Rientro
Stazione di Modena, ore 14 e qualcosa. Gran ressa tra noi che dobbiamo prendere il regionale per Milano. Canyon la butta lì "ma, senti, e se prendessimo il Frecciarossa?". Mi turba spezzargli il cuore: l'Italia non è il Giappone, sull'Alta Velocità le bici non salgono. Per cui eccoci qui, in attesa.
Mi aspettavo un treno tipo quello che prendevo tra Milano e Torino, con le battone e la puzza di cimici a ogni frenata. Invece ne arriva uno a due piani, pure con l'aria condizionata (poca, eh, che poi arriva
il colpo d'aria). C'ha pure una rastrelliera per le bici. Peccato che sia grosso la metà di ciò che serva.
Due orette, quei cinque minuti di ritardo accademico, e sono a Lambrate. Saluto Canyon, che invece scenderà a Centrale, e pedalo al Moxy. Smonto la bici in un bagno di sudore, ma non c'è problema, tra poco ci sarà cena al vertice con persone di un certo livello.
Nel frattempo passa
@OneShot a far scendere un suo collega.
Di li a poco, pulito e profumato, vengo raccolto dal panfilo di
@Dancrane per una cena con l'esimio
@Viking. Si parlò di industria casearia, del comparto dell'autoveicolo, di transizione energetica, del rimpatrio di connazionali in situazioni di precarietà e di un futuro più radioso per tutti. Prese le decisioni, bevute le birrette, è il momento dei commiati, di una notte al Moxy e del ritorno a Londra, ché il lavoro
fancazzismo incombe.
Il giorno seguente, a un orario molto consono (le 10) mi appropinquo al Forlanini, che ritengo dovrebbe esser intitolato a Bobby Solo, a Orietta Berti o al Dogui nazionale.
L'area ITA Airways si presenta bene, se non fosse per quei soffitti bassi. Pazienza.
BA ha una coda stratosferica (tipo 20 persone) per Club, e nessuno per Barbon. Ci sono anche altre tre bici, e mi metto di fianco al primo della lista. Il mio tentativo di fare il simpatico (abbiamo la stessa bike box, dai) non desta alcun risultato. Guardo bene il proprietario dell'altra bike box, vedo il tatuaggio col logo dell'Iron Man, l'altro tatuaggio con su scritto "Shut up legs" e, in ultimo, quello che dice "Maximum effort" e mi torna in mente il compianto Rupert Sciamenna in Mai Dire Cinema. In più torna a Cincinnati.
Faccio check-in primo tra i barboni, deposito il collo, e vado airside. C'ho messo giusto tre anni a capire che il soffitto di questa zona di LIN è così di default, non è che ci sono delle impalcature per lavori sopra.
E vado nella lounge di BA. Un tempo era una specie di stanzino buio, cupo, senza finestre e con una scelta di cibo nefanda. Ora rimane sempre uno stanzino senza finestre, ma almeno non è più cupo e la scelta di cibo è a dire il vero decente. Meglio di Galleries a Londra (e graziarc*zzo, diceva mio cugino).
Poi, la lounge cala l'asso.
C'È IL BRAULIO.
il che vuol dire una cosa sola, Valtellina Libre para todos!
Arriva il momento dell'imbarco, nel ripostiglio che è il B28.
Aviapartner, stavolta vecchio modello. Onestamente fa molto Crédit Agricole.
Ed eccoci al nostro ferro:
G-TTNL, 320neo d'epoca Cruziana con panche dietro, le prese di corrente seminascoste, le cappelliere mignon e i vecchi colori. Andrebbero rifatti, ma con calma eh.
Saliamo tutti a bordo, e stavolta l'equipaggio non è buono come quello dell'andata. Sempre bravini, eh, ma il solito ordine viene consegnato così.
Male, perdio, male [cit.]
Faccio che prendere il pranzo, che m'intrigavano i tortelloni, e si presentano senza infamia nè lode. Una volta c'era anche l'insalata, o un antipasto, ovviamente quei 5 centesimi andavano risparmiati.
In bagno scopro che White Company non c'è più, sostituita da questi qui. Mboh.
E poi niente, un atterraggio un po' brioso e siamo a T5, Gate A7, un lunedi pomeriggio molto tranquillo. Scopro che il Nairobi di oggi è cancellato, e che LHR ha sempre i FIDS che girano su Windows XP. Cyber security, questa sconosciuta.
La riconsegna del bagaglio, qui, è sempre una lotteria. Due delle bici sono già in attesa, ma le valigie si fanno aspettare. Dieci, venti, trenta minuti. Due bambini cretini giocano con i sensori del nastro finchè non esce un tizio a cazziarli. Poi iniziano ad uscire le valigie.
Ed ecco la mia:
Eccoci qui, finita. Vi lascio con un ultimo monito:
