Nel momento in cui prenoto un viaggio, fissata la destinazione, i fattori principali di scelta sono da una parte il prezzo, e poi su tutto la possibilità di fare i giri più minchioni possibili.
Decidendo dunque in primavera di fare una decina di giorni via ad inizio settembre, volendo andare io e mia moglie a Pechino, non essendoci mai stati, e mia figlia a Seoul (appassionata di K-pop, mala tempora.... ma le piacciono anche i Queen, per spezzare una lancia a suo favore), astenuto il piccolo, prenoto un giro abbastanza balordo su trip.com (app veramente ottima) che prevede una prima tratta da Malpenza a Schenzen con arrivo notturno e ripartenza dopo qualche ora di primissima mattina alla volta di PEK, con Hainan (invogliato dalle cinque stelle skytrax), poi dopo cinque giorni una Pechino - Seoul Gimpo con Asiana, e quindi un ritorno con Vietnam Airlines da ICN via Hanoi (ritorno che pensavo io essere balordo, invece scoprirò essere pieno di italiani che facevano lo stesso giro).
Solitamente quando vado a Malpensa (oramai dal mio flight memory oltre un centinaio di volte) anche se ho partenze di primissima mattina, parto dalla Liguria in piena notte, ma questa volta scelgo di essere più tranquillo e mi muovo la sera prima e mi fermo a dormire in zona aeroporto, in una struttura davvero comoda con parcheggio privato a Somma Lombardo, dopo una splendida quattro formaggi rossa con salame piccante fatta da egiziani in quel posto dell'anima che è Borgo Vercelli.
Malpensa T1 merita pochi commenti (li farò al ritorno sul controllo passaporti), imbarchiamo con bus dagli inferi verso i parcheggi remoti frequentati tra gli altri dagli avioni asiatici.

Come dicevo per arrivare in Cina si vola con Hainan Airlines, 787, ovviamente in economy, anzi, in super-economy, con posti che Trip mi aveva fatto scegliere gratuitamente.
Siamo nella seconda cabina, praticamente in zona timone di coda, ma tutti vicini e con posto finestrino (per me).


Al posto si trova oltre a cuscino e coperta anche un amenity kit con mascherina, calze, dentifricio-spazzolino, salviette, decisamente comodo, e il menù dei pasti, che prevede ben tre opzioni, oltre ad un menù per il bere.

Nel timore di rimanere a secco avevo già una bottiglia di Fanta avvantaggiata ed una di Coca Cola sempre avvantaggiata portate da casa, che mi scolo prima di arrivare sui Balcani.
Usciamo dall'Italia sopra Chioggia.

Prendo manzo con salsina alla senape, buono.

La selezione dell'IFE è piuttosto scadente e i film in inglese sono sottotitolati in cinese.
Con grande mia desolazione non funziona l'air show, che è di fatto l'unica cosa che mi interessa su di un LR.
Volo assolutamente tranquillo, assistenti di volo presenti e molto carini, piccolo bar nel galley di coda.
Colazione, edibile nulla di più.

Atterriamo a Shenzen intorno alle 4 di mattina ora locale, con avvicinamento prima sopra al porto e poi sopra la città.
Sbarco con cobus con viaggio di venti minuti.
Avvertenza: non buttare monetine verso gli aerei come portafortuna!!

Immigrazione rapidissima con carta di ingresso già precompilata online.
L'aeroporto di Schenzen è enorme ed architettonicamente davvero splendido, spazi ampi, luminosi e curati.


Passiamo un paio d'ore nella loungeChina Southern V2 in area partenze domestiche praticamente deserta, vista l'ora antelucana.


Mi faccio la seconda delle tre colazioni del giorno con un paio di Tsingtao e qualcosa di piccante per acclimatarmi al cibo locale.


Il T3 è davvero davvero bello e scopro, cercando maggiori info, che l'architetto che lo ha progettato è il nostro Fuksas.

Imbarchiamo con riconoscimento facciale senza necessità di tirare fuori biglietto o passaporto (da questo momento siamo ufficialmente schedati ed in mano loro!).
Per questa tratta si vola su di un 737-800 pieno a tappo.


Mia moglie e i figli iniziano a perdere colpi, io sempre sul pezzo mi scofano la terza colazione della giornata, piaciuta tanto soprattutto con l'aggiunta delle mefitiche salsine e condimenti.


