Premessa, questo è il TR di un viaggio alla ricerca di alcuni dei luoghi storici che hanno contrassegnato la rivoluzione rumena del 1989, nota per essere stata tra le più cruente di quell'epoca incredibile che è stata la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, dove un intero sistema politico è crollato lasciando spazio ad un panorama geopolitico nuovo ma non privo di storture ed errori.
Ci sarà molto OT storico che, ci tengo a precisare, riflette le mie sensazioni e convinzioni e non ha assolutamente l'ambizione di essere esaustivo. Anzi, se nella lettura qualcuno di voi ha da aggiungere elementi storici che io ho saltato, gliene sarei davvero grato.
Tutto inizia qualche settimana fa, quando Baby Boss in modalità "gatto aggrappato ai maroni", mi propone un case study su una meta che, lì per lì, non mi fa assolutamente impazzire: Bucarest.
I suoi selling point: il costo dei biglietti (40 Euro a testa a/r con Wizz), gli orari comodi per il weekend (partenza il sabato mattina e rientro il lunedì mattina presto) e le famose terme di Bucarest (davvero notevoli).
Inizialmente non sono convintissimo, a dire il vero, ma due elementi mi convincono sopra ogni cosa:
- l'occasione di vedere con i propri occhi alcuni dei luoghi della prima rivoluzione che il mondo ha guardato in diretta (vedremo infatti poi il ruolo fondamentale giocato dalla sede della TV di stato); io quelle giornate concitate e caotiche vissute davanti alla TV le ricordo ancora come se fossero ieri, così come ben ricordo l'angoscia alla notizia (falsa) che vi erano decine di migliaia di morti in piazza (numero poi ridimensionato a "sole" 1.104 vittime).
- la figaggine delle terme, una struttura modernissima a poche passi di Otopeni che mi ha davvero lasciato a bocca aperta. Qui il walthrough che mi ha definitivamente convinto che quella era una meta obbligata.
La formazione di viaggio è ridotta a 4 poiché mia moglie sarà fuori per lavoro. Siamo quindi io, Il Laureando (che già scalpita all'idea di vedere un altro Paese ex blocco sovietico), Baby Boss e La Piccola.
Sarà una vera e propria toccata e fuga (partenza sabato mattina e rientro lunedì mattina) perché il Laureando è sotto esame (sta a -2, lode sia al Signore!) e La Piccola ha l'esame di terza media alle porte.
Baby Boss ha già pensato a dove dormire e mi propone la prima notte in centro (zona Università) e la seconda notte a due passi dal terminal (nel cosiddetto Airport Residence) così da sfruttare la vicinanza con le terme e minimizzare al contempo l'alzataccia del lunedì mattina per prendere l'aereo. In entrambe i casi si tratterà di appartamenti presi su Booking a prezzi molto popolari. Quello in zona Università bene ma non benissimo (poi vi spiegherò il perché) mentre quello vicino al termine ottimo (e consigliato).
Detto fatto, compriamo tutto online, compresi biglietti per le terme che visiteremo domenica pomeriggio, per restarci fino a dopo cena.
Per il parcheggio a FCO, memore del livello di occupazione dei parcheggi A e B dei miei ultimi viaggi, questa volta vado sul sicuro e provo con il parcheggio lunga sosta coperto, che sul sito viene dato con 1.500 posti liberi.
Il giorno della partenza ci muoviamo per tempo anche perché il lunga sosta richiede almeno 20-25 minuti in più nel calcolo dei tempi di arrivo al terminal.
Arrivati al Lunga Sosta senza troppi indugi parcheggio nella prima zona coperta disponibile, ovvero la zona arancione. La fermata della navetta è a pochi metri e, dopo un'attesa di poco superiore ai 5 minuti, arriva un bus nuovissimo e con aria condizionata. Per ora niente male.
Prendo mentalmente l'orario di partenza e quando arriviamo davanti al T3 sono passati esattamente 18 minuti.
Considerando che 1) il parcheggio aveva molti posti liberi (quindi zero sbatti, come direbbe la Gen Z) e che 2) mi è costato una sessantina di euro contro gli oltre 100 dell'A-B-C-D, mi sembra un ottimo compromesso tra costo e tempi di percorrenza.
Arrivati al T3 c'è il consueto traffico bestiale di gente ma tramite Amex Platino passiamo dalla Fast Track e in pochi minuti siamo airside.
Io ed il Laureando riusciamo anche ad infilarci in una delle lounge del circuito Priority Pass del T1, sempre grazie alla Amex. Le lounge sono molto affollate ma qui riusciamo ad entrare senza fila.
