Questo viaggio che, ci tengo a premettere, risulterà poi essere uno dei più sorprendenti che abbia mai fatto in vita mia, nasce da una semplice esigenza: andare a trovare un amico lì trasferito da diverso tempo.
In passato avevo già puntato Baku ma, per vari motivi (assenza posti in stand-by seguito poi dalla chiusura definitiva del volo), alla fine non ero mai riuscito ad andare.
L'occasione stavolta è quindi ghiotta anche perché Wizz ha un comodo volo diretto da FCO, due volte a settimana (martedì e sabato).
L'idea è appunto quella di partire martedì e tornare il sabato successivo. Insomma una toccata e fuga di 4 giorni.
Questa volta, avendo Il Laureando e Baby Boss già impegnati in viaggi di varia natura, porterò con me solo La Piccola anche perché i biglietti a luglio costano una fucilata rispetto agli standard di Wizz: circa 420 euro a testa, con bagaglio in cabina da 10kg, scelta posto e Priority Boarding.
Prenoto quindi nonostante il prezzo non proprio popolare e faccio anche la pratica per i visti, pratica che in verità si fa tutta online ed è anche abbastanza veloce, al modico prezzo di 60 USD totali, entrata unica.
Da lì a tre giorni il visto arriva via email, in pdf da stampare. Facile e pratico.
Questo viaggio sarà particolare perché sia io che il mio amico avremo degli impegni lavorativi (io da remoto), ma alla fine riusciremo a ritagliarci comunque del tempo per esplorare la città e soprattutto i dintorni.
L'Azerbaijan ha sempre rivestito per me un grande interesse storico, principalmente perché è il Paese dove a fine '800 letteralmente nacque l'industria petrolifera moderna grazie ai tantissimi affioramenti naturali di petrolio (quasi unici al mondo) che permisero di iniziare l'estrazione e la raffinazione dello stesso, così da sostenere la industrializzazione di massa in corso in quei tempi.
Questo come vedremo ha avuto un ruolo enorme nello sviluppo urbano di Baku che, da città antica e fulcro della Via della Seta, in pochi anni si trovò ad essere uno dei posti più attraenti per la migliore imprenditoria mondiale dell'epoca.
La vera svolta politico-economica arriva infatti nel 1872, quando l’amministrazione imperiale russa (sotto cui l'Azerbaijan sottostava all'epoca) intuì il potenziale enorme dietro la nascente industria petrolifera e stabilì un sistema di concessioni estrattive che rese possibile l’afflusso di capitali, competenze tecniche e imprenditori, principalmente stranieri.
Per dire, Rothschild ed i fratelli Nobel erano di casa a fine '800. Questo enorme interesse imprenditoriale ebbe un altrettanto enorme impatto - come vedremo - sia sull'architettura che sulle fortune della città. Questo perlomeno fino al fatidico 1920, quando il bel sogno imprenditoriale azero si infranse sulle solide mura della neonata Rivoluzione d'Ottobre di due anni prima e sulla annessione del Paese all'Unione Sovietica, avvenuta appunto nel 1920.
Ma torniamo a noi: reduci dal nostro viaggio in Ungheria, i giorni volano e in men che non si dica siamo già al martedì della partenza.
Stavolta andremo in aeroporto col trenino e torneremo con NCC perché il rientro sarà a notte fonda e non ho nessuna intenzione di guidare a quell'ora.
Il servizio treno verso FCO, nella sua linea FR1, è migliorato molto con i nuovi treni. Il nostro arriva puntuale, ha l'aria condizionata e i sedili comodi.
Avendo fatto già il check-in il giorno prima, passiamo dal Fast Track e ce ne andiamo dritti nella Prima Vista Lounge del T3, stavolta senza dover aspettare.
Dentro però c'è un discreto delirio e pochi posti a sedere. Mangiamo qualcosa ma non restiamo più di 30-40 minuti.
Il gate è nella zona E, ma quella sfigata da Low Cost ed arredata da Ikea.
Quando inizia l'imbarco nessuno ci controlla il visto. Cosa quantomeno bizzarra: ai miei tempi era responsabilità del vettore accertare la validità dei documenti di viaggio, visti compresi.
Qui in attesa del cobus, arredamento da esterni stavolta offerto da Leroy Merlin...
Avendo la scelta del posto, ho scelto sia all'andata che al ritorno la fila 9. Volo bello pieno e con tanti russi che usano Baku per triangolare verso casa.
Una volta a bordo, scopro che la mia classifica delle livree più brutte deve essere aggiornata: non più Aeroitalia al primo posto (tranne che per la limited edition con adesivi della tipografia sotto casa riportanti la scritta McDonald) ma Alba Star, gruppo autogrill (o forse no).
La riuscita fusione prospettica tra Egypt Air e United.
Si parte, un po' in ritardo, con HA-LGZ, un 321neo consegnato a ottobre 2025.
Pratica di Mare, immensa.
Il volo prosegue, per la verità abbastanza lento. Mi fa impressione vedere quanto ci vuole a sorvolare il Mar Nero... non finisce più!
Alla fine arriviamo con poco più di 10 minuti di ritardo. Questo è il panorama dell'arcipelago di Baku.
Una volta scesi l'immigration, situata in un T2 che sembra uscito dagli anni '90, è veloce perché di fatto non c'è fila.
In breve siamo fuori dove ci attende l'autista del mio amico, un brillante ragazzo trentenne, fluente in azero/turco, inglese e russo. Lui si rivelerà fondamentale, nei giorni a venire, per capire meglio questo Paese.
