Piano regionale aeroporti Emilia-Romagna

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Se un contadino medievale avesse usato tutte le sementi risparmiate strappando il cibo ai suoi figli per seminarle nei terreni inproduttivi e non irrigui, invece che quello dove crescono belle spighe e da li il pane, sarebbe stato considerato lo scemo del villaggio.

Detto questo spostare un pelino la fermata Miramare sulla ferrovia Adriatica, per avvicinarla a 450m dal terminal, magari si potrebbe pure fare. C'e' del potenziale li.
 
Gli aeroporti di de Pascale: “Bologna più intercontinentale, Riviera più internazionale”

Il presidente della Regione Emilia Romagna sulla nuova legge: “Il capoluogo non deve rinunciare ai low cost. Il traffico crescerà, investimenti e opportunità per tutti. Scatto sulle infrastrutture”

Bologna, 18 aprile 2026 – Presidente Michele de Pascale, perché una legge sugli aeroporti in Emilia-Romagna?

“Non siamo né vogliamo essere osservatori, ma protagonisti del sistema aeroportuale”.

Tradotto: c’è un disegno politico per favorire la Romagna e indebolire Bologna e lo scalo Marconi?

“Errato. Rivendico semmai, per la prima volta, il sostegno a tutti gli aeroporti. Ci sarà una crescita complessiva globale del traffico aereo, è una opportunità da cogliere, una maggiore capacità complessiva sarà necessaria. Il livello di internazionalizzazione della Riviera (con Rimini e Forlì al centro), la crescita anche della Lombardia oltre che dell’Emilia (con opportuni effetti su Parma) e le strategie per Bologna richiedono uno scatto”.

Allora partiamo da Bologna: c’è preoccupazione. E’ lo scalo principe e principale, ha possibilità di espansione, ma con l’azzeramento delle tasse si aiutano le altre città.

“Bologna è elemento imprescindibile, non esiste sistema Emilia-Romagna senza il Marconi”.

I detrattori dicono: Rimini e Forlì cannibalizzeranno le rotte a breve raggio, addio ai low cost.

“Lo dico una volta per tutte: i voli intercontinentali non possono sostituire i low cost, ma la quota di intercontinentali deve aumentare”.

Come?

“La Regione è disponibile a un sostegno nel comarketing. Siamo disponibili a investire”.

Con quale direzione?

“Americhe e Far-East. Ci sono flussi da intercettare”.

Esempio?

“Sono attesi 400mila croceristi al Porto di Ravenna, moltissimi americani. Volano su Venezia”.

Resta un dato: se Bologna dovesse aumentare la quota di intercontinentali, potrebbe comunque non aumentare il numero di passeggeri globale. E già lo scalo soffre dinamiche ‘strutturali’.

“Il Marconi non è in discussione, è strategico per la Regione e sta facendo investimenti importanti per migliorare il comfort: avendo fatto il sindaco, so che si devono gestire dei disagi. E quando si fanno investimenti così importanti, la situazione potrebbe anche essere decisamente peggiore. Lo sviluppo futuro del Marconi deve tenere conto però anche dei vincoli ambientali: in particolare l’impatto acustico del Marconi è un limite oggettivo di legge”.

Ma così non si frena lo sviluppo?

“No, ci sono linee sostenibili di sviluppo, intanto seguiamo la tecnologia, che verrà in soccorso; inoltre si va verso una maggiore occupazione media degli aerei. Ma il punto centrale è aumentare la quota di intercontinentali. Con la legge regionale creiamo una cabina di regia: Regione, Comuni, aeroporti, Unioncamere. Collaborazione fra scali e investimenti”.

E i privati? Potrebbero aumentare le quote?

“La scelta fatta recentemente che rispetto va in direzione opposta. Il Marconi è saldamente in controllo delle Camere locali e quindi delle imprese”.

Dopo Bologna, la Romagna.

“Forlì e Rimini hanno grande potenzialità. Vogliamo sostenerli”.

Rimini è stato penalizzato dallo stop russo.

