Conflitto in Medio Oriente


Dubai, due droni vicino all’aeroporto: quattro feriti


Due droni iraniani hanno colpito l'aeroporto internazionale di Dubai, ferendo quattro persone. Lo hanno riferito le autorità locali, spiegando che l'attacco ha causato "ferite lievi a due cittadini ghanesi e un cittadino bengalese, e ferite moderate a un cittadino indiano". I voli, hanno aggiunto, non hanno subito interruzioni


Io non vorrei dire niente, ma per me EK sta giocando con l'abbattimento accidentale, contando poi di dare la colpa agli Iraniani. Io quelli che partono da DXB li intendo come sacrificabili ormai, nella testa dell'emiro quellodicuinonmiricorodoilnome, che per la cronaca non è che sia una personcina troppo a modo alla fine.

Però è strano, il danno di immagine sarebbe comunque enorme se davvero avvenisse un abbattimento magari con centinaia di vittime, perché comunque sarebbero in molti ad affermare - e a ragione - che in una situazione di guerra sarebbe stato più prudente fermarsi o ridurre drasticamente le operazioni.
Non riesco a capire questa logica: meglio rischiare un disastro che fermare o limitare fortemente le operazioni?
Di sicuro, finché la situazione rimane questa, io non mi sentirei sicuro a volare su Dubai. Assolutamente.
 
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La mia impressione è che quando, speriamo presto, sarà finita questa guerra, le tre compagnie principali del golfo oltre a quelle minori delle regione dovranno ripartire come se si fosse nel post Covid, con pochi pax p2p diretti nella zona del Golfo e pochi anche quelli in transito. Secondo me i voli quando ripartiranno in maniera continuativa avranno degli operativi molto diversi da quelli prima della guerra, ci saranno molte meno frequenze, meno destinazioni servite oltre a un generale taglio di capacità e come per il post Covid ci vorranno alcuni anni per queste compagnie per tornare gradualmente al livello degli operativi e al network che esistevano prima dell' attacco.
 
La mia impressione è che quando, speriamo presto, sarà finita questa guerra, le tre compagnie principali del golfo oltre a quelle minori delle regione dovranno ripartire come se si fosse nel post Covid, con pochi pax p2p diretti nella zona del Golfo e pochi anche quelli in transito. Secondo me i voli quando ripartiranno in maniera continuativa avranno degli operativi molto diversi da quelli prima della guerra, ci saranno molte meno frequenze, meno destinazioni servite oltre a un generale taglio di capacità e come per il post Covid ci vorranno alcuni anni per queste compagnie per tornare gradualmente al livello degli operativi e al network che esistevano prima dell' attacco.
Tranquillo che basta abbassare i prezzi al punto giusto e la ggggente si scordera' di quello successo qualche mese prima.
 
Vediamo di mantenere una certa proporzione nelle cose. La guerra ha vittime collaterali, è un fatto. Non è bello, ma è la realtà. Per esempio, i bombardamenti alleati sull'Italia negli ultimi due anni della seconda guerra mondiale hanno causato fra le 60000 e le 150000 vittime, tutte civili perché bombardavano citta' e la precisione chirurgica nel centrare obiettivi possibile nel XXI secolo non era disponibile fra il 1943 e il 1945. Il discorso è che Hamas dava risultati totali, per loro erano tutti civili. Non è possibile. Come non tutti i combattenti hanno un'arma in mano, si può combattere in molti modi.

Esiste poi una conversazione diversa, che non fa parte del mondo in bianco e nero.

1) Perche' Hamas non ha aperto i tunnel come rifugi antiaerei?
2) Perche' hanno messo lanciatori di missili in centri abitati?

Israele ha avuto poche vittime perche' hanno un sistema antimissile e una rete di rifugi, Hamas ha speso i soldi per creare una struttira di attacco, non di difesa.

