[TR] Pechino e Seoul con Hainan, Asiana e Vietnam Airlines (MXP-SZX-PEK\PEK-GMP\ICN-HAN-MXP)


enrico

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Socio AIAC 2026
30 Gennaio 2008
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Rapallo, Liguria.
Nel momento in cui prenoto un viaggio, fissata la destinazione, i fattori principali di scelta sono da una parte il prezzo, e poi su tutto la possibilità di fare i giri più minchioni possibili.

Decidendo dunque in primavera di fare una decina di giorni via ad inizio settembre, volendo andare io e mia moglie a Pechino, non essendoci mai stati, e mia figlia a Seoul (appassionata di K-pop, mala tempora.... ma le piacciono anche i Queen, per spezzare una lancia a suo favore), astenuto il piccolo, prenoto un giro abbastanza balordo su trip.com (app veramente ottima) che prevede una prima tratta da Malpenza a Schenzen con arrivo notturno e ripartenza dopo qualche ora di primissima mattina alla volta di PEK, con Hainan (invogliato dalle cinque stelle skytrax), poi dopo cinque giorni una Pechino - Seoul Gimpo con Asiana, e quindi un ritorno con Vietnam Airlines da ICN via Hanoi (ritorno che pensavo io essere balordo, invece scoprirò essere pieno di italiani che facevano lo stesso giro).

Solitamente quando vado a Malpensa (oramai dal mio flight memory oltre un centinaio di volte) anche se ho partenze di primissima mattina, parto dalla Liguria in piena notte, ma questa volta scelgo di essere più tranquillo e mi muovo la sera prima e mi fermo a dormire in zona aeroporto, in una struttura davvero comoda con parcheggio privato a Somma Lombardo, dopo una splendida quattro formaggi rossa con salame piccante fatta da egiziani in quel posto dell'anima che è Borgo Vercelli.

Malpensa T1 merita pochi commenti (li farò al ritorno sul controllo passaporti), imbarchiamo con bus dagli inferi verso i parcheggi remoti frequentati tra gli altri dagli avioni asiatici.



Come dicevo per arrivare in Cina si vola con Hainan Airlines, 787, ovviamente in economy, anzi, in super-economy, con posti che Trip mi aveva fatto scegliere gratuitamente.
Siamo nella seconda cabina, praticamente in zona timone di coda, ma tutti vicini e con posto finestrino (per me).







Al posto si trova oltre a cuscino e coperta anche un amenity kit con mascherina, calze, dentifricio-spazzolino, salviette, decisamente comodo, e il menù dei pasti, che prevede ben tre opzioni, oltre ad un menù per il bere.



Nel timore di rimanere a secco avevo già una bottiglia di Fanta avvantaggiata ed una di Coca Cola sempre avvantaggiata portate da casa, che mi scolo prima di arrivare sui Balcani.
Usciamo dall'Italia sopra Chioggia.



Prendo manzo con salsina alla senape, buono.




La selezione dell'IFE è piuttosto scadente e i film in inglese sono sottotitolati in cinese.
Con grande mia desolazione non funziona l'air show, che è di fatto l'unica cosa che mi interessa su di un LR.
Volo assolutamente tranquillo, assistenti di volo presenti e molto carini, piccolo bar nel galley di coda.
Colazione, edibile nulla di più.




Atterriamo a Shenzen intorno alle 4 di mattina ora locale, con avvicinamento prima sopra al porto e poi sopra la città.
Sbarco con cobus con viaggio di venti minuti.
Avvertenza: non buttare monetine verso gli aerei come portafortuna!!




Immigrazione rapidissima con carta di ingresso già precompilata online.
L'aeroporto di Schenzen è enorme ed architettonicamente davvero splendido, spazi ampi, luminosi e curati.








Passiamo un paio d'ore nella loungeChina Southern V2 in area partenze domestiche praticamente deserta, vista l'ora antelucana.








Mi faccio la seconda delle tre colazioni del giorno con un paio di Tsingtao e qualcosa di piccante per acclimatarmi al cibo locale.









Il T3 è davvero davvero bello e scopro, cercando maggiori info, che l'architetto che lo ha progettato è il nostro Fuksas.





