IMHO, da un punto di vista della flotta - e soprattutto del margine operativo - ITA deve puntare a essere un'Iberia nostrana. Con un mercato ben definito, una missione chiara (hub su FCO, corto raggio asservito al feeding) e un management di prim'ordine. ITA deve iniziare ad esportare managers, non importarli. Luis Gallego avrà un inglese terrificante (seriamente, sembra di sentir parlare Kermit the Frog nella versione messicana di Sesame street) ma è un cervello di prim'ordine. José Antonio Barronuevo è un altro. Diventare CFO di BA e fare il lavoro che ha fatto non è da pochi (e non lo dico per leccaculismo, è uno squalo.
Rimane ancora parecchio da fare, certo. Bene tagliare su LIN, bene tagliare il cross-country, bene l'investire accuratamente sul lungo raggio, ottimo il rientro dei 330 (non dovevano mai uscire, lo dicevo da sempre). Rimane ancora molto da combinare, tipo ottimizzare gli operativi in modo da avere transiti fatti bene, vendere meglio all'interno del gruppo LH, creare una clientela "affezionata", e ritagliarsi un mercato ben definito. Meno cretinate pubblicitarie con Il Volo e cose simili, più enfasi sul fatto che un transito a FCO è facile, veloce e prevedibile, non la lotteria che è LHR (tra meteo e infrastrutture che vanno a ramengo), la via crucis che è CDG o l'esperienza kafkiana che è FRA. Sono passato di recente a FCO e, tolte alcune cadute di stile (il gate agent del volo ITA per DEL che fa vaping al gate, per dirne una) è un'esperienza anni luce rispetto all'FCO di una volta, o a molti altri aeroporti europei. Gli preferisco, al momento, solo il T4 di MAD e ZRH.
In ultimo, io direi di non stare a sentire alla politica. Vedasi la cretinata di fare un volo per LIM che passa via MXP. Una roba che solo i politici, o certo management ITA che non ha fatto altro che rimediare buchi di bilancio e salvataggi statali, può avere in mente.
L'Italia non è ITA, e per il passeggero l'idea del "campione nazionale" è una boiata.