“E nonostante questo ha fatto numeri importanti. La Riviera deve puntare sull’internazionalizzazione: tanto è già stato fatto e molto altro dovrà essere fatto, non solo per i voli ma anche per i treni dal Centro Europa”.

Eppure siamo nel caos globale.

“Se dovesse esserci un blocco dei carburanti, sarebbe l’apocalisse. Chiaramente non potevamo contemplare Trump... Ma aver potenziato le rotte europee, insieme con il traffico domestico, è un investimento su un doppio mercato”.

Resta un tema, però, presidente: muoversi è impossibile. Basta un incidente, come l’altro giorno in A14, e salta tutto.

“Sulle connessioni tra l’Emilia, il Nord e la Riviera è evidente che occorre fare un salto di qualità sul ferro. Dalla rinuncia al Passante Nord, e mentre aspettiamo solo il Governo sulla soluzione di compromesso, l’incremento di capacità del nodo autostradale di Bologna non sarà rivoluzionario: per questo, puntiamo su investimenti che amplifichino le connessioni ferroviarie tra Centro Europa, Nord Italia e Riviera. Serve anche un cambio culturale: più servizi a terra, cambio bagagli, servizi in stazione. Un ragionamento che allarghiamo anche alle merci. Insomma, la Regione c’è, è disponibile a investimenti e a un piano che valorizzi tutte le realtà, potenziando i piccoli scali e lavorando su Bologna anche in ottica intercontinentale”.

Eppure l’opposizione in aula non vi ha seguiti.

“Ci sono rimasto male. L’abolizione della council tax non avrebbe mai potuto divenire realtà senza il Parlamento né il Governo, c’è stato dialogo con FdI e Lega. Ecco perché ringrazio Forza Italia per l’astensione, mentre il voto contrario della Lega e l’uscita dall’aula di FdI sono incomprensibili. Il sindaco di Forlì Zattini, ad esempio, si era pronunciato in maniera positiva come i suoi colleghi di Rimini e Parma. Ma andiamo avanti”.


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Rimini entra nella cabina di regia degli aeroporti. “Non serve competizione interna, ma una strategia comune”

Mettere in rete i quattro aeroporti regionali, valorizzandone caratteristiche e vocazioni e rafforzandone le connessioni con il sistema dei trasporti pubblici, il turismo, la logistica e il sistema produttivo. Si è insediata giovedì (1 ottobre) la Cabina di regia regionale per una strategia di sviluppo infrastrutturale nei territori sede degli aeroporti di Bologna, Parma, Forlì e Rimini, istituita dalla legge regionale su aeroporti, logistica e intermodalità approvata lo scorso aprile.

Alla riunione, presieduta dall’assessora regionale competente in materia di trasporti e mobilità, Irene Priolo, presenti il vicepresidente, Vincenzo Colla, e l’assessora al Turismo, Roberta Frisoni, oltre ai Comuni sede di aeroporto - Bologna, Calderara di Reno, Parma, Forlì, Rimini e Riccione -, i gestori dei quattro scali - Aeroporto di Bologna Spa, F.A. Srl, So.Ge.A.P. Spa e AiRiminum 2014 Spa, oltre ad Apt e Unioncamere Emilia-Romagna.

La prima riunione ha rappresentato il momento di avvio operativo di uno degli strumenti centrali della nuova legge regionale sugli scali, nata con l’obiettivo di rafforzare il coordinamento tra i diversi soggetti che concorrono alla programmazione e allo sviluppo del sistema aeroportuale dell’Emilia-Romagna, superando una lettura separata dei singoli scali e mettendo in relazione infrastrutture, territori, turismo, sistema produttivo, mobilità e logistica su tutto il territorio regionale.

