L’Antitrust vuole impedire alla compagnia aerea Volotea di cambiare il costo dei biglietti in base al prezzo del petrolio
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Un aereo Volotea (Horacio Villalobos/Corbis via Getty Images)
A partire dal 16 marzo, per via dell’incertezza attorno al prezzo dei carburanti legata alla guerra in Medio Oriente, Volotea ha introdotto quella che ha chiamato “promessa di fair travel”: al momento della prenotazione viene stabilito un prezzo di riferimento del carburante aereo, basato sull’indice Brent del prezzo del petrolio (uno dei più usati nell’industria energetica). Sette giorni prima della data effettiva del viaggio Volotea valuta come è cambiato il Brent nel frattempo e decide se lasciare il prezzo originario invariato, oppure aumentarlo o diminuirlo di un importo fra i 6 e i 14 euro. Chi ha acquistato il biglietto può decidere se accettare la variazione, modificare il viaggio o annullarlo, ricevendo un rimborso pari al prezzo già pagato ma spendibile solo per altri biglietti di Volotea.
Secondo l’Antitrust questa offerta sarebbe scorretta perché presenta al consumatore un’offerta potenzialmente ingannevole, dato che il prezzo iniziale potrebbe non corrispondere a quello effettivamente pagato, e perché costituirebbe un condizionamento illecito, spingendo i clienti ad accettare l’aumento di prezzo pur di non riprogrammare il viaggio.Da ilpost
Qui l’istruttoria
AGCM - Avviata istruttoria nei confronti di Volotea per pratica commerciale scorretta
Aperto anche un sub-procedimento cautelare per far cessare subito la condotta di applicare modifiche unilaterali al costo del biglietto aereo in base all’andamento del prezzo del BrentL’Au...