Servizio completo anche sul volo interno, di circa tre ore e mezza.
Arriviamo a PEK poco dopo le 9 di mattina in una splendida giornata.
Il tempo sarà sempre ottimo, sia a Pechino che a Seoul, caldo, ma non esagerato.

Per muoverci da PEK alla città prendiamo la metropolitana, tratta inaugurata in occasione delle Olimpiadi, che ci porta in poco tempo alla stazione di Beixinqiao, che maps ,sconsigliatissimo in Cina, dava chiusa ed invece era aperta. Mappe di Apple funziona un pochino meglio, ma ancora meglio le app di navigazione locale.
L'albergo è a una decina di minuti a piedi dalla stazione.
Anche per giri un po' più lunghetti noi viaggiamo sempre con uno zaino a testa e stop, dunque ci muoviamo senza problemi.
La via, splendida, dove si trova l'hotel, molto consigliato (Beijing Gu Xiang 20 Hutong CultureHotel), camera familiare con balcone poco più di 100 euro a notte.


Comodissimo il servizio di lavanderia gratuito con riconsegna in pochissime ore.
Facciamo un primo giro del quartiere, incurante del fatto che siamo svegli oramai di fatto da oltre 24 ore.
E' una zona di hutong, ossia piccoli vicoli lastricati e pieni di casette antiche, davvero molto molto pittoresco, con tanti locali, negozi e ristoranti, oltre che case abitate, un mix di turistico e locale.



Prima sosta in una famosa birreria artigianale della zona, la Great Leap Brewing, dove ci facciamo un paio di pinte.


Ottima l'abbinata alcool a buon mercato e facilmente accessibile (quanto ti amo Islanda, quanto mi fai soffrire sotto questo aspetto...) e la presenza capillare di toilette pubbliche (credo anche perchè le case che affacciano sugli hutong non abbiano in larga parte i bagni in casa).

La zona è davvero splendida e si arriva a piedi vicino a canali e laghetti pieni di gente e di locali.
La prima impressione della città è decisamente molto positiva, così come delle persone, tutte carinissime.
Fa molto impressione da altro lato vedere le migliaia di telecamere di sicurezza davvero dappertutto, a mazzi, per il riconoscimento facciale capillare, e la presenza costante praticamente in ogni via di polizia e personale di sicurezza.
La città in generale dà impressione di estrema sicurezza.


Tanto tanto verde, su tutto robinie e salici.

Cena in un ristorante scelto a caso, sempre a distanza pedonale dall'albergo, che si rivelerà ottimo.
Ci accorgiamo subito che l'inglese è davvero poco usato, anche a Pechino centro.


Melanzante croccanti fritte, una droga.

Irrinunciabile anatra alla pechinese.

E noodles alla pechinese, un pò troppo cumino per i miei gusti.

Per pagare ci affidiamo esclusivamente ad Alipay, sul quale avevamo registrato prima di partire una carta Mastercard ciascuno io e mia moglie, che una volta presa la mano funziona benissimo.
Per internet ,Holafly, che dovrebbe già avere compresa vpn, e ad abundantiam Nord Vpn assicurano un facile bypass del great firewall ed abbiamo internet come a casa comprese tutte la app vietate in Cina come WA.
Passiamo cinque giorni davvero piacevoli a Pechino, girando in metropolitana o con Didi, l'Uber locale, dai prezzi davvero stupefacenti con auto comodissime (in larga parte BYD).

In generale il parco auto e moto della città è quasi esclusivamente elettrico, ed il cielo almeno in centro è terso.
Ci affidiamo a tour organizzati prenotati tramite Get Your Guide solamente per Piazza Tienamen e per la città proibita (consigliatissimo, si salta gran parte dell'enorme fila e sbrigano loro le pratiche burocratiche, ricordarsi di portare sempre con sé il passaporto) e poi per andare a visitare la Muraglia Cinese, nella sezione di Mutianyu, con ascesa in funivia e discesa in toboga.
Entrambe le esperienze lasciano davvero impressionati.




Visitiamo invece in autonomia il Palazzo d'Estate ed i Templi principali della città.




Si mangia davvero bene dappertutto, a prezzi per noi davvero bassi, direi sull'ordine dei 10 euro a testa.
Questo ristorante specializzato in dimsum davvero ottimo, tutto fatto a mano sul momento.


