SWISSAIR: dieci anni fa il "grounding"

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mo-mo

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Sono passati 10 anni da un avvenimento che era "inimmaginabile" in Svizzera. Volontà antieuropea degli svizzeri, operazione d'acquisto di compagnie fallimentari, consiglio d'amministrazione incompetente, periodo difficile (11 settembre) hanno portato al cosiddetto "grounding" della compagnia. In realtà SWISSAIR era divenuto poco più che un marchio: il tutto ruotava attorno alla holding "SR Group". La storia è complicata. Segnalo un bel riassunto sul sito della Radiotelevisione svizzera

www.rsi.ch
 
Qualcuno ha per caso qualche testimonianza di quel grounding?Ero troppo giovane e non mi ricordo praticamente nulla...Come fecero i passeggeri?Come agirono le compagnie aeree concorrenti?C'è qualche servizio tv del momento del grounding?
 
Qualcuno ha per caso qualche testimonianza di quel grounding?Ero troppo giovane e non mi ricordo praticamente nulla...Come fecero i passeggeri?Come agirono le compagnie aeree concorrenti?C'è qualche servizio tv del momento del grounding?

Le gho una!

Mi gha lascia i vecci a Brussel e se gha ciava completamente che era un marchio famoso e svissero. Chi e visto si e visto.

Grande compagnia ma con Mario come CEO gha pensa che potessero compra e mondo e son stai ciava

Ex grande amante e volante della Swissair!
 
Su youtube vi è molto materiale. In parte si trova sul film (giudicato eccellente) dal titolo "Grounding". Purtroppo vi è solo la versione in "Schwitzertüsch". Personale e passeggeri si son dovuti arrangiare. Il primo aiuto è arrivato da Crossair (che faceva parte di SR Group). La compagnia basilese, scorporata, è poi servita (cambiando il nome) a costruire con un eccezionale (e che per legge non potrà mai più essere ripetuto) aiuto federale l'attuale SWISS.
 
Su youtube vi è molto materiale. In parte si trova sul film (giudicato eccellente) dal titolo "Grounding". Purtroppo vi è solo la versione in "Schwitzertüsch".

Esiste anche una versione doppiata in italiano. Molto interessante come film, ma non vi aspettate una recitazione da premio Oscar :)
 
In Svizzera è stata la notizia del giorno. Giornali domenicali, radio e Telegiornali hanno parlato diffusamente della ricorrenza infausta di 10 anni fa. L'ultimo grande capo di SWR Mario Corti ha dichiarato che la compagnia era "salvabile". In TV il membro del consiglio d'amministrazione di SWISS Claudio Generali ha detto che era impossibile, sarebbero occorsi almeno 8 miliardi di CHF. Bisogna dire che, a differenza di quasi tutte le compagnie di bandiera europee, SWR era tipicamente privata: Confederazione, Cantoni, comuni e altri enti pubblici erano presenti nel capitale per (complessivamente) solo il 19%! Oltre alle cause che ho citato in apertura occorre poi dire che la percentuale (60%) del suo traffico di transito è (ora) definito eccessivo. Quello attuale di SWISS è di circa il 40%. E' chiaro che per un Paese, seppur ricco, di 8 milioni di abitanti avere una grande compagnia aerea non è facile. La dipendenza dall'estero è importante. Essenziale è, per esempio, il potenziale costituito dalla Costa est degli USA con i suoi 60 milioni di abitanti. In proposito: da un sondaggio fatto proprio laggiù nell'anno di fondazione di SWISS è risultato che circa i 2/3 degli interpellati non sapevano dei dettagli del "disastro" in Svizzera, disastro che, dicono tutti, è stato traumatico in un Paese che viveva e vive ancora di molte certezze. Quanto alla situazione attuale: nessuna critica e nessun rimpianto. SWISS è una compagnia di successo in un gruppo (non esotico) molto importante. E quest'anno poi SWISS supererà il numero di pax della vecchia SWISSAIR.
 
Ultima modifica da un moderatore:
Esiste anche una versione doppiata in italiano. Molto interessante come film, ma non vi aspettate una recitazione da premio Oscar :)

Vero certamente. Era stata lodata almeno la tempestività e una buona aderenza ai fatti effettivamente capitati.
 
Esiste anche una versione doppiata in italiano. Molto interessante come film, ma non vi aspettate una recitazione da premio Oscar :)

l'ho visto, veramente ben fatto.
Tra l'altro piccolissimo OT...anche il loro piano di "rinascita" della compagnia (prima che la comprasse LH) si chiamava Phoenix (fenice)...
 
l'ho visto, veramente ben fatto.
Tra l'altro piccolissimo OT...anche il loro piano di "rinascita" della compagnia (prima che la comprasse LH) si chiamava Phoenix (fenice)...

si chiama nello stesso modo perchè è lo stesso giro di banche ad averci inizialmente lavorato.... fantasia = zero
 