Con questo non nego che siano morte 70000 persone, pero', se permetti ho qualche problema ad accettare che fossero tutti 'civili innocenti', qualcuno deve aver sparato (o messo mine, o qualcos'altro) ai soldati israeliani uccisi.

Sappiamo entrambi di essere su posizioni diametralmente opposte circa quanto sopra, per cui passo oltre perche' non sempre, malgrado mille dialoghi, si puo' o si deve essere d'accordo. Io poi ragiono solo con la concretezza dei fatti, scevro da ideologie e legami religiosi, per cui a maggior ragione e' inutile disquisirne oltre. E la nostra consueta birra a Covent Garden sara' la rinnovata testimonianza che gli esseri umani possono andare oltre religioni e ideologie, cosa che dovrebbero capire un manipolo di coglioni che a sua volta tiene per le palle il mondo intero. Shalom!
 
Tranquillo che basta abbassare i prezzi al punto giusto e la ggggente si scordera' di quello successo qualche mese prima.
ci possiamo mettere la firma, la storia insegna esattamente questo.
Tuttavia non e' che sara' proprio indenne per le 3EAU + GF, ne' per gli EAU come destinazione; tour operators e alberghi stanno ricevendo cancellazioni a valanga anche per i prossimi mesi...motivo evidente per cui altri vettori, vedi NEOS, stanno spostando le proprie rotte su destinazioni che siano proprio bypass degli EAU...
 
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Sappiamo entrambi di essere su posizioni diametralmente opposte circa quanto sopra, per cui passo oltre perche' non sempre, malgrado mille dialoghi, si puo' o si deve essere d'accordo. Io poi ragiono solo con la concretezza dei fatti, scevro da ideologie e legami religiosi, per cui a maggior ragione e' inutile disquisirne oltre. E la nostra consueta birra a Covent Garden sara' la rinnovata testimonianza che gli esseri umani possono andare oltre religioni e ideologie, cosa che dovrebbero capire un manipolo di coglioni che a sua volta tiene per le palle il mondo intero. Shalom!
Bel messaggio, bravo.
 
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Sappiamo entrambi di essere su posizioni diametralmente opposte circa quanto sopra, per cui passo oltre perche' non sempre, malgrado mille dialoghi, si puo' o si deve essere d'accordo. Io poi ragiono solo con la concretezza dei fatti, scevro da ideologie e legami religiosi, per cui a maggior ragione e' inutile disquisirne oltre. E la nostra consueta birra a Covent Garden sara' la rinnovata testimonianza che gli esseri umani possono andare oltre religioni e ideologie, cosa che dovrebbero capire un manipolo di coglioni che a sua volta tiene per le palle il mondo intero. Shalom!
Ma perché dovete andare a farvi fregare a Covent garden come turisti qualsiasi invece di beccarvi in qualche periferia malfamata ma a buon prezzo? 😩
 
Ma perché dovete andare a farvi fregare a Covent garden come turisti qualsiasi invece di beccarvi in qualche periferia malfamata ma a buon prezzo? 😩

Eh, magari ce ne fossero ancora di posti a prezzo politico! Di questi tempi paghi £7 per una pinta persino a Horley. L'unico pub che ancora, la scorsa estate, chiedeva £5 era il Five Bells a Harmondsworth, noto per i meravigliosi cartelli "SHIRTS MUST BE WORN AT ALL TIMES"
 
La cosa si sta già incacrenendo, conviene mettersi comodi perchè qualcuno come al solito ha fatto i conti male all'inizio. Se è durata tre anni a gaza, e ancora dura, per un manipolo di terrorosti in un fazzoletto di terra, fatevi i conti e le proporzioni con l'Iran e avrete un'idea. Per chi avesse ancora dubbi forse non è chiaro che il biondo qua è il pupazzo di Tel Aviv che ha già detto che si va avanti quanto serve, cioè a occhio fino a che l'Iran sarà una Gaza gigante.
 
