AGCOM apre istruttoria contro Volotea per il supplemento carburante


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14 Aprile 2011
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L’Antitrust vuole impedire alla compagnia aerea Volotea di cambiare il costo dei biglietti in base al prezzo del petrolio​

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Un aereo Volotea (Horacio Villalobos/Corbis via Getty Images)

Un aereo Volotea (Horacio Villalobos/Corbis via Getty Images)​
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM, meglio nota come Antitrust) ha avviato un procedimento per pratiche commerciali scorrette contro la compagnia aerea spagnola Volotea riguardante la politica dell’azienda di cambiare il prezzo dei propri biglietti in base all’andamento del prezzo del petrolio. L’Antitrust ha anche avviato un procedimento cautelare affinché Volotea interrompa subito la pratica.
A partire dal 16 marzo, per via dell’incertezza attorno al prezzo dei carburanti legata alla guerra in Medio Oriente, Volotea ha introdotto quella che ha chiamato “promessa di fair travel”: al momento della prenotazione viene stabilito un prezzo di riferimento del carburante aereo, basato sull’indice Brent del prezzo del petrolio (uno dei più usati nell’industria energetica). Sette giorni prima della data effettiva del viaggio Volotea valuta come è cambiato il Brent nel frattempo e decide se lasciare il prezzo originario invariato, oppure aumentarlo o diminuirlo di un importo fra i 6 e i 14 euro. Chi ha acquistato il biglietto può decidere se accettare la variazione, modificare il viaggio o annullarlo, ricevendo un rimborso pari al prezzo già pagato ma spendibile solo per altri biglietti di Volotea.
Secondo l’Antitrust questa offerta sarebbe scorretta perché presenta al consumatore un’offerta potenzialmente ingannevole, dato che il prezzo iniziale potrebbe non corrispondere a quello effettivamente pagato, e perché costituirebbe un condizionamento illecito, spingendo i clienti ad accettare l’aumento di prezzo pur di non riprogrammare il viaggio.
Da ilpost
Qui l’istruttoria
 
Ho proprio domani un volo con loro, e mi hanno chiesto altri 11€. Ne avevo calcolati 14, cioè il massimo possibile, e tutto sommato va anche bene così, e ho trovato anche "trasparente" e ben spiegata la politica.

Ciò detto, siccome la maggior parte delle persone non va tanto per il sottile, sposo in pieno la politica dell'AGCOM che già che c'è potrebbe anche andare fino in fondo e farmi restituire quegli 11€, che ci viene fuori quasi un irrinunciabile biglietto barbon per TIA...
 
Opinione mia, voler impedire di adeguare i prezzi alle variazioni del costo del carburante porterà solo ad un aumento generalizzato dei biglietti.. Le Compagnie non sono ONLUS, dubito vorranno assumersi il rischio di aumenti fuori controllo..
 
L'adeguamento diventa arbitrario e ricattatorio.
é scorretto dire che è arbitrario.
C'è una tabella sul loro sito che spiega chiaramente quanto sarà il supplemento, in base al prezzo di non so quale indice del prezzo del petrolio.
Certo, possiamo disquisire sul fatto di quanti clienti vanno a guardarsela prima di acquistare...
 