Occorre dire che la non rinuncia a una cosiddetta "compagnia di bandiera" è dovuta alla volontà dell' Ente pubblico (Confederazione) che ha messo molti soldi nell'operazione. Una pessima figura l'hanno fatta le banche, in particolare "una" banca (fra le top ten a livello mondiale poi) assai poco attiva nei momenti di difficoltà di Swissair. "Phoenix", sarà stato poco fantasioso...ma soprattutto ricordava "Phoenix Airways" compagnia charter svizzera degli anni 70 che è durata poco (come varie altre). Si sperava in meglio insomma. In ogni caso "SWISS" era stata creata "abbondante" con aerei provenienti dalle flotte di SWISSAIR e CROSSAIR. Un difetto iniziale piuttosto grave al quale si era poi aggiunto il fallimento dell'entrata nel gruppo di British. Un "collegamento" con Lufthansa era stato preventivato sin dagli inizi. Il permesso della ripresa del capitale da parte di due società del konzern Lufthansa è stato dato dal Governo federale. E' chiaro che rimane una compagnia svizzera (Crossair con il nome cambiato) e con una concessione svizzera. Si è orgogliosi di dare al gruppo un poco di più del 15% del fatturato globale e, soprattutto, di generare importanti benefici. Sono fattori che, tutto sommato, non fanno rimpiangere più di quel tanto, la "mitica" Swissair.
 
Occorre dire che la non rinuncia a una cosiddetta "compagnia di bandiera" è dovuta alla volontà dell' Ente pubblico (Confederazione) che ha messo molti soldi nell'operazione. Una pessima figura l'hanno fatta le banche, in particolare "una" banca (fra le top ten a livello mondiale poi) assai poco attiva nei momenti di difficoltà di Swissair. "Phoenix", sarà stato poco fantasioso...ma soprattutto ricordava "Phoenix Airways" compagnia charter svizzera degli anni 70 che è durata poco (come varie altre). Si sperava in meglio insomma. In ogni caso "SWISS" era stata creata "abbondante" con aerei provenienti dalle flotte di SWISSAIR e CROSSAIR. Un difetto iniziale piuttosto grave al quale si era poi aggiunto il fallimento dell'entrata nel gruppo di British. Un "collegamento" con Lufthansa era stato preventivato sin dagli inizi. Il permesso della ripresa del capitale da parte di due società del konzern Lufthansa è stato dato dal Governo federale. E' chiaro che rimane una compagnia svizzera (Crossair con il nome cambiato) e con una concessione svizzera. Si è orgogliosi di dare al gruppo un poco di più del 15% del fatturato globale e, soprattutto, di generare importanti benefici. Sono fattori che, tutto sommato, non fanno rimpiangere più di quel tanto, la "mitica" Swissair.

Mi tutto sto papiro non lo capisco!

Gha cana di brutto e basta. Era mitica Swissair? Si era e si pensava invincibbile. I fatti sia della Swissair sia della UBS coinvolta nei mutui americani fa capir che anca noi sviseri semo mona come dei altri anca se vogliamo sembrar meglio

Adesso ! Finche cera Swissair era mitica. Non ce piu, chi se ne ciava, ma ghavemo la Swiss che non axe nostra ma del Konzern ma giriamo la frittata e la femo nostra. Mi ti gho dito, magna i bratwurst del Zug non quelli del Bavaria
 
In realtà Lufthansa era (è) necessaria per avere una compagnia di 100 apparecchi come l'attuale e quella del futuro prossimo. LH fa comodo alla SWISS e SWISS non è un peso per DLH...anzi!. Una compagnia ridimensionata (tutta svizzera) era possibile. Mi sembra però che la 14esima economia mondiale "abbia diritto" a una compagnia "universale".
 
Ah!

Prima senza la LH o la DLH come lo chiami tu non avevamo lo stesso 100aerei? Piu avevamo anche la Crossair. Una grande regional se non la piu grande. Prima era la Swissair ad avere shares in tante compagnie, ora ci hanno comprati e bisogna anche ringraziare.

Puo essere anche la terza economia mondiale ma se non ce la fa ad avere una compagnia di quelle dimensioni meglio avere una coma la Crossair ma sapenso che e MIA non della Merkel. Areo!
 
Meglio la prima prima o seconda "Regional" d'Europa (Crossair) dell'attuale Swiss?...Mah! Dalla Svizzera il breve raggio è effettuato ora soprattutto da Easy Jet e Air Berlin. Sarebbe un lungo discorso ma a media/lunga scadenza il futuro (fino a 600 km) è della ferrovia.
 
Oggi, 25 anni fa.
Interessante che, fra le altre cose, si erano imbarcati in una strategia à la Etihad di partecipazione azionaria nelle altre compagnie europee.

https://www.rsi.ch/cultura/storia/Swissair-anatomia-di-un-grounding--4124617.html

Swissair: anatomia di un grounding
Il 2 ottobre 2001 la flotta elvetica rimase a terra: dietro il fermo, anni di espansione, difficoltà finanziarie e una crisi di liquidità che travolse il fiore all’occhiello dell’aviazione svizzera

Venticinque anni fa, la Svizzera scoprì che anche un simbolo nazionale poteva restare senza contanti.

Il 2 ottobre 2001 gli aerei di Swissair rimasero a terra: era il grounding, la sospensione dei voli che rese visibile una crisi maturata nel tempo. Mancavano i mezzi immediatamente disponibili per sostenere l’attività quotidiana.