Ci sono altri fattori interni per spingono per una rapida chiusura del conflitto, speriamo che sia cosi:

 
Ultima modifica:
Trump oggi ha dichiarato che "la guerra finirà presto perchè non c'è più nulla da colpire".
Evidentemente non ha capito le conseguenze delle sue azioni...

Qui non stiamo parlando di giorni. Stiamo parlando di ANNI.
Quando viene colpita una guida spirituale come Khamenei, per milioni di persone non muore solo un leader politico, diventa un martire religioso. E nella cultura sciita il martirio ha un significato enorme. Questo significa una sola cosa: vendetta.

Non una vendetta immediata. Una vendetta che può durare decenni. Bisogna capire anche una differenza culturale enorme.
Se domani venisse ucciso il Papa, i cattolici non inizierebbero una guerra per vendetta. Ci sarebbe dolore, indignazione, ma non una vendetta religiosa globale. In alcune aree del Medio Oriente invece il concetto di vendicare l’onore e il martirio è molto più radicato. Quando una guida spirituale viene uccisa assieme alla sua famiglia, per molti è un affronto che deve essere vendicato.

E c’è un altro punto che pochi stanno considerando.
L’Iran non è un paese piccolo.
• circa 90 milioni di abitanti
• oltre 600.000 militari attivi
• uno dei più grandi arsenali missilistici del Medio Oriente
Negli ultimi attacchi sono stati lanciati centinaia di droni e missili. Ma secondo le dichiarazioni iraniane avrebbero utilizzato solo una parte limitata del loro arsenale, spesso sistemi più vecchi. In altre parole: il vero potenziale militare non è ancora stato utilizzato. E lo stanno tenendo nel caso il conflitto dovesse peggiorare.

Inoltre l’Iran non è isolato. Ha rapporti militari e forniture di armamenti con potenze enormi come:
• Russia
• Cina
• Corea del Nord
Paesi con tecnologie militari molto avanzate, missili, droni e sistemi d’arma estremamente pericolosi e devastanti.

Secondo molti analisti della sicurezza internazionale esiste anche un altro rischio:
La presenza di reti e gruppi simpatizzanti in diversi paesi del mondo, che potrebbero attivarsi se il conflitto dovesse allargarsi.
Ricordiamoci anche una cosa: I Paesi del Golfo (Arabia Saudita, Emirati, Bahrein, Kuwait, Oman e Qatar) sono di fronte all’Iran, separati solo da poche decine di Km. Non parliamo di continenti lontani. Parliamo di un fronte diretto a pochi chilometri. Quando un conflitto diventa anche religioso, la logica cambia completamente. Non è più solo geopolitica. Diventa onore, fede e vendetta.

E queste dinamiche nella storia raramente si chiudono in poche settimane.
Per questo chi pensa che tra pochi giorni tornerà tutto normale probabilmente non ha capito la portata di quello che sta succedendo.
Questa potrebbe essere solo la fase iniziale di una crisi che potrebbe durare decenni.

E infatti, Mojtaba Khamenei giura vendetta totale: ha perso padre, madre, moglie, figlio, sorella e cognato in una settimana.
Non è più solo un possibile successore. Non è più un candidato. Mojtaba Khamenei è ufficialmente la Guida Suprema dell’Iran, e la prima cosa che il mondo deve capire è questa: a quest’uomo è stata uccisa gran parte della famiglia e non si è arreso. È sopravvissuto con ferite lievi allo stesso attacco che ha eliminato suo padre e, invece di fuggire, ha accettato uno degli incarichi più pericolosi del pianeta.

Trump si aspettava che l’Iran crollasse come il Venezuela: eliminare il leader, installarne uno più docile e far tornare il petrolio verso Washington. Così lo aveva descritto lui stesso: “Quello che abbiamo fatto in Venezuela è lo scenario perfetto”. Ma dopo 8 giorni di bombardamenti, oltre 1.300 morti e la distruzione di marina, aviazione e numerose installazioni militari, l’Iran non si è inginocchiato.