Su tutti straordinari i dumpling con i ricci di mare.
La sera c'è pieno di gente in giro, in larga parte giovani, con lunghe code nei ristoranti più popolari. Il turismo interno è enorme, relativamente pochi occidentali in giro.

Altro bellissimo ristorante.


Non può mancare un giro in un supermercato, altra mia grande passione, con odorino di durian dappertutto.



Viene il momento di muoversi verso Seoul, e torniamo a PEK questa volta con Didi.
Voliamo Asiana, primissima volta per me.
Il terminal da cui opera la compagnia (Terminal 2, spostati proprio il primo settembre scorso) è quasi deserto, e sia emigrazione che sicurezza volano in un attimo.




Mangiamo un ultimo boccone cinese in aeroporto, niente di che.

Set per fare il te con testimonial d'eccellenza, evidentemente più amato a queste latitudini che alle nostre!

Questi potrebbero essermi utili.

Fauna locale (stracit.) con 340 iraniano sullo sfondo.

787 francese a riposo.

Volo per la Nord Corea cancellato, chissà se applicano la EU261...

Ultima birretta.

Con avviso ad personam.

I maxischermi in apt fanno passare video stile cartoni animati di passeggeri unruly che si ubriacano e che molestano le AAVV, o che fumano a bordo, regolarmente portati via in ceppi.
Qui invece dei cellulari nelle postazioni di ricarica mettono a caricare le webcam!

WB Asiana per il Giappone.

Noi voliamo con 321.
ARJ21 locali, scopiazzati dall'MD80.


Imbarco, questa volta senza riconoscimento facciale.
Si vola a Gimpo, secondo aeroporto di Seoul e molto più vicino alla città di Incheon.

Aereo molto pulito e ordinato, con IFE individuale, pur un po' datato.





Cuffie.

E rivista di bordo.

Rancio, buono, con immancabile birretta.

Si arriva a Seoul Gimpo verso le 20, dopo due ore e mezza di volo.

Anche in questo caso immigrazione lampo, con carta di ingresso già fatta prima online.
Prendiamo un taxi, e ci muoviamo versola zona di Myeongdong dove abbiamo l'hotel.

Continua con la seconda parte, Seoul e ritorno con Vietnam Airlines.
Decidendo dunque in primavera di fare una decina di giorni via ad inizio settembre, volendo andare io e mia moglie a Pechino, non essendoci mai stati, e mia figlia a Seoul (appassionata di K-pop, mala tempora.... ma le piacciono anche i Queen, per spezzare una lancia a suo favore), astenuto il piccolo, prenoto un giro abbastanza balordo su trip.com (app veramente ottima) che prevede una prima tratta da Malpenza a Schenzen con arrivo notturno e ripartenza dopo qualche ora di primissima mattina alla volta di PEK, con Hainan (invogliato dalle cinque stelle skytrax), poi dopo cinque giorni una Pechino - Seoul Gimpo con Asiana, e quindi un ritorno con Vietnam Airlines da ICN via Hanoi (ritorno che pensavo io essere balordo, invece scoprirò essere pieno di italiani che facevano lo stesso giro).
Solitamente quando vado a Malpensa (oramai dal mio flight memory oltre un centinaio di volte) anche se ho partenze di primissima mattina, parto dalla Liguria in piena notte, ma questa volta scelgo di essere più tranquillo e mi muovo la sera prima e mi fermo a dormire in zona aeroporto, in una struttura davvero comoda con parcheggio privato a Somma Lombardo, dopo una splendida quattro formaggi rossa con salame piccante fatta da egiziani in quel posto dell'anima che è Borgo Vercelli.
Malpensa T1 merita pochi commenti (li farò al ritorno sul controllo passaporti), imbarchiamo con bus dagli inferi verso i parcheggi remoti frequentati tra gli altri dagli avioni asiatici.

Come dicevo per arrivare in Cina si vola con Hainan Airlines, 787, ovviamente in economy, anzi, in super-economy, con posti che Trip mi aveva fatto scegliere gratuitamente.
Siamo nella seconda cabina, praticamente in zona timone di coda, ma tutti vicini e con posto finestrino (per me).


Al posto si trova oltre a cuscino e coperta anche un amenity kit con mascherina, calze, dentifricio-spazzolino, salviette, decisamente comodo, e il menù dei pasti, che prevede ben tre opzioni, oltre ad un menù per il bere.