All’aeroporto di Zurigo l’orologio segnava le 16.15 quando una voce annunciò in modo definitivo che «Swissair non è più in grado di assicurare i voli previsti», lasciando a piedi 19 mila passeggeri.

Non era ancora la fine della compagnia. Il giorno successivo la Confederazione intervenne con un credito d’emergenza di e il 4 ottobre una parte dei voli tornò a decollare. Swissair avrebbe continuato a volare con un’attività ridotta ancora per sei mesi. La transizione si concluse tra il 31 marzo e il 1° aprile 2002: mentre la nuova SWISS effettuava il suo primo volo, da Basilea a Zurigo, l’ultimo aereo Swissair rientrava a Kloten.

Le radici della crisi erano lontane. Dopo il rifiuto svizzero dello Spazio economico europeo nel 1992, Swissair si trovò svantaggiata rispetto ai vettori dell’Unione europea. Per rafforzare la propria rete, alla fine del 1997 elaborò la “Hunter Strategy”, basata sull’acquisto di partecipazioni in altre compagnie europee.

Il piano prevedeva investimenti limitati, generalmente tra il 10 e il 30%, ma, nella pratica, l’espansione divenne molto più costosa: tra il 1998 e il 1999 il gruppo investì circa 4,1 miliardi di franchi. Diverse compagnie continuarono inoltre a richiedere nuovi capitali. Nel 2000 SAirGroup registrò una perdita record di 2,885 miliardi di franchi.

Poi arrivò l’11 settembre. Gli attentati negli Stati Uniti provocarono una brusca contrazione del traffico aereo e colpirono un gruppo già in grave difficoltà, accelerandone la crisi. Alla fine di settembre il problema più urgente divenne la liquidità. Nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre UBS e Credit Suisse elaborarono il progetto della “New Crossair”: la compagnia regionale sarebbe diventata il nucleo di un nuovo vettore, rilevando parte delle attività di Swissair. Il Dipartimento federale delle finanze parallelamente cercò di organizzare con le grandi banche un finanziamento ponte per scongiurare un arresto prematuro della flotta.

Intanto la situazione precipitava. Fornitori e aeroporti pretendevano pagamenti immediati o anticipati. A Heathrow due velivoli Swissair furono trattenuti per tasse aeroportuali non saldate e anche i fornitori di carburante chiedevano pagamenti anticipati. Il 2 ottobre la liquidità immediatamente disponibile non bastò più a mantenere i voli e la flotta rimase a terra.

Da quelle ore nacque una delle controversie centrali della vicenda. UBS e Credit Suisse furono accusate di non aver fornito in tempo i mezzi necessari a evitare il grounding. Un’indagine successiva della società di revisione e consulenza Ernst & Young concluse che le risorse finanziarie erano superiori ai 14,5 milioni di franchi indicati allora dalla direzione. Il presidente di SAirGroup, Mario Corti, contestò quei calcoli, sostenendo che la liquidità effettivamente disponibile fosse molto inferiore. Il collasso non è dunque riconducibile a una sola causa: vi si intrecciarono strategia industriale, indebitamento, gestione della liquidità, controllo societario e difficoltà della transizione.

L’intervento della Confederazione non si fermò però al credito d’emergenza: il prestito federale raggiunse complessivamente 1,45 miliardi di franchi, di cui 1,15 furono effettivamente versati. L’obiettivo era garantire temporaneamente parte dei collegamenti e accompagnare il trasferimento delle attività verso la nuova compagnia.

Sul fondamento di Crossair nacque così Swiss International Air Lines. Nel 2005 cominciò la sua integrazione nel gruppo Lufthansa, completata nel 2007. Nello stesso anno il Tribunale distrettuale di Bülach assolse tutti i 19 imputati nel processo sulla gestione di SAirGroup. Nel 2019 il Tribunale federale respinse un ricorso civile e, nel 2020, seguì un accordo extragiudiziale.

A un quarto di secolo di distanza, il grounding resta soprattutto un caso emblematico dei rischi di una crescita difficile da governare. Swissair aveva cercato nell’espansione europea una risposta al proprio isolamento; quella stessa strategia contribuì però ad aumentarne costi, rischi e dipendenze. Il 2 ottobre non nacque quindi una crisi: ne divennero improvvisamente visibili l’ampiezza e la profondità, lasciando nel Paese una ferita mai del tutto rimarginata.

 
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Oggi, 25 anni fa.
Interessante che, fra le altre cose, si erano imbarcati in una strategia à la Etihad di partecipazione azionaria nelle altre compagnie europee.

https://www.rsi.ch/cultura/storia/Swissair-anatomia-di-un-grounding--4124617.html



Negli anni 90 volavo spesso con sr, da bsmbino, per andare a trovare mio papa che lavora all'estero e che me lo riportava a casa. Gran bei ricordi.
A310 Zrh - Khi SR e cocordino crossair sul goa-zrh (tre rotazioni giornaliere, che oggi a goa pare fantascienza) con tanto di champagnino (per mamma) e moneta di cioccolato (per me)
 


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