ITA AIRWAYS
La compagnia aerea chiuderà i conti 2026 con ebit positivo
In attesa di salire al 90% del capitale Lufthansa promuove la controllata tricolore. Il ceo Eberhart fa il punto sui risultati e sui prossimi sviluppi
Turnaround in quota
di Angela Zoppo
«Da inizio anno Ita ha avuto un’evoluzione positiva. Anche rispetto all’anno scorso l’ebit rettificato è migliorato. E naturalmente non vedo l’ora di vedere tutti questo riflesso nei nostri conti». Pronunciate dal cfo della futura capogruppo Lufthansa, Till Streichert, davanti a una platea di analisti e investitori, certe parole hanno un peso specifico maggiore. E per Joerg Eberhart sono un attestato del lavoro fatto da quando, a gennaio 2025, è diventato ceo di Ita Airways. In vista della salita di Lufthansa al 90% Eberhart parla con MilanoFinanza dei risultati e dei prossimi sviluppi.
D. Siete tornati in utile nel terzo trimestre. Quanto ha contato la stagione estiva e quanto il lavoro fatto in questi mesi?
R. Il trimestre si è chiuso con un ebit positivo, così come i primi nove mesi dell’anno (98 milioni, ndr). L’estate ha contribuito ma il risultato riflette anche il lavoro sui ricavi unitari, l’attenzione ai costi e le sinergie con Lufthansa, per esempio negli acquisti e nei contratti che possiamo gestire insieme. Sul network Roma-Houston sta dando segnali incoraggianti per una rotta di nuova apertura. Le nuove destinazioni sono una leva di sviluppo, ma alla stagionalità favorevole si sta affiancando un lavoro strutturale sulla compagnia.
D. Come siete riusciti a domare il caro-carburante e cosa vi aspettate per il 2027?
R. Non abbiamo eliminato il problema ma ne abbiamo attenuato l’impatto. Per il 2026 abbiamo coperto oltre l’80% del fabbisogno di carburante per meno di 700 dollari a tonnellata. Sulla parte non coperta abbiamo lavorato sui costi e sulla gestione dei ricavi. Con un lieve aumento delle tariffe. Per il 2027 abbiamo già effettuato coperture ma su una quota inferiore. Per questo dobbiamo agire su più leve: efficienza, ricavi e crescita attraverso nuove rotte, continuando a investire nella qualità del servizio. Il prezzo del carburante resta una variabile importante e richiede prudenza.
D. Come chiuderà il 2026? E quando arriverà un utile netto d’esercizio?
R. Confermiamo l’obiettivo di chiudere il 2026 con un ebit positivo. I primi nove mesi sostengono questa prospettiva ma il quarto trimestre ha una stagionalità diversa dall’estate. Quanto all’utile netto, è un traguardo distinto: può risentire di componenti non operative, come il cambio. Il nostro impegno è consolidare una redditività sostenibile attraverso ricavi, efficienza e sinergie con Lufthansa.
D. Con Lufthansa al 90% che cosa cambierà per Ita?
R. Ci sarà una più piena integrazione nelle strutture di governance e organizzative del gruppo Lufthansa. Il completamento è previsto per il primo trimestre 2027. Significherà poter sviluppare ulteriori sinergie industriali, commerciali e organizzative rafforzando efficienza, network e qualità del servizio. Ita Airways manterrà il brand e l’identità italiana, mentre Fiumicino potrà rafforzare il ruolo di hub internazionale. Un capitolo distinto è l’ingresso nella joint venture transatlantica con Lufthansa, United Airlines e Air Canada: è una priorità ma resta subordinata alle autorizzazioni antitrust.
D. E il marchio Alitalia? Rivedremo il tricolore?
R. Ita Airways resta il nostro marchio e continueremo a investire mantenendo una forte identità italiana all’interno del gruppo Lufthansa. Alitalia conserva però un importante valore storico ed emotivo: valorizzare il patrimonio significa riconoscere una parte della storia dell’aviazione, della cultura e dello stile italiani. Stiamo ragionando sulle modalità migliori per mettere questo asset al servizio dell’identità di Ita, senza sostituirla. Lavoriamo su molti progetti per valorizzare questo importante patrimonio, che sono certo saranno apprezzati.
D. Lufthansa acquisirà il 44,9% della portoghese Tap. Ci saranno ricadute su Ita?
R. Vediamo complementarità e opportunità di cooperazione. Tap ha un radicamento forte in Brasile; Ita Airways serve flussi che riflettono legami specifici con diversi Paesi sudamericani. Le sovrapposizioni sono limitate. In prospettiva una cooperazione commerciale potrebbe creare valore per entrambe le compagnie e ampliare la connettività del network. Non leggiamo questo scenario come una rinuncia allo sviluppo di Ita in Sudamerica: resta un’area strategica per la nostra crescita. Le eventuali ricadute operative andranno comunque definite nei passaggi successivi, senza anticipare decisioni sulle singole rotte.
D. Le priorità per il 2027?
R. Crescere sul lungo raggio, con particolare attenzione proprio al Sudamerica. Il collegamento Roma-Caracas è previsto dal 30 marzo 2027 con tre frequenze settimanali. Stiamo lavorando anche su Lima con un possibile operativo che coinvolga sia Malpensa che Fiumicino: in questo senso auspichiamo supporto e collaborazione da parte di Sea, il gestore degli aeroporti di Milano. Stiamo valutando anche Santiago del Cile, da Roma Fiumicino. Sul Nord America guardiamo a Newark: lo sviluppo dipenderà anche dalla disponibilità di slot adeguati e dal percorso di ingresso nella joint venture transatlantica.
D. Avete avviato una procedura per uscite volontarie, ma avete anche annunciato assunzioni nel 2027. A che punto siete con i sindacati?
R. Nel 2027 prevediamo almeno 400 assunzioni, soprattutto nell’operativo. Le uscite volontarie accompagnano la trasformazione. Proprio il 5 novembre abbiamo sottoscritto l’accordo con organizzazioni sindacali e associazioni professionali: saranno coinvolti esclusivamente i lavoratori che manifesteranno formalmente la non opposizione. Per chi aderirà sono previsti Naspi fino a 24 mesi, integrazione del Fondo di Solidarietà per il Trasporto Aereo fino all’80% della retribuzione media di riferimento e un incentivo aziendale in un’unica soluzione di uscita, che porta complessivamente il trattamento fino al 90-92% della retribuzione di riferimento durante la Naspi. Restano anche le agevolazioni di viaggio previste dall’accordo. Formazione e accompagnamento sono strumenti complementari per gestire il cambiamento con attenzione alle persone.
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La compagnia chiuderà il 2026 con l’ebit positivo, Lufthansa la promuove con analisti e investitori e si dice impaziente di salire al 90% Ecco gli obiettivi finanziari e i prossimi sviluppi
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