Lascia stare. Non appena l'argomento devia leggermente dall'aviazione c'è una sola linea di pensiero ammessa, e non è possibile avere una discussione civile.
Ciò che, a mio parere, non deve essere ammesso sul forum è la disinformazione, È su quella che, spesso (non sempre), si basano molte delle opinioni favorevoli alla Russia nel pasticcio nel quale ci troviamo. La mia preferita è la tesi della provocazione NATO — la minaccia occidentale
: si diffonde l'argomento secondo il quale la Russia sia stata provocata e costretta ad agire a causa di una presunta espansione aggressiva e del controllo operativo della NATO sull'Ucraina, vista come una testa di ponte ostile.
Che la Russia si senta aggredita è ovvio e persino prevedibile: è da 300 anni che i russi hanno una visione territoriale della difesa nazionale e considerano l’influenza sull’Europa orientale un elemento imprescindibile della propria sicurezza. Dall’espansione dell’Impero verso il Mar Nero alla traslazione della Polonia verso Ovest dopo la seconda guerra mondiale, il tema ricorrente della politica estera russa è sempre stato quello. Oltre questo, però, si sente spesso invocata una supposta promessa verbale americana nel 1990 di non espandere la NATO vero Est. Non si fa mai presente, invece, che nel 1994 la Russia firmò a Budapest, assieme a USA, Ucraina, Regno Unito, Bielorussia e Kazakistan, un
memorandum nel quale si impegnava a garantire l’integrità territoriale di Ucraina, Bielorussia e Kazakistan in cambio della cessione di tutte le armi nucleari sovietiche.
C’è poi tutta la manfrina di Kiev prima capitale russa… La narrazione propagandistica che usa il nome "Rus" per rivendicare una proprietà storica russa su Kiev si basa su una deliberata confusione linguistica e storica. La “Rus” di Kiev era uno stato medievale senza alcuna continuità rispetto alla Russia moderna, che discende invece dal Principato di Moscovia, molto più a Nord. Fu lo zar Pietro il Grande, nel 1721, a cambiare ufficialmente il nome del suo impero da "Moscovia" a "Impero Russo" (
Rossija). Questa mossa servì proprio a rivendicare l'eredità politica della Rus' medievale e a giustificare l'espansione territoriale sui territori ucraini. È un’antica abitudine russa quella di provare a imporsi come cultura dominante dell’Europa orientale e del mondo linguistico slavo.
La disinformazione non si ferma qui, ma quelle sono forse le falsità peggiori.
Ora, si può dibattere sul da farsi e su come affrontare il conflitto: se considerarlo un affare nostro oppure no, se ritenere che convenga aiutare l’Ucraina oppure no. Su questo, secondo me, è giusto confrontarsi sulle opinioni. La mia è semplice: dal 2022 a oggi i paesi UE hanno aiutato l’Ucraina con circa 216 miliardi di euro di aiuti. 216 miliardi in meno di cinque anni sembrano tanti (e Putin ci tiene a sincerarsi che i sovranisti europei puntino il dito su quegli aiuti che potrebbero invece essere usati per chissà quale miracolosa soluzione ai problemi degli europei). Ma la matematica non è un opinione: il gettito fiscale complessivo annuo di tutti i paesi dell’Unione Europea ammonta a oltre 7.100 miliardi all’anno! Dall’inizio della guerra, i paesi europei hanno raccolto con le tasse sui propri residenti almeno 32.000 miliardi. Trentaduemila miliardi! Abbiamo mandato a Kiev più o meno lo 0,67% di tutto il nostro gettito fiscale. A me sembra un affare: con meno dell’1% del budget arginiamo l’espansionismo russo, non dobbiamo mandare i nostri ragazzi a morire, e diamo lavoro a un bel po’ di europei perché tanti di quei miliardi (almeno 77, secondo le stime) non sono in contanti bensì in armamenti quasi tutti made in EU.