Con l’insediamento della Cabina di regia passiamo dalle previsioni della legge al lavoro concreto per costruire una strategia regionale degli aeroporti - sottolineano il vicepresidente Colla e le assessore Priolo e Frisoni -. Il valore di questo strumento è innanzitutto nella possibilità di mettere allo stesso tavolo tutti i soggetti che hanno responsabilità, competenze e interessi diversi, ma che devono necessariamente dialogare quando si parla di accessibilità, sviluppo infrastrutturale e rapporto con i territori. I quattro scali hanno caratteristiche differenti e proprio per questo è necessario lavorare in una logica di sistema, individuando complementarità e connessioni. La Cabina di regia sarà quindi il luogo nel quale condividere il quadro conoscitivo, confrontarsi sulle priorità e costruire una visione regionale capace di tenere insieme competitività, accessibilità, sostenibilità ambientale e qualità dei territori”.

“L’avvio della Cabina di regia - aggiungono vicepresidente e assessore - è un passaggio importante poiché gli aeroporti sono infrastrutture strategiche per l’accessibilità internazionale dell’Emilia-Romagna e rappresentano una porta di ingresso verso città, costa, Appennino e sistema produttivo. La programmazione deve quindi essere sempre più integrata con le strategie e la capacità dei territori di intercettare nuovi flussi e costruire anche nuove destinazioni turistiche. Mettere insieme scali, istituzioni, gestori e sistema economico significa poter ragionare con maggiore coordinamento sulle connessioni, sulle destinazioni e sulla qualità complessiva dell’offerta”.

Traffici, collegamenti e sviluppo equilibrato
Nel corso della prima riunione è stato condiviso il quadro aggiornato del sistema aeroportuale regionale e l’andamento dei traffici, con l’obiettivo di leggere le dinamiche dei singoli scali all’interno di una dimensione regionale.

Nel 2025 i quattro aeroporti dell’Emilia-Romagna hanno complessivamente movimentato 11,8 milioni di passeggeri, Bologna ha rappresentato il 94% del traffico regionale, mentre Rimini, Parma e Forlì hanno registrato quote rispettivamente del 3,4%, 1,3% e 1,3%.

Il confronto della Cabina di regia ha quindi consentito di mettere a fuoco le diverse caratteristiche e potenzialità degli scali e di ragionare sulle condizioni necessarie per una loro crescita coordinata.

In questo quadro si inserisce anche la misura regionale collegata all’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, la cosiddetta council tax, per gli aeroporti con traffico annuale fino a 700mila passeggeri. La Cabina di regia seguirà quindi anche l’evoluzione dei traffici per verificare nel tempo gli effetti delle politiche messe in campo e per accompagnare lo sviluppo degli scali in una prospettiva equilibrata.

Il rapporto con il Piano nazionale aeroporti e con i territori
Un altro tema centrale del confronto ha riguardato il rapporto tra la programmazione regionale e il Piano nazionale aeroporti, assunto dalla legge regionale come riferimento per la strategia di sviluppo degli scali e per il quale la Regione Emilia-Romagna ha già presentato osservazioni. L’obiettivo della Cabina di regia sarà anche quello di mettere in relazione le strategie aeroportuali con la rete regionale dei trasporti, con i nodi logistici e con le principali filiere produttive, favorendo una programmazione integrata delle infrastrutture e delle connessioni.

L’obiettivo è costruire un quadro nel quale le diverse vocazioni aeroportuali possano essere valorizzate all’interno di una visione complessiva, tenendo conto nello stesso tempo delle ricadute infrastrutturali, economiche, ambientali e territoriali.

Più integrazione con il trasporto pubblico
Tra gli argomenti affrontati anche il tema dell’accessibilità agli aeroporti attraverso il trasporto pubblico, nella prospettiva di rafforzare le connessioni tra gli scali e i principali centri urbani e territoriali.

La legge regionale individua come obiettivo il coordinamento tra i programmi di sviluppo aeroportuali e la pianificazione della rete dei trasporti regionale, con particolare attenzione all’efficientamento del trasporto multimodale di persone e merci.

Sul tema sono in corso specifici approfondimenti tecnici per individuare le modalità più efficaci per incentivare e migliorare i collegamenti con il trasporto pubblico locale, rafforzando così l’accessibilità degli scali e la loro integrazione nella rete regionale.