Imbarchiamo con riconoscimento facciale senza necessità di tirare fuori biglietto o passaporto (da questo momento siamo ufficialmente schedati ed in mano loro!).
Per questa tratta si vola su di un 737-800 pieno a tappo.









Mia moglie e i figli iniziano a perdere colpi, io sempre sul pezzo mi scofano la terza colazione della giornata, piaciuta tanto soprattutto con l'aggiunta delle mefitiche salsine e condimenti.









Servizio completo anche sul volo interno, di circa tre ore e mezza.
Arriviamo a PEK poco dopo le 9 di mattina in una splendida giornata.
Il tempo sarà sempre ottimo, sia a Pechino che a Seoul, caldo, ma non esagerato.





Per muoverci da PEK alla città prendiamo la metropolitana, tratta inaugurata in occasione delle Olimpiadi, che ci porta in poco tempo alla stazione di Beixinqiao, che maps ,sconsigliatissimo in Cina, dava chiusa ed invece era aperta. Mappe di Apple funziona un pochino meglio, ma ancora meglio le app di navigazione locale.
L'albergo è a una decina di minuti a piedi dalla stazione.
Anche per giri un po' più lunghetti noi viaggiamo sempre con uno zaino a testa e stop, dunque ci muoviamo senza problemi.
La via, splendida, dove si trova l'hotel, molto consigliato (Beijing Gu Xiang 20 Hutong CultureHotel), camera familiare con balcone poco più di 100 euro a notte.









Comodissimo il servizio di lavanderia gratuito con riconsegna in pochissime ore.
Facciamo un primo giro del quartiere, incurante del fatto che siamo svegli oramai di fatto da oltre 24 ore.
E' una zona di hutong, ossia piccoli vicoli lastricati e pieni di casette antiche, davvero molto molto pittoresco, con tanti locali, negozi e ristoranti, oltre che case abitate, un mix di turistico e locale.













Prima sosta in una famosa birreria artigianale della zona, la Great Leap Brewing, dove ci facciamo un paio di pinte.









Ottima l'abbinata alcool a buon mercato e facilmente accessibile (quanto ti amo Islanda, quanto mi fai soffrire sotto questo aspetto...) e la presenza capillare di toilette pubbliche (credo anche perchè le case che affacciano sugli hutong non abbiano in larga parte i bagni in casa).




La zona è davvero splendida e si arriva a piedi vicino a canali e laghetti pieni di gente e di locali.
La prima impressione della città è decisamente molto positiva, così come delle persone, tutte carinissime.
Fa molto impressione da altro lato vedere le migliaia di telecamere di sicurezza davvero dappertutto, a mazzi, per il riconoscimento facciale capillare, e la presenza costante praticamente in ogni via di polizia e personale di sicurezza.
La città in generale dà impressione di estrema sicurezza.








Tanto tanto verde, su tutto robinie e salici.




Cena in un ristorante scelto a caso, sempre a distanza pedonale dall'albergo, che si rivelerà ottimo.
Ci accorgiamo subito che l'inglese è davvero poco usato, anche a Pechino centro.







Melanzante croccanti fritte, una droga.





Irrinunciabile anatra alla pechinese.





E noodles alla pechinese, un pò troppo cumino per i miei gusti.





Per pagare ci affidiamo esclusivamente ad Alipay, sul quale avevamo registrato prima di partire una carta Mastercard ciascuno io e mia moglie, che una volta presa la mano funziona benissimo.
Per internet ,Holafly, che dovrebbe già avere compresa vpn, e ad abundantiam Nord Vpn assicurano un facile bypass del great firewall ed abbiamo internet come a casa comprese tutte la app vietate in Cina come WA.
Passiamo cinque giorni davvero piacevoli a Pechino, girando in metropolitana o con Didi, l'Uber locale, dai prezzi davvero stupefacenti con auto comodissime (in larga parte BYD).





In generale il parco auto e moto della città è quasi esclusivamente elettrico, ed il cielo almeno in centro è terso.
Ci affidiamo a tour organizzati prenotati tramite Get Your Guide solamente per Piazza Tienamen e per la città proibita (consigliatissimo, si salta gran parte dell'enorme fila e sbrigano loro le pratiche burocratiche, ricordarsi di portare sempre con sé il passaporto) e poi per andare a visitare la Muraglia Cinese, nella sezione di Mutianyu, con ascesa in funivia e discesa in toboga.
Entrambe le esperienze lasciano davvero impressionati.
















