma le misure non smuovono di un centimetro la folla urlante.
Nel frattempo altre piazze di Bucarest si riempiono di gente, interviene la polizia e spara facendo molti morti, sia il 20 che il 21 dicembre.

Il 22 dicembre, la svolta con il suicidio del ministro della difesa Milea, episodio che, come mi dirà una guida del posto, insieme alla gestione più soft della protesta da parte del neo nominato ministro della difesa Stanculescu, contribuì moltissimo a far passare l'esercito dalla parte del popolo.

Qui il video di una recente intervista al giornalista inglese che fu testimone di tutto quello che accadde in quei giorni e che contribuì a girare e montare i video che poi fecero il giro del mondo. Molto interessante il suo racconto, soprattutto quando spiega il ruolo centrale della sede della TV di stato, che in breve divenne la roccaforte dei manifestanti. Al minuto 17:56, ad esempio, si vede la figlia di Ceausescu, Zoia, trattenuta presso la sede della TV in evidente stato di shock.
Al minuto 18:25 il giornalista spiega come all'inizio la sede della TV fosse protetta fondamentalmente da studenti mentre col passare del tempo arrivano sempre più soldati a proteggerla, fino a quando arrivano addirittura carri armati che parcheggiano con i cannoni puntati non verso la sede della TV ma a protezione della sede stessa. Il vento era decisamente cambiato.


Tornando a noi, sarà lo stesso Stanculescu a convincere Ceausescu e la moglie a fuggire in elicottero (per gli aviopirla, un SA365 Dauphin).
Qui il filmato della fuga (sempre gli aviopirla apprezzeranno il fatto che nel video si sente distintamente il tipico rumore generato dagli elicotteri dotati di rotore di coda fenestron).


Il volo, che doveva portare il dittatore e la moglie in una delle loro residenze fuori Bucarest, in realtà durò poco: il pilota, tenuto sempre sotto la minaccia di una pistola alla tempia, riesce a convincere i suoi passeggeri che stanno per essere intercettati dalla contraerea e quindi abbattuti. Così facendo li abbandona in mezzo al nulla, non lontano da Targoviste, che provano a raggiungere tramite un passaggio in macchina. Braccati dalla polizia vengono infine arrestati e consegnati all'esercito.

Ed è proprio a Targoviste che, presso la locale scuola elementare, il 25 dicembre 1989 avvenne il famoso processo (fondamentalmente una farsa) che durò solo un paio d'ore e che culminò con l'esecuzione immediata dei due coniugi nel cortile della scuola stessa. Anche in questo caso la TV ebbe un ruolo primario ed il video del processo e della esecuzione fecero il giro del mondo.

Qui il filmato integrale di processo ed esecuzione.

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