Nel timore di rimanere a secco avevo già una bottiglia di Fanta avvantaggiata ed una di Coca Cola sempre avvantaggiata portate da casa, che mi scolo prima di arrivare sui Balcani.
Usciamo dall'Italia sopra Chioggia.

Prendo manzo con salsina alla senape, buono.

La selezione dell'IFE è piuttosto scadente e i film in inglese sono sottotitolati in cinese.
Con grande mia desolazione non funziona l'air show, che è di fatto l'unica cosa che mi interessa su di un LR.
Volo assolutamente tranquillo, assistenti di volo presenti e molto carini, piccolo bar nel galley di coda.
Colazione, edibile nulla di più.

Atterriamo a Shenzen intorno alle 4 di mattina ora locale, con avvicinamento prima sopra al porto e poi sopra la città.
Sbarco con cobus con viaggio di venti minuti.
Avvertenza: non buttare monetine verso gli aerei come portafortuna!!

Immigrazione rapidissima con carta di ingresso già precompilata online.
L'aeroporto di Schenzen è enorme ed architettonicamente davvero splendido, spazi ampi, luminosi e curati.


Passiamo un paio d'ore nella loungeChina Southern V2 in area partenze domestiche praticamente deserta, vista l'ora antelucana.


Mi faccio la seconda delle tre colazioni del giorno con un paio di Tsingtao e qualcosa di piccante per acclimatarmi al cibo locale.


Il T3 è davvero davvero bello e scopro, cercando maggiori info, che l'architetto che lo ha progettato è il nostro Fuksas.

Imbarchiamo con riconoscimento facciale senza necessità di tirare fuori biglietto o passaporto (da questo momento siamo ufficialmente schedati ed in mano loro!).
Per questa tratta si vola su di un 737-800 pieno a tappo.


Mia moglie e i figli iniziano a perdere colpi, io sempre sul pezzo mi scofano la terza colazione della giornata, piaciuta tanto soprattutto con l'aggiunta delle mefitiche salsine e condimenti.


Servizio completo anche sul volo interno, di circa tre ore e mezza.
Arriviamo a PEK poco dopo le 9 di mattina in una splendida giornata.
Il tempo sarà sempre ottimo, sia a Pechino che a Seoul, caldo, ma non esagerato.

Per muoverci da PEK alla città prendiamo la metropolitana, tratta inaugurata in occasione delle Olimpiadi, che ci porta in poco tempo alla stazione di Beixinqiao, che maps ,sconsigliatissimo in Cina, dava chiusa ed invece era aperta. Mappe di Apple funziona un pochino meglio, ma ancora meglio le app di navigazione locale.
L'albergo è a una decina di minuti a piedi dalla stazione.
Anche per giri un po' più lunghetti noi viaggiamo sempre con uno zaino a testa e stop, dunque ci muoviamo senza problemi.
La via, splendida, dove si trova l'hotel, molto consigliato (Beijing Gu Xiang 20 Hutong CultureHotel), camera familiare con balcone poco più di 100 euro a notte.


Comodissimo il servizio di lavanderia gratuito con riconsegna in pochissime ore.
Facciamo un primo giro del quartiere, incurante del fatto che siamo svegli oramai di fatto da oltre 24 ore.
E' una zona di hutong, ossia piccoli vicoli lastricati e pieni di casette antiche, davvero molto molto pittoresco, con tanti locali, negozi e ristoranti, oltre che case abitate, un mix di turistico e locale.



Prima sosta in una famosa birreria artigianale della zona, la Great Leap Brewing, dove ci facciamo un paio di pinte.


Ottima l'abbinata alcool a buon mercato e facilmente accessibile (quanto ti amo Islanda, quanto mi fai soffrire sotto questo aspetto...) e la presenza capillare di toilette pubbliche (credo anche perchè le case che affacciano sugli hutong non abbiano in larga parte i bagni in casa).

La zona è davvero splendida e si arriva a piedi vicino a canali e laghetti pieni di gente e di locali.
La prima impressione della città è decisamente molto positiva, così come delle persone, tutte carinissime.
Fa molto impressione da altro lato vedere le migliaia di telecamere di sicurezza davvero dappertutto, a mazzi, per il riconoscimento facciale capillare, e la presenza costante praticamente in ogni via di polizia e personale di sicurezza.
La città in generale dà impressione di estrema sicurezza.


