Piano regionale aeroporti Emilia-Romagna

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Se un contadino medievale avesse usato tutte le sementi risparmiate strappando il cibo ai suoi figli per seminarle nei terreni inproduttivi e non irrigui, invece che quello dove crescono belle spighe e da li il pane, sarebbe stato considerato lo scemo del villaggio.

Detto questo spostare un pelino la fermata Miramare sulla ferrovia Adriatica, per avvicinarla a 450m dal terminal, magari si potrebbe pure fare. C'e' del potenziale li.
 
Gli aeroporti di de Pascale: “Bologna più intercontinentale, Riviera più internazionale”

Il presidente della Regione Emilia Romagna sulla nuova legge: “Il capoluogo non deve rinunciare ai low cost. Il traffico crescerà, investimenti e opportunità per tutti. Scatto sulle infrastrutture”

Bologna, 18 aprile 2026 – Presidente Michele de Pascale, perché una legge sugli aeroporti in Emilia-Romagna?

“Non siamo né vogliamo essere osservatori, ma protagonisti del sistema aeroportuale”.

Tradotto: c’è un disegno politico per favorire la Romagna e indebolire Bologna e lo scalo Marconi?

“Errato. Rivendico semmai, per la prima volta, il sostegno a tutti gli aeroporti. Ci sarà una crescita complessiva globale del traffico aereo, è una opportunità da cogliere, una maggiore capacità complessiva sarà necessaria. Il livello di internazionalizzazione della Riviera (con Rimini e Forlì al centro), la crescita anche della Lombardia oltre che dell’Emilia (con opportuni effetti su Parma) e le strategie per Bologna richiedono uno scatto”.

Allora partiamo da Bologna: c’è preoccupazione. E’ lo scalo principe e principale, ha possibilità di espansione, ma con l’azzeramento delle tasse si aiutano le altre città.

“Bologna è elemento imprescindibile, non esiste sistema Emilia-Romagna senza il Marconi”.

I detrattori dicono: Rimini e Forlì cannibalizzeranno le rotte a breve raggio, addio ai low cost.

“Lo dico una volta per tutte: i voli intercontinentali non possono sostituire i low cost, ma la quota di intercontinentali deve aumentare”.

Come?

“La Regione è disponibile a un sostegno nel comarketing. Siamo disponibili a investire”.

Con quale direzione?

“Americhe e Far-East. Ci sono flussi da intercettare”.

Esempio?

“Sono attesi 400mila croceristi al Porto di Ravenna, moltissimi americani. Volano su Venezia”.

Resta un dato: se Bologna dovesse aumentare la quota di intercontinentali, potrebbe comunque non aumentare il numero di passeggeri globale. E già lo scalo soffre dinamiche ‘strutturali’.

“Il Marconi non è in discussione, è strategico per la Regione e sta facendo investimenti importanti per migliorare il comfort: avendo fatto il sindaco, so che si devono gestire dei disagi. E quando si fanno investimenti così importanti, la situazione potrebbe anche essere decisamente peggiore. Lo sviluppo futuro del Marconi deve tenere conto però anche dei vincoli ambientali: in particolare l’impatto acustico del Marconi è un limite oggettivo di legge”.

Ma così non si frena lo sviluppo?

“No, ci sono linee sostenibili di sviluppo, intanto seguiamo la tecnologia, che verrà in soccorso; inoltre si va verso una maggiore occupazione media degli aerei. Ma il punto centrale è aumentare la quota di intercontinentali. Con la legge regionale creiamo una cabina di regia: Regione, Comuni, aeroporti, Unioncamere. Collaborazione fra scali e investimenti”.

E i privati? Potrebbero aumentare le quote?

“La scelta fatta recentemente che rispetto va in direzione opposta. Il Marconi è saldamente in controllo delle Camere locali e quindi delle imprese”.

Dopo Bologna, la Romagna.

“Forlì e Rimini hanno grande potenzialità. Vogliamo sostenerli”.

Rimini è stato penalizzato dallo stop russo.

“E nonostante questo ha fatto numeri importanti. La Riviera deve puntare sull’internazionalizzazione: tanto è già stato fatto e molto altro dovrà essere fatto, non solo per i voli ma anche per i treni dal Centro Europa”.

Eppure siamo nel caos globale.

“Se dovesse esserci un blocco dei carburanti, sarebbe l’apocalisse. Chiaramente non potevamo contemplare Trump... Ma aver potenziato le rotte europee, insieme con il traffico domestico, è un investimento su un doppio mercato”.

Resta un tema, però, presidente: muoversi è impossibile. Basta un incidente, come l’altro giorno in A14, e salta tutto.

“Sulle connessioni tra l’Emilia, il Nord e la Riviera è evidente che occorre fare un salto di qualità sul ferro. Dalla rinuncia al Passante Nord, e mentre aspettiamo solo il Governo sulla soluzione di compromesso, l’incremento di capacità del nodo autostradale di Bologna non sarà rivoluzionario: per questo, puntiamo su investimenti che amplifichino le connessioni ferroviarie tra Centro Europa, Nord Italia e Riviera. Serve anche un cambio culturale: più servizi a terra, cambio bagagli, servizi in stazione. Un ragionamento che allarghiamo anche alle merci. Insomma, la Regione c’è, è disponibile a investimenti e a un piano che valorizzi tutte le realtà, potenziando i piccoli scali e lavorando su Bologna anche in ottica intercontinentale”.

Eppure l’opposizione in aula non vi ha seguiti.

“Ci sono rimasto male. L’abolizione della council tax non avrebbe mai potuto divenire realtà senza il Parlamento né il Governo, c’è stato dialogo con FdI e Lega. Ecco perché ringrazio Forza Italia per l’astensione, mentre il voto contrario della Lega e l’uscita dall’aula di FdI sono incomprensibili. Il sindaco di Forlì Zattini, ad esempio, si era pronunciato in maniera positiva come i suoi colleghi di Rimini e Parma. Ma andiamo avanti”.


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