L’inaspettata decisione è arrivata dopo pochi minuti dall’avvio della udienza pubblica sugli 11 ricorsi contro il decreto di Via-Vas
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Il TAR ha rinviato al 22 aprile 2027 la valutazione degli 11 ricorsi contro il decreto di VIA-VAS.
La ragione? Tutto è legato all'errore del Ministero dell'ambiente che dapprima aveva detto che il progetto, in base alla direttiva Habitat, andava sottoposto al parere vincolante della Commissione Europeea in quanto sito ritenuto di interesse primario per la presenza di specie animali tutelate; poi aveva fatto marcia indietro poiché di animali da tutelare non ce ne sono. Quindi basta una semplice notifica alla Commissione.
Però ... Il decreto che modificava i'originale decreto di VIA-VAS è ricorribile; nessuno sembra abbia ricorso, ma i termini per ricorrere contro il decreto correttivo non sono scaduti. Risultato? Il TAR oggi dice che se ne parlerà discutendo tutti assieme i ricorsi, anche quelli che dovessero arrivare contro il decreto bis del ministero dell’Ambiente.
Così, dopo
la cazzata il misunderstanding del ministero dell'Ambiente si aggiunge il cavillare dei giudici a far perdere tempo. Nel frattempo si spera che il suddetto ministero, guidato da uno dei politici col più basso indice di gradimento tra i ministri dell'attuale governo, concluda l'iter di notifica alla Commissione Europea, iter che -fonte Toscana Aeroporti- sembra languire.
Non vorrei che il ministero dica "eh, ma io aspettavo il giudizio del TAR sennò mi tocca lavorare a vuoto" mentre il TAR risponda "se non c'è la notifica il procedimento non è completo e io non mi pronuncio". Di sicuro, senza la conclusione dell'iter della notifica non può essere avviata la conferenza dei servizi.