Tanto tanto verde, su tutto robinie e salici.

Cena in un ristorante scelto a caso, sempre a distanza pedonale dall'albergo, che si rivelerà ottimo.
Ci accorgiamo subito che l'inglese è davvero poco usato, anche a Pechino centro.


Melanzante croccanti fritte, una droga.

Irrinunciabile anatra alla pechinese.

E noodles alla pechinese, un pò troppo cumino per i miei gusti.

Per pagare ci affidiamo esclusivamente ad Alipay, sul quale avevamo registrato prima di partire una carta Mastercard ciascuno io e mia moglie, che una volta presa la mano funziona benissimo.
Per internet ,Holafly, che dovrebbe già avere compresa vpn, e ad abundantiam Nord Vpn assicurano un facile bypass del great firewall ed abbiamo internet come a casa comprese tutte la app vietate in Cina come WA.
Passiamo cinque giorni davvero piacevoli a Pechino, girando in metropolitana o con Didi, l'Uber locale, dai prezzi davvero stupefacenti con auto comodissime (in larga parte BYD).

In generale il parco auto e moto della città è quasi esclusivamente elettrico, ed il cielo almeno in centro è terso.
Ci affidiamo a tour organizzati prenotati tramite Get Your Guide solamente per Piazza Tienamen e per la città proibita (consigliatissimo, si salta gran parte dell'enorme fila e sbrigano loro le pratiche burocratiche, ricordarsi di portare sempre con sé il passaporto) e poi per andare a visitare la Muraglia Cinese, nella sezione di Mutianyu, con ascesa in funivia e discesa in toboga.
Entrambe le esperienze lasciano davvero impressionati.




Visitiamo invece in autonomia il Palazzo d'Estate ed i Templi principali della città.




Si mangia davvero bene dappertutto, a prezzi per noi davvero bassi, direi sull'ordine dei 10 euro a testa.
Questo ristorante specializzato in dimsum davvero ottimo, tutto fatto a mano sul momento.


Su tutti straordinari i dumpling con i ricci di mare.
La sera c'è pieno di gente in giro, in larga parte giovani, con lunghe code nei ristoranti più popolari. Il turismo interno è enorme, relativamente pochi occidentali in giro.

Altro bellissimo ristorante.


Non può mancare un giro in un supermercato, altra mia grande passione, con odorino di durian dappertutto.



Viene il momento di muoversi verso Seoul, e torniamo a PEK questa volta con Didi.
Voliamo Asiana, primissima volta per me.
Il terminal da cui opera la compagnia (Terminal 2, spostati proprio il primo settembre scorso) è quasi deserto, e sia emigrazione che sicurezza volano in un attimo.




Mangiamo un ultimo boccone cinese in aeroporto, niente di che.

Set per fare il te con testimonial d'eccellenza, evidentemente più amato a queste latitudini che alle nostre!

Questi potrebbero essermi utili.

Fauna locale (stracit.) con 340 iraniano sullo sfondo.

787 francese a riposo.

Volo per la Nord Corea cancellato, chissà se applicano la EU261...

Ultima birretta.

Con avviso ad personam.

I maxischermi in apt fanno passare video stile cartoni animati di passeggeri unruly che si ubriacano e che molestano le AAVV, o che fumano a bordo, regolarmente portati via in ceppi.
Qui invece dei cellulari nelle postazioni di ricarica mettono a caricare le webcam!

WB Asiana per il Giappone.

Noi voliamo con 321.
ARJ21 locali, scopiazzati dall'MD80.


Imbarco, questa volta senza riconoscimento facciale.
Si vola a Gimpo, secondo aeroporto di Seoul e molto più vicino alla città di Incheon.

Aereo molto pulito e ordinato, con IFE individuale, pur un po' datato.





Cuffie.

E rivista di bordo.

Rancio, buono, con immancabile birretta.

Si arriva a Seoul Gimpo verso le 20, dopo due ore e mezza di volo.

Anche in questo caso immigrazione lampo, con carta di ingresso già fatta prima online.
Prendiamo un taxi, e ci muoviamo versola zona di Myeongdong dove abbiamo l'hotel.

Continua con la seconda parte, Seoul e ritorno con Vietnam Airlines.
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