Visitiamo invece in autonomia il Palazzo d'Estate ed i Templi principali della città.














Si mangia davvero bene dappertutto, a prezzi per noi davvero bassi, direi sull'ordine dei 10 euro a testa.
Questo ristorante specializzato in dimsum davvero ottimo, tutto fatto a mano sul momento.








Su tutti straordinari i dumpling con i ricci di mare.
La sera c'è pieno di gente in giro, in larga parte giovani, con lunghe code nei ristoranti più popolari. Il turismo interno è enorme, relativamente pochi occidentali in giro.





Altro bellissimo ristorante.









Non può mancare un giro in un supermercato, altra mia grande passione, con odorino di durian dappertutto.












Viene il momento di muoversi verso Seoul, e torniamo a PEK questa volta con Didi.
Voliamo Asiana, primissima volta per me.
Il terminal da cui opera la compagnia (Terminal 2, spostati proprio il primo settembre scorso) è quasi deserto, e sia emigrazione che sicurezza volano in un attimo.















Mangiamo un ultimo boccone cinese in aeroporto, niente di che.



Set per fare il te con testimonial d'eccellenza, evidentemente più amato a queste latitudini che alle nostre!




Questi potrebbero essermi utili.





Fauna locale (stracit.) con 340 iraniano sullo sfondo.




787 francese a riposo.





Volo per la Nord Corea cancellato, chissà se applicano la EU261...




Ultima birretta.




Con avviso ad personam.





I maxischermi in apt fanno passare video stile cartoni animati di passeggeri unruly che si ubriacano e che molestano le AAVV, o che fumano a bordo, regolarmente portati via in ceppi.
Qui invece dei cellulari nelle postazioni di ricarica mettono a caricare le webcam!





WB Asiana per il Giappone.



Noi voliamo con 321.
ARJ21 locali, scopiazzati dall'MD80.







Imbarco, questa volta senza riconoscimento facciale.
Si vola a Gimpo, secondo aeroporto di Seoul e molto più vicino alla città di Incheon.



Aereo molto pulito e ordinato, con IFE individuale, pur un po' datato.
















Cuffie.



E rivista di bordo.




Rancio, buono, con immancabile birretta.




Si arriva a Seoul Gimpo verso le 20, dopo due ore e mezza di volo.



Anche in questo caso immigrazione lampo, con carta di ingresso già fatta prima online.

Prendiamo un taxi, e ci muoviamo versola zona di Myeongdong dove abbiamo l'hotel.




Continua con la seconda parte, Seoul e ritorno con Vietnam Airlines.
 
Ultima modifica:
Bello! Ma non ho capito se su Hainan l'alcole c'era o era tutto botellon.

Quanta voglia di dumpling, quasi quasi venerdi prossimo vado da Mr Dumpling a Shepherd's Bush.

A Pechino com'era la situazione sputi? In Xinjiang - che vabbè è un po' la Trino Vercellese della Cina - era abbastanza teribbile, con rumori da tubercolotici a ogni passo.
 
Molto bello e apprezzati i dettagli su HU sul lungo raggio, devo fare SZX-MXP proprio settimana prossima, per la prima volta. Però per scegliere i posti mi chiede cifre spropositate.

Il terminal di SZX è indubbiamente fighissimo ma lo ritengo un oggetto di design "tanta forma, poca sostanza"... Bellissimo fuori e sopratutto dentro, ma ha pochi posti a sedere, un po' buio in molte zone e sopratutto la cosa per me più inaccettabile, non ci sono vetrate da cui guardare fuori, solo quelle feritoie esagonali da cui non si vede quasi nulla.
 
Molto bello e apprezzati i dettagli su HU sul lungo raggio, devo fare SZX-MXP proprio settimana prossima, per la prima volta. Però per scegliere i posti mi chiede cifre spropositate.

Il terminal di SZX è indubbiamente fighissimo ma lo ritengo un oggetto di design "tanta forma, poca sostanza"... Bellissimo fuori e sopratutto dentro, ma ha pochi posti a sedere, un po' buio in molte zone e sopratutto la cosa per me più inaccettabile, non ci sono vetrate da cui guardare fuori, solo quelle feritoie esagonali da cui non si vede quasi nulla.

