Il ministro Crosetto bloccato a Dubai. I Servizi non sapevano del viaggio
Era nel posto sbagliato nel momento sbagliato. A Dubai, a un passo dal conflitto. E lì è stato costretto a restare, bloccato dalla chiusura dello spazio aereo decisa dopo i raid e la risposta iraniana. Il suo volo di rientro è stato cancellato insieme a decine di collegamenti nella regione.
Crosetto era partito da Roma venerdì pomeriggio con un volo di linea, destinazione Emirati Arabi. Un viaggio per motivi personali, spiegano fonti vicine al ministro: sarebbe partito proprio per mettere in sicurezza la famiglia che si trovava a Dubai. Avrebbe dovuto rientrare domenica, sempre con un volo civile, insieme ai familiari. L’improvvisa accelerazione militare — con la chiusura dei cieli in Iran, Iraq e Israele e lo stop ai collegamenti — ha però fermato tutto. Compresi i voli da e per Dubai.
Il ministro si è così trovato bloccato negli Emirati mentre a Roma si susseguivano riunioni e contatti istituzionali sull’evoluzione della crisi. A Palazzo Chigi, raccontano fonti di governo, la sua assenza a un vertice ha sorpreso più di qualcuno, anche perché nelle stesse ore il titolare della Difesa dettava dichiarazioni alle agenzie seguendo da remoto gli sviluppi del conflitto. La stessa premier — anche se fonti di Chigi smentiscono questa ricostruzione — sarebbe rimasta sorpresa dall’assenza del ministro.
Non sarebbe stata la sola. A Repubblica risulta che l’Aise, il servizio per l’estero, non fosse a conoscenza dello spostamento del ministro negli Emirati. Un elemento che pesa, soprattutto in un contesto in cui da giorni circolavano report di intelligence estere che segnalavano il rischio di un possibile attacco nell’area del Golfo, informazioni condivise anche con l’Italia.
In uno scenario del genere, con il rischio concreto di una chiusura improvvisa dello spazio aereo — come poi è accaduto — un viaggio di quel tipo sarebbe stato probabilmente valutato diversamente o si sarebbe cercata una soluzione alternativa.
Negli ambienti istituzionali si registrava imbarazzo, considerato il ruolo e la delicatezza dell’incarico ricoperto da Crosetto, anche nei rapporti con gli altri Paesi europei. E imbarazzo c’era anche negli ambienti dell’intelligence, dove si respinge l’idea di non aver messo in sicurezza il ministro, sostenendo di non essere stati informati del viaggio.