Quando la Guardia Rivoluzionaria ha spinto l’Assemblea degli Esperti a scegliere Mojtaba, il messaggio è stato chiaro: la linea dura non solo è sopravvissuta, ma si è radicalizzata. Pensaci: Stati Uniti e Israele hanno eliminato la Guida Suprema, decine di alti funzionari, bombardato l’edificio dell’Assemblea degli Esperti a Qom e distrutto il bunker sotterraneo del complesso presidenziale. Il risultato non è stata la resa. È stato l’esatto opposto: hanno scelto il figlio dell’uomo assassinato per continuare sulla stessa linea.

Mojtaba non ha bisogno di dire “vendetta”. Le sue azioni lo dicono già. Un uomo ferito, nascosto, senza famiglia, che accetta di guidare una nazione sotto attacco non lo fa per firmare la pace. Lo fa perché non ha più nulla da perdere.

Personalmente?
Se c'è un capitolo della storia che spero si ripeta, è ciò che è successo a Dallas il 22 Novembre del 1963.
 
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Trump oggi ha dichiarato che "la guerra finirà presto perchè non c'è più nulla da colpire".
Evidentemente non ha capito le conseguenze delle sue azioni...

Qui non stiamo parlando di giorni. Stiamo parlando di ANNI.
Quando viene colpita una guida spirituale come Khamenei, per milioni di persone non muore solo un leader politico, diventa un martire religioso. E nella cultura sciita il martirio ha un significato enorme. Questo significa una sola cosa: vendetta.

Non una vendetta immediata. Una vendetta che può durare decenni. Bisogna capire anche una differenza culturale enorme.
Se domani venisse ucciso il Papa, i cattolici non inizierebbero una guerra per vendetta. Ci sarebbe dolore, indignazione, ma non una vendetta religiosa globale. In alcune aree del Medio Oriente invece il concetto di vendicare l’onore e il martirio è molto più radicato. Quando una guida spirituale viene uccisa assieme alla sua famiglia, per molti è un affronto che deve essere vendicato.

E c’è un altro punto che pochi stanno considerando.
L’Iran non è un paese piccolo.
• circa 90 milioni di abitanti
• oltre 600.000 militari attivi
• uno dei più grandi arsenali missilistici del Medio Oriente
Negli ultimi attacchi sono stati lanciati centinaia di droni e missili. Ma secondo le dichiarazioni iraniane avrebbero utilizzato solo una parte limitata del loro arsenale, spesso sistemi più vecchi. In altre parole: il vero potenziale militare non è ancora stato utilizzato. E lo stanno tenendo nel caso il conflitto dovesse peggiorare.

Inoltre l’Iran non è isolato. Ha rapporti militari e forniture di armamenti con potenze enormi come:
• Russia
• Cina
• Corea del Nord
Paesi con tecnologie militari molto avanzate, missili, droni e sistemi d’arma estremamente pericolosi e devastanti.

Secondo molti analisti della sicurezza internazionale esiste anche un altro rischio:
La presenza di reti e gruppi simpatizzanti in diversi paesi del mondo, che potrebbero attivarsi se il conflitto dovesse allargarsi.
Ricordiamoci anche una cosa: I Paesi del Golfo (Arabia Saudita, Emirati, Bahrein, Kuwait, Oman e Qatar) sono di fronte all’Iran, separati solo da poche decine di Km. Non parliamo di continenti lontani. Parliamo di un fronte diretto a pochi chilometri. Quando un conflitto diventa anche religioso, la logica cambia completamente. Non è più solo geopolitica. Diventa onore, fede e vendetta.

E queste dinamiche nella storia raramente si chiudono in poche settimane.
Per questo chi pensa che tra pochi giorni tornerà tutto normale probabilmente non ha capito la portata di quello che sta succedendo.
Questa potrebbe essere solo la fase iniziale di una crisi che potrebbe durare decenni.