“Questa prima riunione - concludono Colla, Priolo e Frisoni - è servita soprattutto a mettere a fattor comune conoscenze, esigenze e prospettive. Non abbiamo bisogno di una competizione interna tra aeroporti, ma di una capacità di leggere insieme le diverse funzioni e opportunità. Bologna, Parma, Forlì e Rimini devono poter sviluppare le proprie specificità, dentro una strategia regionale che sappia far dialogare aeroporti, ferro, strada, logistica e turismo. È questo il lavoro che abbiamo davanti e la Cabina di regia è lo strumento attraverso il quale intendiamo portarlo avanti”.


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Rimini entra nella cabina di regia degli aeroporti. “Non serve competizione interna, ma una strategia comune”​

Il Fellini al tavolo con Bologna, Forlì e Parma. La Regione punta a valorizzare le diverse vocazioni degli scali e a migliorarne l’accessibilità
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Per i supporter di RMI: preparatevi perché il 23 ottobre a San Patrignano si terrà un incontro dell'ECAD (European Coalition Against Drugs) al quale è previsto che partecipino delegazioni di oltre 40 Paesi, alla (probabile, ma non ancora certa) presenza di Meloni e Macron.

Aeroporto invaso (anche se per un solo giorno) per la felicità di spotter e supporter.
 
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Voli Ryanair a Rimini, i vertici del "Marconi" furenti: "Quello che c'è in più in Romagna sottratto a Bologna"

Dura presa di posizione da parte di Enrico Postacchini, presidende del Marconi di Bologna: "Siamo contenti per Rimini, ma si tratta di posti sottratti a Bologna"

C'è la Romagna festeggia per l'annuncio della base Ryanair a Rimini, Bologna non sorride affatto. "Il saldo dei posti in vendita sull'Emilia-Romagna nella stagione invernale è lo stesso dell'anno scorso. Siamo contenti per Rimini, ma si tratta di posti sottratti a Bologna", è il commento secco del presidente del Marconi, Enrico Postacchini, alle dichiarazioni gongolanti dei vertici della Regione, che in Romagna incassano gli effetti dell'abolizione della council tax.

"C'è poco da fare trionfalismi. Tutto quello che c'è in più in Romagna, è in meno a Bologna, con tutto quello che ne consegue" in termini di attività, posti di lavoro e indotto, avverte il numero uno del Marconi.

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Ryanair sceglie Rimini, il Ceo Wilson: "Questo investimento record dimostra il nostro impegno a lungo termine"
RiminiToday
 
Due reazioni leggendo il post di @RMI
1) FRL - Schiacciato fra BLQ e RMI, e, fra l'altro, venduto come secondo aeroporto di Bologna (una specie di Malpensa per entrambi). Non si potrebbe trovare un altro business model che non sia una duplicazione di servizi? Perché non dedicarsi al cargo e alla manutenzione. Che senso ha dargli contributi (al di là del senso elettorale)?
2) PMF più o meno a metà strada fra BLQ e LIN e nemmeno tanto lontano da BGY. Quali sono i voli che riempiono anche senza sovvenzioni? È in una zona abbastanza ricca, ma chi vola da PMF anziché andare in auto a BLQ, LIN e BGY (tre fra i dieci maggiori aeroporti in Italia per numero di passeggeri). Perché ha bisogno di sovvenzioni per andare avanti? E che senso ha farlo andare avanti? (anche qui al di là del senso elettorale)?
Mi piacerebbero risposte prive di campanilismo, grazie.
Secondo me, cercare di deviare un po' di traffico da BLQ a FRL è sensato contando quanto sia inutilizzabile l'aeroporto di Bologna. Mediamente volo da Venezia, quest'anno ho avuto la sfortuna di volare 3-4 volte da Bologna, problemi con parcheggi, problemi al terminal, problemi al controllo di sicurezza lunghissimo, posti a sedere che continuano a mancare, servizi dentro all'aeroporto (bar e bagni) inutilizzabili per il quantitativo di gente.
Perciò, almeno temporaneamente, spostare un po' di clientela di BLQ a FRL lo vedo come un buon piano.
 