Il problema non è
Opinione mia, voler impedire di adeguare i prezzi alle variazioni del costo del carburante porterà solo ad un aumento generalizzato dei biglietti.. Le Compagnie non sono ONLUS, dubito vorranno assumersi il rischio di aumenti fuori controllo..
Le compagnie non si devono assumere nulla, possono gestire le variazioni del prezzo del carburante tramite strumenti derivati il cui costo finisce inevitabilmente nel prezzo del biglietto.
Quello che giustamente AGCOM contesta è che in una situazione di questo tipo, l'unica compagnia che applica i supplementi ex post riesce oggi a proporre prezzi più bassi rispetto a chi invece prezza subito il rischio nel costo del biglietto. Il consumatore quando confronta i prezzi tra le compagnie non legge le condizioni in piccolo e questo determina per Volotea un vantaggio competitivo.
Inoltre la tabella di adeguamento di Volotea è fissa, non tiene conto della lunghezza del segmento e del prezzo attuale del Brent.
Ad esempio oggi il brent è a 96 dollari, eppure la tabella di adeguamento mette la fascia ad adeguamento zero tra 65 e 75 dollari e questo è chiaramente scorretto, se io compro un biglietto quando il Brent è a 96 e tra un mese quando volo il brent è a 96, per quale folle motivo dovrei pagare un supplemento?
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é scorretto dire che è arbitrario.
C'è una tabella sul loro sito che spiega chiaramente quanto sarà il supplemento, in base al prezzo di non so quale indice del prezzo del petrolio.
Certo, possiamo disquisire sul fatto di quanti clienti vanno a guardarsela prima di acquistare...
Però se io acquisto un servizio, come può essere appunto un contratto di trasporto da A a B, in un dato momento, quel prezzo non può variare ex-post per dinamiche fuori dal mio controllo (se scelgo di acquistare ancillary che prima non avevo considerato è qualcosa che scelgo, se il prezzo del greggio fluttua no).
Esiste tutta un’infrastruttura di yield management che può aggiustare il prezzo a monte, senza chiedere moneta a qualche giorno dalla partenza; la tabella lo spiegherà anche, ma se io ho organizzato un viaggio oltre il volo, sarò “costretto” ad accettare il balzello, perché nel mentre i prezzi saranno saliti e non mi conviene far saltare tutto. Questo, a mio avviso, distorce anche la concorrenza, perché il prezzo più basso al momento dell’acquisto non è detto che rimanga tale, portandomi però ad escludere potenziali alternative.
 
Però se io acquisto un servizio, come può essere appunto un contratto di trasporto da A a B, in un dato momento, quel prezzo non può variare ex-post per dinamiche fuori dal mio controllo (se scelgo di acquistare ancillary che prima non avevo considerato è qualcosa che scelgo, se il prezzo del greggio fluttua no).
Esiste tutta un’infrastruttura di yield management che può aggiustare il prezzo a monte, senza chiedere moneta a qualche giorno dalla partenza; la tabella lo spiegherà anche, ma se io ho organizzato un viaggio oltre il volo, sarò “costretto” ad accettare il balzello, perché nel mentre i prezzi saranno saliti e non mi conviene far saltare tutto. Questo, a mio avviso, distorce anche la concorrenza, perché il prezzo più basso al momento dell’acquisto non è detto che rimanga tale, portandomi però ad escludere potenziali alternative.
Guarda, io ho in ballo 4 biglietti (x2 essendo A/R) e personalmente quando ho acquistato avevo già considerato di dovermi mettere nel caso peggiore e cioè che avrei dovuto sborsare altri 14€ x 8.
Però sono d'accordo con te che è distorsivo della concorrenza, perchè per tutte le altre compagnie il prezzo ce l'hai in chiaro e non ti devi leggere clausole e tabelle.
 
La cosa più scorretta è quella di non modificare la tabella dinamicamente in relazione al prezzo del brent di quel giorno. Stanno vendendo biglietti che avranno il supplemento anche nel caso in cui il prezzo del petrolio non vari di 1 solo dollaro.
 
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La cosa più scorretta è quella di non modificare la tabella dinamicamente in relazione al prezzo del brent di quel giorno. Stanno vendendo biglietti che avranno il supplemento anche nel caso in cui il prezzo del petrolio non vari di 1 solo dollaro.
Esattamente, il biglietto di oggi non rispecchia il valore del petrolio oggi,ma quello desiderato
 
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Guarda, io ho in ballo 4 biglietti (x2 essendo A/R) e personalmente quando ho acquistato avevo già considerato di dovermi mettere nel caso peggiore e cioè che avrei dovuto sborsare altri 14€ x 8.
Però sono d'accordo con te che è distorsivo della concorrenza, perchè per tutte le altre compagnie il prezzo ce l'hai in chiaro e non ti devi leggere clausole e tabelle.
Dai che se scende sotto i 30$ ti ridanno 14 sacchi each!
 