--SEGUE--
In passato avevo già puntato Baku ma, per vari motivi (assenza posti in stand-by seguito poi dalla chiusura definitiva del volo), alla fine non ero mai riuscito ad andare.
L'occasione stavolta è quindi ghiotta anche perché Wizz ha un comodo volo diretto da FCO, due volte a settimana (martedì e sabato).
L'idea è appunto quella di partire martedì e tornare il sabato successivo. Insomma una toccata e fuga di 4 giorni.
Questa volta, avendo Il Laureando e Baby Boss già impegnati in viaggi di varia natura, porterò con me solo La Piccola anche perché i biglietti a luglio costano una fucilata rispetto agli standard di Wizz: circa 420 euro a testa, con bagaglio in cabina da 10kg, scelta posto e Priority Boarding.
Prenoto quindi nonostante il prezzo non proprio popolare e faccio anche la pratica per i visti, pratica che in verità si fa tutta online ed è anche abbastanza veloce, al modico prezzo di 60 USD totali, entrata unica.
Da lì a tre giorni il visto arriva via email, in pdf da stampare. Facile e pratico.
Questo viaggio sarà particolare perché sia io che il mio amico avremo degli impegni lavorativi (io da remoto), ma alla fine riusciremo a ritagliarci comunque del tempo per esplorare la città e soprattutto i dintorni.
L'Azerbaijan ha sempre rivestito per me un grande interesse storico, principalmente perché è il Paese dove a fine '800 letteralmente nacque l'industria petrolifera moderna grazie ai tantissimi affioramenti naturali di petrolio (quasi unici al mondo) che permisero di iniziare l'estrazione e la raffinazione dello stesso, così da sostenere la industrializzazione di massa in corso in quei tempi.
Questo come vedremo ha avuto un ruolo enorme nello sviluppo urbano di Baku che, da città antica e fulcro della Via della Seta, in pochi anni si trovò ad essere uno dei posti più attraenti per la migliore imprenditoria mondiale dell'epoca.
La vera svolta politico-economica arriva infatti nel 1872, quando l’amministrazione imperiale russa (sotto cui l'Azerbaijan sottostava all'epoca) intuì il potenziale enorme dietro la nascente industria petrolifera e stabilì un sistema di concessioni estrattive che rese possibile l’afflusso di capitali, competenze tecniche e imprenditori, principalmente stranieri.
Per dire, Rothschild ed i fratelli Nobel erano di casa a fine '800. Questo enorme interesse imprenditoriale ebbe un altrettanto enorme impatto - come vedremo - sia sull'architettura che sulle fortune della città. Questo perlomeno fino al fatidico 1920, quando il bel sogno imprenditoriale azero si infranse sulle solide mura della neonata Rivoluzione d'Ottobre di due anni prima e sulla annessione del Paese all'Unione Sovietica, avvenuta appunto nel 1920.
Ma torniamo a noi: reduci dal nostro viaggio in Ungheria, i giorni volano e in men che non si dica siamo già al martedì della partenza.
Stavolta andremo in aeroporto col trenino e torneremo con NCC perché il rientro sarà a notte fonda e non ho nessuna intenzione di guidare a quell'ora.
Il servizio treno verso FCO, nella sua linea FR1, è migliorato molto con i nuovi treni. Il nostro arriva puntuale, ha l'aria condizionata e i sedili comodi.
Avendo fatto già il check-in il giorno prima, passiamo dal Fast Track e ce ne andiamo dritti nella Prima Vista Lounge del T3, stavolta senza dover aspettare.
Dentro però c'è un discreto delirio e pochi posti a sedere. Mangiamo qualcosa ma non restiamo più di 30-40 minuti.
Il gate è nella zona E, ma quella sfigata da Low Cost ed arredata da Ikea.
Quando inizia l'imbarco nessuno ci controlla il visto. Cosa quantomeno bizzarra: ai miei tempi era responsabilità del vettore accertare la validità dei documenti di viaggio, visti compresi.
Qui in attesa del cobus, arredamento da esterni stavolta offerto da Leroy Merlin...
Avendo la scelta del posto, ho scelto sia all'andata che al ritorno la fila 9. Volo bello pieno e con tanti russi che usano Baku per triangolare verso casa.
Una volta a bordo, scopro che la mia classifica delle livree più brutte deve essere aggiornata: non più Aeroitalia al primo posto (tranne che per la limited edition con adesivi della tipografia sotto casa riportanti la scritta McDonald) ma Alba Star, gruppo autogrill (o forse no).
La riuscita fusione prospettica tra Egypt Air e United.
Si parte, un po' in ritardo, con HA-LGZ, un 321neo consegnato a ottobre 2025.
Pratica di Mare, immensa.
Il volo prosegue, per la verità abbastanza lento. Mi fa impressione vedere quanto ci vuole a sorvolare il Mar Nero... non finisce più!
Alla fine arriviamo con poco più di 10 minuti di ritardo. Questo è il panorama dell'arcipelago di Baku.
Una volta scesi l'immigration, situata in un T2 che sembra uscito dagli anni '90, è veloce perché di fatto non c'è fila.
In breve siamo fuori dove ci attende l'autista del mio amico, un brillante ragazzo trentenne, fluente in azero/turco, inglese e russo. Lui si rivelerà fondamentale, nei giorni a venire, per capire meglio questo Paese.
--SEGUE--