Secondo me, cercare di deviare un po' di traffico da BLQ a FRL è sensato contando quanto sia inutilizzabile l'aeroporto di Bologna. Mediamente volo da Venezia, quest'anno ho avuto la sfortuna di volare 3-4 volte da Bologna, problemi con parcheggi, problemi al terminal, problemi al controllo di sicurezza lunghissimo, posti a sedere che continuano a mancare, servizi dentro all'aeroporto (bar e bagni) inutilizzabili per il quantitativo di gente.
Perciò, almeno temporaneamente, spostare un po' di clientela di BLQ a FRL lo vedo come un buon piano.
Ehm.... ad essere spostati al massimo saranno i voli, non la clientela.
Quella va dove gli fa comodo.

Io già ora (da Piacenza) cerco di evitare Bologna se posso e preferisco Milano (siamo a metà strada, almeno con Malpensa, quindi non è per una questione di distanza), i voli spostati da BLQ a FRL o RMI sicuramente perderebbero buona parte della clientela emiliana.

Sinceramente non riesco a capire il ragionamento contorto di chi propone di spostare voli da un aeroporto all'altro per cercare di tenere in piedi il secondo (che da solo non ci sta) usando come scusa il fatto di alleggerire il primo che è in difficoltà!
I voli vengono operati (dovrebbero) esattamente dove c'è domanda, se questa manca o non è sufficiente per rendere il volo profittevole, troveranno un altra destinazione senza forzature.
Se li sposti a forza, chi ti dice che insieme ai voli si sposterà anche la domanda?
 
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Che poi voglio vedere cosa succederà tra un anno, quando probabilmente RMI supererà i 700.000 pax che permettono l'esenzione dall'addizionale comunale. Immagino già la guerra intestina romagnola tra i riminesi che pretenderanno un aumento del limite e i forlivesi ferocemente contrari.
 
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L'abolizione dell'addizionale comunale è stata fatta, se ben ricordo, stanziando i fondi per tre anni e stabilendo gli aeroporti beneficiari in base ai passeggeri fatti in un anno già concluso. Se la legge rimanesse tale e quale, sarebbe da rifare una valutazione fra tre anni (o fra due e mezzo insomma), ma non l'anno prossimo.
 
Siamo l'unica regione talmente idiota da investire 4M€ per spostare voli da un aeroporto ad un altro.
Se andate indietro qualche pagina mi sembrava che ci fosse un discreto consenso al fatto che per il Comune di Rimini investisse 4 Milioni di tassa di soggiorno in FR in quanto fosse un ritorno conveniente. Sappiamo inoltre benissimo che i pax sono di FR, semplicemente la stessa chiede più o meno euro a tratta per spostarli da un aeroporto all'altro, lo fa ovunque sia in Italia che altrove.
 
Che poi voglio vedere cosa succederà tra un anno, quando probabilmente RMI supererà i 700.000 pax che permettono l'esenzione dall'addizionale comunale. Immagino già la guerra intestina romagnola tra i riminesi che pretenderanno un aumento del limite e i forlivesi ferocemente contrari.
Per FR la questione è money, vuoi crescere a BLQ, benissimo, paghi tu SAB la tassa comunale e mi fai operare h24 e mi dedichi le strutture che io voglio, vuoi continuare a crescere a RMI, benissimo o fai lo stesso oppure porti l'esenzione a 1 milione, altrimenti al prossimo giro ci sono i soldini della tassa di soggiorno di Forlì e Ravenna e Parma.
FR è questa (e attenzione che non si agiti e muova anche qualche altra compagnia) ed era così anche quando trasferì i voli da FRL a BLQ (con Sab socia in Seaf) nel 2008. Te pensa che FRL nel 2010 faceva 700k passeggeri prima del passaggio di Windjet a RMI.
 