Opinione mia, voler impedire di adeguare i prezzi alle variazioni del costo del carburante porterà solo ad un aumento generalizzato dei biglietti.. Le Compagnie non sono ONLUS, dubito vorranno assumersi il rischio di aumenti fuori controllo..

Dici che è meglio che il cliente si assuma il rischio di impresa (altrui)? Certo toccherà riscrivere tanta roba, in accademia.
 
Ai tempi delle Compagnie Charter l'adeguamento carburante era cosa comune, com'è che adesso pare una bestemmia?
 
Invece mi chiedo se l'andamento delle prenotazioni ne stia risentendo. Per esempio a fine mese dovendo prenotare un biglietto Sicilia-Toscana ho trovato Volotea e Ryanair allo stesso identico prezzo e ho optato per la seconda pensando che almeno non avrei dovuto spendere questi 14€ in più a 7gg dalla partenza. Magari molti passeggeri più "diffidenti" lì perdi con questa politica.
 
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Ai tempi delle Compagnie Charter l'adeguamento carburante era cosa comune, com'è che adesso pare una bestemmia?
Anni fa era pure prassi chiedere un supplemento per pagamento con carta di debito al momento finale della prenotazione di un volo, e la EU261 non esisteva prima del 2004... I tempi cambiano e, ci si augura sempre, in meglio.
 
Dici che è meglio che il cliente si assuma il rischio di impresa (altrui)? Certo toccherà riscrivere tanta roba, in accademia.

La prima reazione è che, detto in un paese dove per 30 anni il contribuente si è assunto involontariamente il rischio di impresa della plurifallita Alitalia, forse qualcosina di già scritto sullo scarico del rischio di impresa c'è.

Parlando più seriamente, un prezzo finale variabile ma predeterminabile è previsto fin dal codice civile del 1942, che certo non immaginava il dynamic pricing. Bisogna vedere fino a che punto questo viene considerato compatibile con la tutela del consumatore che ormai è visto come un minus habens (un po' come per le istruzioni di non bere il detersivo e non mettere il gatto nel forno a microonde).
 
É e deve rimanere un problema del vettore. Capisco che, specie se si lavora nel settore, possa non piacere.
In altri settori, in fase di calcolo di una offerta, ci sono diversi fattori da considerare, che portano in alto il prezzo (valuta, rischio bancarotta, vendite, tasse alla fonte). L’era dei charter é finita un’epoca fa, un poco come quella del bagaglio incluso ed il pranzo a bordo… giusto che ci sia chiarezza sul prezzo finale, serve a poco prendersela con quello che si fa una volta l’anno la vacanza in Spagna, etichettandolo come un minus habens da proteggere ad ogni costo.
Se certe figure politiche che causano totale imprevedibilità sul palcoscenico globale non fanno piacere, che le industrie facciano lobbismo in tal senso, ché certi avvenimenti degli ultimi anni non sono certo una gran sorpresa.
 
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Io stesso mi considero un minus habens davanti a raffinatissime menti di marketing come quelle di Ryanair -- infatti, per evitare gastriti, non ci volo. Il problema è se ci si concentra sulla forma invece che sul contenuto.

Nel merito, diciamo che in teoria un prezzo variabile ci sta, in pratica potrebbe non essere accettabile visto il tipo di transazione e la clientela media. Ma il discorso in aviazione civile si potrebbe fare con qualsiasi cosa, purtroppo: ed è la gioia dell'unbundling.

Forse si è deciso di porre un limite riguardo al fuel surcharge retroattivo, che pure di suo potrebbe essere più efficiente rispetto ad un fuel surcharge indiscriminato a fronte di fluttuazioni significative in entrambe le direzioni. Basti pensare al famoso prezzo della benzina che schizza in alto per rimanerci a lungo a prescindere dal prezzo del petrolio.
 
Un'altra roba che non ho mai tollerato sono la fuel surcharge fatta passare come "tasse" e non come biglietto. I biglietti premio emessi con i punti soffrono ancora di "tasse aeroportuali" assolutamente fasulle.
 
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