Fuksas, tanto hype e poca sostanza alla fin fine.
 
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Il terminal di SZX è indubbiamente fighissimo ma lo ritengo un oggetto di design "tanta forma, poca sostanza"... Bellissimo fuori e sopratutto dentro, ma ha pochi posti a sedere, un po' buio in molte zone e sopratutto la cosa per me più inaccettabile, non ci sono vetrate da cui guardare fuori, solo quelle feritoie esagonali da cui non si vede quasi nulla.

Fuksas, tanto hype e poca sostanza alla fin fine.

Non lo chiamano mica Fuffas, sui forum di architettura? :ROFLMAO:

DaV
 
Non lo chiamano mica Fuffas, sui forum di architettura? :ROFLMAO:

DaV
Campagna promozionale di molti anni fa, rivolta alle future matricole durante l'orientamento, ad opera della prima facoltà di architettura "L. Quaroni" della Sapienza di Roma.

Video pillole con interviste ai principali ordinari.

Domanda finale: "preferirebbe progettare casa a Piano, Rogers o Fuksas?".

Risposta di un docente: "a Fuksas, perché gli altri due sarebbero capaci da soli".

Sipario.
 
Ripartiamo da dove eravamo rimasti, e dunque dall'arrivo a Seoul Gimpo.
Il secondo aeroporto della capitale è decisamente più vicino di ICN, e nonostante l'arrivo serale per le 21 siamo già in hotel (in realtà metà del tempo del viaggio lo abbiamo perso con il taxista che parlava ZERO inglese e che non riusciva a trovare l'albergo sulla mappa nonostante gli abbia fatto vedere il nome in caratteri coreani.
L'hotel è a Myeong-dong, zona assolutamente consigliabile per una prima visita della città, che non ha un vero e proprio centro, ma come le città giapponesi una serie di centri, anche molto distanti tra loro.




L'albergo occupa gli ultimi venti piani di un grattacielo, nei piani sotto una sequela infinita di cliniche di bellezza e di chirurgia plastica, costante della città, ed al piano terra Apple Store.



Robottino per le pulizie, presto saremo tutti disoccupati.



Nonostante l'ora di fuso e nonostante siamo in giro dal mattino presto ci lanciamo immediatamente a fare un giro nei dintorni.
A Myeong-dong si tiene un famoso foos market notturno, e alle 23 è ancora tutto in piena attività.



Mia figlia si fionda immediatamente alla K - Mecca, negozio per appassionati di K pop, mentre io recupero un paio di birre.

Dopo giorni di cibo asiatico avevamo forte necessità di sapori genuini di casa, e dunque ceniamo al Mac, qualità molto superiore rispetto alla nostra (non che ci voglia molto).
Questo in particolare era ottimo.



Interessante anche il packaging, mai visto.



Ce ne andiamo a letto, stanchi, ma felici, e al mattino mia figlia è già sul pezzo alla TV.



La città ricorda molto, in tanti aspetti, Tokyo, compresi i micro centri commerciali nei sottopassaggi e nelle vie sotterranee di accesso alla metro.



Il meteo è splendido.

Mercato di Namdaeumum, a dieci minuti a piedi dall'albergo.





Si capisce subito che per i coreani il cibo è una cosa seria!





A differenza della Cina dove abbiamo sempre pagato tutto con Alipay, qui dobbiamo ritirare un pò di contante dall'ATM, soprattutto per le bancarelle ed in mercati.

Contrasto tra moderno ed antico, costante della città, che è molto più bella di quanto immaginassi.



Palazzo di Deoksugung, favoloso.





Questo è il municipio.





Gusti di Pringles particolari...



Il primo giorno ci muoviamo quasi solo a piedi, a fine giornata il contachilometri segnerà quasi 18 km (in una decina di giorni abbiamo fatto 130 chilometri a piedi, devo dire che i miei figli sono ottimi compagni di viaggio, addestrati alla battaglia sin da piccolissimi.

Per pranzo andiamo in un fantastico ristorantino che avevo adocchiato da tempo, che fa cucina coreana contemporanea con un occhio di riguardo alle fermentazioni, e che ha un'incredibile carta di soju, distillato da riso e frumento (per capirci una specie di sakè.
Il ristorante si chiama Roots e lo consiglio vivamente.