Tranquilla Farfallina, che arriverà anche altro. Il PD del quartiere bolognese del Navile ha già chiesto una ulteriore stretta ai voli notturni di BLQ e su quelli dalle 6 alle 8 nonchè dalle 19 alle 23. Con la prospettiva a medio termine della totale chiusura notturna.
Non solo vivo in una regione così idiota da spendere milioni per spostare traffico da uno scalo all'altro, ma vivo anche nell'unica città che invece di cercare di aumentare il traffico aereo, cerca di ridurlo.
Purtroppo ormai da tempo gran parte degli estremisti di sinistra italiani che decidono di emigrare scelgono Bologna come terra promessa. Il sindaco a sua volta estremista ne è la naturale conseguenza.
 
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Siamo l'unica regione talmente idiota da investire 4M€ per spostare voli da un aeroporto ad un altro.
Il progetto dell'aeroporto di Berlino-Brandeburgo (BER), concepito per accentrare tutto il traffico aereo della capitale chiudendo i vecchi scali di Tegel e Schönefeld, è costato complessivamente circa 7,3 miliardi di euro. L'opera ha subito oltre 9 anni di ritardo sulla tabella di marcia.

Gli esempi tra brughiera e idroscalo omettiamoli, che poi li i razionali erano diversi e pure piu' complicati.

Lo spostamento di traffico per esaurimento di capacita' dell'apt storico invece e' qualcosa di molto comune. Che poi la saturazione di BLQ sia in gran parte artificiale, questa e' un'altra storia.

Se FR si mette a pompare e ha margini di crescita e condizioni competitive, qualcosa potrebbe spostare, magari con un collegamento efficiente tra stazione/marina centro e aereoporto.
 
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Per svagarmi ho fatto qualche analisi con l'AI:


Confronto diretto della capacità: Metromare vs Marconi Express​

L'infrastruttura del Metromare ha un potenziale di scalabilità nettamente superiore rispetto a quella del People Mover di Bologna, la cui capacità strutturale è invece fortemente "incapsulata" dall'impianto a monorotaia a binario unico con raddoppio centrale.

ParametroMarconi Express (Bologna)Metromare (Rimini) – Stato AttualeMetromare (Rimini) – Potenziale Max Infrastruttura
TecnologiaMonorotaia automatica su viadottoFilobus snodato IMC (18m) su corsia riservataFilobus snodati / bi-snodati (18m–24m)
Capacità singolo mezzo50 pax~150 pax~150 pax (18m) / ~200 pax (24m bi-snodato)
Frequenza di servizio7,5 min (8 corse/ora)10 min (6 corse/ora)3 min (20 corse/ora)
Capacità Oraria Totale (PPHPD*)~400 pax/ora/direzione~900 pax/ora/direzione3.000–4.000 pax/ora/direzione
Collo di bottiglia principaleLunghezza banchine + vincolo binario unicoNumero di vetture in flottaTempi di imbarco/sbarco alle fermate
*PPHPD = Passengers Per Hour Per Direction (Passeggeri per ora per direzione)

In sintesi​

  • Per il Marconi Express: Raddoppiare o triplicare la capacità è estremamente complesso: le banchine delle stazioni sono dimensionate per navette corte da 50 posti e l'infrastruttura a binario unico con raddoppio al Lazzaretto crea un vincolo fisico rigido sulle frequenze massime.
  • Per il Metromare: È sufficiente acquistare ulteriori vetture (o eventualmente introdurre filobus bi-snodati da 24 metri come quelli usati in Svizzera o in Francia) per portare la capacità complessiva del sistema a oltre 3.000 passeggeri/ora per direzione, trasformandolo a tutti gli effetti in una "metropolitana leggera su gomma".

I filobus del Metromare sono veicoli con tecnologia IMC (In-Motion Charging), omologati per circolare sulla viabilità ordinaria a batteria per circa 15 km e privi di catenaria.

