TR - FCO-GYD-FCO - Le sorprendenti radici dell'Oil & Gas


Seaking

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Socio AIAC 2026
1 Febbraio 2012
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Roma
Questo viaggio che, ci tengo a premettere, risulterà poi essere uno dei più sorprendenti che abbia mai fatto in vita mia, nasce da una semplice esigenza: andare a trovare un amico lì trasferito da diverso tempo.
In passato avevo già puntato Baku ma, per vari motivi (assenza posti in stand-by seguito poi dalla chiusura definitiva del volo), alla fine non ero mai riuscito ad andare.

L'occasione stavolta è quindi ghiotta anche perché Wizz ha un comodo volo diretto da FCO, due volte a settimana (martedì e sabato).
L'idea è appunto quella di partire martedì e tornare il sabato successivo. Insomma una toccata e fuga di 4 giorni.

Questa volta, avendo Il Laureando e Baby Boss già impegnati in viaggi di varia natura, porterò con me solo La Piccola anche perché i biglietti a luglio costano una fucilata rispetto agli standard di Wizz: circa 420 euro a testa, con bagaglio in cabina da 10kg, scelta posto e Priority Boarding.

Prenoto quindi nonostante il prezzo non proprio popolare e faccio anche la pratica per i visti, pratica che in verità si fa tutta online ed è anche abbastanza veloce, al modico prezzo di 60 USD totali, entrata unica.

Da lì a tre giorni il visto arriva via email, in pdf da stampare. Facile e pratico.

Questo viaggio sarà particolare perché sia io che il mio amico avremo degli impegni lavorativi (io da remoto), ma alla fine riusciremo a ritagliarci comunque del tempo per esplorare la città e soprattutto i dintorni.

L'Azerbaijan ha sempre rivestito per me un grande interesse storico, principalmente perché è il Paese dove a fine '800 letteralmente nacque l'industria petrolifera moderna grazie ai tantissimi affioramenti naturali di petrolio (quasi unici al mondo) che permisero di iniziare l'estrazione e la raffinazione dello stesso, così da sostenere la industrializzazione di massa in corso in quei tempi.

Questo come vedremo ha avuto un ruolo enorme nello sviluppo urbano di Baku che, da città antica e fulcro della Via della Seta, in pochi anni si trovò ad essere uno dei posti più attraenti per la migliore imprenditoria mondiale dell'epoca.

La vera svolta politico-economica arriva infatti nel 1872, quando l’amministrazione imperiale russa (sotto cui l'Azerbaijan sottostava all'epoca) intuì il potenziale enorme dietro la nascente industria petrolifera e stabilì un sistema di concessioni estrattive che rese possibile l’afflusso di capitali, competenze tecniche e imprenditori, principalmente stranieri.

Per dire, Rothschild ed i fratelli Nobel erano di casa a fine '800. Questo enorme interesse imprenditoriale ebbe un altrettanto enorme impatto - come vedremo - sia sull'architettura che sulle fortune della città. Questo perlomeno fino al fatidico 1920, quando il bel sogno imprenditoriale azero si infranse sulle solide mura della neonata Rivoluzione d'Ottobre di due anni prima e sulla annessione del Paese all'Unione Sovietica, avvenuta appunto nel 1920.

Ma torniamo a noi: reduci dal nostro viaggio in Ungheria, i giorni volano e in men che non si dica siamo già al martedì della partenza.
Stavolta andremo in aeroporto col trenino e torneremo con NCC perché il rientro sarà a notte fonda e non ho nessuna intenzione di guidare a quell'ora.

Il servizio treno verso FCO, nella sua linea FR1, è migliorato molto con i nuovi treni. Il nostro arriva puntuale, ha l'aria condizionata e i sedili comodi.

Avendo fatto già il check-in il giorno prima, passiamo dal Fast Track e ce ne andiamo dritti nella Prima Vista Lounge del T3, stavolta senza dover aspettare.

Dentro però c'è un discreto delirio e pochi posti a sedere. Mangiamo qualcosa ma non restiamo più di 30-40 minuti.
Il gate è nella zona E, ma quella sfigata da Low Cost ed arredata da Ikea.

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Quando inizia l'imbarco nessuno ci controlla il visto. Cosa quantomeno bizzarra: ai miei tempi era responsabilità del vettore accertare la validità dei documenti di viaggio, visti compresi.