[url=https://flic.kr/p/2sBn7YN]


Il titolare è un ragazzo molto giovane, appassionatissimo del suo lavoro, e che parla un inglese perfetto, raccontando la genesi e la composizione di ogni piatto, ed i richiami rispetto alla tradizione.
Nota di colore, anche gli uomini qui usano il fondotinta, e il nostro uomo ne abusa!

Siamo in zona Bukchon Village, zona storica con viette molto caratteristiche.



Seaking mi consiglia una sala da the, ma viste le ampie libagioni per pranzo rinviamo alla prossima volta.

Palazzo di Changdeokgung.



Non male questi giochini nel solito negozio di macchinette automatiche che fa sempre molto Giappone!:)



La città è tanto viva, piena di bar, locali e ristoranti, piacevolissima. I prezzi sono medi, decisamente più alti di Pechino, ma molto più bassi che in Europa.



Sullo sfondo, dopo Fuffas, Zaia Hadid.





Negozio di orecchini.



Il giorno seguente abbiamo in programma visita guidata alla DMZ, prenotata su Get Your Guide.
L'orario previsto di partenza era per le 9, anticipato alle 7 la sera precedente. Diversi italiani nel gruppo.

La visita è decisamente suggestiva e dall'osservatorio Dora coi binocoli si può vedere la Nord Corea ed i villaggi di confine.
E' prevista anche visita al terzo tunnel di infiltrazione, non ideale per claustrofobici, che fa arrivare ad una manciata di metri dal confine delle due coree. Il contorno è una narrazione totalmente di parte, ma comunque interessante.



Locomotiva mitragliata durante la guerra di Corea.





Fotografiamo solo quanto ci è concesso, la zona è controllata dai militari che salgono sull'autobus sia all'ingresso che all'uscita per controlli dei passaporti.

Questo era il casello dell'autostrada un tempo aperta tra le due Coree, adesso blindate.



Vista dall'osservatorio Dora.





Souvenir (si trovano francobolli e monete nordcoreani).



Vista la partenza di prima mattina per le 14 siamo già a Seoul e con le gambe sotto al tavolo in una taverna consigliata dalla simpaticissima e bravissima guida.



Fanno solo quattro piatti, ti servono senza fronzoli, ma tutto buonissimo.

A Seoul c'è pieno di combini, 7/11 e un certo I C U, che vendono da bere capillarmente ed a poco prezzo (prima di partire per un viaggio mi accerto sempre se si possa bere per strada, qui e in Cina OK).
Come non approfittarne?!



Alla sera ci spostiamo a vedere la Lotte World Tower, di recente apertura, che con i suoi 555 metri è il grattacielo più alto della città.
Andiamo in metro, e ci rendiamo conto di quanto le distanze siano davvero enormi.









Voglioso di un simil-aperitivo mi faccio inchiappettare dallo sky bar del luogo, in cui c'è tra l'altro una temperatura davvero polare (una costante del luogo, si vede anche da questo una certa similitudine con gli USA).

La serata si conclude trionfalmente con una meravigliosa cena in un BBQ (istituzione coreana) che consiglio vivamente e che si chiama Myeongdong Jungang Hoegwan.









Degno di nota il pancake kimchi e formaggio.



Talmente soddisfacente che torneremo l'ultimo giorno prima di partire.

Il giorno seguente, l'ultimo intero a Seoul, prevede visita al mercato del pesce, nella nuova struttura, che raggiungiamo con la metro.

Uno spettacolo.









Al piano superiore si trova una ampia serie di ristoranti, e le possibilità sono due: o si compra il pesce di sotto, e poi loro ti mandano nel loro ristorante di fiducia per cuocerlo, oppure viceversa, più facile, ti accomodi e poi scendono loro a comprare a seconda di cosa si ordina dal loro banco di fiducia.
Scegliamo la seconda opzione, e visto che semel in anno licet insanire ci prendiamo un mega king crab, dal prezzo non propriamente economico.





Arriva tutta una serie di altri piattini, tra cui il polpo appena tagliato che ancora si muove, e che mandiamo gentilmente a farsi un giro nella vaporiera.
Granchio da urlo.

Simpaticissimi.



Dolce locale, davvero buono, gelato coi fagioli.