Sfruttando questa flessibilità con la realizzazione di un breve raccordo stradale verso il piazzale dell'aeroporto, è possibile istituire una Linea 2 di rinforzo Aeroporto Terminal – Rimini Stazione:

  1. Accessibilità diretta: Eliminerebbe la camminata di 500 metri dalla fermata attuale, portando i passeggeri a pochi metri dalle porte dell'aerostazione e la necessita' di una eventuale passerella pedonale.
  2. Allineamento alla domanda reale (Short-Turn): Risolverebbe lo sbilanciamento strutturale del carico, concentrando le frequenze più elevate sulla tratta nord (Rimini–Miramare), dove la domanda di residenti, pendolari e turisti è molto più densa rispetto alla tratta sud verso Riccione.
  3. Raddoppio della frequenza in centro: La sovrapposizione della Linea 2 alla Linea 1 porterebbe la frequenza del tratto urbano comune a livelli da metropolitana (es. 5–7 minuti), ottimizzando i costi operativi senza sprecare chilometri-vettura sui tratti meno frequentati.



Ovviamente la stazione di Bologna e' molto piu' baricentrica e ha infinitamente piu' destinazioni servite che Rimini, lo so. Pero' qualche potenziale c'e pure qui.


Per correttezza: ho entrambi i genitori originari del Montefeltro, oggi provincia di Rimini.
 
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Tranquilla Farfallina, che arriverà anche altro. Il PD del quartiere bolognese del Navile ha già chiesto una ulteriore stretta ai voli notturni di BLQ e su quelli dalle 6 alle 8 nonchè dalle 19 alle 23. Con la prospettiva a medio termine della totale chiusura notturna.
Non solo vivo in una regione così idiota da spendere milioni per spostare traffico da uno scalo all'altro, ma vivo anche nell'unica città che invece di cercare di aumentare il traffico aereo, cerca di ridurlo.
Purtroppo ormai da tempo gran parte degli estremisti di sinistra italiani che decidono di emigrare scelgono Bologna come terra promessa. Il sindaco a sua volta estremista ne è la naturale conseguenza.
BLQ ha bisogno di investimenti clamorosi, il punto è che la società di gestione non spinge sugli investimenti.
De Pascale ha una idea chiara sul sistema aeroportuale, quando naufragò la società unica con Sab piagliatutto le condizioni erano diverse.
Pensare di poter continuare a fare Sab piagliatutto potrebbe portare qualcuno a farsi male. Non è masochismo, è che gli interessi di Lepore (che non mi piace) e De Pascale che è invece capace e spietato sono diversi da quelli di Sab perché i problemi generati dal sovraffollamento di BLQ gli fanno perdere consenso così come la posizione di BLQ pigliatutto. Va alcune pagine indietro su questo thread e su quello di RMI a leggere i commenti positivi all'investimento di 4 milioni di tassa di soggiorno (e non erano miei). E ti anticipo che ne arriveranno anche a FRL da Forlì e Ravenna.
Sab deve decidere se puntare alla rendita di posizione oppure cedere una parte della propria rendita (con società unica ad esempio e ridistribuzione) per non farsi guerre ed invece investire per i famosi 20 milioni di pax chiesti da De Pascale. E la società unica la aiuterebbe nelle trattative con FR che sai bene anche tu che non fa prigionieri.
 
Tranquilla Farfallina, che arriverà anche altro. Il PD del quartiere bolognese del Navile ha già chiesto una ulteriore stretta ai voli notturni di BLQ e su quelli dalle 6 alle 8 nonchè dalle 19 alle 23. Con la prospettiva a medio termine della totale chiusura notturna.
Non solo vivo in una regione così idiota da spendere milioni per spostare traffico da uno scalo all'altro, ma vivo anche nell'unica città che invece di cercare di aumentare il traffico aereo, cerca di ridurlo.
Purtroppo ormai da tempo gran parte degli estremisti di sinistra italiani che decidono di emigrare scelgono Bologna come terra promessa. Il sindaco a sua volta estremista ne è la naturale conseguenza.
La decrescita felice applicata con entusiasmo ! E ci sono pure nato a Bologna
 


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