E infatti, Mojtaba Khamenei giura vendetta totale: ha perso padre, madre, moglie, figlio, sorella e cognato in una settimana.
Non è più solo un possibile successore. Non è più un candidato. Mojtaba Khamenei è ufficialmente la Guida Suprema dell’Iran, e la prima cosa che il mondo deve capire è questa: a quest’uomo è stata uccisa gran parte della famiglia e non si è arreso. È sopravvissuto con ferite lievi allo stesso attacco che ha eliminato suo padre e, invece di fuggire, ha accettato uno degli incarichi più pericolosi del pianeta.

Trump si aspettava che l’Iran crollasse come il Venezuela: eliminare il leader, installarne uno più docile e far tornare il petrolio verso Washington. Così lo aveva descritto lui stesso: “Quello che abbiamo fatto in Venezuela è lo scenario perfetto”. Ma dopo 8 giorni di bombardamenti, oltre 1.300 morti e la distruzione di marina, aviazione e numerose installazioni militari, l’Iran non si è inginocchiato.

Quando la Guardia Rivoluzionaria ha spinto l’Assemblea degli Esperti a scegliere Mojtaba, il messaggio è stato chiaro: la linea dura non solo è sopravvissuta, ma si è radicalizzata. Pensaci: Stati Uniti e Israele hanno eliminato la Guida Suprema, decine di alti funzionari, bombardato l’edificio dell’Assemblea degli Esperti a Qom e distrutto il bunker sotterraneo del complesso presidenziale. Il risultato non è stata la resa. È stato l’esatto opposto: hanno scelto il figlio dell’uomo assassinato per continuare sulla stessa linea.

Mojtaba non ha bisogno di dire “vendetta”. Le sue azioni lo dicono già. Un uomo ferito, nascosto, senza famiglia, che accetta di guidare una nazione sotto attacco non lo fa per firmare la pace. Lo fa perché non ha più nulla da perdere.

Personalmente?
Se c'è un capitolo della storia che spero si ripeta, è ciò che è successo a Dallas il 22 Novembre del 1963.
Peccato aver rovinato un’analisi assai attinente ai fatti e a ciò che avverrà con quelle due righe finali. Peccato davvero e anche poco consono per questo forum direi…
 
Però è strano, il danno di immagine sarebbe comunque enorme se davvero avvenisse un abbattimento magari con centinaia di vittime, perché comunque sarebbero in molti ad affermare - e a ragione - che in una situazione di guerra sarebbe stato più prudente fermarsi o ridurre drasticamente le operazioni.
Non riesco a capire questa logica: meglio rischiare un disastro che fermare o limitare fortemente le operazioni?
Di sicuro, finché la situazione rimane questa, io non mi sentirei sicuro a volare su Dubai. Assolutamente.

Ho vissuto a Dubai durante il covid, vi assicuro che li, senza turismo e viaggi d'affari l'ossigeno dura poco, molto poco e non possono permetterselo.
Ad Abu Dhabi potrebbero mettersi in quarantena 10 anni e non ne risentirebbero.
 
La cosa si sta già incacrenendo, conviene mettersi comodi perchè qualcuno come al solito ha fatto i conti male all'inizio. Se è durata tre anni a gaza, e ancora dura, per un manipolo di terrorosti in un fazzoletto di terra, fatevi i conti e le proporzioni con l'Iran e avrete un'idea. Per chi avesse ancora dubbi forse non è chiaro che il biondo qua è il pupazzo di Tel Aviv che ha già detto che si va avanti quanto serve, cioè a occhio fino a che l'Iran sarà una Gaza gigante.

Con la lieve differenza che stavolta si tratta di uno stato sovrano, grosso molteplici volte Israele, che si prepara alla guerra da 50 anni e che ha le spalle comunque salvaguardate da Cina e Russia per via degli interessi strategici quando Gaza al massimo può fruttare come progetto residenziale senza contare che la popolazione è fatta da gente mediamente molto istruita e capace oltre che avere un industria abbastanza sviluppata.
 
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