Il tempo di un caffè e qualche pezzo di torta e si fa già l'ora di imbarcare. Navigare fino al gate non è agevole perché sembra di stare alla sagra delle salsicce di Vertemate con Minoprio.
Ho la sensazione che il 2026 chiuderà per FCO più vicino ai 55 milioni di pax che ai 51 del 2025, ma di questi tempi chi può dirlo?
Oggi ci porta a OTP HA-LXG, un onesto 321ceo di 9 anni di età, ben portati. L'imperscrutabile app di Wizz questa volta ci ha assegnato a caso le file 3 e 4, nonostante il volo sia bello pieno, con maggioranza di pax rumeni, a occhio.
Accanto a me si siedono una signora rumena di almeno 90 anni e la figlia. Lei è vestita come in un quadro del periodo romantico di metà ottocento: abito rosso, cappello di paglia, fiore all'occhiello, gioielli e trucco. Grazia e compostezza, meravigliosa. Metterei la firma per avere sempre passeggere così piuttosto che i coatti romani o le chav anglosassoni conciate "come film di orore" (cit. Bastianich).
Il volo parte puntuale e arriviamo in anticipo di una ventina di minuti. A bordo equipaggio interamente maschile, ovviamente di base a OTP.
Qui il confortante panorama dalle prime file che ci sono toccate.
Così come a SOF qualche settimana fa, anche qui ampio distaccamento di KC-135 americani. Al centro anche un AN-30 rumeno.
L'uscita dal terminal è molto rapida, con la stranezza che a OTP c'è un terminal per gli arrivi e uno per le partenze.
Qui siamo davanti alle partenze, in zona pick-up Bolt. Qui il primo intoppo: Bolt, forse per retaggio Covid, non consente più di tre passeggeri a bordo, ma noi siamo 4. Arrivata la macchina, non ci sono storie e tocca annullare la corsa pagando 5 euro di penale. Baby Boss non si scoraggia e, nella necessità, scopre una chicca, ovvero il servizio Blue: molto meglio di Bolt, ha una flotta di auto nuovissime e le corse hanno fondamentalmente lo stesso prezzo di Bolt. Durante la nostra permanenza prenderemo solo taxi forniti da Blue, che nel nostro caso ci ha visto salire o su Tesla Model Y o su Ford Capri full electric. In entrambe i casi, nuovissime e con tassisti simpatici e dall'inglese davvero ottimo.
Dal momento che non sono neanche le 13 e l'appartamento ci verrà dato alle 15, Baby Boss ha già individuato un posto dove andare a mangiare "i migliori mici della città". Per la cronaca non si tratta di gatti ma di salsicce.
In circa 20 minuti siamo sul posto, chiamato Teraza Obor, una sorta di zona commerciale alla periferia della città.
Mentre faccio la lunga fila, mi preoccupano due cose: parleranno inglese? Accetteranno la carta di credito, visto che non ho ancora prelevato i Lei?
Quando è il mio turno scopro una cosa che si manterrà costante per tutto il nostro soggiorno, ovvero tutti parlano un ottimo inglese a Bucarest (ma proprio tutti!) e tutti prendono la carta di credito.
Problem solved (i mici sono quelli a sinistra)!
Mangiati i mici in men che non si dica, siamo pronti per andare in città e prendere possesso dell'appartamento. Questa volta Blue si appalesa con una Ford Capri fiammante, a bordo un signorotto di una certa età che ci accoglie con la stazione radio Romantic che trasmette in rapida sequenza Nilla Pizzi con "Mamma Mammina" e Claudio Villa con "Fiume". Una combo micidiale, ma per fortuna il tragitto è breve ed è già tempo di scendere a Bulevardul Nicolae Balcescu e prendere possesso dell'appartamento nelle consuete modalità self check-in.
Qui spunta la prima sorpresa: gli appartamenti presentati su booking sono anche carini ma ciò che "fa anguscia" come si dice in Liguria è la condizione di alcuni immobili. Il nostro non fa eccezione.
Qui l'ingresso...
Qui la vista sul fatiscente cortile interno, appena schermato da un canniccio improvvisato.
Vi risparmio la vista dell'ascensore e del vano scale fermi, probabilmente anche come manutenzione, agli anni '50.
Entriamo in casa e ci riposiamo una mezz'oretta in attesa di un pomeggio ed una serata alla scoperta del centro e dei primi luoghi della rivoluzione.
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