Al pomeriggio visitiamo il quartiere di Gagnam con i vari luoghi del k pop, personalmente molto deludente rispetto al resto della città, ma per i figli...



Bella la biblioteca Starfield.



In crisi d'astinenza da carboidrati che non siano riso, assecondando la mia curiosità di assaggiare sempre la cucina italiana in giro per il mondo, ci facciamo una discreta pizza pepperoni ed un'atroce pasta aglio panna e funghi.





Ultimo giorno, si esce dall'albergo per una 36 ore di anabasi.
Prima gli ultimi acquisti, e poi pranzo dal nostro BBQ ormai di fiducia.







Giunge l'ora di andare in aeroporto, con ampio anticipo anche perché Vietnam Airlines, la compagnia del ritorno, non permette di fare check in on line sui voli da Corea verso il Vietnam.
Prendiamo un Uber che con 30 euro ci porta in un'ora e un quarto ad Incheon.

Pazzesca la quantità di roba che viene imbarcata su questo volo, tutti hanno decine di scatoloni, sbircio alcuni e vedo pacchi di prodotti per la cosmesi, non ho idea di come funzioni con la dogana...

Anche un pò di transiti, compresi un paio di gruppetti di italiani.





Partiamo dal Terminal 1, quello più vecchio, ed imbarchiamo da satellite previo giro su trenino.

Zaino fondamentale.



321 per Ho Chi Min City.



Noi invece per Hanoi voliamo con 350.

Sempre posti piccionaia, ma sempre finestino!





L'equipaggio, giovanissimo, è davvero tanto tanto carino, viene fornito spazzolino e dentifricio, il legroom è buono (n.b. parliamo sempre di economy), l'IFE ha parecchia scelta anche in lingua italiana.

Si parte.



Rancio rivedibile, ma ci facciamo andare bene tutto, soprattutto con chi è generoso di birrette.



IFE funzionante, anche se non di ultimissima generazione.



Il transito ad Hanoi fila piuttosto liscio, nonostante una serie di controlli dei passaporti e la nuova sicurezza, con obbligo per tutti di togliersi le scarpe (i vassoi hanno proprio una parte dedicata alle calzature).
Abbiamo da passare a terra circa quattro ore, dalle 21:30 all'imbarco previsto poco dopo l'1 di notte, e ci buttiamo nella lounge SH Premium Lounge, molto bella, ma con cibo davvero pessimo.





Lavoro su di questa, un vodka tonic dopo l'altro.



Intorno a mezzanotte parte l'ondata dei LR, l'aeroporto è bello a tappo.





Si vola di nuovo con 350, ottimo, miglior aereo sul mercato per il lungo raggio lato PAX imho.



Mia moglie e i miei figli collassano prima del pushback, e dunque mi mangio anche le loro cene..!:)





Tutto sommato non male.

Dormo come un ghiro e mi sveglio praticamente sui Balcani per la colazione, a base di noodles di manzo, graditissimi (una fame...)!!









Curiosi i dieci minuti di pubblicità sull'IFE al decollo e prima dell'arrivo.



Arrivo in orario a Malpensa intorno alle 7, solita coda folle al controllo passaporto, che per fortuna saltiamo grazie alla corsia dedicata alle famiglie.





Leggo dei lavori in corso per il T1 XL, dico solo, meno male!!


Grazie a tutti per avere letto!
 
Seaking mi consiglia una sala da the, ma viste le ampie libagioni per pranzo rinviamo alla prossima volta.
Male, molto male!

Ad ogni modo anche io avevo l'albergo in quel quartiere e ci siamo trovati benissimo.
In generale la città ci era piaciuta davvero molto: pulita, moderna, super sicura, divertente e con alcune chicche storiche davvero niente male.

Peccato che al ritorno mi sbagliai e invece di prendere il treno per Incheon apt presi quello per Incheon paese. Ricordo ancora come se fosse ieri la sensazione di scendere al capolinea e di trovarsi di fronte il deserto urbano... con un'unico taxi in attesa, che ci salvò la serata ed il volo di ritorno!

Forse un giorno farò un retro TR.
 
Bellissimo! La parte su Seoul molto utile: a giugno ho prenotato il rientro dal Giappone aggiungendo Seoul (per ragioni di miglia) e mi sono segnato alcune cose :)
 


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