Qui in attesa del cobus, arredamento da esterni stavolta offerto da Leroy Merlin...
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Avendo la scelta del posto, ho scelto sia all'andata che al ritorno la fila 9. Volo bello pieno e con tanti russi che usano Baku per triangolare verso casa.

Una volta a bordo, scopro che la mia classifica delle livree più brutte deve essere aggiornata: non più Aeroitalia al primo posto (tranne che per la limited edition con adesivi della tipografia sotto casa riportanti la scritta McDonald) ma Alba Star, gruppo autogrill (o forse no).
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La riuscita fusione prospettica tra Egypt Air e United.
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Si parte, un po' in ritardo, con HA-LGZ, un 321neo consegnato a ottobre 2025.

Pratica di Mare, immensa.
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Il volo prosegue, per la verità abbastanza lento. Mi fa impressione vedere quanto ci vuole a sorvolare il Mar Nero... non finisce più!

Breve panoramica della cabina bella piena.
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Alla fine arriviamo con poco più di 10 minuti di ritardo. Questo è il panorama dell'arcipelago di Baku.

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Una volta scesi l'immigration, situata in un T2 che sembra uscito dagli anni '90, è veloce perché di fatto non c'è fila.
In breve siamo fuori dove ci attende l'autista del mio amico, un brillante ragazzo trentenne, fluente in azero/turco, inglese e russo. Lui si rivelerà fondamentale, nei giorni a venire, per capire meglio questo Paese.

--SEGUE--
 
Mi piacciono tutti i tuoi TR. tutti. Anche io amo Wizz. Ma dammi soddisfazioni. AZERBAIJAN AIRLINES? FLYONE ARMENIA?. BULGARIA AIR?
 
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Dell'Azerbaijan ho ricordi non splendidi. Un transito per TBS dove mi sono beccato una caterva di domande per via di uno stampo armeno sul passaporto (notare che gli armeni, quando tornai a Yerevan, non fecero domande) e la chiusura della station di GYD in cui tutti, ma dico tutti, chiedevano mazzette per farci riportare indietro cio' che era nostro (tipo i baggage gauges!) o per levare i marchi di cio' che si lasciava li.

Una corruzione mai vista, roba che manco in Nigeria.
 
Dell'Azerbaijan ho ricordi non splendidi. Un transito per TBS dove mi sono beccato una caterva di domande per via di uno stampo armeno sul passaporto (notare che gli armeni, quando tornai a Yerevan, non fecero domande) e la chiusura della station di GYD in cui tutti, ma dico tutti, chiedevano mazzette per farci riportare indietro cio' che era nostro (tipo i baggage gauges!) o per levare i marchi di cio' che si lasciava li.

Una corruzione mai vista, roba che manco in Nigeria.
Allora, sul tema visti avevo chiesto al mio amico che a sua volta aveva chiesto al ministero dell’interno: ad oggi non c’è nessun problema ad entrare nel Paese se sul passaporto c’è il timbro armeno, che io ho come sapete.
Al controllo in aeroporto non hanno infatti detto nulla.

Per quanto riguarda la corruzione, mi immagino sia ampiamente presente come da tradizione da quelle parti. L’unica cosa che la nostra guida ci ha detto è che se ti ferma la polizia allungare la banconota da 10 Manat (5€) è visto quasi come una cortesia.

Curiosità: quanti anni fa sei andato?
 
Allora, sul tema visti avevo chiesto al mio amico che a sua volta aveva chiesto al ministero dell’interno: ad oggi non c’è nessun problema ad entrare nel Paese se sul passaporto c’è il timbro armeno, che io ho come sapete.
Al controllo in aeroporto non hanno infatti detto nulla.

Per quanto riguarda la corruzione, mi immagino sia ampiamente presente come da tradizione da quelle parti. L’unica cosa che la nostra guida ci ha detto è che se ti ferma la polizia allungare la banconota da 10 Manat (5€) è visto quasi come una cortesia.

Curiosità: quanti anni fa sei andato?
Per la mia esperienza in Nigeria (anni '80) la polizia si accontenta di poco. In Nigeria erano $100 per trovare la prenotazione al check-in e $100 per farti timbrare il passaporto in uscita (a quelli col passaporto USA chiedevano di più)
 
La mattina dopo si lavora, ma il pomeriggio riusciamo entrambi a liberarci presto, così da poter visitare un po' la città.

Baku, il cui nome si narra derivi dall'antico Badu-kube, che significa Città dove soffia il vento (infatti c'è sempre una certa gianna che tira), è fondamentalmente divisa in tre strati storici:

- La città vecchia, fondata nel XII secolo e patrimonio UNESCO dal 2000. Qui c'è la famosa Maiden tower e le antiche mura
- La città dell'epoca d'oro della corsa al petrolio: un trionfo di architettura classica europea di fine '800, con molti palazzi signorili dal design di forte influenza francese
- La città moderna: di fatto una mini Dubai molto moderna e funzionale

Il nostro fido autista tuttofare ci porta alla città vecchia e guidare per quelle stradine con il Range Rover ultimo modello non sembra preoccuparlo più di tanto. Ogni tanto fa qualche pelo ad altre macchine o ai muri, ma senza scomporsi. La macchina, priva di qualsiasi graffio, sta lì a testimonianza della sua perizia.

Una bottega storica del centro. Influenza turca ovunque, ovviamente. Scopro anche che azero e turco sono due lingue davvero molto simili, molto più di italiano e catalano per esempio. Nel Paese le serie TV turche si guardano in lingua originale e senza sottotitoli.

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Riusciamo a fare un veloce giro del palazzo degli Shirvanshah, un bellissimo complesso costruito del XV secolo.

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Notare le iscrizioni in alfabeto arabo.
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La vista sulle famose Flame Towers, che viste dal vivo sono effettivamente una figata pazzesca!
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Fuori dal palazzo, dettagli che mi piace tantissimo cogliere.
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Ovviamente, stante la forte influenza culturale turca, anche qui i gatti sono di casa e sono molto amati. Ce ne sono tanti un po' ovunque, sempre ben nutriti.

Il nostro autista ci porta in un ristorante tipico dove mangiamo piatti del posto al suono di musica dal vivo.
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Si beve birra del posto, ovviamente.
Piccola parentesi su usi e costumi: nonostante questo sia un Paese mussulmano qui le ragazze vanno in giro vestite come in qualsiasi città europea e quelle con la testa coperta sono una assoluta minoranza. Come dicevo, qui si beve di brutto: vino, birra, vodka.... "we are muslim by tradition but secular in our daily life" mi dice il nostro uomo. S'era capito in effetti. Resistono solo pochi retaggi del passato, come ad esempio il fatto che per una ragazza risulta piuttosto sconveniente fumare apertamente in pubblico. Per il resto, occidentalizzati al massimo. Le ragazze sono in larga maggioranza decisamente carine e molto alla moda, i ragazzi un po' meno ma molto meglio tenuti di quanto ho visto nella vicina Armenia o in Bulgaria, dove il look è ancora quello in stile"spaco botilia, amazo familia".

Finita la cena (per un onesto 20 euro a testa), scendiamo verso la parte di fine '800 inizio '900.

La città è dovunque tenuta benissimo: puoi mangiare per terra, aiuole e strade tenute in modo impeccabile, nessun odore strano , pieno di ragazzi in giro.

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Riprendiamo la macchina per andare a vedere la bandiera sventolante più grande del mondo (oltre 2500mq per 350kg di peso!) ma tira troppo vento e l'hanno tirata giù.
Nel frattempo passiamo accanto a Deniz Mall, che sembra un fiore.
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Ce ne andiamo poi dritti a casa, che s'è fatta una certa.

--SEGUE--
 
Sarà che sono un poco scozzese con il portafogli, ma io trovo estremamente grave assecondare queste richieste, innanzitutto eticamente ma anche verso chi viene dopo di noi. E non lo dico dalla mia comoda poltrona, ma ho attraversato in auto tutta l'africa occidentale (inclusa la Nigeria, la peggiore) e con un poco di pazienza e sangue freddo non ho mai lasciato un franco/naira di cadeau, dash o "drink" che sia.
 
Ottimo! Ci passo anche io il mese prossimo (assieme a Tbilisi e a Yerevan).
Ti scrivo poi per i ristoranti :D
 
Allora, sul tema visti avevo chiesto al mio amico che a sua volta aveva chiesto al ministero dell’interno: ad oggi non c’è nessun problema ad entrare nel Paese se sul passaporto c’è il timbro armeno, che io ho come sapete.
Al controllo in aeroporto non hanno infatti detto nulla.

Per quanto riguarda la corruzione, mi immagino sia ampiamente presente come da tradizione da quelle parti. L’unica cosa che la nostra guida ci ha detto è che se ti ferma la polizia allungare la banconota da 10 Manat (5€) è visto quasi come una cortesia.

Curiosità: quanti anni fa sei andato?

Nel 2018, prima della pulizia etnica in Nagorno-Karabach.